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La chiesa d’acciaio che svanisce davanti ai tuoi occhi: la Doorkijkkerk di Borgloon

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Nel cuore della campagna fiamminga, tra i frutteti della regione di Haspengouw, sorge qualcosa che sfida ogni categoria: una chiesa che c’è e non c’è, che appare e svanisce a seconda del punto in cui ti trovi, che si dissolve nel paesaggio come un miraggio d’acciaio. Si chiama Doorkijkkerk — letteralmente “chiesa attraverso cui si guarda” — ed è forse l’installazione architettonica più poetica e sconcertante che il Belgio abbia mai offerto al mondo.

Belgium, Best Places To Visit -Reading between the lines Church | Doorkijkkerk

Una struttura d’acciaio che sembra fatta di luce

L’opera permanente Reading Between the Lines è stata concepita nell’ambito di una mostra d’arte nello spazio pubblico, organizzata dal museo Z33 di Hasselt. Situata nel paesaggio pittoresco nei pressi del villaggio di Borgloon, la struttura si ispira formalmente all’archetipo della chiesa parrocchiale locale.

Eppure, di tradizionale ha ben poco. La costruzione è posata su una fondazione in cemento sulla quale 100 strati sovrapposti di lastre d’acciaio formano le pareti semi-trasparenti, con ogni strato separato dagli altri da oltre 2.000 piccole colonne metalliche. Il risultato è una struttura che, osservata frontalmente, appare quasi eterizzata, come se qualcuno avesse deciso di disegnare i contorni di una chiesa nell’aria e lasciarli così, sospesi.

Da lontano, l’aspetto leggero e quasi fluttuante degli strati rende la struttura praticamente trasparente, simile a un miraggio. Man mano che i visitatori si avvicinano e si muovono attorno all’opera, le linee degli strati orizzontali cambiano visivamente: il lavoro sembra farsi più solido, rivelando aperture di finestre chiaramente definite e una volta del tetto.

Pieterjan Gijs e Arnout Van Vaerenbergh: i due architetti che giocano con la percezione

Dietro a questa magia visiva ci sono Pieterjan Gijs e Arnout Van Vaerenbergh, un duo di architetti belgi che collabora insieme dal 2007 sotto il nome collettivo Gijs Van Vaerenbergh. Il loro approccio al progetto non parte da esigenze funzionali — la Doorkijkkerk non è un luogo di culto attivo, non ospita funzioni religiose, non è pensata per essere abitata. L’opera non è destinata a un uso specifico, ma funziona piuttosto come punto di riferimento nel suo ambiente.

È questa libertà dal programma funzionale che ha permesso ai due progettisti di spingersi verso una domanda più profonda: cosa succede quando una forma architettonica familiare — la chiesa, con il suo campanile, le sue navate, la sua volta — viene privata della sua solidità? Cosa rimane? Rimane l’idea, il riconoscimento istantaneo di una sagoma che abita da secoli l’immaginario collettivo europeo.

Trenta tonnellate d’acciaio, zero muri

È paradossale, ma vero: nonostante sia realizzata con 30 tonnellate di acciaio, questa meraviglia architettonica esiste in armonia con le colline ondulate di Borgloon. Il peso fisico è enorme, eppure l’effetto visivo è di assoluta leggerezza. È come se la gravità avesse accettato di farsi da parte per una volta.

Dall’interno, la luce solare naturale colpisce il suolo creando un effetto a scacchiera, mentre da qualsiasi altra angolazione l’edificio sembra una solida cappelletta. L’effetto netto di questa strana costruzione metallica è che, visto direttamente da qualsiasi lato della chiesa, le sue pareti appaiono grossomodo trasparenti. Tuttavia, se l’osservatore guarda le pareti da un’angolazione superiore o inferiore, la struttura diventa improvvisamente solida.

Questo continuo oscillare tra presenza e assenza non è un effetto secondario del progetto: è il progetto stesso. È la sua dichiarazione estetica e filosofica più potente.

Il paesaggio come parte integrante dell’opera

La Doorkijkkerk non si limita a stare nel paesaggio: lo incorpora attivamente. Mentre si osserva l’edificio, si guarda automaticamente anche il paesaggio, sia in senso fisico che culturale. Gli alberi da frutto della regione Haspengouw, il cielo variabile del Limburgo belga, la luce che cambia con le stagioni — tutto questo entra a far parte dell’opera, la attraversa, la modifica, la completa.

In primavera, quando i meleti e i pereti intorno alla struttura esplodono in una nuvola di fiori bianchi e rosa, la chiesa d’acciaio si trasforma in qualcosa di quasi irreale: una sagoma oscura e precisa che taglia il cielo chiaro, incorniciata da petali. In autunno, con la nebbia della pianura che avvolge i campi, la struttura metallica emerge dalla foschia come un’apparizione medievale. Ogni stagione riscrive l’opera da capo.

Un’installazione permanente nata da un progetto collettivo

La Doorkijkkerk non sarebbe esistita senza il progetto PIT (Publiekskunst in het landschap, ovvero Arte pubblica nel paesaggio), promosso dal museo Z33 di Hasselt, istituzione dedicata all’arte contemporanea, al design e all’architettura. L’iniziativa mirava a portare opere d’arte permanenti o temporanee direttamente nel territorio rurale del Limburgo, restituendo alla campagna fiamminga una funzione culturale che va oltre quella agricola.

L’opera è permanente e datata 2011. Da allora, è diventata uno dei luoghi più fotografati e visitati del Belgio, pur restando in mezzo ai campi, raggiungibile solo a piedi o in bicicletta, lontana da ogni centro urbano. Non ci sono biglietterie, non ci sono guardie, non ci sono orari. La chiesa è lì, aperta a tutti, in qualsiasi momento.

Il silenzio come esperienza estetica

Chi si avvicina alla Doorkijkkerk per la prima volta descrive spesso un senso di disorientamento dolce. La mente riconosce immediatamente la forma — campanile, navata, abside — ma il corpo percepisce qualcosa di insolito: il vento passa attraverso, la voce risuona in modo strano, il confine tra interno ed esterno non esiste davvero. Si è dentro e fuori allo stesso tempo. Si è in un edificio che è anche un’apertura.

Gli stessi architetti hanno scelto di non imporre una lettura univoca alla loro opera. La loro dichiarazione di poetica è volutamente aperta: “lo spazio tra la forma lascia spazio all’interpretazione.” È un invito esplicito alla contemplazione personale, a costruire il proprio significato davanti a qualcosa che non si lascia definire facilmente.

Come raggiungere la chiesa trasparente di Borgloon

La Doorkijkkerk si trova a Grootloonstraat 2, 3840 Borgloon, nel Belgio orientale, a circa venti minuti di guida sia da Sint-Truiden che da Tongeren. È accessibile solo a piedi o in bicicletta. Chi arriva in auto può parcheggiare lungo la Sint-Truidersteenweg e percorrere a piedi circa 700 metri seguendo i sentieri segnalati in arancione, blu, giallo o verde. Il momento migliore per visitarla? Al tramonto, quando la luce radente filtra tra gli strati d’acciaio e trasforma l’intera struttura in uno strumento di cattura della luce.

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