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La strada dei troll torna a vivere: la Trollstigen riapre questa primavera

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C’è un nastro d’asfalto in Norvegia che sfida la gravità, negozia con le cascate e piega la roccia viva alla propria volontà. Si chiama Trollstigen — letteralmente “la scala dei troll” — e nel 2026 torna finalmente percorribile nella sua interezza, dopo un periodo travagliato che ha messo a dura prova ingegneri, autorità e i milioni di viaggiatori che ogni anno la sognano ad occhi aperti. Non si tratta semplicemente di una riapertura stradale. È la restituzione al mondo di uno dei paesaggi più ipnotici del pianeta.

Norvegia - La strada dei Troll - Trollstigen

Undici tornanti contro la montagna: cosa rende unica la Trollstigen

Inaugurata nel 1936, la Trollstigen collega la città di Åndalsnes con il villaggio di Valldal, nella contea di Møre og Romsdal, nella Norvegia occidentale. Ma ridurla a una semplice via di comunicazione sarebbe un torto imperdonabile alla sua natura. Con una pendenza massima del 9-10% e undici tornanti scolpiti a mano nella roccia, la strada scala il fianco della montagna fino a raggiungere il plateau di Stigrøra, a 858 metri di quota, dove il vento profuma di neve sciolta e il silenzio è interrotto soltanto dal rombo della cascata Stigfossen, che precipita in verticale per 320 metri proprio a ridosso della carreggiata.

Ai lati della strada si ergono tre colossi di pietra che la mitologia norvegese ha battezzato con nomi regali: Bispen (Il Vescovo, 1.462 metri), Kongen (Il Re, 1.614 metri) e Dronninga (La Regina, 1.544 metri). Guidare in mezzo a queste figure, col fragore dell’acqua che riempie ogni senso, è un’esperienza che chi l’ha vissuta fatica a descrivere con parole ordinarie.

Il lungo inverno della Trollstigen: frane, finanziamenti e una riapertura sofferta

La storia recente della Trollstigen è stata tutt’altro che serena. Nel 2024, per la prima volta da decenni, la strada è rimasta chiusa per l’intera stagione estiva a causa di un rischio elevato di caduta massi lungo il tratto più celebre, quello che sale da Åndalsnes. La notizia ha colpito duramente l’industria turistica locale. Torunn Dyrkorn, responsabile del turismo per Visit Northwest, aveva dichiarato che l’intera regione attendeva con ansia la riapertura di una via che rappresenta il cuore economico e identitario del territorio.

La messa in sicurezza non è stata né rapida né economica. Come riportato da fonti specializzate sul turismo norvegese, il governo centrale ha stanziato 40 milioni di corone norvegesi, mentre la contea ha contribuito con altri 10 milioni, dopo un lungo braccio di ferro politico che ha persino aperto un dibattito sulla possibile privatizzazione del sito — idea poi accantonata tra le proteste dell’opinione pubblica. I lavori di disgaggio e protezione hanno impegnato squadre specializzate per mesi, con tecnici alpinisti che hanno liberato la parete rocciosa dai massi instabili prima che la strada potesse riaprire, seppur brevemente, nel luglio del 2025.

Cosa aspettarsi nel 2026: la riapertura completa e i suoi ritmi

La data ufficiale attesa per la riapertura completa nella stagione 2026 è indicata intorno alla metà di maggio, ma come accade ogni anno in Norvegia, è la natura a firmare l’ultima autorizzazione. La Trollstigen si trova sul versante sopravvento della catena montuosa norvegese, esposta alle perturbazioni atlantiche che scaricano sull’area una media di oltre 450 pollici di neve nel corso dell’inverno — dati che rendono il lavoro di sgombero primaverile un’impresa titanica condotta da mezzi pesanti che aprono varchi tra pareti bianche alte diversi metri. La stagione si chiude normalmente a fine ottobre, con il primo accumulo nevoso autunnale.

Per i viaggiatori più prudenti — o semplicemente curiosi di scoprire il plateau senza il caos dei bus turistici — esiste un’alternativa: il versante sud-est da Valldal è generalmente più accessibile già da aprile o maggio, e conduce alle piattaforme panoramiche in acciaio Corten e vetro che si affacciano sul vuoto sopra la valle. Sospese nel paesaggio come sculture architettoniche, offrono una prospettiva vertiginosa anche quando la strada principale è ancora chiusa al traffico.

Come affrontare la guida e cosa sapere prima di partire

Percorrere la Trollstigen richiede concentrazione, rispetto e una certa familiarità con le strade strette. La carreggiata non lascia spazio all’impazienza: il transito è vietato ai veicoli superiori ai 13,1 metri di lunghezza, il che esclude la maggior parte dei camper di grandi dimensioni. Gli incroci con autobus turistici a metà tornante sono una delle esperienze più adrenalinici — e non necessariamente nel senso piacevole del termine — che si possono vivere su questa strada.

Il consiglio più prezioso che circolano tra i viaggiatori esperti è semplice: arrivare prima delle 9:00 del mattino oppure attendere il tardo pomeriggio, dopo le 17:00, quando la luce radente dora le pareti di granito e la folla si dirada. L’accesso alla strada è gratuito e non richiede prenotazione, ma è essenziale verificare lo stato in tempo reale attraverso l’app ufficiale Vegvesen trafikk dell’Amministrazione Stradale Norvegese, oppure chiamando il centro operativo al numero +47 22 175 175.

Oltre la strada: un ecosistema di esperienze da non perdere

La Trollstigen non è un’attrazione isolata: è il punto di accesso a un ecosistema straordinario. Valldal, conosciuta come “la valle delle fragole” per i suoi frutti dolcissimi maturati al sole nordico, è anche un paradiso per il kayak e il rafting sulle acque del Norddalsfjord, e costituisce la porta d’ingresso al Geirangerfjord, patrimonio UNESCO e uno dei fiordi più fotografati al mondo.

Per chi preferisce salire ancora più in alto, la funivia di Romsdalen porta fino a panorami che sembrano dipinti, mentre i più allenati possono cimentarsi nel sentiero verso il belvedere di Rampestreken, una piattaforma sospesa nel vuoto sopra Åndalsnes. Per chi ama camminare a fianco della storia, il sentiero Kløvstien segue le antiche vie dei mercanti lungo il lato opposto della valle, regalando prospettive inedite sui tornanti dall’alto.

Infine, a soli pochi chilometri, si trova Trollveggen — la parete rocciosa verticale più alta d’Europa con i suoi 1.000 metri — meta leggendaria per alpinisti e base jumper di tutto il mondo.

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