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Carnevale di Ronciglione: il più antico carnevale del Lazio tra Ussari, Nasi Rossi e carri allegorici

Carnevale di Ronciglione 2026, Carnevale di Ronciglione: il più antico carnevale del Lazio tra Ussari, Nasi Rossi e carri allegorici

Immaginate di trovarvi in un borgo arroccato sui Monti Cimini, dove ogni vicolo profuma di storia e ogni piazza risuona di tamburi. Ronciglione, eletto Borgo dei Borghi 2023, si trasforma per tre settimane in uno scenario da sogno dove passato e presente danzano insieme al ritmo del saltarello. Questo non è un semplice carnevale: è un rito collettivo che dal 1538 attraversa i secoli, trascinando nelle sue spirali di colori e musica oltre milleduecento figuranti, venti carri allegorici monumentali e migliaia di visitatori che accorrono per vivere un’esperienza che non ha eguali in Italia.

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La magia inizia con il galoppo degli Ussari

Il suono del Campanone dalla torre del municipio squarcia l’aria del giovedì grasso, annunciando l’inizio della festa. È il segnale che la città attende: Ronciglione sta per consegnare le chiavi a Re Carnevale. Ma prima, le vie rinascimentali e barocche del borgo tremano sotto gli zoccoli di decine di cavalli lanciati al galoppo. Sono gli Ussari, cavalieri vestiti con uniformi ottocentesche che rievocano una leggenda d’amore e vanità.

La tradizione narra di un capitano degli ussari francesi, di stanza a Ronciglione nel periodo napoleonico per difendere lo Stato Pontificio, che si innamorò perdutamente di una dama locale. Per conquistarla, organizzò ripetute cavalcate spettacolari attraverso il paese, guidando i suoi dragoni in una parata che lasciò tutti senza fiato. Da quell’episodio, documentato nell’archivio storico comunale al 1866, nacque una delle tradizioni più amate del carnevale ronciglionese.

Oggi quella cavalcata si ripete in ogni domenica di festa: il capitano galoppa con il busto rivolto all’indietro per controllare le file dei suoi cavalieri, mentre il rumore degli zoccoli sull’asfalto si amplifica tra i palazzi farnesiani, creando un’onda sonora che precede l’arrivo del corteo. È un momento di pura energia, un lampo che attraversa il borgo e apre le porte al mondo rovesciato del carnevale.

Il Corso di Gala: un tripudio di creatività artigianale

Quando le lancette segnano le 15:45 delle tre domeniche di febbraio (quest’anno 1, 8 e 15 febbraio), il centro storico diventa un’esplosione di colori. Il Grandioso Corso di Gala, giunto alla sua 341esima edizione, è molto più di una sfilata: è un’opera d’arte collettiva che coinvolge l’intera comunità nei mesi precedenti.

I carri allegorici in cartapesta raggiungono altezze vertiginose, costruiti con maestria da artigiani locali che trasmettono il loro sapere di generazione in generazione. Ogni gruppo mascherato sfoggia costumi sartoriali di altissimo livello, realizzati nei laboratori del paese dove la creatività si fonde con la tradizione. Ventidue gruppi mascherati si alternano lungo il percorso di circa un chilometro, accompagnati dalla storica Banda cittadina “Alceo Cantiani” che, dal 1835, è l’anima musicale di questa festa.

Lo spettacolo non si limita alla vista: coriandoli, stelle filanti, caramelle e cioccolatini piovono dai carri, mentre i figuranti interagiscono con il pubblico in un’improvvisazione continua che rende ogni edizione unica e irripetibile. Non è un caso che chi ha visto altri carnevali celebri, da Viareggio a Venezia, torni a Ronciglione dichiarando di aver vissuto qualcosa di diverso, più autentico e coinvolgente.

I Nasi Rossi e il rito della Pitalata

Se il Corso di Gala rappresenta l’eleganza del carnevale ronciglionese, i Nasi Rossi incarnano il suo spirito dissacrante e goliardico. Questa antica maschera, contemporanea di Pulcinella e Arlecchino, nacque nel 1900 da una storia tanto bizzarra quanto divertente.

Quattro amici – due barbieri e due calzolai – si ritrovarono in un’osteria durante il carnevale. Tra bicchieri di vino rosso, uno di loro confessò un episodio imbarazzante: la sera prima, completamente ubriaco, aveva scolato per errore i rigatoni nel vaso da notte, per poi condirli con sugo di carne e pecorino. Fortunatamente il recipiente era pulito, ma l’episodio fu così esilarante che i quattro decisero di fondare la “Società dei Nasi Rossi”, composta da “bontemponi, mangiatori e bevitori”.

Ogni lunedì di carnevale, centinaia di Nasi Rossi invadono Ronciglione vestiti con camicie da notte bianche, berretti da notte e naturalmente il caratteristico naso rosso ciliegia. Armati di forchettoni e pitali (vasi da notte) colmi di rigatoni al sugo, si lanciano in acrobazie, si arrampicano sui balconi, entrano nelle case e inseguono gli spettatori per costringerli ad assaggiare i loro piatti. È la Pitalata, un rito alimentare che ribalta ogni codice sociale e trasforma la piazza in un teatro dell’assurdo dove regna Bacco.

Tra storia farnesiana e tradizioni popolari

Le radici del Carnevale di Ronciglione affondano nelle “Pubbliche allegrezze” del periodo farnesiano, tra il 1537 e il 1649. Il primo documento ufficiale risale al 1748, un editto vescovile che testimonia quanto questa festa fosse già radicata nella vita del borgo. Ma è con papa Paolo III Farnese, nel 1538, che tutto comincia: per celebrare l’investitura del figlio Pier Luigi a duca di Castro e Ronciglione, il pontefice concesse tre giorni di bagordi che la popolazione accolse con entusiasmo travolgente.

Da allora, il carnevale è diventato parte integrante dell’identità ronciglionese. Negli anni ’70 e ’80 del Novecento sono nati nuovi personaggi della tradizione: i Saracari con le loro aringhe essiccate e maleodoranti appese a lunghe canne, i Polentari, i Faciolari, i Tripparoli e i Fregnacciari, che hanno arricchito la festa con il loro spirito goliardico al grido popolare di “Chi urla, urla!”.

Nel 1986 è nata la Compagnia della Penitenza, che ha il compito di preparare e accompagnare il funerale di Re Carnevale. Il martedì grasso, quando la festa volge al termine, un corteo funebre di maschere piangenti accompagna il pupazzo di cartapesta che rappresenta il sovrano defunto. In un momento altamente spettacolare, Re Carnevale viene agganciato a un globo aerostatico multicolore che si innalza nel cielo di Piazza della Nave, portando via con sé la follia carnevalesca e lasciando il desiderio del suo ritorno l’anno successivo.

Un borgo che vive di carnevale tutto l’anno

Ronciglione non è solo maschere e coriandoli. Questo borgo di circa ottomila abitanti, situato a pochi chilometri dal Lago di Vico – il più alto specchio d’acqua d’Italia a livello del mare – conserva un centro storico medievale perfettamente preservato. Le case in tufo, i palazzi nobiliari del Cinquecento voluti dalla famiglia Farnese, la Fontana Grande attribuita al Vignola (ma costruita dall’architetto Antonio Gentili da Faenza), il Duomo dedicato a San Pietro e Santa Caterina: ogni angolo racconta secoli di storia.

La vittoria come Borgo dei Borghi 2023 ha confermato ciò che i ronciglionesi sanno da sempre: il loro paese è speciale. E lo è anche per la sua vocazione enogastronomica. La Nocciola tonda gentile romana DOP è l’eccellenza del territorio, ma durante il carnevale le pasticcerie si riempiono di dolci tradizionali: castagnole fritte o al forno, ravioli ripieni, frappe e soprattutto le fregnacce, una sorta di crêpe ripiena di zucchero e cannella, ricotta o pecorino, che rappresenta l’irrinunciabile delizia per ogni ronciglionese.

Il sabato di carnevale, il Carnevale Jotto trasforma la piazza in una grande sala da pranzo a cielo aperto: Polentari e Faciolari distribuiscono polenta e fagioli, mentre il profumo della porchetta si diffonde nell’aria. È il momento goloso del carnevale, quando il vino scorre abbondante e la socialità raggiunge il suo apice.

Quando il passato diventa contemporaneo

Dal 2018, il carnevale ronciglionese ha arricchito il suo programma con la Carnival Soap Box Race, una parata di carrozzette senza motore i cui conducenti, rigorosamente in maschera, si sfidano sul miglior tempo e sull’originalità del mezzo. È un evento che unisce adrenalina, creatività e spirito ludico, attirando partecipanti da tutta la regione.

Ma la vera peculiarità di questo carnevale sta nella sua capacità di coinvolgere ogni generazione. Il Carnevale dei Bambini, nato nei primi anni ’70, vede sfilare insieme le scuole del territorio con mascherate preparate dalle insegnanti. Le famiglie si ritrovano in piazza per ballare il saltarello, mentre la Confraternita di Sant’Orso distribuisce tozzetti e vino a tutti gli ospiti il giovedì grasso. È un carnevale inclusivo, dove nessuno resta spettatore.

Informazioni pratiche per il Carnevale di Ronciglione 2026

Date principali:

  • Domenica 1 febbraio 2026: Primo Grandioso Corso di Gala (339ª edizione)
  • Domenica 8 febbraio 2026: Secondo Grandioso Corso di Gala (340ª edizione)
  • Giovedì 12 febbraio 2026 (Giovedì Grasso): Consegna delle chiavi della città a Re Carnevale, Parata degli Ussari, Carnevale dei Bambini
  • Sabato 14 febbraio 2026 (Sabato Ghiotto): Carnival Soap Box Race, Carnevale Jotto con degustazioni
  • Domenica 15 febbraio 2026: Terzo e ultimo Grandioso Corso di Gala (341ª edizione)
  • Lunedì 16 febbraio 2026 (Lunedì dei Nasi Rossi): Carica dei Nasi Rossi e Pitalata
  • Martedì 17 febbraio 2026 (Martedì Grasso): Carnevale dei Bambini, Morte di Re Carnevale, ascensione con il globo aerostatico

Orari eventi domenicali (1, 8 e 15 febbraio):

  • Ore 11:00: Apertura Carnival Street Artist Show
  • Ore 12:00: Apertura Street Food Festival
  • Ore 15:00: Parata Storica degli Ussari
  • Ore 15:45: Grandioso Corso di Gala
  • A seguire: Saltarello in Piazza Vittorio Emanuele II (Piazza della Nave)

Biglietti: L’ingresso al Corso di Gala delle tre domeniche è a pagamento: 10 euro per il biglietto giornaliero (include biglietto della lotteria del Carnevale in omaggio). I biglietti sono acquistabili online in prevendita o in loco dalla mattina dell’evento. Tutti gli altri eventi della settimana sono gratuiti.

Come arrivare: Ronciglione si trova in provincia di Viterbo, a circa 58 km da Roma (circa un’ora di auto). Da Roma: percorrere la Via Cassia (SS2) fino a Monterosi, poi seguire le indicazioni per Ronciglione/Lago di Vico. Parcheggi disponibili fuori dal centro storico con possibili servizi navetta.

Informazioni: www.carnevaledironciglione.org

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