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Dancing Lights a Milano: quando la luce diventa danza all’nhow Hotel

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Nel cuore pulsante di via Tortona, dove l’anima industriale di Milano si trasforma in laboratorio di creatività contemporanea, nhow Milano accende i riflettori su “Dancing Lights”, una mostra che trasforma l’hotel in un palcoscenico dove la luce non illumina soltanto, ma respira, si muove e racconta. Dal 3 dicembre 2025 al 21 luglio 2026, gli spazi dell’iconico albergo ospitano un’esperienza immersiva curata da Marco De Crescenzo e Marta Ballara, media partner Hestetika Magazine.

Quando la materia si fa gesto

L’esposizione si snoda attraverso quattro piani come una coreografia fluida, un dialogo ininterrotto tra forme, cromie e superfici luminose. Nella lobby, le Human Cosmogony di Avvassena pulsano di vita primordiale: geometrie iridescenti che la luce naturale e UV attraversano, trasformandole in organismi danzanti. Gli specchi dorati di Identities moltiplicano i riflessi, frammentando la percezione in un gioco infinito di rimbalzi e metamorfosi.

Al primo piano, Eye di Pierangelo Russo sospende piccole figure umane su una scacchiera di luce e ombra, vigilate da un grande occhio che indaga l’essenza dell’essere. Le opere di Giulia Caruso incarnano invece libertà e introspezione femminile, mentre Stefano Epis introduce per la prima volta il colore nelle sue grafie: texture astratte dove ogni lettera diventa gesto, ogni segno movimento che fluttua nello spazio. Gabriele La Teana apre scenari onirici con i suoi balli pittorici, trasformando cromie e movimento in materia tangibile.

Dal turbine cromatico alla meditazione sul mare

Proseguendo verso l’alto, al secondo piano l’installazione Siamo Soli di Pierangelo Russo si fa evocativa e rituale, mentre le fotografie di Alessandra Mattè congelano attimi urbani in movimento, corpi sospesi che trasformano lo spazio in un palcoscenico metropolitano. Il climax esplode al terzo piano con il cromatismo liberatorio di Dario Brevi: nella serie Noi siamo natura, forme astratte e biomorfe si fondono in un turbine visivo che avvolge lo spettatore. Tatjana Zonca chiude il percorso con superfici marine baciate dal sole, una conclusione meditativa che invita alla riflessione sulla fragile magia dell’istante.

Un hotel che incarna l’arte

“Questa mostra nasce dal desiderio di far respirare e vivere l’hotel in un altro modo”, spiega Paolo Comparozzi, General Manager di nhow Milano. Un’affermazione che risuona con la campagna internazionale del brand “Dance nhow, Change now!”, che celebra la danza come linguaggio universale di trasformazione. L’esposizione non è dunque una semplice rassegna di opere: è un manifesto visivo che conferma nhow Milano come spazio di metamorfosi continua, hub creativo dove design contemporaneo, esperienze multisensoriali e spirito disruptive si fondono.

Ricavato dalla vecchia fabbrica della General Electric e progettato dall’architetto Daniele Beretta con arredi di Matteo Thun, l’hotel è da sempre un luogo che cambia pelle, si reinventa, accoglie energie sempre nuove. “Dancing Lights” trasforma ogni visitatore in parte di un ritmo collettivo, invitandolo a sentire il cambiamento, a muoversi con consapevolezza, a danzare nella luce.

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