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The Kooks al Fabrique di Milano il 28 febbraio 2026: vent’anni di indie rock britannico in una sola notte

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I The Kooks tornano in Italia con un unico concerto, sabato 28 febbraio 2026 al Fabrique di Milano. Una sola data, un solo palco, una sola chance per vivere dal vivo la band che ha riscritto le regole dell’indie rock britannico nei primi anni Duemila. Il tour europeo celebra il ventennale di “Inside In/Inside Out”, il disco di debutto che ha cambiato la vita di un’intera generazione di ascoltatori — e che non ha ancora smesso di farlo.

The Kooks a Milano: una data unica per celebrare vent’anni di storia

C’è qualcosa di straordinariamente potente nell’idea che una band nata nei corridoi della Brighton Institute of Modern Music possa, due decenni dopo il suo esordio, riempire i più grandi palchi d’Europa. I The Kooks lo faranno di nuovo il 28 febbraio 2026 al Fabrique di Milano, l’unica tappa italiana di un tour continentale partito il 5 febbraio dal Lussemburgo e destinato a toccare Parigi, Oslo, Copenhagen e molte altre capitali prima di concludersi. Per i fan italiani, questa è l’occasione: non ci sono altre date nel Belpaese.

Il Fabrique, con la sua architettura industriale e la sua acustica capace di amplificare ogni vibrazione di chitarra come fosse un confessionale, è il luogo ideale per accogliere una band che ha costruito la propria identità sull’energia grezza e sul songwriting istintivo. Ore 20:00, porte aperte. Poi buio, e le prime note.

The Kooks - If They Could Only Know (Official)

“Inside In/Inside Out” compie vent’anni: un disco che ha definito un’epoca

Era il 2006 quando i The Kooks pubblicarono il loro album di debutto. “Inside In/Inside Out” fu accolto come una folgorazione: brani come Naïve e She Moves In Her Own Way catturarono qualcosa di preciso e irripetibile — quella leggerezza malinconica, quella capacità di trasformare il disordine emotivo dell’adolescenza in melodie immediate e indimenticabili. Il disco divenne un punto di riferimento generazionale per milioni di persone che in quegli anni cercavano in un pezzo di vinile la risposta a domande che ancora non sapevano formulare.

Ventiquattro anni dopo, Luke Pritchard e i suoi continuano a suonare quei brani come se li stessero scrivendo adesso. Ed è questo il vero miracolo: non la nostalgia, ma la permanenza. La capacità di un’emozione autentica di attraversare il tempo senza perdere un grammo di urgenza.

“Never/Know”: il nuovo album che guarda avanti senza dimenticare le radici

Il tour non è però soltanto una celebrazione del passato. Il 9 maggio 2025 i The Kooks hanno pubblicato “Never/Know”, il loro settimo album in studio, composto da undici tracce e autoprodotto dallo stesso Luke Pritchard. Un progetto nato quasi per caso: il frontman aveva iniziato registrando demo in solitaria, prima di coinvolgere il resto della band. Lui e il chitarrista Hugh Harris hanno ritrovato in studio quello spirito di collaborazione spontanea che aveva caratterizzato i primissimi lavori del gruppo — quella sensazione di due persone che si capiscono al volo e vogliono la stessa cosa.

“Never/Know” non è un tentativo di replicare il suono che li ha resi celebri. È qualcosa di più sottile e ambizioso: un ritorno alle radici creative che prescinde dalla forma, che si chiede cosa significhi davvero essere i The Kooks oggi. Il risultato è un disco capace di tenere insieme l’energia anthemic delle origini e nuove suggestioni sonore, con uno sguardo alle influenze classiche che non si nasconde: la cover di Arrow Through Me di Paul McCartney & Wings è forse il segnale più eloquente delle direzioni esplorate, mentre il brano conclusivo Talk About It — cupo, lento, intenso — tradisce un amore profondo per il soul più classico.

“See Me Now” e la lettera a un padre mai conosciuto

Ad anticipare il tour europeo è arrivato il nuovo singolo “See Me Now (Live At The O2 Arena, London)”, registrato durante il concerto sold out del 2025 alla O2 Arena di Londra. Una versione dal vivo carica di tensione emotiva, che porta in superficie tutta la maturità acquisita da una band che non ha mai smesso di crescere.

See Me Now è uno dei brani più personali del repertorio di Pritchard. Il testo si rivolge al padre, scomparso quando Luke aveva solo tre anni. La domanda che il cantante gli pone è semplice quanto universale: «Saresti orgoglioso di me?» È il genere di domanda che non trova risposta, e forse proprio per questo continua a risuonare così forte in chi la ascolta. Sul palco della O2, quella domanda ha raggiunto migliaia di persone. Al Fabrique di Milano, raggiungerà anche noi.

Una band che parla alle nuove generazioni: i numeri non mentono

Ci sono artisti che invecchiano con il loro pubblico, ancorandosi a chi li ha scoperti per primo. I The Kooks hanno fatto qualcosa di diverso. Oggi il 45% dei loro ascoltatori ha tra i 18 e i 24 anni — dati che raccontano di una scoperta continua, di nuove orecchie che si avvicinano a brani nati vent’anni fa come se li sentissero per la prima volta. Su Spotify, la band conta oltre 7 milioni di ascoltatori mensili: un numero che dice tutto sulla persistenza di una scrittura musicale capace di parlare oltre le epoche e i confini generazionali.

Non è nostalgia. È qualcos’altro — una qualità rara, quella di fare canzoni che non richiedono un contesto per essere sentite. Basta accenderle.

Il Fabrique di Milano: il palco giusto per una serata storica

Il Fabrique non è solo un locale. È uno degli spazi di musica dal vivo più amati d’Italia, capace di trasformarsi di volta in volta in tempio del clubbing o arena per i grandi nomi dell’indie internazionale. La sua struttura, ricavata da un’ex area industriale nel quartiere di Segrate, ha una capienza che permette di essere abbastanza vicini al palco da sentire il sudore e abbastanza lontani da vedere lo spettacolo nella sua interezza. Per un concerto come quello dei The Kooks — fisico, diretto, basato sull’energia viva del momento — è la cornice perfetta.

Sarà una domenica sera milanese diversa da tutte le altre. Fuori, il freddo di fine febbraio. Dentro, il calore di vent’anni di musica che non si è ancora esaurita.

Cosa aspettarsi dalla scaletta: classici e nuovo album sul palco

La scaletta ufficiale per il tour europeo 2026 non è stata resa pubblica nei dettagli, ma è ragionevole attendersi un set che attraversi tutta la discografia della band. I grandi classici — “Naïve”, “She Moves In Her Own Way”, “Seaside”, “Ooh La” — saranno quasi certamente presenti, insieme a una selezione significativa da “Never/Know” e alla versione dal vivo di See Me Now che ha già commosso il pubblico di Londra. La band ha dichiarato di voler guardare anche al prossimo progetto discografico, descritto come orientato verso sonorità più psichedeliche e rock’n’roll: chissà che sul palco non ci scappi un’anteprima.

Un concerto che non si ripeterà: perché andare al Fabrique il 28 febbraio

Ci sono concerti che si vedono e concerti che si vivono. Quello dei The Kooks al Fabrique appartiene alla seconda categoria. Non solo per il valore storico della serata — una band che festeggia vent’anni di carriera con un live che abbraccia tutto il suo percorso — ma per il tipo di presenza scenica che Luke Pritchard e i suoi portano con sé: immediata, autentica, capace di creare una connessione diretta con il pubblico che va oltre la semplice esecuzione di brani.

Un’unica data italiana. Un’unica occasione. Il 28 febbraio 2026, al Fabrique di Milano, i The Kooks dimostreranno ancora una volta perché, dopo vent’anni, continuano a essere una delle band più amate e vitali del panorama indie britannico.

I The Kooks tornano in Italia con un’unica data: sabato 28 febbraio 2026 al Fabrique di Milano. Un live straordinario per celebrare i vent’anni di “Inside In/Inside Out” e presentare il nuovo album “Never/Know”.

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