Li nello spazio stretto tra il divano e il tavolo di vetro, Ian lo attira a sé afferrandogli le natiche e senza preavviso Simon è nella bocca di Ian.
Gli sfugge un gemito e inchina il busto in avanti. Ian gli tasta il torace con una mano e succhia, Simon ansima al colmo dello stupore, preda dell’intensità di un piacere a lungo sognato. Meglio di quanto abbia mai sperato. È una beatitudine straziante e irrazionale, questa bocca su di lui è impetuosa e ardente come il sole. Aumenta la tensione.
Quando è sull’orlo dell’orgasmo Ian si ritrae con un ghigno soddisfatto, navigato.
…..
«Lei è un uomo devoto» gli dice lanciando un’occhiata alla croce che ha al collo. «Anche mio padre lo era. A volte pensavo che fosse il mio opposto. Le sue regole contro la mia tendenza a infrangerle. La sua realtà contro le mie fantasie. Ma ciò che ho capito – ciò che penso lui sapesse già – è che credevamo nella stessa cosa. Si può chiamare botola, scompartimento nascosto, oppure si può chiamare Dio: un simbolo per tutto ciò che ci sfugge. Uno spazio dove l’impossibilità diventa possibile. Quando recitava il Kiddush o accendeva le candele per lo Shabbat, stava facendo dei giochi di prestigio».
Raj tossisce, per metterla in guardia, “Dove vuoi arrivare”?
Lei, però, sa benissimo dove vuole arrivare. Lo ha sempre saputo.
«Sapevamo qualcosa sulla realtà, mio padre e io. E scommetto che lo sapete anche voi. Questo qualcosa è che la realtà è troppo? Troppo dolorosa, troppo limitata, troppo avara di gioie e opportunità? No» continua, «Io credo che la realtà non sia abbastanza».
Appoggia la tazza del caffè a terra e ne prende un’altra dal cassetto insieme a una pallina. Mette la tazza vuota a testa in già sul tavolo e ci adagia sopra la pallina.
«Non è abbastanza per spiegare ciò che non capiamo».
Solleva la pallina e la tiene stretta nel pugno. «Non è abbastanza per spiegare le contraddizioni che vediamo, sentiamo e avvertiamo». Quando apre il pugno, la pallina è svanita.
«Non è abbastanza perché le si possano affidare le nostre speranze, i nostri sogni … la nostra fede».
Solleva la tazza di metallo, la pallina è li sotto. «Alcuni maghi sostengono che la magia faccia a pezzi la nostra visione del mondo. Ma io credo che la magia tenga insieme il mondo. È la materia oscura; è il collante della realtà; lo stucco che riempie i buchi tra tutto ciò che sappiamo essere vero. E ci vuole la magia per avere la dimostrazione di quanto sia.» …«Illusoria» …«la realtà».
Varya sapeva che le storie avevano il potere di cambiare le cose: il passato e il futuro, persino il presente.
… IL POTERE DELLE PAROLE
Penetrano sotto le fessure delle porte e nelle serrature. Si attaccano agli individui e strisciano attraverso le generazioni….
Avrebbe detto a sé stessa che ciò che desiderava davvero non era vivere per sempre, ma smettere di preoccuparsi.
…..
Temeva che il destino fosse deciso, ma sperava che non fosse troppo tardi per lasciarsi sorprendere dalla vita. Sperava che non fosse troppo tardi per lasciarsi sorprendere da sé stessa.
Se dovessi paragonare questo libro ad un concerto rock non avrei alcun dubbio: lo paragonerei a Woodstock senza ma e senza se!
4 fratelli. 4 storie. Ognuna diversa dall’altra. 4 caratteri, 4 sogni nel cassetto, 4 vite, 4 speranze. E un segreto comune che li unisce,li incolla uno alla fragilità dell’altro, si sorreggono ed aiutano anche a migliaia di chilometri di distanza.
Un segreto esclusivo di loro 4, un segreto che non hanno mai confessato a nessuno.
Una data.
È questo il segreto.
4 date. Una per ognuno di loro.
È la data della loro morte.
Crederci o meno non è fondamentale quanto invece lo è il condizionamento che il saperlo avrà sulle loro giovani vite.
Conta, invece, quanto il saperlo peserà sulle scelte che faranno, scelte giuste o sbagliate, scelte consapevoli o dettate dall’istinto, scelte sensate o deleterie, sull’intensità e sulla determinazione che sapere scaturirà nel viverle.
Il giovanissimo Simon, con una sessualità da scoprire che davanti al bivio non si farà condizionare perché sa, anche se non ne è certo, che ha una data di scadenza, una data molto vicina, e ogni occasione potrebbe essere l’unica o l’ultima e allora perché privarsene? Perché non viverla per paura delle conseguenze? Con o senza c’è una data che lo aspetta, una data dietro l’angolo e il tempo scorre in fretta, troppo in fretta, e ci son così pochi giorni per tutto quello che avrebbe voglia di fare.
Klara, con i suoi sogni magici, il suo immenso amore per il pubblico, con i suoi giochi di prestigio da perfezionare.
Perché la magia è perfezione come la vita.
E poi Daniel e Varya.
4 personaggi intensi, vivi anche dopo la morte.
Perché ognuno di loro morirà o forse no?

