Sabato 14 febbraio, mentre Milano si veste di San Valentino, un negozio di frutta e verdura in via Fratelli Bronzetti si trasforma in passerella. Non è un set cinematografico, ma “Apple Crush”, l’incontro tra le iconiche mele Pink Lady e l’irriverenza streetwear di GCDS, il brand milanese dei fratelli Calza che ha conquistato la generazione Z.
Quando il fruttivendolo diventa pop-up
Il Frutteto di Pietro, storico punto di riferimento del quartiere per frutta di qualità e prodotti selezionati, ospiterà dalle 10 alle 13 un’esperienza che trasforma l’ordinario in straordinario. Tra cassette di verdure e sacchetti di carta, i visitatori potranno assaggiare le mele Pink Lady e portare a casa una gift box esclusiva firmata dalla collaborazione con GCDS. L’accesso è gratuito, ma le scorte limitate promettono code già dalle prime ore del mattino.
La mela che si indossa
L’operazione va oltre il temporary store. GCDS ha reinterpretato uno dei suoi prodotti cult, il calzino con logo, trasformandolo in un oggetto di culto per gli appassionati di streetwear e healthy lifestyle. Le grafiche pop e urban celebrano l’universo Pink Lady, creando un accessorio che parla il linguaggio dei giovani. La limited edition è disponibile online su gcds.com e attraverso un concorso europeo sui canali social del brand della mela, che sta ridefinendo la propria identità passando da semplice frutto a icona lifestyle.
Moda e lifestyle si incontrano a San Valentino
La scelta della data non è casuale. San Valentino, con i suoi richiami ad amore e piacere, diventa il momento perfetto per celebrare una partnership che unisce gusto, stile e una nuova idea di consumo consapevole. Milano, durante la stagione della moda, diventa il palcoscenico ideale per questa contaminazione tra food e fashion, confermando ancora una volta il suo ruolo di laboratorio creativo dove tutto può accadere, persino che un fruttivendolo di quartiere diventi, per qualche ora, il luogo più cool della città.
No#News Magazine è il periodico dell’ozio, non nell’accezione oblomoviana del temine, ma piuttosto in quella dell’Antica Roma dell’otium, ovvero del tempo (libero) da impiegare in attività di accrescimento personale. L’ozio, quale uso ponderato del tempo.
Una luogo di analisi e dibattito (senza essere troppo pomposi) sulle numerose sfaccettature e forme che la cultura può assumere e della pienezza di emozioni che questa può dare.
Una rivista che osserva e narra il fermento delle “nove arti” e che indaga la società odierna al fine di fornire approfondimenti meditati e di lungo respiro.

