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“Giovanna dei disoccupati” al Teatro Carcano di Milano: Il Brecht di Balasso che getta “bombe nei cervelli”

Recensione "Giovanna dei disoccupati" al Teatro Carcano, “Giovanna dei disoccupati” al Teatro Carcano di Milano: Il Brecht di Balasso che getta “bombe nei cervelli”

Operazione vincente di Natalino Balasso (che interpreta principalmente il capitalista Mauler) e del regista Andrea Collavino che attualizzano Brecht attraverso un compendio travolgente di satira, teatro politico e raffinatissima comicità.

La pièce smaschera l’algoritmo del potere moderno rileggendo la celebre “Santa Giovanna dei macelli’. Il dramma della sudditanza e della prevaricazione viene trasportato dalla Chicago degli anni ’30 ai centri di potere digitali e agli schermi della nostra contemporaneità. Lo spettacolo affronta l’ipocrisia finanziaria e i ricatti lavorativi, evidenziando come l’uso di algoritmi e intelligenza artificiale sostituisca il volto fisico del potere con un sistema invisibile e più subdolo.

A questo sistema che ha la capacità di autorigenerarsi ad ogni apparente crisi interna cerca di contrapporsi una “comunità social-socialista” rappresentata dal personaggio di Giovanna Dark (interpretato da Marta Cortellazzo Wiel); ma è veramente un movimento di resistenza, o è solo “una moltitudine di monadi che si raccontano il sogno della tribù”? La domanda colpisce il cuore della nostra solitudine digitale.

Uno dei maggiori punti di forza dell’opera è l’equilibrio tra la comicità drammatica tipica di Balasso e la serietà dei temi trattati. Il pubblico si ritrova a ridere amaramente di fronte a dialoghi che, pur essendo grotteschi, sono “più reali della realtà” che viviamo quotidianamente.

Notevole anche la messa in scena essenziale, che affida il peso di molti ruoli a un cast ristretto, esaltando così la versatilità e l’abilità degli interpreti: gli attori in scena sono solo quattro, incluso lo stesso Balasso, ed è molto positiva e coinvolgente la loro performance collettiva e individuale.

Oltre alla già citata Marta Cortellazzo, assolutamente convincente risulta anche Roberta Lanave sia quando veste i panni della cinica e spietata Graham che quando cambia totalmente di registro per diventare la voce calma e suadente dell’AI: eleganza e compostezza sono i tratti che la caratterizzano.

Non da ultimo Graziano Sirressi interpreta con maestria ruoli multipli cruciali che fanno parte del mondo dei magnati e dei sottoposti.

Giovanna dei disoccupati è un’opera essenziale per chi desidera un teatro che sia vivo, scomodo e, soprattutto, in grado di far ridere e meditare con intelligenza sulla nostra condizione collettiva. In definitiva uno spettacolo che fa riflettere sull’oggi, ma ancor più sul domani che ci aspetta, dove le eccellenze intellettuali rischiano di essere alla mercè del denaro che viene utilizzato con l’unico scopo di fare altro denaro anziché essere strumento di crescita umana e culturale al servizio dei più.

Lo spettacolo è una coproduzione tra Centro Teatrale Bresciano, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e Teatro Stabile di Bolzano.

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