#Pay the ghost: Ad Halloween risorgono, purtroppo.

Come consuetudine, Ottobre porta in sala un thriller pennellato d’horror che dal 20 ottobre porterà la tradizionale festa di Halloween nelle sale Italiane. Pay the ghost difficilmente alimenterà gli appetiti degli spettatori più esigenti.

Mike Lawford, docente di lettere, ottiene finalmente la cattedra tanto desiderata. Per festeggiare, durante la notte di Halloween, si reca con suo figlio ad una festa in maschera, perdendo poi tragicamente il bambino in circostanze misteriose. Ad un anno dalla scomparsa, Mike è ancora sulle tracce di suo figlio assieme alla moglie Kristen. Giungeranno ad indizi che hanno poco a che fare con il mondo dei vivi, scoprendo macabre tradizioni legate alla notte degli spiriti.

Pay the ghost è una telefonata continua. La pellicola, mai curata tecnicamente (se non per alcuni super cut nelle scene iniziali), riesce a rendere brutti perfino gli effetti speciali per un semplice avvoltoio. Film simile a tanti altri affini per genere. Qualche batticuore per un paio di scene da classico “salto sulla poltrona”. Per il resto non facciamo che aspettare il faccia a faccia finale tra Mike e lo spettro, sapendo già che comunque sia riuscirà nel tempo limite a salvare se stesso e chiunque altro a lui caro. Preferibile ignorare incredibili buchi di trama necessari alla scrittura per continuare con la storia: in luoghi a caso, osservando indizi utili a caso, facendo domande a caso, il tutto in una metropoli.

Edel a questo punto dovrebbe riguardarsi. Citabile solo per quel discreto e fortunato “Christiane F. – Noi, ragazzi dello zoo di Berlino”, continua ad ammucchiare film trascurabili nella sua filmografia, perdendo quel ritmo che a questo punto della sua carriera dovrebbe semmai finire con il consacrarlo, cosa a questo punto assai difficile (previ colpi di genio improvvisi).

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Cage, lo sappiamo, fa parte di quella schiera di attori che non fanno troppi capricci sulle parti, che afferrano copioni a destra e sinistra pur di non appendersi al chiodo fino al film che “sbanca”. Quindi è inutile misurare con il metro l’interpretazione di questa macchina da traino, il cui nome è l’unica ragione di vita del film. Piccola nota positiva, forse unica per l’intera pellicola, l’interpretazione della Callies che, dopotutto, dall’esperienza con gli zombie di The Walking Dead ha appreso tanto; lavorare con Cage non è stato quindi un problema.

Halloween si avvicina! State pronti per il classico horror di fine ottobre, da fredda serata autunnale, puntualmente vicino ad un B-movie, che vi deluderà come sempre.