#Il festival che non ci sarà: c’è ancora tempo fino al 31 dicembre per acquistare i biglietti digitali!

In occasione della conclusione di questo 2020, Zero Hearts & Science presentano Il Festival che non ci sarà, pirotecnica kermesse dedicata a tutte le arti e agli artist* del nostro tempo.Il Festival, è ufficiale, non avrà luogo il 32 dicembre 2020 dalle 00.00 alle 6.00.

Nato dall’intenzione di dare uno spazio simbolico a gran parte di quelle realtà, associazioni e artist* che dall’inizio della pandemia non è più stato possibile vedere all’opera o è stato possibile goderne ma solo in maniera virtuale, il festival percorre tutte le manifestazioni artistiche e creative, dalla musica al cinema, passando per le arti figurative e la performance. L’appuntamento vuole essere corale e rappresentare le diverse realtà che compongono il multiforme mondo dell’arte, che oggi esistono – o meglio resistono – nelle principali città italiane e che si trovano tutte in uno stato di profonda difficoltà.

Il palinsesto della manifestazione sarà composto proprio da queste forze vive della creazione artistica contemporanea – festival, enti, associazioni – che nulla proporranno in termini di performance, ma alle quali andranno i proventi dell’operazione: il festival si configura quindi come un’iniziativa benefica en travesti. Un grande appuntamento disegnato con cura e promosso a livello nazionale, che si realizza proprio nel suo non verificarsi, la cui fake-line-up è il frutto della collaborazione di tutti i partner coinvolti.

I fondi solidali proverranno dalla vendita dei biglietti d’artista, acquistabili su EventBrite al prezzo unitario di 10 euro. Il ricavato, al netto delle spese, sarà equamente distribuito a festival, enti e associazioni partecipanti. I biglietti – in vendita sulla piattaforma EventBrite e sul sito dedicato  zero.eu/it/il-festival-che-non-ci-sara/  a partire dal 15 dicembre – saranno, per lo spettatore, l’unica traccia fisica del festival, con la doppia valenza di memoria di un passato prossimo condiviso con il mondo intero e di augurio di tornare al più presto a una rinnovata normalità.

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I biglietti acquistabili saranno sia digitali che fisici: quello cartaceo sarà un biglietto d’artista in edizione limitata e arriverà a casa ai primi 500 acquirenti, coerentemente con un’ipotetica capienza fisica massima della location dove non si terrà l’evento, in una logica del sold-out contemporanea e anti-storica – la cui esistenza parallela ed effimera è atta a sensibilizzare all’urgenza e alla necessità del ritorno a un consumo fisico delle arti.

Accanto alla componente solidaristica e di sensibilizzazione, Il festival che non ci sarà vuole invitare a riflettere sui destini verosimili dell’arte oggi.

Andrea Amichetti, ideatore e direttore artistico de Il Festival che non ci sarà, dice: “In un momento di silenzio e distanza reciproca del pubblico dalla materia prima artistica e viceversa, abbiamo voluto creare una bolla spazio-temporale, un non-evento entro cui far convergere molte delle istanze che l’arte e la cultura performativa si trovano a dover affrontare per lasciare una traccia coerente con il non-mood-2020 da cui dovremo necessariamente ripartire, dando vita un nuovo inizio. Il Festival vuole essere una favola postmoderna; nell’ultimo giorno falsificato e immaginario di un anno che per certi versi non è esistito. Ma che è necessario ricordare – perchè no anche con un sorriso strappato”.

In questo 2020 siamo stat* testimon* di moltissime nuove forme di espressione – podcast, webinar e video in streaming di ogni tipo: Il festival che non ci sarà vuole essere il climax di questo nuovo modo di vivere e comunicare. Il paradosso dell’assenza di eventi diventa così il pretesto catalizzatore di una nuova coscienza collettiva dello stare insieme se pur distanti e un motivo di riflessione sull’importanza vitale della cultura per il progresso delle società contemporanee.

Numerosi sono i rimandi che il Festival intesse, più o meno esplicitamente, con la storia dell’arte contemporanea.

Da un lato il biglietto si fa rifà alla tradizione della mail-art, nata proprio a Milano con i primi esperimenti futuristi attraverso i Collage Postali di Ivo Panaggi negli anni Venti e secolarizzatasi poi nella storia dell’arte con i dipinti dal titolo Today di On Kawara sul finire degli anni Sessanta. Dipinti monocromatici che raffiguravano la data in cui erano stati realizzati e che una volta inviati e ricevuti dal destinatario diventano traccia analogica della loro unione e simbolo di speranza per una relazione futura, per un incontro, per un ritorno (mai come oggi atteso) della relazione interpersonale.

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Per L’idea della boutade di annunciare l’inesistente invece vedi Maurizio Cattelan, che in occasione della sua prima personale nel 1989 nella Galleria Neon di Bologna fece chiudere la porta a chiave, appendendo fuori un cartello con su scritto “Torno Subito” (quel “Be right Back” che anni dopo divenne il titolo di un documentario a lui dedicato), o ancora quando nel 1993 si inventò una fondazione per raccogliere fondi con lo scopo di creare un premio d’arte consistente in 10.000 dollari dati a qualunque artista vi avesse partecipato e, una volta incassati i soldi, smise di lavorare per un anno. Ovviamente il Festival che non c’è intende, come detto, distribuire equamente gli incassi tra i partner di progetto, ma lo spirito tragicomico e goliardico lo accomuna in parte a queste operazioni dell’artista italiano.

Il festival è promosso dal magazine Zero e da Hearts & Science e da PCM Studio di Paola C. Manfredi come sponsor tecnico.

Tra i festival e artist* partecipanti, le e i seguenti:
Attraversamenti Multipli, Crack Festival, Electropark, Express Festival, Frac, Funzilla Fest, Gaeta Jazz, Handmade, Here I Stay, Indierocket, JazzMi, Linececk, Live Arts Week, Live Cinema Festival, LOST, Manifesto, More Festival, No Glucose, Novara jazz, Nu, Oltre Festival, Ombre Lunghe, Open House Roma, Polifonic, Rome Psych Fest , Santarcangelo Festival, Seeyousound, Short Theatre e Sprint.

La campagna di promozione del Festival – che avrà una sua immagine grafica curatissima e una pagina web dedicata – sarà effettuata con una operazione diffusa che vedrà il coinvolgimento attivo dei protagonisti del festival. L’evento sarà inoltre promosso sul sito Zero.eu e sui canali social del magazine.

In regalo ai primi acquirenti del biglietto digitale di Noncisarà Festival, grazie alla collaborazione con Electropark Festival, l’album di HIEROGLYPHIC BEING in esclusiva “THE SHITTESTSOUNDS U DONT EVER WANT 2 HEAR WITH SPIRITUAL NAME TITLES 2 PROVE HOW DEEP I AM VOL 1”.
Il link e il codice per scaricare l’album su BandCamp saranno inviati a fine campagna.