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Il ritorno dei messia del rock alternativo

Thirty Seconds to Mars concerto Milano San Siro 2 luglio 2025, Il ritorno dei messia del rock alternativo

Quando la prima città che accoglierà la band sarà Milano, nella serata del 2 luglio 2025, l’Ippodromo SNAI San Siro si trasformerà in un tempio sonoro. I Thirty Seconds to Mars tornano nella capitale lombarda per una notte che promette di scrivere una nuova pagina nella storia del rock alternativo italiano. Con Jared Leto al comando di questa astronave musicale, la band californiana si prepara a offrire uno spettacolo che trascende i confini tra realtà e sogno, tra cinema e musica, tra performance artistica e catarsi collettiva.

La scelta dell’Ippodromo come palcoscenico non è casuale. Questo luogo, tradizionalmente dedicato alle corse dei cavalli, negli ultimi anni si è trasformato in uno degli scenari più suggestivi per i grandi concerti milanesi. La vastità degli spazi e l’atmosfera quasi surreale si sposano perfettamente con l’estetica cinematografica che ha sempre contraddistinto le esibizioni dal vivo dei fratelli Leto.

L’odissea spaziale iniziata nel 1998

Nascono così i Thirty Seconds to Mars nel 1998, quando Jared e Shannon Leto decidono di dare forma concreta a una visione musicale che affonda le radici nell’immaginario fantascientifico e nell’epica cinematografica. Quando il gruppo ha iniziato, Jared Leto non ha permesso che la sua posizione di attore di Hollywood fosse utilizzata nella promozione della band, una scelta coraggiosa che dimostra fin da subito l’autenticità dell’intenzione artistica.

La genesi del progetto musicale avviene in un momento particolare della vita di Jared, già affermato attore ma desideroso di esplorare nuovi territori espressivi. Shannon, dal canto suo, inizia a suonare da autodidatta la batteria da quando ha otto anni, scoprendo molto presto un grande talento. Questa combinazione di talento naturale e ambizione visionaria rappresenta il DNA originario di una band destinata a rivoluzionare il panorama del rock alternativo.

Il nome stesso, “Thirty Seconds to Mars”, evoca un senso di urgenza cosmica, un countdown verso una destinazione sconosciuta che diventerà la metafora perfetta per descrivere il loro approccio alla musica: un viaggio senza meta prestabilita, guidato dall’istinto e dalla ricerca continua di nuove forme espressive.

Il laboratorio sonoro dei primi anni

Gli anni della formazione vedono la band espandere il proprio organico con musicisti come Solon Bixler alla chitarra e Matt Wachter al basso, creando un sound che fin dai primi esperimenti si distingue per la sua capacità di fondere elementi disparati: dalle atmosfere progressive rock alle sonorità elettroniche, dalle ballad intimiste agli inni anthemici capaci di infiammare le folle negli stadi.

Il processo creativo della band si caratterizza fin da subito per un approccio quasi cinematografico alla composizione. Ogni brano viene concepito come un piccolo film sonoro, con una narrazione che si sviluppa attraverso crescendo dinamici, cambi di ritmo inaspettati e testi che oscillano tra l’intimismo confessionale e la dimensione epica. Questo metodo di lavoro, che diventerà il marchio di fabbrica del gruppo, riflette l’influenza dell’esperienza cinematografica di Jared Leto sulla concezione musicale.

La ricerca del suono perfetto porta la band a sperimentare in studio per anni prima di pubblicare il debut album. Ogni elemento viene curato maniacalmente, dalla scelta dei timbri alla costruzione degli arrangiamenti, fino all’equilibrio generale del mix. È un perfezionismo che rallentera i tempi di produzione ma che garantirà una qualità artistica destinata a distinguerli nel panorama musicale contemporaneo.

L’esplosione mediatica e il fenomeno dei video musicali

L’avvento del nuovo millennio coincide con la scoperta da parte del grande pubblico di questo collettivo artistico che sembra arrivare davvero da Marte. I video musicali diventano il veicolo privilegiato per comunicare la loro estetica visionaria, trasformando ogni singolo in un evento multimediale che trascende la semplice promozione discografica.

La collaborazione con registi di fama internazionale e l’utilizzo di budget importanti per le produzioni video testimoniano l’ambizione di creare un linguaggio visivo riconoscibile. Ogni clip diventa un cortometraggio indipendente, capace di raccontare storie parallele a quelle narrate nei testi delle canzoni. Questo approccio rivela l’influenza del background cinematografico di Jared Leto ma anche una visione moderna del rock come forma d’arte totale.

L’impatto mediatico di questi video contribuisce in modo determinante alla costruzione del mito attorno alla band. Le immagini diventano iconiche, i simboli ricorrenti si trasformano in codici riconosciuti dalla fanbase mondiale, e l’estetica del gruppo influenza un’intera generazione di musicisti e creativi. È l’epoca in cui i Thirty Seconds to Mars cessano di essere semplicemente una band rock per diventare un fenomeno culturale.

Shannon Leto, l’architetto ritmico dell’epopea

Dietro ogni grande frontman si nasconde spesso un musicista altrettanto talentuoso ma meno esposto mediaticamente. Shannon Leto rappresenta l’anima ritmica e la stabilità compositiva di un progetto che potrebbe facilmente scivolare nell’ego-trip del leader carismatico. Il suo contributo va ben oltre la semplice sezione ritmica, estendendosi alla fase compositiva e alla definizione dell’identità sonora del gruppo.

La sua batteria non si limita a fornire il sostegno ritmico alle composizioni, ma diventa elemento narrativo a pieno titolo. I fill orchestrali, l’utilizzo di percussioni etniche e l’integrazione di elementi elettronici testimoniano un approccio allo strumento che supera i confini tradizionali del rock. Shannon concepisce la batteria come una tavolozza di colori sonori, capace di dipingere atmosfere diverse all’interno della stessa composizione.

La dinamica fraternal e professionale tra i due Leto rappresenta uno degli aspetti più interessanti della band. Mentre Jared occupa naturalmente il ruolo di frontman e volto pubblico del gruppo, Shannon mantiene un profilo più riservato ma non meno determinante per l’equilibrio artistico dell’ensemble. Questa complementarità si riflette nella produzione musicale, dove le visioni apparentemente contrastanti si fondono in un risultato omogeneo e riconoscibile.

L’evoluzione stilistica attraverso i decenni

Il percorso discografico dei Thirty Seconds to Mars documenta un’evoluzione stilistica costante, mai tradimento delle origini ma continua ricerca di nuove forme espressive. Dai suoni più sperimentali e progressive degli esordi, la band ha saputo incorporare elementi pop, elettronici e persino trap, senza mai perdere la propria identità distintiva.

Questa capacità di reinventarsi pur rimanendo fedeli a se stessi rappresenta una delle chiavi del loro successo duraturo. Ogni album segna una tappa diversa di un viaggio artistico che riflette l’evoluzione personale dei membri del gruppo e i cambiamenti del panorama musicale globale. L’approccio non è mai quello del seguire le mode, ma piuttosto quello di anticiparle o di creare tendenze originali.

La produzione recente testimonia una maturità artistica che non ha smussato l’urgenza espressiva degli esordi. Se da un lato i testi hanno acquisito una profondità esistenziale maggiore, dall’altro l’aspetto sonoro ha mantenuto quella potenza emotiva capace di trasformare ogni concerto dal vivo in un’esperienza trasformativa per il pubblico.

La dimensione live come esperienza totalizzante

I concerti dei Thirty Seconds to Mars rappresentano molto più di una semplice esecuzione dal vivo del repertorio discografico. Ogni show viene concepito come una performance teatrale, dove la musica si fonde con elementi visivi, narrativi e persino spirituali per creare un’esperienza che coinvolge il pubblico a livello fisico ed emotivo.

Jared Leto si trasforma sul palco in una figura quasi sciamanica, capace di guidare migliaia di persone attraverso un viaggio collettivo che trascende i confini della normale fruizione musicale. La sua presenza scenica combina il carisma dell’attore professionista con l’autenticità del musicista appassionato, creando un magnetismo irresistibile che attrae fan di generazioni diverse.

L’interazione con il pubblico rappresenta uno degli aspetti più caratteristici delle loro esibizioni dal vivo. Non si tratta mai di una comunicazione unidirezionale dal palco alla platea, ma di un dialogo costante che trasforma ogni concerto in un evento unico e irripetibile. Questa capacità di creare intimità anche negli spazi più grandi degli stadi testimonia la maturità artistica raggiunta dal gruppo.

L’appuntamento milanese del 2 luglio

L’appuntamento è fissato presso l’Ippodromo SNAI San Siro, situato in Piazzale Dello Sport n°16, e rappresenta una tappa fondamentale del World Tour 2025 che porterà la band californiana in giro per l’Europa con una produzione scenica rinnovata e un repertorio che spazierà dai classici alle composizioni più recenti.

La scelta di Milano come prima tappa italiana non è casuale. La città ha sempre dimostrato una particolare affinità con il sound e l’estetica dei Thirty Seconds to Mars, ospitando nel corso degli anni alcuni dei loro concerti più memorabili. Il pubblico milanese, notoriamente esigente ma anche incredibilmente caloroso quando trova la sintonia giusta con gli artisti, rappresenta un banco di prova ideale per testare la nuova produzione dal vivo.

L’Ippodromo SNAI San Siro si prepara ad accogliere questa notte speciale con tutti gli accorgimenti necessari per garantire un’esperienza ottimale. Il Comune di Milano ha stabilito un nuovo piano di mobilità che coinvolgerà tutti gli eventi all’Ippodromo SNAI San Siro di questa estate, dimostrando l’attenzione delle istituzioni locali per questo tipo di eventi culturali.

Di seguito la probabile scaletta della serata.

  1. Up in the Air
  2. Kings and Queens
  3. Walk on Water
  4. Attack
  5. Rescue Me
  6. Seasons
  7. Hail to the Victor
  8. Hurricane
  9. This Is War
  10. Remedy
  11. Stay
  12. Night of the Hunter
  13. Do or Die
  14. From Yesterday
  15. Stuck
  16. The Kill (Bury Me)
  17. A Beautiful Lie
  18. Closer to the Edge
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