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Carnevale di Fano: il più antico d’Italia con Dante Ferretti e 180 quintali di dolciumi

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Quando 180 quintali di dolciumi si sollevano dai carri allegorici e piovono sulla folla come una cascata di gioia commestibile, Fano rivela la sua anima più autentica. Questo rituale, che affonda le radici nella cultura agricola marchigiana, trasforma ogni anno la città adriatica in un teatro a cielo aperto dove la storia incontra la creatività contemporanea, e dove quest’anno il cinema si fa protagonista grazie alla firma di Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar per la scenografia.

Al via il Carnevale di Fano 2026

Un palcoscenico lungo sette secoli

I primi documenti del Carnevale di Fano risalgono al 1347, quando venne organizzato il primo “palio Carnevale”. Ma la manifestazione affonda probabilmente le sue origini in epoche ancora più remote, nelle antiche feste dei Saturnali romani e delle Dionisiache greche, celebrate attraverso il riso e la satira. Fu però nel 1450, sotto la Signoria dei Malatesta, che il Carnevale assunse la forma di grande festa popolare che ancora oggi lo caratterizza: un momento liberatorio in cui le barriere sociali cadevano, permettendo persino al servo di prendere in giro il padrone, tradizione sopravvissuta nella satira che anima i carri allegorici contemporanei.

Nel 1718 la fama del Carnevale fanese aveva già varcato i confini nazionali: Giacomo III Stuart attraversò l’Europa dall’Inghilterra per assistere alla manifestazione, soggiornando a Fano per dieci giorni. Nel 1888 il Carnevale acquisì una forma simile a quella attuale con l’organizzazione del primo corso mascherato, tradizione che si sviluppò nel secolo successivo fino al 1951, quando la parata venne spostata in viale Gramsci per ospitare un numero maggiore di partecipanti.

La cartapesta prende vita nelle mani dei maestri carristi

Passeggiare tra i capannoni dove nascono i carri allegorici significa entrare in laboratori dove la cartapesta, materiale povero composto da carta, colla e acqua, si trasforma in giganti alti oltre quindici metri. I maestri carristi di Fano sono custodi di un sapere artigianale che si tramanda di generazione in generazione, capaci di modellare questo materiale duttile fino a dare vita a vere e proprie sculture mobili che sfilano accompagnate da musica, luci e movimento.

L’edizione 2026 porta in strada dodici carri allegorici, sei di prima categoria e sei di seconda, frutto di mesi di lavoro che coinvolgono intere comunità. Tra questi spiccano creazioni che spaziano dal cinema alla musica, dalla satira contemporanea ai grandi temi dell’identità, mantenendo vivo quel linguaggio simbolico che da secoli caratterizza il Carnevale fanese.

Il Getto: quando l’abbondanza diventa rito collettivo

Se c’è un momento che rende unico il Carnevale di Fano, è il Getto. Durante la seconda sfilata di ogni domenica, i carri rallentano il loro passo e inizia una pioggia spettacolare: cioccolatini, caramelle, praline al latte e fondenti, cioccolatini alla nocciola e al caramello volano nell’aria verso le mani protese della folla. Circa 200 quintali di dolciumi vengono distribuiti in questo modo durante l’intera manifestazione.

Questo gesto affonda le radici nell’antico mondo agricolo marchigiano: come i contadini spargevano i semi nei campi per augurarsi prosperità, così oggi si lanciano i dolci come simbolo di abbondanza, felicità e buona fortuna per tutti. Per raccoglierli, gli spettatori utilizzano i colorati “prendigetto”, coni creati dall’artista Paolo Del Signore che sono diventati anch’essi parte integrante della tradizione.

La Musica Arabita: ironia popolare in note improvvisate

Dal 1923, una banda assolutamente particolare accompagna le sfilate del Carnevale: la Musica Arabita. Il nome, che in dialetto fanese significa “arrabbiata”, definisce perfettamente questa formazione popolare che suona utilizzando barattoli, caffettiere, bidoni, bottiglie, ombrelli e ogni sorta di oggetto quotidiano trasformato in strumento musicale.

La tradizione nacque alla fine dell’Ottocento come parodia della musica “alta” dei salotti aristocratici. I marinai e gli operai fanesi, esclusi dalle feste dei nobili dove si ascoltavano pianoforte, arpa e violino, decisero di reinventarsi con creatività e ironia: nacquero così i cembali di latta, i corni di tubi di ferro e i violini a sonagliera. Dopo un periodo di oblio, alcuni giovani nel 1921 decisero di far rivivere questa tradizione, che si è arricchita nel tempo diventando un simbolo identitario della città.

Il Vulòn: maschera e memoria della città

Dal 1951, la maschera ufficiale del Carnevale di Fano è El Vulòn (o El Pupo), creata dal pittore e dirigente della Società Carnescialesca Rino Fucci. Questo personaggio si ispira a una figura inventata secoli prima e ancora radicata nella fantasia popolare fanese, rappresentando l’anima giocosa e satirica della manifestazione.

Al termine del Carnevale, il Martedì Grasso, viene bruciato il Pupo in un rito collettivo che rievoca l’antico concetto del capro espiatorio: a questa grande figura in cartapesta si attribuiscono simbolicamente colpe, tensioni e problemi dell’anno. Bruciandolo, la comunità si purifica e si prepara a ricominciare.

L’edizione 2026: quando il cinema incontra la tradizione

Quest’anno il Carnevale di Fano vive un momento di straordinaria rilevanza culturale grazie alla presenza di Dante Ferretti come coordinatore artistico. Lo scenografo maceratese, tre volte Premio Oscar, ha firmato il manifesto d’autore dell’edizione 2026 e il bozzetto originale da cui ha preso vita uno dei carri allegorici più attesi: “A Fano lo famo strano”, una mongolfiera ispirata al mondo fantastico del Barone di Münchausen.

Ferretti, che ha collaborato con maestri come Federico Fellini, Martin Scorsese e Tim Burton, ha trasformato il Carnevale in un vero set a cielo aperto, rafforzando il dialogo tra arte cinematografica e tradizione popolare. Il tributo al cinema trova sintesi esplicita nel carro “Carnevale di Fano CineOscar”, che mette in scena il Vulòn in versione cinematografica rendendo omaggio ai grandi maestri della settima arte.

Una festa per tutte le generazioni

L’edizione 2026 introduce una novità significativa: domenica 25 gennaio sarà interamente dedicata ai bambini con ingresso gratuito. Questa giornata celebra i 70 anni dal primo Carnevale di Fano dedicato ai più piccoli, testimonianza di un legame profondo e storico tra la manifestazione e le nuove generazioni. Durante questa domenica speciale, animazioni, laboratori creativi, giochi e sfilate in maschera animeranno il centro storico.

Le tre grandi sfilate tradizionali si svolgeranno invece domenica 1, 8 e 15 febbraio. Anche in queste date i bambini saranno protagonisti grazie a un’Area Kids dedicata, progettata dagli studenti dell’ITS Turismo Marche, con spazi, attività ed esperienze su misura all’interno del percorso del Carnevale. Ogni domenica prevede tre momenti distinti: la prima sfilata di presentazione dei carri accompagnati da gruppi mascherati, la seconda sfilata con il celebre Getto, e la terza sfilata delle luminarie nel tardo pomeriggio, quando i carri si illuminano creando uno spettacolo suggestivo.

Fano capofila per l’Unesco

Il Carnevale di Fano rappresenta oggi molto più di una festa popolare. La città marchigiana è capofila nel percorso nazionale per il riconoscimento dei Carnevali storici italiani come patrimonio culturale immateriale Unesco. Un riconoscimento che celebrerebbe secoli di tradizione artigianale, creatività popolare e identità culturale.

La manifestazione è stata presentata ufficialmente alla Camera dei Deputati a Roma alla presenza di personalità istituzionali, tra cui il Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e il Direttore dell’Istituto Centrale del Patrimonio Immateriale, confermando il valore nazionale di questa tradizione che unisce arte, artigianato della cartapesta e innovazione scenica.

Informazioni pratiche per l’edizione 2026

Date delle sfilate:

  • Domenica 25 gennaio 2026: Carnevale dei Bambini (ingresso gratuito)
  • Domenica 1 febbraio 2026: Prima grande sfilata con Getto
  • Domenica 8 febbraio 2026: Seconda grande sfilata con Getto
  • Domenica 15 febbraio 2026: Terza grande sfilata con Getto
  • Date di recupero in caso di maltempo: 22 febbraio e 1° marzo

Orari: Le sfilate iniziano alle ore 14:30 circa e proseguono fino al tardo pomeriggio con la sfilata delle luminarie. L’Area Kids e le animazioni in Piazza XX Settembre sono accessibili dalla mattina.

Costi:

  • Biglietto intero: 15 euro
  • Biglietto ridotto: 13 euro (per disabili, minorenni, ultrasessantacinquenni, militari e gruppi di minimo 25 persone)
  • Bambini e tesserati: 1 euro
  • Box singolo (per 15 persone): 300 euro, con possibilità di far accedere fino a due bambini 0-10 anni al costo di 1 euro ciascuno
  • Carnevale dei Bambini del 25 gennaio: ingresso gratuito

Acquisto biglietti: I biglietti sono disponibili online sul sito ufficiale carnevaledifano.com e presso i punti vendita autorizzati.

Come arrivare: Fano è facilmente raggiungibile in auto tramite l’A14 (uscita Fano), in treno sulla linea adriatica (stazione Fano), o tramite il servizio navetta gratuito attivo nelle giornate di sfilata dal parcheggio del Fanocenter (via L. Einaudi, 30) con corse ogni 15 minuti dalle 12:00 alle 19:30.

Per informazioni complete sul programma, convenzioni con Trenitalia e modifiche alla viabilità: www.carnevaledifano.com

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