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Milano Tattoo Convention 2026: tre giorni di arte del tatuaggio al Superstudio Maxi

Milano Tattoo Convention 2026, Milano Tattoo Convention 2026: tre giorni di arte del tatuaggio al Superstudio Maxi

Al Superstudio Maxi di Milano, dal 23 al 25 gennaio, si rinnova l’appuntamento con la Milano Tattoo Convention, giunta alla sua 29esima edizione. Tre giorni intensi dove oltre 500 tatuatori provenienti da tutto il mondo trasformano la pelle in tela, mescolando tecniche ancestrali e sperimentazioni contemporanee. Non è solo una vetrina per appassionati: è un crocevia culturale dove l’arte corporea dialoga con la pittura, la performance e la tradizione.

Dalla Gerusalemme del 1300 alle strade di Milano

Tra gli ospiti d’eccezione spicca Razzouk, custode dello studio di tatuaggi più antico al mondo, attivo a Gerusalemme dal 1300. La sua famiglia tramanda da generazioni tecniche e simboli che trasformano ogni incisione in un atto di memoria storica. Accanto a lui, Daniele Carlotti, pioniere milanese che nel 1985 aprì il primo studio su strada della città, e Jona, che recupera l’antica pratica dei Marcatori di Loreto: quegli artigiani che tra Quattrocento e Cinquecento imprimevano simboli religiosi sulla pelle dei pellegrini diretti al Santuario.

Il micro-realismo e la tradizione giapponese

La convention celebra anche l’estrema precisione del micro-realismo, con artisti come Ero11, capace di trasformare cinque centimetri di pelle in opere iper-dettagliate, e Alberto Marzari, maestro del ritratto fotografico che ha lavorato con campioni dello sport come Daniele De Rossi e Nicolò Barella. Non manca il Tebori, l’antica tecnica manuale giapponese praticata da Horizakura e Horibudo: una bacchetta con aghi che incide la pelle con precisione millenaria, creando sfumature impossibili da replicare con le moderne macchinette elettriche.

Arte oltre la pelle: la mostra Artefice 2026

Per la prima volta la Milano Tattoo Convention ospita Artefice 2026, collettiva pittorica curata da Claudia Ferrarini sul tema della “Paura”. Trenta tatuatori internazionali interpretano questa emozione primaria attraverso opere su tela, dimostrando che l’artista del tatuaggio è un creatore a tutto tondo. Tra i partecipanti: Simone Marchi, Benjamin Laukis, Natalie Nox e Diego Lanzone.

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