#Il teatro come strumento di evasione
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Solo per tre giorni, fino a domenica 19 sul palco del Teatro della Luna di Assago sale un cast particolare per interpretare la parabola del Figliol Prodigo in forma di musical.
Scritto e diretto da Isabella Biffi, in arte Isabeau, cantautrice e regista che da quasi dieci anni porta avanti il “Laboratorio del Musical”, un progetto di volontariato che vede nella musica e nel teatro i mezzi di rieducazione e “rivoluzione umana”. Musicato da autori eccellenti come quali Gino De Stefani, Fabio Perversi e Osvaldo Pizzoli.

Gli interpreti di questo spettacolo sono infatti per buona parte detenuti di alta sicurezza del Carcere di Opera, alle porte di Milano. Scritto e diretto da Isabella Biffi, in arte Isabeau, cantautrice e regista che da quasi dieci anni porta avanti il “Laboratorio del Musical”, un progetto di volontariato che vede nella musica e nel teatro i mezzi di rieducazione e “rivoluzione umana”. Musicato da autori eccellenti come quali Gino De Stefani, Fabio Perversi e Osvaldo Pizzoli.

Uno spettacolo, che utilizzando un testo antico quale quello della Bibbia, cala nel contesto moderno un potente messaggio sociale, ottimamente sintetizzato da Papa Francesco, il quale assistendovi lo scorso anno ha detto:

Tutti noi facciamo sbagli nella vita, perchè siamo peccatori. E tutti noi chiediamo perdono di questi sbagli e facciamo un cammino di reinserimento…

Vediamo quindi sul palco scorrere la storia di due fratelli, figli di un benestante mercante di tessuti e bestiame, uno con il pallino degli affari, mente l’altro dedito al quieto vivere ed a godere della vita. Quest’ultimo un giorno decide di partire ed attraversare la Palestina alla ricerca della bellissima ragazza dagli occhi neri. Nel suo girovagare, s’imbatterà nella taverna di Alì, ove tra alcol e amore libertino, sperpererà il suo patrimonio. Ridotto in fin di vita, tornerà sinceramente pentito del suo comportamento liberale tra le braccia dell’addolorato padre e del fratello, che lo riaccoglieranno in casa a braccia aperte.

Buona la qualità interpretativa di questi “speciali” attori, quasi al pari se non superiore di altre compagnie professioniste. Un’apprezzabile iniziativa che coinvolge persone che nella propria vita sicuramente hanno fatto degli errori, ma hanno il diritto di avere uno strumento di evasione e di espressione.