#Singer l’enigmatempo di lettura: 3 min

In biblioteca, Singer svanì quasi subito nel suo lavoro, come si aspettava e sperava di fare. In fondo era venuto a Notodden per vivere in incognito. […] di nascosto dai 34 anni di vita vissuti fino a quel momento, che gli si erano incollati addosso

La storia di T. Singer è la storia di una scomparsa. Non in un senso strettamente fisico che forse potrebbe far immaginare un romanzo di altro genere, ma una sparizione lunga una vita scaturita da un episodio dell’infanzia del protagonista, per lui talmente vergognoso da condizionarne ogni azione futura. Il giovane ed eterno universitario Singer, incompiuto scrittore di un’unica frase perfetta, superati i trent’anni decide di dare una svolta alla sua vita, mollare la grande città e studiare da bibliotecario per poi trasferirsi e prendere servizio nella tranquilla e sperduta Notodden.

Così dopo un lungo e bizzarro viaggio in treno attraverso la Norvegia, T. Singer è pronto a un nuovo inizio il più anonimo e ordinario possibile, ma per farlo non può evitare di calarsi nei ruoli richiesti dalla società: il collega amichevole, il bibliotecario solerte, la piacevole compagnia nelle situazioni informali; è tutti per non dover essere qualcuno, esiste mentre la vita gli scivola addosso come se nulla in fondo gli appartenesse, attraverso una routine che lo soddisfa senza troppo spazio per impreviste emozioni. Finché anche a lui succede d’innamorarsi.

[…] e ci si potrebbe domandare come sia stato possibile, per un uomo come lui, farsi coinvolgere in quella spietata intimità che comporta stare lì nudo, in posizione eretta con il corpo nudo, che non nasconde nulla, davanti a una donna che nuda ti si offre.”

Date le premesse un Singer innamorato è difficile da immaginare ma l’autore ci svela senza indugio che anche in questo caso il protagonista assume dei ruoli, fidanzato e poi marito premuroso della ceramista Merete, padre adottivo della di lei figlia Isabella. Ma in questa svolta non priva di colpi di scena e paradossi, riuscirà Singer a contrastare la forza passiva che lo risucchia sempre più verso una vita di pura contemplazione?

Ormai cinquantenne è diventato un enigma per sé stesso, per gli altri e forse anche per l’autore che dopo avergli dato voce e sostegno per tutto il racconto, sul finale si arrende al personaggio lasciandolo in balia di quel che irrimediabilmente sarà di lui.

Vorrei essere stato capace di dire qualcosa che Singer non fosse in grado di pensare. Avrei voluto dire qualcosa su questo ma le parole non sono sufficienti. Il mio linguaggio finisce dove finiscono le riflessioni di Singer…”

“T. Singer” è l’ultimo romanzo di Dag Solstad, scrittore norvegese poliedrico, prolisso e anticonformista; padre di 30 e più opere e vincitore di svariati premi nei paesi nordici. Il protagonista ricorda tanto quelli di alcuni romanzi dei primi decenni del Novecento quando l’avvento delle avanguardie e della psicanalisi portarono l’uomo verso un nuovo modo di concepire sé stesso facendo emergere malesseri legati “al vivere” fino a quel momento ignorati.

L’autore ci accompagna non senza piccoli interventi chiarificatori nella vita del bibliotecario e, attraverso abili cambi di registro, scopriamo un dentro e un fuori: i cunicoli della mente di Singer dove albergano pensieri contorti e ansiogeni, e il porto sicuro dei paesaggi, delle strade, della quotidianità che fa da sfondo. Un romanzo psicologico e una riflessione sull’esistenza dove ironia e comicità diventano strumenti di cui Solstag si serve per raccontarci una storia grottesca che non è altro se non tragedia contemporanea di solitudine e alienazione.

Valentina Ricca

Valentina Ricca

Dal mare sono approdata a Milano ormai 15 anni fa, la frenetica città è diventata così culla della mia formazione mentre le radici rimangono piantate tra salsedine e pini marittimi, in equilibrio nostalgico tra passato e presente. Da sempre proiettata verso l’esigenza di esprimermi in maniera creativa, ho deciso di assecondare questa tendenza e studiare arte e poi moda, per poi scoprire che la cosiddetta “creatività” è applicabile a ogni ambito dell’esistenza, quando parliamo col vicino di casa, andiamo a far la spesa o ci si intasa il lavandino, quando cuciniamo per dieci persone con due ingredienti nel frigo o cerchiamo di far quadrare i conti alla fine del mese. Come un’ape in cerca del polline vago tra i miei molteplici interessi, alcuni sfumati nello scorrere degli anni e altri ancora in auge. Tra i fiori verso cui attingo al momento ci sono i libri, lo swing, la pittura, il vino e il cibo, il teatro, lo studio dello yoga e di uno stile di vita più “umano”. La scrittura, invece, è rimasta costante della mia vita. Scrivo da quando ho iniziato a dare senso compiuto alle parole, inizialmente per istinto e necessità e poi per passione, prediligendo in assoluto il gesto postumo di correggere per cento e più volte il testo battuto di getto sulla tastiera. Sono incuriosita da tutto ciò che è comunicazione (compreso il silenzio), quel ponte tra noi e il mondo ultimamente troppo sottovalutato.