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Nara: viaggio nell’antica capitale del Giappone

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Dove cervi sacri passeggiano liberamente tra templi millenari e la più grande statua del Buddha in bronzo del mondo veglia su giardini secolari. Nara, prima capitale permanente del Giappone, conserva oltre 1.300 anni di storia in ogni suo angolo, offrendo al viaggiatore un’esperienza che intreccia spiritualità, natura e architettura in un connubio unico. Situata nella regione del Kansai, a breve distanza da Kyoto e Osaka, questa città raccolta di appena 360.000 abitanti custodisce otto siti Patrimonio UNESCO e uno dei parchi urbani più suggestivi dell’arcipelago.

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Il tempio Todai-ji e il Grande Buddha

L’imponente struttura del Todai-ji domina il paesaggio orientale di Nara dal 752 d.C., quando l’imperatore Shomu ne ordinò la costruzione per diffondere il buddhismo e proteggere la nazione da epidemie, carestie e conflitti politici. Il complesso rappresentò all’epoca il più ambizioso progetto architettonico mai realizzato sul suolo giapponese, richiedendo quasi quarant’anni di lavori e l’impegno di circa 2,6 milioni di persone per la sola creazione della statua del Daibutsu.

La Daibutsu-den, la Sala del Grande Buddha, si erge ancora oggi come una delle più vaste strutture lignee del pianeta, sebbene le sue dimensioni attuali siano inferiori del 30% rispetto alla costruzione originaria. Al suo interno, il Daibutsu si innalza per 14,98 metri, un colosso di bronzo che pesa oltre 500 tonnellate e raffigura il Buddha Vairocana. Le sue sole orecchie misurano 2,54 metri. Nonostante gli incendi che nel 1180 e nel 1567 distrussero gran parte del complesso, la ricostruzione settecentesca ha preservato la magnificenza di questo luogo sacro, che continua a essere il tempio principale della scuola buddhista Kegon.

Attraversando il Nandaimon, il Grande Portale Sud, si incontrano le imponenti statue dei Nio, guardiani scolpiti nel XII secolo dai celebri maestri Unkei e Kaikei. Il percorso conduce poi alla Daibutsu-den, dove una grande lanterna ottagonale in bronzo del 752 d.C. accoglie i visitatori. Alle spalle della statua principale, modelli ricostruiscono l’aspetto originario del tempio, mentre a est si trova il Nigatsu-do, padiglione dell’VIII secolo che offre viste panoramiche sulla città e ospita ogni marzo lo Shuni-e, una cerimonia millenaria dove grandi torce illuminano la notte.

Il parco di Nara e i cervi sacri

Esteso su oltre 500 ettari ai piedi del Monte Wakakusa, il Nara Park costituisce uno dei più antichi parchi pubblici del Giappone, istituito nel 1880. Ma ciò che lo rende davvero straordinario è la presenza di circa 1.200 cervi sika che vi pascolano liberamente, discendenti diretti degli esemplari venerati come messaggeri divini sin dall’VIII secolo. Ricerche genetiche condotte nel 2023 hanno confermato che questi animali rappresentano una popolazione unica, isolata geneticamente circa 1.400 anni fa e protetta ininterrottamente dalla comunità locale.

La tradizione narra che nel 768 d.C. il dio del tuono Takemikazuchi giunse a Nara cavalcando un cervo bianco per proteggere la nuova capitale. Da allora, questi ungulati sono stati considerati sacri e ucciderne uno era punibile con la morte fino al 1637. Oggi sono classificati come tesoro nazionale naturale e gestiti dalla Fondazione per la Preservazione dei Cervi di Nara, che opera il centro Rokuen dove ogni anno nascono circa 200 cuccioli.

I visitatori possono acquistare gli shika senbei, biscotti speciali privi di zucchero venduti a 200 yen per confezione da dieci pezzi, per nutrire questi animali che hanno imparato a inchinarsi per chiedere cibo. L’interazione richiede attenzione: quando i biscotti sono finiti, occorre mostrare le mani vuote per evitare che i cervi più impazienti mordano. Durante il Shika no Tsunokiri di novembre, i sacerdoti del Kasuga Taisha tagliano le corna ai maschi in una cerimonia tradizionale che risale al XVII secolo, operazione indolore poiché eseguita quando le corna sono completamente formate e prive di vascolarizzazione.

Il santuario Kasuga Taisha

Immerso in una foresta primordiale alle pendici del Monte Mikasa, il Kasuga Taisha fu fondato ufficialmente nel 768 dalla potente famiglia Fujiwara per onorare quattro divinità protettrici della capitale. Il santuario si distingue per le sue colonne vermiglie, i muri bianchi e i tetti di corteccia di cipresso hinoki, che creano un contrasto cromatico di straordinaria bellezza contro il verde del bosco circostante. Ricostruito completamente ogni vent’anni fino al periodo Edo secondo la tradizione dello shikinen zotai – che simboleggia il concetto shintoista di rinnovamento e continuità – il santuario ha vissuto la sua sessantesima ricostruzione nel 2016.

Il percorso che conduce al santuario è uno dei momenti più suggestivi della visita: un sentiero immerso nella foresta primordiale di Kasugayama, protetta dal IX secolo, dove oltre 3.000 lanterne di pietra ricoperte di muschio costeggiano il cammino. All’interno del complesso, centinaia di lanterne di bronzo pendono dalle strutture, donate nei secoli da aristocratici, samurai e fedeli. Le più antiche risalgono al periodo Muromachi (1338-1568) e oltre il 70% delle lanterne premoderne ancora esistenti in Giappone si trova qui.

Durante i festival Setsubun Mantoro (inizio febbraio) e Chugen Mantoro (metà agosto), tutte le 3.000 lanterne vengono accese simultaneamente, creando uno spettacolo luminoso di rara bellezza. Il giardino botanico Man’yo adiacente ospita oltre 200 varietà di glicini, la cui fioritura tra fine aprile e inizio maggio attira numerosi visitatori. Il glicine Sunazuri no Fuji, donato dalla famiglia Konoe e ritenuto avere oltre 700 anni, produce grappoli di fiori così lunghi da sfiorare il terreno.

Il tempio Kofuku-ji

Eretto nel 669 dalla nobildonna Kagami no Okimi in memoria del marito Fujiwara no Kamatari, il Kofuku-ji fu trasferito a Nara nel 710 quando la città divenne capitale. Come tempio di famiglia del clan Fujiwara – la stirpe aristocratica più influente dei periodi Nara e Heian – raggiunse l’apice dello splendore con oltre 150 edifici. Oggi conserva quattro strutture classificate tesoro nazionale: la pagoda a cinque piani, quella a tre piani, l’Hokuendo e il Tokondo.

La pagoda a cinque piani, simbolo per eccellenza di Nara, si innalza per 50,1 metri, seconda solo a quella del tempio Toji di Kyoto. Costruita originariamente nel 730 per volere dell’imperatrice Komyo, fu distrutta e ricostruita cinque volte a causa di incendi e fulmini. L’attuale struttura risale al 1426 e combina armoniosamente elementi architettonici del periodo Nara con lo stile dinamico dell’era Muromachi. Al suo interno, statue dei Quattro Buddha delle Quattro Direzioni rappresentano una concezione buddhista Mahayana di tempo e spazio.

Il Museo del Tesoro Nazionale ospita una straordinaria collezione di arte buddhista, tra cui spicca la rara statua in lacca secca cava di Ashura e la testa bronzea di Yakushi Nyorai, il Buddha della Medicina. Il Chukondo, sala centrale del complesso, completò nel 2018 un restauro ventennale che lo ha riportato allo stile originario della costruzione. L’Hokuendo, padiglione ottagonale eretto nel 721, è considerato il più bello del suo genere in Giappone e conserva sculture del celebre maestro Unkei.

Il tempio Horyu-ji

A circa 12 chilometri dal centro di Nara sorge l’Horyu-ji, complesso templare fondato nel 607 dal principe Shotoku per adempiere al voto del padre, l’imperatore Yomei. Questo sito custodisce le più antiche strutture lignee sopravvissute al mondo, alcune delle quali risalgono al tardo VII secolo. Primo tesoro del Giappone a essere iscritto nella lista UNESCO nel 1993, l’Horyu-ji conserva oltre 2.300 importanti beni culturali e storici, di cui quasi 190 designati tesori nazionali.

Il complesso si articola in due recinti principali: il Saiin Garan (Recinto Occidentale), con la pagoda a cinque piani e il Kondo (sala principale), e il Toin Garan (Recinto Orientale), organizzato attorno allo Yumedono (Padiglione dei Sogni). La pagoda a cinque piani, alta 32,5 metri, presenta un pilastro centrale ricavato da un cipresso abbattuto nel 594. Le giunture flessibili dei pilastri permettono alla struttura di assorbire l’attività sismica, preservandola intatta attraverso i secoli.

Il Kondo, la sala principale, è riconosciuto come l’edificio ligneo più antico del mondo e custodisce tesori di inestimabile valore, tra cui elaborate rappresentazioni del Buddha e dei bodhisattva. Lo Yumedono, struttura ottagonale del Recinto Orientale, ospita la statua del Guze Kannon, figura avvolta nel mistero che ha attraversato oltre 1.400 anni di storia. Il Grande Tesoro espone statue nazionali tra cui il Dream Changing Kannon, il Kudara Kannon e il Tamamushi-no-Zushi, miniatura di santuario decorata con ali di scarabei gioiello.

I giardini Isuien e Yoshikien

Nel cuore di Nara, tra il Todai-ji e il Kofuku-ji, si nasconde l’Isuien, considerato il più bello dei giardini della città. Il nome significa “giardino fondato sull’acqua”, riferimento agli stagni alimentati dal fiume Yoshikigawa che scorre adiacente. Designato luogo di bellezza paesaggistica dal governo nazionale, il giardino si compone di due sezioni storicamente distinte che illustrano l’evoluzione dell’arte paesaggistica giapponese.

Il Giardino Anteriore, creato negli anni 1670 dal mercante di tessuti Kiyosumi Dosei, rappresenta lo stile del primo periodo Edo, con un mondo appartato e contemplativo. Lo stagno centrale presenta un’isola artificiale modellata a forma di gru e tartaruga, simboli di longevità, mentre lanterne di pietra punteggiano il perimetro. La casa da tè Sanshutei offre viste sul giardino, dove il suono dell’acqua che scorre crea un’atmosfera di profonda serenità.

Il Giardino Posteriore, progettato all’inizio del XX secolo dall’uomo d’affari Seki Tojiro, impiega la tecnica dello shakkei (paesaggio preso in prestito), incorporando nella composizione il Nandaimon del Todai-ji e le tre montagne sacre: Mikasa, Wakakusa e Kasuga. Percorsi serpeggianti attraversano collinette artificiali e costeggiano laghetti, mentre la casa da tè Teishuan presenta finestre in vetro soffiato a mano del primo Novecento, rarità estrema in Giappone. Il biglietto d’ingresso include l’accesso al Museo Neiraku, che espone ceramiche, sigilli e specchi antichi provenienti dalla Cina e dalla Corea.

Lo Yoshikien, situato sull’altra sponda del fiume Yoshikigawa, risale al 1919 e fa parte del sito UNESCO. Diviso in tre aree – il giardino con stagno, il giardino di muschio e il giardino della cerimonia del tè – presenta una casa da tè tradizionale in legno al centro. L’ingresso è gratuito per i turisti stranieri che esibiscono il passaporto, rendendolo un’eccellente aggiunta alla visita dell’Isuien.

Il Monte Wakakusa

Alto 342 metri, il Monte Wakakusa si distingue per la sua forma caratteristica a tre livelli sovrapposti, simili a cappelli di paglia impilati, tanto da essere chiamato anche Monte Mikasa. Ricoperto di kuzunohara, una fitta erba che si ingiallisce d’inverno, offre sentieri escursionistici che conducono alla sommità, da dove si gode una vista panoramica su Nara e la pianura circostante. La salita richiede circa 30 minuti e da marzo a dicembre è previsto un modesto pedaggio.

L’evento più spettacolare legato al monte è senza dubbio il Wakakusa Yamayaki, festival annuale che si tiene il quarto sabato di gennaio, quando l’intera collina viene incendiata in una tradizione che perdura da oltre 250 anni. Le origini della cerimonia restano avvolte nel mistero: alcune teorie suggeriscono che nacque da una disputa territoriale tra il Todai-ji e il Kofuku-ji nel 1760, altre che servisse a cacciare cinghiali selvatici o a placare gli spiriti del tumulo funerario Uguisutsuka che corona la vetta.

Il festival inizia nel pomeriggio con vari eventi alla base della montagna, tra cui una gara di lancio degli shika senbei. Alle 17:00 circa, una processione di persone in costume storico parte dal Kasuga Taisha portando torce accese con fuoco sacro fino alla base del Wakakusa. Alle 18:15, uno spettacolo pirotecnico di circa 15 minuti illumina il cielo con 600 fuochi d’artificio, seguito dall’accensione dell’erba alle 18:30. Le fiamme si propagano rapidamente sul pendio, creando uno spettacolo visibile da tutta la città che dura circa un’ora. Templi e santuari collaborano nell’organizzazione di questa cerimonia di purificazione che segna l’arrivo della primavera.

Il quartiere Naramachi

A sud del Kofuku-ji si estende Naramachi, il pittoresco quartiere mercantile che costituisce il volto più tradizionale di Nara. Sviluppatosi attorno al tempio Gangoji a partire dal 710, quando la città divenne capitale, questo distretto conserva case in legno del periodo Edo fino al dopoguerra, con le caratteristiche machiya – strette abitazioni dei mercanti – che si susseguono lungo vicoli tortuosi. Negli anni Ottanta, i giovani residenti avviarono un esteso progetto di restauro che ha trasformato oltre cento edifici in negozi, caffè, ristoranti e musei, preservando l’architettura storica.

Le machiya di Naramachi presentano una facciata stretta e si sviluppano in profondità, caratteristica che risale all’epoca in cui le tasse si calcolavano sulla larghezza frontale dell’edificio. Molte espongono i migawarizaru, sagome di scimmie rosse e bianche in seta appese sotto le gronde dal periodo Edo, talismani che proteggono gli abitanti dalla sventura. Il Naramachi Koshi-no-Ie è una ricostruzione fedele di una casa tradizionale accessibile gratuitamente, dove si possono esplorare le stanze allineate, il cortile, l’edificio distaccato e il magazzino, comprendendo la vita quotidiana dei mercanti.

Il Gangoji, uno dei Sette Grandi Templi di Nara e Patrimonio UNESCO, si trova nel cuore del quartiere. Originariamente eretto ad Asuka come Hokoji-ji (primo tempio buddhista del Giappone), fu trasferito qui nel 718. Sebbene incendi nei secoli XV e XIX abbiano distrutto molte strutture originali, il tempio conserva edifici del periodo Nara. Il Naramachi Karakuri Omochakan, museo gratuito dei giocattoli tradizionali, permette ai visitatori di interagire con meccanismi artigianali antichi, mentre la birreria Imanishi offre degustazioni di sake in un edificio storico.

Lo stagno Sarusawa, creato nel 749 come parte del Kofuku-ji, riflette la pagoda a cinque piani nelle sue acque, creando una delle immagini più iconiche di Nara. Secondo la leggenda, una dama di corte caduta in disgrazia si annegò qui durante l’era Nara. Lungo la sponda meridionale, il Centro Informazioni Turistiche Nara Visitor Center & Inn fornisce mappe, consigli e organizza esperienze culturali per esplorare al meglio il quartiere.

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