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L’arte millenaria della ceramica nelle botteghe di Cerreto Sannita

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Tra le colline del Sannio beneventano, dove il fiume Titerno scorre placido portando con sé i segreti di una terra ricca di argille pregiate, sorge Cerreto Sannita, un borgo che da secoli trasforma la materia prima della natura in opere d’arte. Per secoli, il fiume Titerno ha fornito ai ceramisti di Cerreto Sannita la materia prima per sviluppare un artigianato che nel XVIII divenne arte vera e propria, creando una tradizione che si tramanda di generazione in generazione come un patrimonio vivente.

Le mani degli artigiani cerretesi modellano l’argilla con la stessa devozione di un rito antico, trasformando ogni pezzo in una testimonianza tangibile di una cultura che sfida il tempo. La tradizione ceramica accompagna da secoli la storia di Cerreto Sannita e ancora oggi ne contraddistingue l’identità, rendendo questo piccolo centro della provincia di Benevento un laboratorio a cielo aperto dove il passato dialoga costantemente con il presente.

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Le radici storiche: dal XIV secolo al secolo d’oro

La storia della ceramica cerretese affonda le radici nel XIV secolo, quando i primi maestri iniziarono a plasmare oggetti di uso quotidiano e sacro. I primi pezzi di ceramica arcaica di cui si ha conoscenza a Cerreto Sannita (Benevento) risalgono al XIV secolo, tra cui spicca un’acquasantiera decorata con il profilo di Santa Caterina con la ruota, testimonianza preziosa di un’arte già raffinata nei suoi albori.

Ma è nel XVIII secolo che Cerreto Sannita vive il suo momento di massimo splendore ceramico. I primi decenni del Settecento rappresentarono il momento d’oro della ceramica cerretese, con la rinascita delle antiche industrie e botteghe artigiane. Il feudatario Marzio Carafa, intuendo le potenzialità di questa terra benedetta dall’argilla del Titerno, promosse l’arrivo di maestri napoletani che portarono tecniche innovative e raffinate.

Tra questi, il maestro Nicolò Russo stabilì una delle prime e più illustri fornaci, impiantandola in casa del magnifico Francesco Mastracchio. Questi artigiani napoletani innestarono sulla tradizione locale le tecniche più avanzate dell’epoca, creando un connubio perfetto tra tradizione locale e innovazione artistica.

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L’epoca d’oro: botteghe e maestri del Settecento

Durante il XVIII secolo, Cerreto Sannita divenne un centro ceramico di fama europea. Le botteghe si moltiplicarono lungo le vie del borgo, ognuna specializzata in particolari produzioni: dalle acquasantiere ornamentali ai piatti da parata, dagli albarelli farmaceutici alle riggiole decorative per pavimenti.

La collezione costituisce una testimonianza unica ed irrepetibile per la ricostruzione della storia della ceramica Cerretese, come testimonia la prestigiosa Collezione Mazzacane che annovera circa 400 pezzi del XVIII secolo. Questi manufatti rivelano la straordinaria capacità tecnica e artistica raggiunta dai ceramisti cerretesi, capaci di creare opere che univano funzionalità e bellezza in un equilibrio perfetto.

Le acquasantiere cerretesi divennero particolarmente famose, esportate in tutto il mondo come simbolo di un’arte raffinata che sapeva coniugare devozione religiosa e eccellenza artigianale. I piatti da parata mostravano decorazioni elaborate con motivi floreali, stemmi gentilizi e scene mitologiche, mentre le riggiole trasformavano i pavimenti in veri e propri tappeti di ceramica.

La rinascita contemporanea: quando l’antico incontra il moderno

Dopo un periodo di declino nell’Ottocento, quando a Cerreto Sannita lavoravano circa quaranta ceramisti che col tempo divennero sempre di meno sino a quando rimasero solamente dei vasai o dei cocciolari, la metà del XX secolo ha segnato una straordinaria rinascita di questa antica arte.

Oggi, le botteghe contemporanee come l’Arte Ceramica Sagnella, fondata nel 1977, perpetuano la tradizione settecentesca utilizzando tecniche tramandate di padre in figlio. Arte Ceramica Sagnella propone con passione e dedizione una vasta gamma di prodotti, interamente modellati e decorati a mano, perseguendo la cultura e le tradizioni popolari del XVIII secolo.

La Ceramica Artistica Marina, fondata nel 1978 da Andrea Di Lorenzo e Antonietta Ciarlo, rappresenta un altro esempio di come la tradizione possa evolversi senza perdere la propria autenticità. La produzione della bottega è fortemente legata ai decori tradizionali che contraddistinguono le ceramiche cerretesi settecentesche e all’utilizzo di materiali innovativi.

Il museo custode della memoria ceramica

Nel settecentesco ex convento di Sant’Antonio, il Museo Civico e della Ceramica Cerretese custodisce la memoria di questa tradizione millenaria. Il museo è articolato in due sezioni: la sezione della ceramica antica, contenente prevalentemente ceramiche cerretesi risalenti in gran parte ai secoli XVII-XVIII-XIX, che racconta l’evoluzione stilistica e tecnica attraverso i secoli.

La sezione contemporanea dimostra come l’arte ceramica cerretese non sia un fossile del passato, ma una tradizione viva e dinamica, capace di reinventarsi pur mantenendo la propria identità distintiva. Il museo diventa così un ponte temporale che unisce la maestria degli antichi figuli alle creazioni degli artigiani contemporanei.

Riconoscimenti e futuro: la ceramica come patrimonio culturale

Il prestigio della ceramica cerretese è oggi riconosciuto ufficialmente: Alla produzione ceramica di Cerreto Sannita e di San Lorenzello è stato attribuito il marchio “CAT – Ceramica Artistica Tradizionale” dal Ministero dello Sviluppo Economico, un sigillo di qualità che certifica l’eccellenza di questa produzione artigianale.

Grazie alle botteghe degli artigiani contemporanei consente oggi a Cerreto di essere una delle 46 “città italiane della ceramica”, parte della prestigiosa rete dell’Associazione Italiana Città della Ceramica. Questo riconoscimento non è solo un onore, ma una responsabilità: quella di preservare e tramandare un patrimonio culturale che rappresenta l’identità stessa di una comunità.

Camminando oggi per le vie di Cerreto Sannita, si può ancora sentire il sussurro del tornio che gira e vedere le mani sapienti che modellano l’argilla del Titerno. In ogni bottega, in ogni opera che nasce dal fuoco del forno, vive l’anima di una tradizione che ha saputo attraversare i secoli mantenendo intatta la propria bellezza e autenticità. La ceramica cerretese non è solo arte: è la voce di una terra che continua a raccontare la propria storia attraverso le forme eterne dell’argilla.

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