Oggi è il World Diabetes Day (WDD), istituito nel 1991 dalla International Federation of Diabetes (IDF) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in risposta alla crescente sfida alla salute posta dal diabete. In Italia, la giornata mondiale del diabete è organizzata dal 2002 ogni anno da Diabete Italia.
Sono 4 milioni gli italiani con diabete, più un altro milione che non sa di esserlo. E quelli con prediabete (una condizione che può portare al diabete nell’arco di 5 anni) sono altri 6 milioni. In pratica, un italiano su 6 si trova a fare i conti con il diabete e con lui la sua famiglia.
Per l’occasione la UOC di Nutrizione Clinica dell’ASST Gaetano Pini-CTO risponde alle domande sul diabete e offre 10 consigli per la nutrizione dedicati a chi ogni giorno convive con questa patologia.
Quali sono i criteri diagnostici?
In assenza dei segni tipici di malattia, la diagnosi deve essere posta con riscontro confermato in almeno 2 diverse occasioni di:
- Se la glicemia a digiuno è maggiore o uguale a 126 milligrammi per decilitro (per digiuno si intenda almeno 8 ore di astensione dal cibo)
- Se la glicemia è maggiore o uguale a 200 milligrammi per decilitro 2 ore dopo carico orale di glucosio (eseguito con 75 grammi)
In presenza di sintomi tipici della malattia (poliuria, polidipsia, calo ponderale), la diagnosi di diabete è posta con il riscontro anche in una sola occasione di glicemia casuale maggiore o uguale a 200 milligrammi per decilitro, indipendentemente dall’assunzione di cibo.
Quali sono le differenze tra il Diabete Mellito di Tipo 1 e di Tipo 2?
Nel 2018 il Ministero della Salute ha realizzato un’efficace infografica che riassume le 5 differenze tra il Diabete Mellito di Tipo 1 e di Tipo 2. Dal punto di vista della nutrizione, è fondamentale per chi è affetto di Diabete Mellito di Tipo 2 mantenere il peso in un range adeguato.

Quali sono i consigli nutrizionali per chi convive con il diabete?
La prima regola importante per chi è affetto da diabete è evitare alimenti molto ricchi di zuccheri come zucchero bianco e di canna, marmellata, miele, crema di nocciole e similari, dolci di ogni tipo, frutta sciroppata o candita, mostarda di frutta, bevande zuccherine (cola, acqua tonica, tè freddo, ecc) a eccezione di quelle dolcificate con stevia, aspartame o saccarina, salse (tipo ketchup), succhi di frutta, perché contengono zucchero anche se riportano la dicitura “senza zuccheri aggiunti”.
Ecco allora 10 consigli nutrizionali per chi convive con questa patologia:
- Ridurre il consumo di zuccheri semplici
- Ridurre il consumo di grassi saturi
- Incrementare il consumo di fibra: consumare quotidianamente 2 porzioni di frutta (massimo 300 g), almeno 3 di verdura e preferire alimenti non raffinati
- Non saltare mai i pasti (colazione, pranzo e cena) e prevedere degli spuntini, evitando periodi di digiuno prolungato
- Consumare pasti completi (carboidrati + proteine + verdura + frutta) a pranzo e cena
- Suddividere equamente, nei 3 pasti principali, la quota totale di carboidrati complessi (pane, pasta, riso, fette biscottate)
- Prediligere come condimento l’olio extravergine di oliva ed evitare burro, lardo e margarine
- Evitare gli insaccati
- Se non si hanno controindicazioni, limitare il vino a un calice durante i pasti principali
- Evitare i superalcolici
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