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L’importanza della qualità del sonno per gli anziani

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Accompagnare il corpo nel percorso di invecchiamento implica l’attenzione a diversi aspetti della salute. Tra questi rientra il focus sulla qualità del sonno. Fondamentale in generale per il benessere, il sonno, quando arriva la terza età, richiede un’attenzione ancora più specifica sia da parte del paziente stesso, sia da parte dei professionisti sanitari che lo seguono.

Il sonno ha un impatto concreto sulla salute in diversi modi, nell’anziano in particolare.

  • Salute cardiovascolare: durante il sonno, la pressione arteriosa si abbassa in maniera notevole. Questo vuol dire che si riduce drasticamente uno dei principali fattori di rischio per la salute cardiovascolare. Quando si ha a che fare con problematiche medie o gravi come la privazione di sonno, ci si scontra con un maggior rischio di evenienze come l’infarto e l’ictus.
  • Efficienza dei muscoli: quando si dorme, il corpo rilascia ormoni in grado di favorire la riparazione tissutale di muscoli e articolazioni.
  • Rafforzamento delle memoria: diverse evidenze scientifiche hanno dimostrato che il sonno di qualità ha un impatto positivo soprattutto sulla memoria sequenziale, che si basa sull’ordine degli eventi.

Un altro aspetto sul quale vale la pena soffermarsi riguarda il metabolismo. Un sonno di qualità è sinonimo di equilibrio della fame e della sazietà. Questo beneficio è particolarmente importante per le donne. Con la menopausa, infatti, rallenta fisiologicamente quello basale, a causa della riduzione della sintesi di estrogeni e progesterone. In media, il metabolismo basale brucia, ogni giorno, dalle 250 alle 350 kcal in meno al giorno.

Alla luce di ciò, già prima della cessazione effettiva della fase della vita fertile – si parla propriamente di ciò dopo 12 mesi senza flusso mestruale – è bene documentarsi sui rimedi naturali per l’insonnia in menopausa. Tra i principali troviamo tisane come quella a base di escolzia e di passiflora, senza dimenticare una pianta più che nota come la melissa.

Prima di procedere all’assunzione, è sempre opportuno confrontarsi con il proprio medico di fiducia, per valutare quadri di eventuale incompatibilità per via di allergie e/o intolleranze.

Consigli di igiene del sonno in terza età

Esistono diversi consigli pratici di igiene del sonno che, in terza età in particolar modo, fanno una grande differenza sulla qualità della vita. Tra i più rilevanti troviamo il fatto di evitare di utilizzare dispositivi elettronici prima di coricarsi (andrebbero spenti almeno un’ora prima). Se, di base, si hanno difficoltà nell’addormentarsi o nel mantenere il sonno, è opportuno bandire anche gli e-reader.

Pure la dieta fa la differenza. Premessa basilare: prima di attuare qualsiasi cambiamento nella propria routine alimentare, è il caso di confrontarsi con un dietologo. Chiarito questo fondamentale punto, ricordiamo che, per favorire la qualità del sonno, si possono adottare diverse strategie, a partire dalla scelta di mettere nel piatto, in occasione della cena, cibi ricchi di fibre e poveri di grassi.

Un ruolo prezioso ai fini dell’igiene del sonno è riservato all’attività fisica. Diverse evidenze scientifiche hanno portato alla luce l’efficacia dell’esercizio fisico moderato – un’ottima alternativa a tal proposito è la camminata a passo sostenuto – ai fini dell’ottimizzazione della sintesi endogena della melatonina, ormone fondamentale per il fisiologico ritmo sonno-veglia.

Come gestire l’eventuale assunzione di farmaci

L’eventuale assunzione di farmaci da parte di un anziano con problemi di sonno deve essere gestita con ovvia cautela, soprattutto perché, in molti casi, si ha a che fare con un paziente che assume anche altri medicinali.

Essenziale è innanzitutto verificare l’orario di assunzione di questi ultimi. Da appurare, inoltre, sono le possibili interazioni tra i vari principi attivi. Alcuni farmaci di base efficaci contro l’insonnia possono rivelarsi totalmente inutili se assunti in concomitanza con altri medicinali e addirittura provocare effetti collaterali o l’effetto paradosso (ciò vuol dire che il paziente sperimenta un esito opposto rispetto a quello sperato).

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