L’acqua del Canal Grande riflette bagliori dorati mentre il primo febbraio una flottiglia di imbarcazioni si muove in processione. Non è un giorno qualunque: il Carnevale di Venezia 2026 celebra l’anno olimpico con un tema che intreccia storia, arte e sport, dando vita a diciotto giorni di trasformazione urbana dove la città lagunare diventa teatro a cielo aperto. Dal 31 gennaio al 17 febbraio, Venezia si riveste della sua maschera più autentica, quella che per secoli ha permesso di dissolvere gerarchie sociali e creare mondi paralleli dove tutto diventava possibile.
Il ritorno dello spirito competitivo nella città dei dogi
“Olympus – Alle origini del gioco” è il tema scelto per questa edizione straordinaria. Non si tratta di un semplice omaggio alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, ma di un viaggio a ritroso nella memoria collettiva veneziana. La Serenissima, molto prima che Pierre de Coubertin resuscitasse i Giochi Olimpici nel 1896, aveva fatto del Carnevale un’arena di competizioni, acrobazie e sfide che anticipavano lo spirito agonistico moderno.
Le cronache veneziane raccontano di piramidi umane che si innalzavano in Piazza San Marco durante il Giovedì Grasso, di battaglie sul Ponte dei Pugni dove le fazioni dei Castellani e dei Nicolotti si affrontavano a colpi di prestigio, di equilibristi che attraversavano il bacino di San Marco su funi sospese nel vuoto. Il gioco non era mai solo divertimento: era espressione di forza, identità, appartenenza a una comunità che trovava nella competizione pacifica un modo per celebrare se stessa.
Quest’anno, quel passato riaffiora con forza inedita. Il programma intreccia tradizione millenaria e innovazione contemporanea, trasformando ogni campo, ogni fondamenta, ogni sottoportico in un palcoscenico dove si celebra il corpo, la mente e quella strana alchimia che li unisce quando l’essere umano decide di superare i propri limiti.
L’acqua come palcoscenico naturale
Il Corteo Acqueo delle riviere sul Canal Grande, storica parata sull’acqua di imbarcazioni mascherate, si è svolto il primo febbraio catturando migliaia di spettatori. Circa cento imbarcazioni riccamente addobbate hanno trasformato l’arteria principale della città in un fiume di colori e suoni, mentre lo scoppio della Pantegana – un fantoccio pirotecnico che esplode sulle acque – ha dato il via ufficiale ai festeggiamenti secondo un rituale che affonda le radici nel XVI secolo.
Ma il vero spettacolo acquatico si consuma all’Arsenale, dove magnifici spettacoli d’acqua combinano proiezioni luminose, danza, musica e performance atletiche che richiamano lo spirito olimpico. “Il Richiamo di Olympia” è il titolo dello show che anima la Darsena Grande dal 6 al 17 febbraio: uno spettacolo dove elementi classici della mitologia greca si fondono con la storia navale veneziana, creando narrazioni visive di rara potenza emotiva. Gli spettacoli si svolgono in due turni serali, alle 18:45 e alle 21:00, permettendo al pubblico di vivere l’esperienza in momenti diversi della giornata.
I biglietti sono disponibili online a circa 40-60 euro, un investimento contenuto per assistere a uno degli eventi più scenografici dell’intero Carnevale. L’Arsenale, antico cantiere navale che per secoli ha forgiato il potere marittimo della Serenissima, diventa così custode di una nuova epopea, quella che celebra l’incontro tra passato glorioso e presente creativo.
Le Marie: bellezza e tradizione in gondola
Sabato 7 febbraio torna la Festa delle Marie, la tradizionale processione in gondola delle dodici giovani selezionate per rappresentare la città. Questa celebrazione affonda le radici in una leggenda medievale: nel 943, durante la festa della Candelora, alcuni pirati rapirono dodici spose veneziane con i loro gioielli. I veneziani le liberarono e da allora ogni anno si celebrava la ricorrenza con una processione di dodici fanciulle, le più belle della città, che sfilavano cariche di ornamenti.
Il corteo acqueo parte nel primo pomeriggio dal traghetto di Santa Sofia. Sei gondole solcano il Canal Grande trasportando due ragazze ciascuna, un momento incredibile che culmina in Piazza San Marco dove le giovani vengono presentate ufficialmente alla città. Una di loro verrà proclamata “Maria dell’anno”, ricevendo gli onori che un tempo spettavano alle spose salvate.
Le dodici Marie di quest’anno, selezionate il 31 gennaio tra circa cinquanta candidate provenienti dai quarantaquattro comuni della Città metropolitana, incarnano la continuità di una tradizione che ha attraversato secoli, guerre, interruzioni e rinascite. La loro presenza non è folcloristica: è testimonianza vivente di un’identità che si rinnova senza tradirsi.
Quando le strade diventano teatri
Il Venice Carnival Street Show trasforma l’intera città in un palcoscenico diffuso. Musica dal vivo, teatro di strada, clown, acrobati e artisti circensi animano campi come Campo Santa Margherita, San Giacomo, San Geremia, Santi Giovanni e Paolo, e molti altri, tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00. Gli spettacoli sono gratuiti e accessibili a tutti, democratizzando la festa secondo quello spirito egualitario che da sempre caratterizza il Carnevale veneziano.
Non è solo Venezia a partecipare: Mestre, le isole della laguna e l’entroterra vengono raggiunte da questo flusso artistico che rende il Carnevale un evento metropolitano. A Piazza Ferretto, cuore pulsante di Mestre, si ripete quotidianamente una sfilata della Mascherina più bella alle 15:30, mentre piste di pattinaggio a Campo San Polo, a Mestre e a Marghera ricordano il legame con i giochi olimpici invernali che si terranno poco dopo a Milano-Cortina.
In Piazza San Marco, il palco centrale diventa punto di riferimento per spettacoli, performance e momenti ufficiali. La Sfilata della Maschera più bella del Carnevale attira quotidianamente centinaia di partecipanti che sfoggiano creazioni elaborate, frutto di mesi di lavoro artigianale. Maschere bauta, moretta, volto intero, mezzo volto: ogni forma racconta una storia, ogni costume è un universo di simboli che parla di epoche passate e sogni presenti.
Tradizioni che resistono al tempo
Il Giovedì Grasso, quest’anno il 12 febbraio, rappresenta uno dei momenti culminanti. Nelle calli risuona l’eco di antichi rituali: Il Taglio della Testa del Toro alle 17:30 in Piazza San Marco rievoca una cerimonia che risale al XII secolo, quando il Doge decapitava simbolicamente un toro e dodici maiali per celebrare la vittoria su Ulrico, patriarca di Aquileia, che aveva osato sfidare il potere veneziano.
Il Martedì Grasso, 17 febbraio, chiude i festeggiamenti con intensità febbrile. Le strade si riempiono di maschere fino a notte fonda, i campi ospitano concerti e performance, mentre il Volo della Colombina – o meglio, il Volo dell’Angelo – vede tradizionalmente una giovane donna calarsi dal Campanile di San Marco fino al centro della piazza, lanciando coriandoli sulla folla in delirio. Quest’anno, le Marie dei Nicoloti sfilano in corteo acqueo con la presentazione ufficiale della Maria del Carnevale alle 14:15, un momento di grande emozione che precede i festeggiamenti finali.
Cultura e arte oltre la maschera
Il “Carnevale della Cultura” arricchisce la dimensione ludica con approfondimenti intellettuali. Mostre, installazioni, visite guidate, laboratori e concerti si intrecciano al tema olimpico esplorando il rapporto tra corpo, competizione e spiritualità nella storia veneziana. La mostra “Oltre i limiti. Sport Italia” al Museo M9 di Mestre, visitabile dal 4 febbraio, indaga l’evoluzione dello sport nella società italiana, mentre “ἀγών – agón | Storia dello sport a Venezia” racconta come la Serenissima abbia coltivato discipline agonistiche molto prima che diventassero fenomeno di massa.
Palazzo Diedo Beggruen Institute ospita “Eisfeld II – Enjoy / Survive”, installazione artistica che riflette sul rapporto tra gioco, piacere e sopravvivenza nelle società contemporanee. La Fondazione Querini Stampalia presenta “Bella la vita a Venezia”, percorso espositivo che utilizza dipinti settecenteschi per raccontare i festeggiamenti carnevaleschi dell’epoca d’oro veneziana.
Per chi desidera immergersi completamente nell’atmosfera settecentesca, numerosi laboratori di decorazione maschere permettono di creare la propria bauta o moretta sotto la guida di maestri artigiani. Ca’ Macana e La Corte dei Miracoli organizzano sessioni quotidiane dalle 10:00 alle 18:00, trasformando visitatori in artisti temporanei che portano a casa non solo un souvenir, ma un’esperienza creativa autentica.
L’esclusività dei balli storici
Per chi cerca emozioni più raffinate, i balli in maschera nei palazzi storici rappresentano l’apice dell’esperienza carnevalesca. L’Official Dinner Show “Il Canto di Ambrosia” a Ca’ Vendramin Calergi, il 7, 8, 12, 13, 14, 15, 16 e 17 febbraio, offre una serata completa con cena di gala, musica dal vivo e performance ispirate alla mitologia greca. Il biglietto costa 800 euro a persona, il dress code è costume storico.
Altri palazzi aprono le porte a eventi esclusivi: Palazzo Albrizzi ospita “Jeux d’amour” il 14 febbraio e “Glasperlenspiel – Il gioco delle perle di vetro” il 17 febbraio, mentre la Scuola Grande San Giovanni Evangelista propone “Il Giocatore di Biribissi” e “Cuor – il gioco della tombola”, serate dove il gioco d’azzardo settecentesco rivive in chiave elegante e sofisticata.
Al Teatro Goldoni va in scena “Mirandolina” di Carlo Goldoni, commedia che racconta l’intelligenza femminile attraverso la figura della locandiera veneziana, mentre al Gran Teatro La Fenice “La Traviata” di Giuseppe Verdi e “Simon Boccanegra” offrono l’opportunità di vivere il melodramma italiano nel tempio lirico veneziano per eccellenza.
Sapori autentici tra calli e campielli
Il Carnevale del Gusto trasforma la città in un laboratorio gastronomico dove tradizione dolciaria veneziana incontra creatività contemporanea. Le fritole dominano la scena: frittelle ripiene di uvetta, pinoli e canditi, spolverate di zucchero a velo, che secondo la tradizione venivano preparate dalle “fritolere”, corporazione esclusivamente femminile che deteneva il monopolio della vendita.
Accanto alle fritole troviamo i galani (chiamati anche crostoli o chiacchiere), sottili nastri di pasta fritta e zuccherata che si frantumano al primo morso, e le castagnole, palline dorate fritte e cosparse di zucchero. Pasticcerie storiche come Rosa Salva, Tonolo e Dal Mas propongono queste delizie secondo ricette custodite da generazioni, mentre bacari e osterie offrono versioni contemporanee che giocano con ripieni inediti e presentazioni creative.
L’evento “Fritole e fritoleri: un Viaggio nella Tradizione del Carnevale di Venezia” il 13 febbraio all’Istituto Barbarigo alle 15:00 permette di scoprire la storia di questi dolci iconici e di partecipare a degustazioni guidate che raccontano l’evoluzione del gusto veneziano attraverso i secoli.
Informazioni pratiche per vivere il Carnevale
Date: dal 31 gennaio al 17 febbraio 2026
Eventi gratuiti: Venice Carnival Street Show (quotidiano 10:00-19:00), spettacoli di strada nei campi, sfilate di maschere, cortei acquei, palco di Piazza San Marco, piste di pattinaggio
Eventi a pagamento:
- Arsenale Water Show: 40-60 euro (spettacoli alle 18:45 e 21:00 dal 6 al 17 febbraio)
- Official Dinner Show a Ca’ Vendramin Calergi: 800 euro a persona
- Balli in maschera nei palazzi storici: da 300 a 5.000 euro a seconda dell’evento
- Laboratori decorazione maschere: circa 77 euro
- Spettacoli al Gran Teatro La Fenice: da 91 a 95 euro
Giorni clou:
- Sabato 7 febbraio: Festa delle Marie (ore 15:00)
- Giovedì Grasso, 12 febbraio: Taglio della Testa del Toro (ore 17:30), eventi tradizionali
- Martedì Grasso, 17 febbraio: gran finale con corteo Marie dei Nicoloti (ore 14:15)
Accesso alla città: durante il periodo del Carnevale, Venezia è esente dalla Venice Access Fee (contributo d’accesso normalmente applicato in alcuni giorni tra aprile e luglio). L’ingresso alla città è quindi gratuito.
Prenotazioni: i biglietti per eventi esclusivi si esauriscono con mesi di anticipo. Si consiglia di prenotare da giugno-luglio dell’anno precedente per assicurarsi i posti migliori.
Informazioni ufficiali: sito ufficiale carnevale.venezia.it
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