#Matteo Messina Denaro: Cronistoria di una latitanza che dura da oltre trent’anni

Del resto la storia della mafia è fitta di misteri irrisolti. Forse per questo resta sempre un dubbio sulle vere finalità delle azioni, sui veri mandanti.

Purtroppo, in molti casi le rivelazioni dei pentiti, le inchieste, i processi hanno chiarito solo in parte l’esatto svolgimento dei fatti. In fondo non c’è mai stato omicidio “eccellente” o strage di mafia chiarita in tutte le sue componenti: mandanti interni all’organizzazione, mandanti esterni, esecutori materiali e moventi. E spesso, anche per effetto di questa imprecisione giudiziaria, è prevalsa l’opinione che Cosa nostra, in certi casi, altro non sia stata che il braccio armato di poteri occulti in grado di indicare ai mafiosi strategie, questioni d’affari o politiche da risolvere rapidamente e bersagli da colpire (si pensi anche ai Piersanti Mattarella, Pio La Torre a al generale Dalla Chiesa) con la violenza omicida.

Ci sono ancora molte caselle vuote nello scacchiere dei colpevoli. E Matteo Messina Denaro è ancora oggi uno dei pochi a poterle riempire.

….. Secondo quanto affermano gli investigatori negli atti giudiziari, erano iscritti a logge massoniche. D’altronde, a Trapani lo sono in molti: la città del sale e del vento è la culla dei cappuccioni con il grembiule, delle logge non dichiarate, i cui affiliati appoggiano i boss nelle loro azioni criminali e a Matteo offrono il loro braccio e il loro bacio.

Il rapporto tra mafia e massoneria emerge da inchieste parlamentari e atti processuali e affiora in modo ricorrente nelle indagini giudiziarie degli ultimi decenni, con una intensificazione in tempi più recenti, in relazione sia a vicende criminali tipicamente mafiose, soprattutto in Sicilia e Calabria, sia a vicende legate a fenomeni di condizionamento dell’azione dei pubblici poteri a sfondo di corruzione. ….. Non stiamo parlando della massoneria come apparato associativo in sé, sia chiaro, ma della mafia e delle sue infiltrazioni nelle associazioni di tipo massonico, e ciò è in linea con le tante inchieste svolte, incentrate sull’aspetto relazionale delle mafie con tutti i soggetti del mondo politico, imprenditoriale e sociale.

U Siccu è dunque l’emblema di una criminalità mutante che ci porta a leggere la realtà, soffermandoci anzitutto sulla natura attuale di ciò che chiamiamo mafia e sulla sua evoluzione.

 

Lirio Abbate ripercorre quella che è stata e tutt’ora è la latitanza di Matteo Messina Denaro. L’uomo più ricercato in tutta Europa. L’uomo che è stato protagonista, sia come esecutore materiale che come mandante degli omicidi più efferati degli ultimi anni. L’uomo dal sangue freddo e dall’occhio strabico. Mandante dell’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, un bambino di appena 12 anni la cui unica colpa è stata quella di essere il figlio di un pentito di mafia. La strage di Capaci con lo scopo di uccidere Giovanni Falcone; Via D’Amelio con l’uccisione di Paolo Borsellino, e tanti ed innumerevoli altri efferati delitti compiuti direttamente o dei quali è stato il mandante.

Matteo Messina Denaro è il protagonista di quello che venne definito il periodo di terrore negli anni 90. È quello che negli anni ha saputo far infiltrare l’organizzazione mafiosa sia in appalti pubblici che in affari privati espandendosi in vari settori e vari territori non solo siciliani. Come una piovra ha allungato i tuoi tentacoli ovunque senza mai uscire dall’ombra in cui vive da oltre 30 anni.

Il favorito di Totò Riina, l’unico del quale si fidava ciecamente e al quale ha affidato i propri documenti segreti.

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L’uomo del quale non si conosce il volto.

L’uomo ombra. Un’ombra che arriva dovunque abbia interesse di arrivare.