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Il Carnevale di Putignano: 632 anni di cartapesta, satira e paradossi nella festa più antica d’Europa

Carnevale di Putignano 2026, Il Carnevale di Putignano: 632 anni di cartapesta, satira e paradossi nella festa più antica d’Europa

Tra le colline della Valle d’Itria, dove i trulli si stagliano contro il cielo di Puglia, si rinnova ogni anno un rito che attraversa i secoli. Il Carnevale di Putignano compie nel 2026 la sua 632ª edizione, confermandosi come la manifestazione carnevalesca più longeva d’Europa. Un mese intero di festa, dal 17 gennaio al 17 febbraio, che trasforma questo borgo di provincia in un palcoscenico vibrante dove la cartapesta diventa filosofia e la satira si fa arte monumentale.

Quando il sacro incontra il profano: le origini medievali

La storia inizia il 26 dicembre 1394. Le coste pugliesi erano minacciate dalle incursioni saracene e i Cavalieri di Malta decisero di trasferire le reliquie di Santo Stefano Protomartire dall’abbazia di Monopoli verso l’entroterra, al sicuro nella Chiesa di Santa Maria la Greca a Putignano. La tradizione racconta che i contadini, impegnati nell’innesto delle viti con la tecnica della propaggine, abbandonarono i campi al passaggio del corteo religioso. Si accodarono festanti alla processione, improvvisando versi satirici in vernacolo, danze e canti liberatori. Nacque così la Festa delle Propaggini, che ancora oggi, ogni Santo Stefano, inaugura il Carnevale più lungo d’Italia.

Alcuni studiosi suggeriscono radici ancora più antiche, riconducendo le origini della festa ai riti dionisiaci dell’epoca della Magna Grecia, quando Putignano era colonia ellenica. Il 1394 rappresenterebbe quindi la cristianizzazione di una celebrazione pagana preesistente, un ponte tra epoche e credenze che conferisce a questa manifestazione una stratificazione culturale unica.

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I giganti di cartapesta: quando l’artigianato diventa arte

Entrare nei capannoni della Cittadella del Carnevale significa varcare la soglia di un mondo dove il tempo si dilata e la creatività prende forma fisica. Qui, i maestri cartapestai lavorano per mesi a opere monumentali che raggiungono i 14 metri di altezza, vere e proprie sculture mobili che raccontano il presente con l’arma affilata della satira.

La tecnica è rimasta immutata nei decenni: si parte dal bozzetto, un disegno che cattura l’idea. Poi si modella l’argilla, creando il calco positivo. Su questo viene colato il gesso liquido per ottenere il negativo, la “femmina” come la chiamano qui. Solo a questo punto entra in scena la cartapesta: strisce di giornale imbevute di colla di farina, stese strato dopo strato, fino a creare superfici che sembrano vive. La struttura in ferro sostiene il tutto, mentre ingranaggi e meccanismi nascosti danno movimento a braccia, teste, volti.

Per l’edizione 2026 sono stati realizzati otto carri allegorici che interpretano il tema “Il Paradosso”. Titoli evocativi come “MessIA” (sull’intelligenza artificiale), “I draghi non esistono” (sulla disabilità) e “Casinò Mirage” (sulla ludopatia) dimostrano come questi artigiani-intellettuali trasformino questioni sociali complesse in giganti di carta che sfilano per le strade, provocando risate ma anche riflessioni profonde.

I giovedì della tradizione: la festa che scandisce il tempo

Dal 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, i giovedì di Carnevale scandiscono le settimane con un ritmo antico. Ogni giovedì è dedicato a una categoria sociale: Monsignori, Preti, Monache, Vedovi, Pazzi (i giovani non sposati), Donne sposate e, infine, i Cornuti, gli uomini sposati. Quest’ultimo è il più celebre, animato dall’Accademia delle Corna che organizza il goliardico rito del Taglio delle Corna, accompagnato da canti, balli e abbondanti scorpacciate di carne di maiale.

Le strade del centro storico si riempiono di tamburelli, pizzica e tarantella. I sottani, gli “jos’r” come vengono chiamati in dialetto, rivivono le antiche atmosfere quando ospitavano banchetti e balli in maschera. Oggi la satira si è spostata sui palchi, dove gruppi di poeti dialettali recitano i “cippon”, versi in rima che prendono di mira politici e personaggi noti senza pietà.

Il 2 febbraio, giorno della Candelora, si celebra la Festa dell’Orso, un rito ancestrale legato alle previsioni meteorologiche. Se il tempo è brutto, la primavera è vicina; se è bello, l’inverno durerà ancora. Una logica rovesciata, paradossale appunto, che la Compagnia Teatrale Hybris teatralizza ogni anno con grande inventiva.

Il gran finale: quando il Carnevale muore per rinascere

Il martedì grasso, 17 febbraio, rappresenta il culmine della festa. Al termine dell’ultima sfilata serale, un corteo funebre attraversa le vie di Putignano: è il Funerale del Carnevale. Un maiale di cartapesta, simbolo degli eccessi del periodo festivo, viene portato in processione da figuranti mascherati in grottesche vesti ecclesiastiche. Viene recitato il “testamento di Carnevale”, dove vizi e malefatte della comunità sono denunciati pubblicamente in chiave ironica. Poi, il gesto finale: il maiale viene bruciato in un rito purificatorio, lasciando solo cenere, simbolo dell’imminente Quaresima.

Prima del funerale, nel pomeriggio, la tradizione vuole che ci si ritrovi attorno a u Ndondër, un’enorme campana di cartapesta che segnala l’ultima ora di festa. Qui si consumano gli ultimi balli, accompagnati da pasta e vino, in un clima di allegria venata di malinconia.

Il Carnevale del 2026: dove tutto è il contrario di tutto

“Il Paradosso” è il tema scelto per questa edizione, un invito a osservare le contraddizioni del presente attraverso la lente dell’ironia carnevalesca. Andrea Colamedici, direttore filosofico e culturale, ha voluto rovesciare i significati, giocare con ciò che appare vero e con ciò che è solo superficie.

Quest’anno il Teatro Comunale torna a essere pista da ballo, come negli anni Cinquanta. Le poltrone sono state rimosse per lasciare spazio a veglioncini e serate danzanti. Sui tre palchi principali si alterneranno artisti di primo piano: Nina Zilli, BigMama, MadMan, il Canzoniere Grecanico Salentino. Il 14 febbraio, San Valentino, Renzo Rubino animerà le tradizionali serenate d’amore.

Un’altra novità significativa è rappresentata dall’apertura dei nuovi capannoni della Cittadella del Carnevale, laboratori permanenti dove i maestri cartapestai possono lavorare in spazi adeguati alle dimensioni monumentali delle loro opere. Tre degli otto carri di quest’anno sono stati realizzati proprio in questi hangar, segnando una svolta storica per la città.

Informazioni pratiche per l’edizione 2026

Date delle sfilate principali:

  • Domenica 1 febbraio 2026 (inizio ore 15:00 circa)
  • Sabato 7 febbraio 2026
  • Domenica 15 febbraio 2026
  • Martedì 17 febbraio 2026 (gran finale serale)

Biglietti e costi: Il biglietto giornaliero costa 16 euro se acquistato online sul sito ufficiale carnevalediputignano.it, 17 euro con pagamento tramite POS e 18 euro in contanti al botteghino. È disponibile anche un biglietto flessibile a 19 euro, che permette di acquistare l’ingresso e scegliere la data della sfilata fino al giorno precedente.

L’abbonamento per tutte e quattro le sfilate costa 30 euro online (31 euro in contanti). I bambini fino a 10 anni entrano gratuitamente, mentre è prevista una tariffa ridotta di 5 euro per i ragazzi dagli 11 ai 14 anni (6 euro in contanti). I residenti a Putignano possono acquistare l’abbonamento completo a soli 5 euro.

I biglietti sono disponibili online e presso l’Infopoint di via Matteotti 6, nel centro di Putignano, aperto tutti i giorni. Per gli eventi al Teatro Comunale l’ingresso è gratuito ma con prenotazione obbligatoria online a partire dal 17 gennaio.

Orari: Le sfilate iniziano generalmente nel primo pomeriggio (ore 15:00 circa) e proseguono fino a sera, con concerti e spettacoli che animano il centro fino a notte fonda.

Come arrivare: Putignano si trova a circa 40 km da Bari. In auto si percorre la SS16 in direzione Taranto, uscendo verso Putignano sulla SP58. Da Brindisi, tramite A14 con uscita Gioia del Colle (circa un’ora di viaggio). Da Taranto, percorrendo la SS7 o l’A14 (circa 50 minuti).

In treno, Ferrovie del Sud Est collega Putignano con Bari e altri centri pugliesi. Per il Carnevale 2026 sono previsti collegamenti straordinari con circa 7.600 posti aggiuntivi nei giorni delle sfilate.

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