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Duran Duran a Villa Manin: l’11 luglio 2026 il Friuli ospita una delle band più iconiche della storia del pop

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L’11 luglio 2026, sotto il cielo friulano, accadrà qualcosa di raro. I Duran Duran — Simon Le Bon, John Taylor, Nick Rhodes e Roger Taylor — saliranno sul palco allestito nel piazzale di Villa Manin a Codroipo, la grandiosa residenza settecentesca di Passariano che fu ultima dimora di Napoleone Bonaparte prima della firma del Trattato di Campoformio. È un appuntamento che ha già il sapore dell’evento irripetibile: la band più glamour degli anni Ottanta, quella che ha venduto oltre 100 milioni di dischi in quarant’anni di carriera, sceglie il Nordest italiano per l’unica tappa della sua estate nell’intera area alpino-adriatica, richiamando fan non solo dall’Italia ma anche da Austria, Slovenia e Croazia.

Duran Duran - EVIL WOMAN (Live from Madison Square Garden)

Il concerto dell’estate 2026 in Friuli Venezia Giulia

Tre date, tre luoghi straordinari del patrimonio culturale italiano. Il tour estivo 2026 dei Duran Duran tocca l’Arena di Verona il 7 luglio, la Reggia di Caserta il 9 luglio e, come atto finale, Villa Manin l’11 luglio. Un trittico pensato con cura quasi scenografica, dove la storia architettonica italiana diventa parte integrante dello spettacolo. Le tre serate sono prodotte da D’Alessandro e Galli, tra i più importanti organizzatori di grandi eventi dal vivo in Italia, e il concerto friulano è organizzato in collaborazione con VignaPR, FVG Music Live ed ERPAC FVG, con la promozione diretta della Regione Friuli Venezia Giulia.

L’evento si inserisce nel programma “GoToPordenone&Friends”, un progetto culturale ambizioso che intreccia i fili di due grandi riconoscimenti: Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della cultura 2025 e Pordenone Capitale italiana della cultura 2027. Non si tratta soltanto di portare una rock band in una villa storica. È un disegno più ampio, che vuole trasformare l’intero territorio regionale in uno spazio culturale vivo e pulsante, capace di dialogare con l’Europa e con il mondo.

Quattro decenni di musica che non smette di parlare al presente

C’è qualcosa di straordinario nel modo in cui i Duran Duran resistono al tempo. Nati a Birmingham nel 1978, hanno attraversato gli anni Ottanta come meteore elettriche — quei video di Hungry Like the Wolf girati nelle giungle dello Sri Lanka, le giacche colorate, i capelli scultorei, la fusione visionaria di synth-pop, new wave e rock che li aveva resi uno dei gruppi più fotografati e ascoltati del pianeta. Ma la storia dei Duran Duran non si chiude lì. Si rinnova, si trasforma, sopravvive alle crisi interne, ai cambi di formazione, alla morte di alcune ere musicali e alla nascita di altre.

Simon Le Bon, voce inconfondibile e presenza scenica magnetica. John Taylor, il bassista che ha ispirato generazioni di musicisti con linee ritmiche di rara eleganza. Nick Rhodes, il tastierista dall’estetica più radicale, architetto sonoro del suono Duran. Roger Taylor, il batterista che tiene tutto insieme con una precisione metronómica eppure sempre viva. Insieme, questi quattro uomini hanno scritto capitoli fondamentali della storia della musica pop, da The Reflex a Ordinary World, da Come Undone a A View to a Kill, la celebre colonna sonora del film di James Bond del 1985.

L’ultimo album in studio, Danse Macabre (2023), ha dimostrato ancora una volta che la band non si è adagiata sulla rendita del proprio catalogo. È un lavoro che guarda avanti pur portando con sé tutto il peso specifico di una carriera leggendaria.

Villa Manin: quando la storia diventa scenografia

Bisogna averla vista almeno una volta, Villa Manin, per capire perché certi concerti qui diventano qualcosa di più di un concerto. La grande villa barocca di Passariano, con il suo piazzale capace di accogliere decine di migliaia di persone, con le sue barchesse simmetriche che si aprono come braccia verso il cielo, è uno di quei luoghi dove l’architettura stessa emoziona prima ancora che la musica cominci. Fu costruita nel Seicento dalla potente famiglia Manin — l’ultima famiglia dogale della Repubblica di Venezia — e fu qui che nel 1797 Napoleone Bonaparte soggiornò prima di firmare il Trattato di Campoformio, che ridisegnò per sempre i confini d’Europa.

Negli ultimi anni, Villa Manin si è affermata come uno dei più importanti palcoscenici per i grandi concerti internazionali in Italia. Il legame tra la grandiosità del luogo e la dimensione dello spettacolo crea un’alchimia che pochi altri spazi in Europa possono replicare. Quando il sole tramonta sulle colline friulane e le prime luci del palco si accendono sul piazzale, la storia e il presente si trovano a convivere in uno spazio condiviso che appartiene a tutti.

Un evento che guarda oltre i confini regionali

Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha sottolineato con orgoglio la valenza internazionale dell’appuntamento: ospitare i Duran Duran a Villa Manin significa portare nel territorio uno spettacolo di altissimo profilo artistico, ma significa anche consolidare l’immagine del Friuli Venezia Giulia come destinazione culturale capace di competere nei grandi circuiti della musica live mondiale.

E non è un dettaglio secondario che questa data sia stata concepita anche per il pubblico transfrontaliero. I biglietti sono disponibili non solo sui circuiti italiani Ticketone, Eilo ed Eventim, ma anche sulle piattaforme internazionali Eventim.si, Eventim.hr e OeTicket.com, rivolte rispettivamente a Slovenia, Croazia e Austria. Un messaggio chiaro: Codroipo, quella sera, non sarà solo Friuli. Sarà un crocevia dell’Europa centrale che si ritrova sotto lo stesso palco.

I prezzi dei biglietti variano dai 60 euro per il posto in piedi fino ai 150 euro per il settore Platinum, con prevendite anticipate già attivate dal 17 febbraio 2026 e vendita generale aperta dal 20 febbraio sui principali circuiti online.

Cosa aspettarsi dalla notte dell’11 luglio

Un concerto dei Duran Duran ha una durata media di circa un’ora e quarantacinque minuti, con inizio previsto intorno alle 21:00. La scaletta attesa abbraccia quattro decenni di repertorio: dai classici assoluti come Wild Boys, The Reflex, Hungry Like the Wolf e Notorious, fino alle ballate che hanno segnato gli anni Novanta come Ordinary World e Come Undone, passando per le sonorità più recenti di Invisible e i brani di Danse Macabre.

Chi li ha già visti dal vivo racconta di uno spettacolo visivamente potente, costruito su luci e video con cura quasi cinematografica, dove l’energia della band non conosce cedimenti. Simon Le Bon a quasi settant’anni possiede ancora quella capacità di riempire lo spazio con la voce e con la presenza, di far sentire a ogni spettatore — anche a quello nell’ultima fila — che questo momento esiste soltanto per lui.

L’11 luglio 2026, mentre le stelle friulane si specchieranno nelle acque del Tagliamento poco lontano, Villa Manin tornerà a essere il centro del mondo. Almeno per una notte.
I Duran Duran in concerto a Villa Manin di Codroipo l’11 luglio 2026: l’unica data nel Nordest del tour italiano, con Simon Le Bon, John Taylor, Nick Rhodes e Roger Taylor sul palco della storica villa friulana.

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