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Alla Fondazione Rovati un’installazione multisensoriale contro la saturazione digitale

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Mentre il Fuorisalone inonda Milano di stimoli visivi e digitali, alla Fondazione Luigi Rovati, in Corso Venezia 52, accade qualcosa di inatteso: uno spazio che chiede di fermarsi. Si chiama Renaissance of the Real, ed è l’installazione multisensoriale firmata dall’artista svizzera Annabelle Schneider, in collaborazione con USM Modular Furniture e lo studio di architettura transdisciplinare Snøhetta. Aperta al pubblico dal 21 al 26 aprile 2026, l’opera è una risposta silenziosa e fisica all’accelerazione frenetica del tempo digitale.

Come un organismo che respira nel giardino del museo

L’installazione nasce dall’incontro improbabile tra rigore e morbidezza. L’iconico sistema modulare USM Haller — sessant’anni di precisione svizzera, presente nella collezione permanente del MoMA di New York — abbandona qui il suo ruolo di arredo per diventare scheletro architettonico. Attorno a quella griglia d’acciaio si distende una membrana tessile che si espande e si contrae impercettibilmente, come un polmone. Il bozzolo che ne risulta è al tempo stesso scultura e rifugio, presenza nel giardino del museo e soglia verso un altrove.

Un rituale di decelerazione sensoriale tra suoni, profumi e luce diffusa

Varcare quella soglia richiede un gesto simbolico: all’ingresso viene offerto un asciugamano caldo, piccolo rito di pulizia in mezzo alla settimana più sovrastimolante dell’anno per il design mondiale. All’interno, frequenze sonore delicate, profumi, luce diffusa e superfici tattili ricompongono i sensi. A completare l’esperienza, l’artista e ingegnere audio Devon “OJAS” Turnbull conduce ogni pomeriggio, dal 21 al 24 aprile (ore 17.00–18.00), sessioni di ascolto su vinile. Frequenze analogiche per ritrovare qualcosa di antico: la capacità di stare fermi.

La visione di Snøhetta: tensione tra griglia e informe

Lo studio norvegese Snøhetta, noto per il recupero della Biblioteca di Alessandria d’Egitto e per un’architettura che mette sempre in dialogo paesaggio ed esperienza umana, ha curato la coreografia spaziale dell’installazione. «La griglia di USM è sia un’ancora che un invito», spiega Anne-Rachel Schiffmann, direttore per l’architettura d’interni dello studio. Il progetto esplora la tensione tra struttura e amorfo, creando un confine permeabile che filtra il rumore del mondo e riporta l’attenzione alla luce, alla natura, alla presenza degli altri.

Presenza fisica come atto di resistenza nell’era degli algoritmi

Annabelle Schneider — già autrice di BREATHE WITH ME (2024), installazione itinerante debuttata alla NYCxDESIGN — costruisce da anni spazi trasformativi che fondono fisico e virtuale per restituire benessere emotivo. Renaissance of the Real è, nelle sue parole, «un invito all’immersione totale», non un prodotto ma un luogo in cui riconnettersi con il proprio corpo e con gli altri. In un’epoca in cui gli algoritmi plasmano desideri e attenzione, la presenza — sembra suggerire l’installazione — non si scarica. Si abita.

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