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Boa Vista: viaggio nell’isola del vento e delle tartarughe

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A quattrocentocinquantacinque chilometri dalla costa africana, galleggia nell’Atlantico una terra che sfida ogni logica geografica. Boa Vista, terza isola per estensione dell’arcipelago di Capo Verde, è un paradosso naturale dove il deserto del Sahara sembra essersi staccato dal continente per abbracciare le acque turchesi dell’oceano. Con i suoi seicentoventi chilometri quadrati di territorio aspro e selvaggio, quest’isola appartiene al gruppo delle Barlavento, le isole sopravento che guardano verso nord, segnate da un clima più arido rispetto alle sorelle meridionali.

Il nome stesso, che in portoghese significa “buona vista”, racconta la sorpresa di quei marinai portoghesi del Quattrocento che, nel millecinquecento, avvistarono per primi queste coste dorate. L’isola si estende per trentuno chilometri da nord a sud e ventinove da ovest a est, con il Monte Estância che si erge solitario a trecentottantasette metri, come un guardiano di pietra sopra un mare di dune. Due deserti segnano il territorio: il Deserto de Viana, con le sue dune sabbiose che paiono onde fossilizzate, e il Deserto de Santo Tirso, più roccioso e lunare.

Fino al duemilasette, quando l’aeroporto internazionale aprì i battenti, Boa Vista era una delle isole meno popolate di Capo Verde. Oggi conta quattordicimila abitanti, la maggior parte concentrati nella capitale Sal Rei, dove le case colorate si affacciano su un porto che per secoli ha visto passare mercanti, pirati e cercatori di fortuna. Il resto della popolazione si distribuisce in piccoli villaggi: Rabil, l’antica capitale; Povoação Velha, il villaggio più antico; e una manciata di insediamenti dove il tempo sembra essersi fermato.

🇨🇻  CAPO VERDE  🇨🇻 Isola di Boa Vista - No Stress

Spiagge infinite dove nidificano le tartarughe

Chi arriva a Boa Vista viene accolto da un’estensione di sabbia che toglie il fiato. L’isola vanta oltre cinquanta chilometri di coste, dove le spiagge si susseguono in una teoria infinita di bianco e turchese. Ma tra tutte spicca Praia de Santa Monica, considerata una delle spiagge più belle del mondo. Lunga oltre undici chilometri secondo la maggior parte delle fonti locali, questa distesa desertica di sabbia bianchissima nella costa sudoccidentale dell’isola è stata paragonata alla celebre spiaggia californiana per la sua vastità mozzafiato.

Qui l’oceano Atlantico si infrange con onde possenti, regalando agli amanti del surf condizioni eccezionali, mentre nei mesi estivi, quando le acque si placano, la spiaggia diventa un rifugio di quiete assoluta. Non ci sono stabilimenti balneari, non ci sono file di ombrelloni: solo sabbia, mare e cielo. Nelle vicinanze, le dune del Morro de Areia si tuffano letteralmente nell’oceano, creando uno scenario che appare fuori dal tempo.

A nord, Praia de Chaves si estende per una decina di chilometri vicino al villaggio di Rabil, abbracciata da dune modellate dai venti sahariani. Qui il mare gioca con mille sfumature, dal verde smeraldo al blu cobalto, e tra giugno e settembre le tartarughe Caretta caretta vengono a deporre le uova, seguendo un istinto ancestrale che le riporta sulle stesse spiagge dove sono nate. Capo Verde ospita la terza popolazione mondiale di tartarughe marine in fase di nidificazione, dopo l’Oman e la Florida sudorientale, e Boa Vista è l’epicentro di questo fenomeno straordinario.

L’osservazione della deposizione delle uova è un’esperienza che lascia senza parole. Durante le notti estive, da luglio a settembre, escursioni guidate portano i visitatori sulle spiagge della costa sudorientale, all’interno della riserva naturale. Dopo un viaggio di circa ottanta minuti su veicoli fuoristrada attraverso piste impervie, si raggiungono gli accampamenti dei ricercatori che da anni monitorano le popolazioni di tartarughe. Il silenzio è totale, le fotografie vietate: le tartarughe sono creature timide che si spaventano facilmente. Ma quando una femmina inizia la deposizione, cade in una sorta di trance che permette ai biologi di studiarla e ai visitatori di avvicinarsi.

Ogni tartaruga può tornare a deporre quattro o cinque volte nella stessa stagione, e da ogni nido possono nascere fino a centoventi piccole tartarughe che, tra settembre e dicembre, intraprendono il loro primo, pericoloso viaggio verso il mare. Le associazioni come BIOS.CV lavorano instancabilmente per proteggere questi animali, spostando i nidi in pericolo negli incubatoi e monitorando ogni nascita. Nel duemiladiciotto, sulla spiaggia di João Barrosa sono stati individuati oltre quattordicimilacinquecento nidi.

Deserto, villaggi e relitti: il volto selvaggio dell’isola

Boa Vista non è solo mare. L’interno dell’isola rivela paesaggi desertici che sembrano appartenere a un altro continente. Il Deserto de Viana è un’esperienza surreale: dune dorate che si estendono all’infinito, modellate dal vento in forme sinuose e sempre diverse. Al tramonto, quando la luce radente accende la sabbia di riflessi dorati e rossastri, il paesaggio diventa quasi lunare. Nelle zone umide del deserto, tra le acacie e gli arbusti endemici, si possono avvistare fenicotteri rosa che si stagliano contro il cielo azzurro, creando un contrasto cromatico indimenticabile.

Il villaggio di Povoação Velha, ai piedi del Monte Estância, è il più antico insediamento dell’isola. Le sue stradine in ciottoli, le case colorate e la chiesetta di Nossa Senhora da Conceição raccontano di un passato fatto di pesca, agricoltura e commerci. Qui il tempo scorre lento e gli abitanti mantengono viva la tradizione artigianale, lavorando la ceramica e i tessuti secondo tecniche tramandate da generazioni. La chiesa di San Roque a Rabil, l’antica capitale, è invece la più antica di Boa Vista e testimonia secoli di fede e resilienza.

Ma forse uno degli spettacoli più suggestivi di Boa Vista è il relitto del Cabo Santa Maria, una nave spagnola arenata nel millenovecentosessantotto sulla costa settentrionale. Lo scafo arrugginito emerge dalle acque turchesi creando un contrasto affascinante, un monumento involontario alla forza dell’oceano. La spiaggia di Cabo Santa Maria è raggiungibile con escursioni in fuoristrada e offre un’occasione perfetta per fotografie che catturano la bellezza malinconica di ciò che resta dopo il naufragio.

A Praia de Varandinha, le falesie di arenaria scolpite dal vento e dal mare formano grotte naturali che invitano all’esplorazione. Le correnti qui sono forti e rendono il bagno sconsigliabile, ma la spiaggia è un paradiso per gli amanti del birdwatching e del trekking costiero. Ogni angolo dell’isola rivela una natura potente, selvaggia, che non si piega alla presenza umana ma la accoglie con generosità.

Tra balene, musica morna e morabeza

Chi visita Boa Vista tra febbraio e maggio ha la fortuna di assistere a uno degli spettacoli più emozionanti dell’oceano: il passaggio delle megattere dell’Atlantico settentrionale. Circa trecento esemplari, geneticamente isolati e quindi unici, scelgono le acque calde di Boa Vista per riprodursi. Le escursioni in barca permettono di avvistarle mentre emergono, sbuffano e talvolta saltano fuori dall’acqua in spettacolari evoluzioni. È un incontro che ricorda quanto sia fragile e preziosa la biodiversità marina di queste isole.

Ma Boa Vista è anche cultura, musica, umanità. La morabeza, parola che non ha un’esatta traduzione in italiano, è lo spirito di ospitalità genuina che caratterizza gli abitanti di Capo Verde. È un modo di vivere fatto di sorrisi, di tempo dedicato all’altro, di generosità spontanea. Passeggiare per le strade di Sal Rei al tramonto significa essere accolti da saluti calorosi, da inviti a condividere un bicchiere di grogue, il rum locale, o ad ascoltare la morna, il genere musicale capoverdiano per eccellenza.

La morna è malinconia e saudade, nostalgia e poesia. Suonata con chitarra, violino, fisarmonica e cavaquinho, questa musica parla di emigrazione, di amori lontani, di mare e di distanze. Cesária Évora, la “diva a piedi nudi”, l’ha portata nel mondo, ma qui a Boa Vista la morna è ancora parte della vita quotidiana. Nei bar e nei ristoranti di Sal Rei, la sera, si ascoltano note che sembrano provenire da un tempo antico, accompagnate da piatti tradizionali come la cachupa, una zuppa di mais e fagioli con carne o pesce, o il chicaro, un pesce tipico considerato piatto di benvenuto.

La cucina capoverdiana riflette le influenze africane e portoghesi che hanno plasmato queste isole. Il clima arido costringe a importare molti prodotti ortofrutticoli dall’estero o dalle isole più fertili come São Vicente, ma il pesce fresco abbonda e viene cucinato con maestria. Nei mercati di Sal Rei, tra bancarelle colorate e profumi speziati, si respira l’autenticità di una terra che non ha ancora perso la propria anima.

Viaggiare responsabile nell’isola del vento

Lo sviluppo turistico degli ultimi anni ha trasformato Boa Vista, portando benessere economico ma anche nuove sfide. L’isola deve affrontare problemi legati allo smaltimento dei rifiuti, all’approvvigionamento idrico e alla gestione dell’immigrazione interna dall’Africa occidentale. La baraccopoli a est di Sal Rei, dove vivono circa quattromila persone arrivate in cerca di lavoro, è un promemoria silenzioso delle contraddizioni dello sviluppo.

Proprio per questo, chi visita Boa Vista ha la responsabilità di farlo con consapevolezza. Scegliere escursioni con guide autorizzate, rispettare le aree protette, non disturbare le tartarughe durante la nidificazione, evitare di lasciare rifiuti sulle spiagge: sono gesti piccoli ma fondamentali per preservare questo ecosistema fragile. Le associazioni ambientali locali lavorano senza sosta per proteggere le tartarughe, i falchi pescatori, le megattere e l’habitat costiero, ma hanno bisogno del sostegno di un turismo consapevole.

Il clima di Boa Vista è favorevole tutto l’anno, con temperature che oscillano tra i ventidue e i ventinove gradi. Il periodo migliore va da novembre a luglio, quando il caldo è meno intenso e il vento, costante compagno di quest’isola, rende l’aria piacevole. Tra agosto e ottobre le temperature salgono e possono arrivare piogge sporadiche, ma anche in questa stagione l’isola mantiene il suo fascino selvaggio.

Chi cerca sport acquatici trova a Boa Vista condizioni ideali: il vento costante rende le spiagge perfette per kiteboarding, windsurf e surf, mentre le acque cristalline invitano a immersioni e snorkeling. I fondali nascondono relitti di galeoni e velieri, testimonianze di naufragi antichi, oltre a una ricchezza di vita marina che include tartarughe, razze, pesci tropicali e coralli. I centri diving certificati PADI offrono escursioni per tutti i livelli, con visibilità che può raggiungere i trenta metri.

Un’isola che resta nel tempo

Boa Vista è un’isola che non si dimentica. Non è il lusso a conquistare, non sono i resort all inclusive che pure esistono lungo le coste più accessibili. È qualcosa di più profondo: la sensazione di trovarsi in un luogo dove la natura domina ancora, dove il tempo ha un ritmo diverso, dove l’incontro con una tartaruga che depone le uova o con una megattera che salta nell’oceano ricorda quanto siamo piccoli di fronte alla grandezza del mondo naturale.

Camminare per chilometri su spiagge deserte, ascoltare solo il rumore delle onde, perdersi tra le dune dorate del deserto, condividere un sorriso con gli abitanti di un villaggio sperduto: sono esperienze che riempiono di senso il viaggio. Boa Vista non è una destinazione per chi cerca solo comodità e intrattenimento. È un’isola per chi vuole sentire, vedere, respirare. Per chi è disposto a sopportare una strada sterrata pur di raggiungere una spiaggia che appare solo nelle mappe locali. Per chi accetta che il vento scompiglia i capelli e la sabbia si infili ovunque, perché sa che fa parte del gioco.

Quando si lascia Boa Vista, mentre l’aereo si alza in volo sopra le dune e il mare, si porta con sé qualcosa di indefinibile. Una nostalgia anticipata, forse. La certezza che esiste ancora, in questo mondo troppo veloce, un’isola dove il deserto abbraccia l’oceano e le tartarughe tornano ogni estate alle spiagge dove sono nate. Un’isola che, con la sua morabeza silenziosa, insegna che la vera bellezza non ha bisogno di essere domata, ma solo rispettata.

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