#I Fratelli Sisters. La recensione

In uscita il 2 maggio nei nostri cinema il film western di Jacques Audiard. Con Joaquin Phoenix e John Reilly, sulle tracce dei Fratelli Sisters, delle loro prede e ciò che di più intimo si muove nel frastuono dei proiettili.

Oregon, 1851. Eli e Charlie Sisters sono fratelli e pistoleri virtuosi al servizio del Commodore, padrino locale che li lancia sulle tracce di Herman Warm, cercatore d’oro fuggito in California. L’uomo ha messo a punto un processo chimico per separare l’oro dagli altri residui minerali su cui il Commodore vuole mettere le mani. A cavallo, i Sisters avanzano verso il loro obiettivo per torturarlo e poi piantargli una pallottola in testa. A precederli nella caccia è John Morris, investigatore umanista che ha il compito di rintracciare Warm e trattenerlo fino all’arrivo dei due sicari.

sostieni No#News e visita il nostro sponsor

Recensione Fratelli Sisters, #I Fratelli Sisters. La recensione

Tratto dal romanzo di Patrick deWitt, I Fratelli Sisters è la sperimentazione mediana tra dramma e commedia di Audiard, che mette le mani in pasta al cinema di genere. Se i sentieri dell’Oregon spolverano la memoria cinematografica del glorioso western americano, questi Cowboy non sono gli stoici e taciturni di John Ford.

L’on the road audardiano si struttura come continuo e repentino inseguimento a cavallo. La “caccia alla volpe” dedicata all’uomo che sa come far illuminare l’oro nei fiumi tuttavia diviene solo apparente pretesto per parlar d’altro, così come le numerose sparatorie che i due fratelli ingaggiano con chi si mette sul loro cammino. Questa storia qui non la prendi facilmente al lazo.

Al di là delle pistole e i proiettili, I Fratelli Sister è il lucido e sempre verde racconto del significare qualcosa per qualcun altro. Comporsi e strutturarsi come un assassino e bandito per Eli non è il naturale divenire ciò che si è. Per il pingue uomo apparentemente selvaggio il grande scontro a fuoco comincia dove la pervasiva furia e irrequietezza di suo fratello Charlie provocano burrasche nelle loro vite. Nonostante la terra dei Cowboy, l’Audiard di Deephan impegnato sui temi etico-morali, esclusa la dimensione più sociale, non ha mai davvero fatto il rientro nei box.

I panni sporchi per Audiard non si lavano neanche più in famiglia, ma nella coscienza del singolo. La diversità singolare deve, quasi come un imperativo, cedere d fronte l’omogeneità della sorte familiare. Uccidere per salvare un fratello è l’azione che perde dietro lo scalpitare degli zoccoli le convinzioni personali e la propria etica. Se famiglia è sinonimo di destino, premere il grilletto è un atto etico e amoroso.

sostieni No#News e visita il nostro sponsor

Recensione Fratelli Sisters, #I Fratelli Sisters. La recensione

Nel contorto polverone sollevato da Audiard tuttavia si intravedono altre strade, possibili soluzioni e idee. Idee innovative come quelle dello scienziato Warm, prima braccato e poi liberato da chi comincia a credere nel suo stesso sogno: una colonia pacifica di condivisione, lontana dalle logiche del profitto. Riduzione in scala di un sogno comunista-marxista, l’obiettivo delle due pedine rivoluzionare sulla scacchiera del furioso West deve necessariamente fare i conti con i due alfieri Sisters e il loro essere/dover essere.

Seppure un piccolo patto sulla condivisione dell’oro sarà in grado di chiudere definitivamente la dimensione più epica americana che profuma di polvere da sparo, tra i quattro sorge così un rapporto bilaterale in cui ad essere messi in gioco sono i profitti personali, la cura dell’altro e la cura del prossimo inteso come comunità. Passato il turbine di vento e sabbia, non più solo l’etica del singolo ma la politica per i molti comincia a sgomitare nell’opera di Audiard, distopico campo di guerra delle idee e non più solo dei Cowboy.

Furba e ingegnosa allora l’opera di Audiard, che avvolge sul dito il filo della trama classica western mentre con l’altra mano sbroglia la matassa del cinema impegnato, più cervellotico e autoriale. Non un capolavoro di certo, ma un buon esempio di ciò che vuol dire rivedere e reinterpretare un genere di sicuro.