#La Via Francisca del Lucomagno: una vacanza green, ricca di cultura ed economicatempo di lettura: 3 min

Una settimana a piedi alla scoperta di bellezze naturali e testimonianze storico-artistiche, facendo anche attenzione al portafoglio. In un momento (post) Covid dove le finanze non abbondano e magari anche i giorni di ferie a disposizione non sono molti, una piccola vacanza è però alla portata di tutti. La Via Francisca del Lucomagno, che nei suoi 135 km divisi in otto tappe collega Lavena Ponte Tresa (VA) con Pavia, rappresenta un cammino di sicuro interesse, accessibile a tutti e di certo non dispendioso. Le oltre 40 strutture ricettive disposte lungo il percorso offrono alloggio a prezzi calmierati, inoltre sono state ridotte anche le spese di spostamento grazie alla convenzione attivata con Trenord che garantisce il 10% di sconto sui biglietti per raggiungere la Via oppure per rientrare a casa dopo averla percorsa.

L’intero cammino è stato interamente rimesso a nuovo grazie al progetto per la sua valorizzazione sviluppato da nove realtà e 50 enti in collaborazione con la Regione Lombardia e la Provincia di Varese, anche con il sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale di Regione Lombardia – POR FESR 2014-2020. Più di mille segnavia sono stati posti lungo tutto il tracciato, è stata realizzata un’app disponibile per IOS e Android scaricabile e consultabile anche offline ed è stata pubblicata la guida ufficiale redatta da Alberto Conte e Marco Giovannelli per Terre di mezzo Editore.

«La Francisca del Lucomagno è un antico camminamento che veniva usato fin dal Medioevo per raggiungere Roma partendo dal centro Europa. Prende il nome dal passo del Lucomagno, che si trova in Svizzera e che era la via più agevole per superare le Alpi», ricorda Giovannelli coautore della guida e coordinatore del progetto di valorizzazione della Via Francisca. «Il tracciato però nel tempo è andato un po’ perso. Con il progetto di valorizzazione abbiamo voluto riattivarlo nella sua parte italiana, dando nuovamente vita non solamente ad un cammino storico ma anche facendo in modo che i territori attraversati potessero essere attivati a loro volta». Accanto ad un intervento prettamente topografico, è stata creata una rete di accoglienze, punti di riferimento per la distribuzione delle credenziali e convenzioni. Non ultima, quella siglata con Trenord che garantisce per tutti i pellegrini sconto sulle tratte ferroviarie lungo la parte lombarda della Via Francisca.

«L’intento è stato quello di mettere il patrimonio storico della Via al servizio di tutti coloro che la vorranno percorrere, apprezzando quanto si può trovare sul percorso e approfittando di qualche agevolazione economica», prosegue Giovannelli. Dal punto di partenza, sulle sponde del lago di Lugano, la Via Francisca del Lucomagno nelle sue otto tappe attraversa cinque parchi naturali, costeggia laghi, fiumi e canali, toccando luoghi di grande interessa storico come il Sacro Monte di Varese, il parco archeologico di Castelseprio, il borgo di Castiglione Olona, l’abbazia di Morimondo e il ponte coperto di Pavia. L’arrivo, dove viene consegnato anche il testimonium, è alla basilica di San Pietro in Ciel d’Oro dove è custodita la tomba di Sant’Agostino.

«Per dare valore a tutti questi luoghi e non solo, abbiamo lavorato sull’accessibilità sotto tutti gli aspetti: la Via Francisca è percorribile a piedi, in bici e in special bike; è stata strutturata su tappe in media da 16 km, quindi percorribili anche senza un particolare allenamento; ha una rete di accoglienza capace di ospitare più di 600 pellegrini ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, come testimoniato dalla convenzione con Trenord».

Che la si voglia percorrere per motivi religiosi, commerciali, storici o naturalistici, la Via Francisca del Lucomagno è a tutti gli effetti una vacanza green e accessibile.

La Via Francisca del Lucomagno
www.laviafrancisca.org

Juri Signorini

Juri Signorini

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Viaggiatore iperattivo, tenta di sempre di confondersi con la popolazione indigena. Amante della lettura, legge un po' di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare ai sofferenti per amore, inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa. Melomane vecchio stampo: è chiamato il fondamentalista del Loggione. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L'opera preferita tuttavia è la Tosca, la quale si narra, ma non vi sono prove certe, lo abbia commosso fino alle lacrime...