Scorrano, piccolo borgo di appena novemila anime incastonato tra gli ulivi secolari del Salento, è molto più di una semplice cittadina pugliese. Da secoli, ogni luglio, questa terra si trasforma nella capitale mondiale delle luminarie, accendendo una tradizione che affonda le radici nel Seicento quando Santa Domenica apparve in sogno a un’anziana donna del posto durante una terribile pestilenza. La santa promise salvezza al popolo chiedendo che venissero accese lampade a olio nelle case di coloro che sarebbero guariti grazie alla sua intercessione. Come segno di gratitudine, coloro che si salvarono dovevano esporre lumini alle finestre, illuminando così la città.
Da quel miracolo nasce una delle manifestazioni più affascinanti dell’intero Mediterraneo, dove fede e arte si fondono in un abbraccio luminoso che lascia senza fiato chiunque vi assista. Ogni struttura racconta una storia, ogni bulbo custodisce una preghiera, ogni colore dipinge emozioni che attraversano i secoli.
La magia degli artigiani della luce
Dietro ogni spettacolare installazione luminosa che illumina le feste patronali del Salento, c’è il lavoro minuzioso e appassionato di aziende che hanno fatto dell’arte delle luminarie salentine una vera e propria forma di espressione artistica. I maestri paratori di Scorrano sono gli eredi di una sapienza trammandata di generazione in generazione, custodi di segreti tecnici e artistici che rendono possibile quello che sembra impossibile.
Le famiglie Di Cagna e Mariano sono conosciute come le inventrici delle famosissime Luminarie Salentine che da decenni tramandano da generazioni questo mestiere. Questi artigiani non si limitano a montare luci: sono architetti dell’effimero, scultori che lavorano con volts e lampadine, poeti che scrivono versi di luce sui muri di pietra leccese.
Le prime luminarie però appaiono già nel XVI secolo quando venivano costruite strutture in legno in base a bozzetti di artisti di fama assoluta come Michelangelo, il Bernini, Fontana e Pietro da Cortona. Un patrimonio artistico che si rinnova ogni anno, mantenendo viva una tradizione che ha attraversato pandemie, guerre e cambiamenti sociali senza mai perdere la sua essenza sacra.
Le notti che cambiano il tempo
Durante la festa di Santa Domenica, che si celebra dal 5 all’8 luglio, Scorrano subisce una metamorfosi straordinaria. Le strade di Scorrano si trasformano in un teatro a cielo aperto grazie alle spettacolari installazioni luminose create da maestri artigiani locali. Queste strutture, alte decine di metri e lunghe centinaia, sono realizzate con migliaia di luci. Non si tratta semplicemente di illuminazione decorativa: è architettura temporanea che ridisegna completamente la geografia urbana.
Archi, cassarmoniche, spalliere, frontoni, gallerie, formano un coacervo talmente armonico e ben articolato sul piano dell’addobbo da lasciare ogni volta stupefatti anche gli spettatori più esigenti. Camminare per le vie del centro storico durante questi giorni significa attraversare gallerie di sogno, dove ogni passo rivela nuove prospettive luminose e ogni angolo nasconde sorprese cromatiche.
La ditta De Cagna di Maglie ha preso spunto dalla mitologia greca per realizzare un “Olimpo di luce” con due colonne che raggiungono i 27 metri di altezza, un grande portico, 5 volte a tutto sesto e 750 mila lampadine e microluci a led. Installazioni che sfidano le leggi della fisica e dell’ingegneria, creando cattedrali effimere che esistono solo per pochi giorni ma lasciano ricordi indelebili.
Un linguaggio universale fatto di luce
Queste strutture in legno dipinte di bianco fungono da tela per migliaia di LED colorati, che, al ritmo della musica, creano effetti scenografici mozzafiato. La tecnologia moderna si sposa perfettamente con la tradizione antica, dando vita a spettacoli sincronizzati dove luci, suoni e colori danzano insieme in perfetta armonia.
Ogni parazione – così vengono chiamate le accensioni delle luminarie – è un momento di pura magia collettiva. Il buio improvviso che precede l’accensione, il silenzio carico di aspettativa, poi l’esplosione di luce che trasforma la notte in giorno artificiale. Migliaia di persone, locali e turisti, alzano lo sguardo contemporaneamente verso le stesse meraviglie luminose, condividendo un’emozione primitiva e potente.
La tradizione scorranese ha conquistato il mondo intero. I più grandi maestri “paratori” allestiscono scenografie luminose così meravigliose da suscitare l’interesse di turisti provenienti da tutte la parti del mondo. Le tecniche sviluppate in questo piccolo borgo salentino vengono oggi esportate in tutta Europa e oltre, ma Scorrano rimane il tempio originario di quest’arte.
Il museo della memoria luminosa
Da visitare il Museo delle Luminarie di Puglia, un contenitore che custodisce la memoria di questa tradizione secolare. Questo spazio culturale non è solo un archivio di fotografie e documenti: è un viaggio nel tempo che permette di comprendere l’evoluzione di un’arte popolare che ha saputo rinnovarsi senza tradire le proprie radici.
All’interno del museo si possono ammirare i bozzetti originali dei maestri artigiani, gli strumenti utilizzati per le installazioni, le testimonianze video delle parazioni più spettacolari degli ultimi decenni. Un patrimonio immateriale che rischiava di andare perduto e che invece oggi viene preservato per le generazioni future.
La visita al museo aiuta a comprendere quanto lavoro, quanta passione e quanta competenza tecnica si nascondano dietro quelle che, viste da lontano, potrebbero sembrare semplici decorazioni luminose. Ogni lampadina ha la sua funzione, ogni cavo è posizionato secondo calcoli precisi, ogni struttura deve resistere al vento, alla pioggia e al peso di migliaia di luci.
L’eredità che si rinnova
Le luminarie salentine vanno, in occasioni come queste, a decorare interi borghi, rivestendo chiese, balconi, palazzi, vicoli e quant’altro di migliaia di lucine colorate, capaci di creare un’atmosfera da sogno ed assolutamente unica. Ma Scorrano va oltre: qui la luminaria non è decorazione, è trasformazione completa dello spazio urbano.
Durante i giorni della festa, il piccolo borgo si popola di decine di migliaia di visitatori. Famiglie intere percorrono centinaia di chilometri per assistere alle parazioni, fotografi professionisti immortalano scorci irripetibili, bambini osservano incantati quelle architetture di luce che sembrano uscite da una fiaba.
Nata come espressione di fede e gratitudine verso i santi protettori, la luminaria era in origine una semplice fiammella accesa sui balconi o davanti alle chiese, simbolo di speranza, devozione e comunità. Oggi, pur mantenendo intatto il significato spirituale originario, la tradizione di Scorrano è diventata un ponte culturale che unisce popoli e generazioni diverse nel nome della bellezza condivisa.
La notte salentina, illuminata dalle creazioni degli artigiani scorranesi, diventa un palcoscenico universale dove ogni visitatore può riscoprire la capacità della luce di emozionare, stupire e unire. In un mondo sempre più digitalizzato, Scorrano ci ricorda che alcune tradizioni hanno il potere di toccare l’anima attraverso la semplice, immensa bellezza della luce che vince le tenebre.
Racconto il mondo attraverso gli occhi di chi ama scoprire, esplorare e vivere esperienze autentiche. Dalle mete più celebri a quelle meno conosciute, approfondisco culture, tradizioni, paesaggi e storie locali, offrendo ai lettori una visione completa e coinvolgente del viaggio. Mi dedico a raccontare non solo le destinazioni, ma anche i modi di viaggiare, le emozioni, i suggerimenti pratici e le tendenze che animano il settore. Con uno stile fresco e narrativo, porto alla luce dettagli unici che ispirano a partire, con curiosità e apertura mentale. Per me, il viaggio è un incontro continuo con l’altro, un arricchimento personale e una fonte inesauribile di ispirazione, e attraverso i miei articoli cerco di trasmettere questa passione a chi desidera scoprire il mondo in tutte le sue molteplici sfaccettature.Reporter appassionata di viaggi in tutte le loro sfaccettature, racconto il mondo attraverso gli occhi di chi ama scoprire, esplorare e vivere esperienze autentiche. Dalle mete più celebri a quelle meno conosciute, approfondisco culture, tradizioni, paesaggi e storie locali, offrendo ai lettori una visione completa e coinvolgente del viaggio. Mi dedico a narrare non solo le destinazioni, ma anche le modalità di viaggio, le emozioni, i consigli pratici e le tendenze che animano il settore. Con uno stile fresco e coinvolgente, porto alla luce dettagli unici che ispirano a partire con curiosità e apertura mentale. Il viaggio per me è incontro, arricchimento personale e fonte inesauribile di ispirazione, e attraverso i miei articoli trasmetto questa passione a chi desidera scoprire il mondo in tutte le sue sfumature.


