Trecento speedcuber da tutto il mondo si danno appuntamento a TreviglioFiera dal 6 all’8 dicembre per contendersi il titolo nazionale. In palio lo scettro che oggi appartiene a Valerio Locatelli, diciottenne romano che ha vinto le ultime quattro edizioni consecutive con tempi da vertigine: meno di sette secondi per risolvere l’iconico rompicapo.
La tensione è palpabile. Le dita volano sulle facce colorate, gli occhi scrutano sequenze che per i più rimangono un enigma indecifrabile. Qui, tra i padiglioni della fiera bergamasca, il cubo inventato nel 1974 dallo scultore ungherese Ernő Rubik si trasforma in arena sportiva. Lo speedcubing, disciplina che consiste nel ricomporre il poliedro nel minor tempo possibile, attira folle di appassionati che sfidano la logica e i riflessi in competizioni sempre più serrate.
Il fenomeno che conquista la Gen Z
Cinquant’anni dopo la sua nascita, il cubo continua a incantare generazioni. Non solo boomer e millennial: oggi sono i giovanissimi della Gen Z e Alpha a farlo diventare virale su TikTok e YouTube, trasformando ogni risoluzione in una performance da migliaia di visualizzazioni. Carolina Guidetti, giovane star dei social, e Giovanni Contardi, artista che crea opere d’arte con i cubi colorati, sono solo alcuni dei volti di questo fenomeno rinato.
Il torneo bergamasco, organizzato da Cubing Italy in partnership con Spin Master, non è solo una gara di velocità nella categoria classica 3x3x3. Si gareggia anche con cubi giganti, o con sfide estreme: risolverlo con una sola mano, o addirittura bendati. Un circo di abilità dove la precisione millimetrica incontra l’intuizione matematica.
Record mondiali da capogiro
Nel mondo dello speedcubing, i record si infrangono a ritmo vertiginoso. Il primato mondiale appartiene oggi al bambino cinese di sette anni Xuanyi Geng, che ha risolto il cubo in appena 3,05 secondi, un tempo che sfida le leggi della percezione umana. Una velocità che lascia senza fiato, frutto di algoritmi memorizzati, riflessi affinati e quella scintilla di genio che distingue i campioni.
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