#First time in Milan: Edward Spitz per un giorno

Gli amanti dell’arte, e più in particolare quelli che apprezzano la street art, ma anche gli amanti dei fumetti, hanno un sono giorno per ammirare una selezione di quadri di Edward Spitz.

Presso lo Spazio Cernaia di Milano (Via Cernaia, 1) è infatti in corso una mostra personale gratuita ove l’irriverente e misterioso artista espone alcune delle sue ultime opere, contraddistinte dagli iconici, coloratissimi personaggi del fumetto classico cui Edward associa ironia e provocazione, che diventano sottili denunce sociali. Attenzione però, perché la mostra, aperta ad orario continuato dalle 10.00 alle 19.00 dura solo la giornata di oggi mercoledì 13 ottobre, affrettatevi!

 

View this post on Instagram

 

Un post condiviso da Juri Signorini (@milano_dabere)

Questo street artist, affronta infatti temi sociali attraverso espressioni artistiche dal forte impatto decorativo. Egli ha l’abilità di saper sapientemente fondere le pagine di originali fumetti d’epoca, che utilizza per realizzare lo sfondo, e vi sovrappone “icone” dipinte a mano e poi “sigillate” da uno spesso strato di resina non prima di avergli dato voce esprimendo attraverso di essi dei paradossi dell’attuale società di massa ma la sua genialità sta nel fatto che questa sua velata denuncia sociale è in perfetta armonia con il personaggio rappresentato.

sostieni No#News e visita il nostro sponsor

sostieni No#News e visita il nostro sponsor

Edward Spitz è un artista che parla poco si sé, la sua identità è infatti sconosciuta, e preferisce che a parlare siano i suoi quadri. Di lui si sa che è l’artista dei fumetti, di cui è anche un irriverente collezionista. Naturalmente è un accanito lettore di strisce: Topolino, Braccio di Ferro, Linus e Superman. I classici. Le sue opere sono esposte in diversi luoghi pubblici e privati in Italia e all’estero. Partecipa a collettive e personali, il primo debutto a Tel Aviv nel 2018 con l’esposizione “Unforgettable Childhood Infanzia indimenticabile”, per proseguire tra Roma, Matera, nel 2019 anno in cui la città è stata capitale europea della cultura, con “Quando il mouse era Micky era tutto più vero”.

Edward Spitz fa un’ulteriore ricerca tecnica e visiva scegliendo di personalizzare ogni singola opera con la rappresentazione coerente di un personaggio ogni volta diverso. Un protagonista che appartiene alla cultura popolare di massa mutuato dall’universo fumettistico e di cui tutti, al di là di qualsiasi status o età hanno memoria visiva.

L’artista ha fatto suoi quegli aspetti che appartengono al mondo della cultura del fumetto, ha così sviluppato una forma d’arte apparentemente semplice ed immediata dal forte impatto decorativo che ha senza dubbio contribuito al suo fulmineo successo ma che nasconde ad una più attenta analisi, come ogni fumetto che si rispetti, un profondo studio di carattere psicologico e sociale che rendono le sue opere allegre ma mai superficiali.

sostieni No#News e visita il nostro sponsor

sostieni No#News e visita il nostro sponsor

Come ci racconta Ermanno Tedeschi,

Edward Spitz ha compreso quale fosse il valore artistico del fumetto e inducendolo a creare opere che a prima vista hanno uno valore decorativo. Ciò non corrisponde alla realtà perché dietro l’utilizzo dei fumetti come base per la pittura in acrilico e resina, dei diversi personaggi, c’è un profondo studio di carattere psicologico e sociale che rende le sue opere allegre ed allo stesso tempo drammatiche come nella rappresentazione di Paperone o in quella di Topolino completata da scritte di estrema saggezza che recitano «alcune volte tu non hai mai conosciuto il vero valore di un momento fino a quando diventa Memoria» oppure «la vita è troppo corta per indossare vestiti noiosi.