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I Black Keys tornano a Milano: quando il blues nasce dal dolore

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Quando il dolore bussa alla porta, la musica diventa l’unico linguaggio possibile. È questa la storia di ‘Peaches!’, il quattordicesimo album dei Black Keys, nato nelle stanze di uno studio di Nashville mentre Dan Auerbach vegliava il padre malato di cancro all’esofago. Il 10 settembre 2026, il duo composto da Auerbach e Patrick Carney tornerà all’Alcatraz di Milano per un’unica data italiana del tour “Peaches ‘N Kream”, portando sul palco questi dieci brani viscerali che il cantante definisce «il disco più naturale dal nostro debutto».

La musica come rifugio nei momenti più bui

«Non stavamo registrando un disco. Stavamo solo improvvisando, come se fosse solo per noi», racconta Auerbach. Le sue parole dipingono un quadro intimo e struggente: Nashville, la casa del cantante, un padre che sta perdendo la battaglia contro il cancro. Patrick Carney, amico prima ancora che compagno di band, capisce senza bisogno di chiedere che Dan ha bisogno di qualcosa per reggere il peso di quei giorni. Quel qualcosa è andare in studio e alzare il volume degli amplificatori.

«Era qualcosa di davvero primitivo, in un momento in cui tutti i nervi erano a fior di pelle. Stavamo attraversando un periodo difficile e cercavamo di tirarci su il morale. Credo che la malattia di mio padre mi abbia fatto passare la voglia di preoccuparmi di varie cazzate e mi abbia fatto venire voglia solo di urlare per un po’». Da questo urlo liberatorio sono nati i dieci brani grezzi e viscerali che compongono ‘Peaches!’, in uscita il 1° maggio per Easy Eye Sound/Warner Records.

The Black Keys - Make You Mine (Official Audio)

Ritorno alle origini: quando meno è più

Il disco è stato registrato con uno spirito fai-da-te che richiama gli esordi del duo di Akron, Ohio. Tutti i musicisti nella stessa stanza, pochissimi overdub, registrazioni dal vivo in uno o due take al massimo. «Tutto è stato registrato live in un unico take senza separazioni, comprese le voci», spiega Carney. «È stato un incubo da mixare ma siamo riusciti a ottenere un suono crudo e sporco». È il primo album che i Black Keys mixano interamente da soli dal 2006, anno di ‘Magic Potion’.

La copertina porta la firma del leggendario fotografo William Eggleston, idolo della band originario di Memphis, mentre il packaging è stato curato da Michael Carney, fratello di Patrick, che già aveva disegnato l’artwork di ‘Brothers’, album che valse al gruppo un Grammy Award proprio per la copertina.

Una carriera da cinque Grammy

Dal loro incontro all’inizio degli anni Duemila, Dan Auerbach e Patrick Carney hanno costruito una delle carriere più solide del rock contemporaneo. Cinque Grammy Awards, oltre 10 milioni di dischi venduti, sold out al Madison Square Garden e collaborazioni con artisti del calibro di Noel Gallagher, Billy F. Gibbons, Beck e Juicy J. Il successo internazionale è arrivato con ‘Brothers’ (2010), doppio platino, mentre ‘El Camino’ (2011) ha conquistato tre Grammy tra cui quello per il Best Rock Album.

Nel 2025 hanno pubblicato il tredicesimo album ‘No Rain, No Flowers’, che ha fruttato a Dan Auerbach la quinta nomination ai Grammy come Producer of the Year. Ora, appena sei mesi dopo, arriva ‘Peaches!’, testimonianza di un duo che non smette di reinventarsi.

L’appuntamento milanese

I biglietti per la data all’Alcatraz di Milano saranno disponibili in anteprima per gli utenti My Live Nation dalle 10:00 di giovedì 12 febbraio, mentre la vendita generale aprirà alle 10:00 di venerdì 13 febbraio su Ticketmaster, TicketOne e VivaTicket. Special guest della serata sarà Robert Finley, con RadioFreccia radio partner ufficiale del live.

Per i Black Keys sarà il ritorno in Italia dopo i due appuntamenti del 2025, un’occasione per ascoltare dal vivo un album che è insieme grido di dolore e inno alla forza catartica della musica. Perché, come sanno bene Auerbach e Carney, quando tutto intorno crolla, resta sempre il blues.

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