#Ritornano le Giornate Nazionali dei Castelli

Una fitta rete di eventi in presenza ed online: visite guidate gratuite, passeggiate, degustazioni, conferenze e presentazioni di libri, rivisitazioni storiche e mostre, fiabe animate per bambini.

19 regioni coinvolte con altrettanti siti principali e numerose attività collaterali: non solo castelli o fortezze ma intere città o borghi come la marchigiana Fossombrone – tra gli Appennini e l’Adriatico – o la sarda Laconi animati da visite guidate gratuite, presentazioni di libri, concerti, mostre, tavole rotonde e tanto altro.

Le Giornate Nazionali dei Castelli – giunte alla 22ma edizione, cancellata a maggio 2020 per la pandemia – sono fissate per sabato 25 e domenica 26 settembre 2021, a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli (IIC), Onlus a carattere scientifico fondata nel 1964 a Milano da Piero Gazzola le cui sedi regionali sono presenti in tutte le regioni italiane.

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Dal 1998 le Giornate Nazionali dei Castelli sono diventate sinonimo di turismo consapevole in tutta la penisola grazie all’IIC. Famiglie, visitatori stranieri, scuole e università possono dedicarsi a una intensa ‘due giorni’ di scoperte di castelli, rocche, torri ed altre architetture fortificate, interi borghi e bastioni: quest’appuntamento per appassionati di storia, restauro ed architettura, turismo culturale è così consolidato da essere spesso sold out in molte delle sedi interessate.

Ogni anno i siti prescelti dai membri dell’IIC in accordo con autorità locali ed altri organi decisori, sono diversi dai precedenti, consentendo ai visitatori ricorrenti di arricchire continuamente le loro conoscenze e di trascorrere un week end all’aria aperta in luoghi meno conosciuti d’Italia (o nella propria città) per visitare architetture spesso non aperte al pubblico dove scoprire un sito e la sua storia raccontati da esperti e studiosi, sfogliare un nuovo libro appena presentato, partecipare a una conferenza, una mostra od un concerto, oppure conoscere lo stato dell’arte della valorizzazione e delle sinergie pubblico-privato.

Pietre miliari della nostra civiltà, questi luoghi e queste architetture raccontano la storia di un paese, delle sue trasformazioni socio-politiche, della ricchezza e della diversità dei suoi territori insieme alle storie di persone, famiglie e dinastie portate a noi grazie alla strenua attività di volontari – studenti, giovani laureati, docenti, autori, saggisti ed esperti, architetti e restauratori – che conducono personalmente le visite nei siti individuati con competenza e passione.

L’Istituto Italiano dei Castelli (IIC) si è impegnato da 57 anni a salvaguardare e si incarica della responsabilità – e soprattutto del piacere – della valorizzazione dell’immenso patrimonio di castelli, fortezze ed architetture cinte. Per una grande celebrazione della ricchezza inestimabile del paesaggio italiano.

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Con oltre 20.000 siti censiti, fotografati e studiati e con un’organizzazione capillare, IIC cura tutto l’anno attività culturali e scientifiche che includono anche la pubblicazioni di due collane editoriali ed una rivista specializzata, incontri periodici e convegni, viaggi di scoperta, un premio alle Tesi di Laurea più meritevoli su architetture fortificate e ‘I Castelli… raccontano’, concorso fotografico dedicato agli allievi delle scuole secondarie. Non in ultimo, ogni anno, veri e propri corsi di ‘castellologia’: c’è, infatti, un bisogno costante di diffondere la conoscenza di queste testimonianze del nostro passato, che costituiscono uno dei fondamenti della nostra identità storica e culturale. Ciò può avvenire sia evidenziandone l’importanza nell’opinione pubblica che stimolando le nuove generazioni ad una migliore comprensione di un patrimonio così straordinario, affascinante e suggestivo, la cui consistenza è seconda soltanto a quella dell’architettura religiosa.

E’ vero, oggi c’è un forte fermento ed interesse da parte delle istituzioni e del mondo civile intorno ai castelli ed ai borghi fortificati, ma appare doveroso ricordare che l’Istituto Italiano dei Castelli ha iniziato ad occuparsi di essi dal lontano 1964, riconoscendo l’importanza della loro salvaguardia e valorizzazione e le loro straordinarie potenzialità nella vita del nostro paese quando pochissimi, se non nessuno, aveva rivolto il minimo sguardo su di essi.

Forte della sua storia e del costante impegno, l’Istituto Italiano Castelli ha ottenuto anche per quest’edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIC) e ha aderito alle GEP (Giornate Europee del Patrimonio) organizzate dal Consiglio d’Europa con tutti i suoi eventi.

 

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Giornate Nazionali dei Castelli 2021
22ma edizione – Sabato 25, Domenica 26 settembre 2021
http://www.istitutoitalianocastelli.it/
https://www.facebook.com/Istituto-Italiano-dei-Castelli-419457754930754/
#giornatenazionalideicastelli2021

La partecipazione a ciascuna iniziativa prevede l’obbligo di prenotazione nelle modalità di volta in volta indicate.

All’arrivo, è obbligatoria l’esibizione della certificazione Green Pass.

Il secondo asset nazionale dopo le architetture religiose

Una selezione di architetture fortificate – patrimonio architettonico e culturale inestimabile – viene celebrata dai soci dell’Istituto Italiano Castelli anche nel 2021 con eventi e visite guidate gratuite (anche in streaming) per sensibilizzare, accelerare o promuovere la valorizzazione territoriale

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Fabio Pignatelli della Leonessa, architetto, Presidente dell’Istituto Italiano Castelli: ‘Ogni anno cerchiamo di mostrare luoghi mai visti, o di farli riscoprire con occhi nuovi. Inauguriamo architetture ristrutturate o cerchiamo di ripopolare siti legati all’attualità stringente del nostro paese.

Nei due anni precedenti abbiamo ricevuto migliaia di visitatori locali e nazionali felici di riscoprire alcuni territori feriti dai recenti sismi ma altrettanto pieni di potenzialità (Abruzzo, Marche) e in tante regioni italiane i nostri volontari hanno ideato percorsi multipli di visita scegliendo un sito principale e alcuni siti collaterali dove offrire visite guidate gratuite e tante altre attività. Nell’anno della pandemia ci siamo visti costretti ad annullare le Giornate Nazionali 2020 a poche settimane dalla data prevista (maggio) a causa della diversa situazione epidemiologica su base regionale e della grande eterogeneità dei siti coinvolti ma abbiamo continuato online la nostra intensa attività di conferenze, conversazioni e corsi – molto graditi sia dai nostri soci che dai non soci. Anche durante le Giornate Nazionali dei Castelli 2021 – oltre ad applicare tutti i protocolli di sicurezza previsti per le visite in presenza – offriremo molti contenuti online – dalle conferenze in streaming, a video documentari dei siti, a visite virtuali – per chi non desidera ancora viaggiare, abbiamo rinnovato il nostro sito internet e ci siamo rafforzati ideando una presenza adatta a noi sui social (in particolare Instagram per avvicinare le giovani generazioni). Con la ripartenza riprendiamo ‘in presenza’ non solo le Giornate Nazionali ma anche le nostre attività di viaggi di conoscenza, il Premio di Laurea, il concorso fotografico Il Castello si Racconta e i corsi.’

Quest’anno celebriamo siti che coniugano eccezionale pregio storico ed ambientale e per la prima volta i nostri volontari hanno disegnato un percorso di visita esteso a tutta la regione – in alcune con tour incluso pernotto – per aumentare la permanenza degli appassionati attorno ai luoghi da noi proposti o continuare con visite di altre architetture fortificate vicine a quelle prescelte per le Giornate Nazionali dei Castelli 2021.

I soci IIC dell’Abruzzo propongono Navelli, borgo fortificato sull’omonimo pianoro (L’Aquila) situato in un tratto del territorio, Prata d’Ansidonia, ricco di presenze fortificate.

Nella provincia di Chieti saranno aperti nella provincia i castelli di Monteodori- sio e Palmoli. E qui registriamo la popolazione volontaria più giovane tra gli iscritti 2021 su base nazionale: a luglio hanno aderito 11 ragazzi dai 15 ai 23 anni.

La Basilicata riscopre il Castello di Moliterno.

La Calabria celebra la cittadella fortificata a picco sul mare di Roccella Jonica con i suoi castello e Palazzo Carafa – in Emilia Romagna è la volta del Castello di Montechiarugolo splendido esempio di fortezza quattrocentesca voluta dal condottiero Guido Torelli ed oggi proprietà privata, in Friuli Venezia Giulia del Castello di Gemona.

La Campania anima lo spettacolare borgo cinto di Taurasi ed è la regione dove più numerosi saranno gli eventi collaterali – tra visite e tavole rotonde – che si svolgeranno nelle Giornate coinvolgendo i castelli di Agropoli, Circello, Teano. Napoli celebra il settembre dei castelli napoletani. In tutti i week end del mese visite guidate gratuite a Castelnuovo, Castel S. Elmo ed alle mura aragonesi. A Castel dell’Ovo, apertura straordinaria della sede campana dell’Istituto Italiano dei Castelli: oltre alle visite guidate, proiezioni video su Castel dell’Ovo e sui castelli di Napoli.

Il Lazio invita alla scoperta del Tempio Palazzo e Museo Archeologico della Fortuna Primigenia a Palestrina (Roma) per metà di proprietà del Ministero della Cultura ie per metà ancora residenza privata, che sarà aperta per l’occasione.

La sezione IIC Liguria propone un itinerario a piedi dedicato a Imperia ed il suo Porto Maurizio – una delle due parti principali (l’ altra è Oneglia) in cui è divisa la città. Cuore della visita il Parasio, centro storico medievale con la sua peculiare struttura a chiocciola ricco di chiese, palazzi antichi, giardini, vicoletti e scorci mozzafiato sul mare e sui monti. E’ prevista anche la visita al borgo di Montegrazie.

La Lombardia anima quattro siti in tre diverse province su due weekend: il 17 settembre una visita al raro esempio di castello gemino di Grosio (Sondrio): complesso fortificato costituito dai due castelli di San Faustino e dal castrum novum che ospita l’iniziativa dell’Istituto Italiano Castelli dedicata alle scuole di secondo grado: la premiazione del concorso fotograficoI castelli … raccontano’.

Il 18 settembre visita guidata alla Torre di Castionetto di Chiuro (Sondrio) abbinata ad un’esperienza di cammino e di degustazione.

Nel week-end delle Giornate Nazionali dei Castelli (25-26 settembre 2021), due i protagonisti: il Castello di Pavia con un convegno sul Grand Tour e i castelli lombardi anche in streaming; il Castello Scaligero di Sirmione che con la sua imponente mole controllava la zona meridionale del lago di Garda. Per l’occasione verrà eccezionalmente riaperta la darsena, chiusa da inizio pandemia, e sarà presentata anche una visita virtuale al cantiere di restauro.

La sezione Marche invita alla scoperta o alla riscoperta di Fossombrone un’antica cittadina di origini romane, a metà strada tra l’Adriatico e gli Appennini, in cui tratti rinascimentali si legano intimamente all’antica Roma, dove l’incanto della natura incontaminata si sposa con il fascino dell’arte. Il modo migliore per conoscere Fossombrone è percorrere le sue vie: vagando fra vicoli, portici e scalinate è possibile scoprirne i segreti ed apprezzarne il fascino unico. I soci IIC di questa regione invitano a quattro itinerari guidati, il primo dedicato alla Rocca Malatestiana, il secondo dedicato alla corte Alta e al Museo Archeologico e Pinacoteca, il terzo alla Chiesa di San Filippo, il quarto alla Casa Museo e Quadreria Cesarini.

Il Molise, uno dei territori più ricchi di castelli e palazzi baronali d’Italia, propone la visita al castello di Monforte. Visita anche a Castello d’Alessandro a Pescolanciano che ospita la mostra permanente sui castelli molisani.

Il Piemonte propone la torre e l’intero Borgo di Priero (CN) animato da visite guidate gratuite al borgo medievale, alla chiesa di Sant’Antonio, con campanile e sottostante cappella, al teatro – ex Confraternita tardomedievale – tutti in apertura straordinaria per l’occasione.

La sezione Puglia celebra le Giornate Nazionali dei Castelli nel Castello di Trani, un sito che coniuga pregio storico ed ambientale attraverso una visita guidata e un incontro, Il castello di Trani: restauro e riqualificazione, che ne racconta la storia e i vari interventi di restauro. La visita guidata sarà accompagnata da una video-visita virtuale sui canali social dell’IIC.

La Sardegna invita a scoprire uno dei borghi più belli d’Italia, Laconi, situato nel cuore della regione a ridosso della Barbagia con il Parco Aymerich dove alle rare essenze arboree ed un eccezionale percorso guidato storico-paesaggistico si affiancherà la scoperta del castello omonimo che risale al XI secolo oltre che una vasta rete di altri appuntamenti per dedicare all’isola un intero week-end. Il 26 settembre in programma diverse iniziative di carattere scientifico, divulgativo e ricreativo. Gi studenti del Convitto Nazionale di Cagliari accompagneranno i visitatori alla scoperta del rudere del castello medievale, supportati da personale qualificato per una visita che sia veramente ‘per tutti’, plurilingue e lingua dei segni inclusa.

I soci dell’IIC Sicilia propongono due itinerari.

A Messina un’indimenticabile passeggiata abbinata alla visita del Castello del Forte SS. Salvatore, (lungo la cortina muraria esterna in riva al mare all’ingresso del porto di Messina) ed alla lanterna del Montorsoli, uno dei più antichi fari d’Italia. Entrambi i siti sono di proprietà del Demanio Militare, all’interno del Comando Logistico della Marina Militare a Messina, che lo mantiene con grande cura e non sono di norma accessibili al pubblico. Il 9 Agosto 2019 è stata inaugurata l’illuminazione permanente della cortina muraria esterna del Forte da un progetto nato dall’IIC, Sezione Sicilia-Delegazione Messina, in collaborazione con la Marina Militare.

A Piazza Armerina, in provincia di Enna, aprono un castello privato di origini antichissime e riscoprono il centro storico della città che occupa un pianoro e i fianchi del monte Mira dominato dalla mole della cattedrale e, affacciato sul versante meridionale, dal castello aragonese. Lo sguardo – ricordano i soci della Onlus – si allarga fino ai castelli di Mazzarino, Butera, Enna, Troina e di altri insediamenti fortificati, oggi non più esistenti.

La sezione Trentino Alto Adige dell’IIC sceglie di far conoscere Castel Trostburg, sede di una visita guidata gratuita e di un convegno: il maniero conserva al suo interno una mostra di tutta la storia dell’’incastellamento’ trentino-altoatesino. Anche in questa regione i soci dell’IIC hanno predisposto ulteriori itinerari di cultura castellana.

La sezione Toscana propone la scoperta di Firenze medievale con una conversazione e due walking tour guidati tra più di 25 torri cittadine.

La sezione Umbria ripropone la visita a Montecolognola, delizioso borgo medioevale con castello che si affaccia in posizione strategica sul lago Trasimeno: conserva quasi intatto il suo primitivo aspetto, mura e porte d’ingresso risalgono ai primi del Trecento.

Montecolognola era stata scelta in occasione delle Giornate Nazionali 2019 dai volontari dell’IIC locali con l’obiettivo di dare l’avvio al restauro di alcuni affreschi di pregevole valenza pittorica che si trovano nella chiesa parrocchiale di S. Maria Annunciata. I lavori sono iniziati ma, non essendo sufficienti i fondi destinati al completamento dell’intervento conservativo, il Consiglio Direttivo della Sezione Umbria si è espresso all’unanimità per riproporre Montecolognola con la finalità di sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica sia alla conoscenza del sito sia all’urgenza di portare a compimento il restauro.

Anche in questa regione i soci IIC hanno costruito un imperdibile tour di viaggio per offrire un week end ricco di attività collaterali, incluso pernotto e pasti.

La sezione Veneto che nelle scorse edizioni ha celebrato restauri aprendo i cancelli di luoghi spesso chiusi da decenni registrando lusinghieri numeri di visite per ogni sito interessato, quest’anno invita alla scoperta (o alla riscoperta) del Forte di San Felice (Chioggia) immerso nel paesaggio straordinario della laguna veneziana. Quest’architettura fortificata è oggetto di un complesso e innovativo intervento di restauro che impiega le misure di compensazione, conservazione e riqualificazione ambientale del sistema MOSE.

Dalla laguna alla terraferma, i castelli di Thiene (17 settembre) e Roncade completano l’itinerario di questa regione.

Il destino dei castelli è spesso differente da quello dei palazzi nobiliari che sono sempre situati nel centro città e per la maggior parte sono sopravvissuti agli eventi restando intatti. Le fortificazioni, proprio per via della loro storica funzione difensiva e offensiva, sono ai margini: in montagna o in collina. Per questo nel tempo la maggior parte sono state abbandonate, distrutte da guerre, o addirittura da spregiudicati progetti architettonici. Molto raramente sono abitate perché vivere in una fortificazione, oltre che scomodo, è troppo costoso. Nei casi più fortunati sono state riconvertite a strutture ricettive, o sono state restaurate per essere restituite al pubblico, ma molte continuano a essere chiuse: le Giornate dei Castelli perci  sono il momento per scoprirle e apprezzarle, magari approfittandone per costruire degli itinerari diversi dal solito in angoli sconosciuti e meravigliosi del nostro paese ai quali altrimenti non avremmo pensato.

Con migliaia di soci e con una sede in ogni regione italiana, ci prendiamo cura di un patrimonio spesso non valorizzato e siamo un unicum nel panorama associativo italiano per longevità e per qualità degli interessi rappresentati.

Non lo facciamo solo e soltanto con l’appuntamento forse più impegnativo dell’anno da organizzare – le Giornate sono frutto di un incredibile lavoro di squadra di volontari ed appassionati, studiosi e docenti – ma attraverso l’attenta relazione con enti locali, Ministeri e altri portatori di interessi per aiutare anche nella comprensione dei ‘bisogni’ di queste particolari architetture di cui il nostro paese è il più ricco al mondo. E quello che è meno sensibile alla valorizzazione.

Ci stiamo impegnando per cercare di alleggerire il peso fiscale su queste architetture e soprattutto a studiare come poter accatastare questi beni che hanno spazi così particolari per la loro funzione, ormai persa, e quindi difficilmente classificabili.

Nonostante le enormi difficoltà che la pandemia ha provocato sui nostri bilanci e sull’interazione con i nostri soci, abbiamo dato seguito a diversi progetti già in cantiere. Ad esempio, insieme ad associazioni non profit che si occupano di valorizzazione del patrimonio storico italiano come l’ADSI, Ville Venete ed altre, l’Istituto Italiano Castelli ha sottoscritto un protocollo che tra le altre cose prevede la creazione di un comitato inter-associativo di durata biennale che permetterà alle nostre voci di essere più udibili sia per i decisori a livello nazionale che locale.’

ABRUZZO

Nel più ampio panorama nazionale la Regione Abruzzo occupa uno dei primi posti per quantità e qualità del patrimonio fortificato. Grazie ad accorto censimento condotto su tutto il territorio regionale, ci sono circa 700 opere. Questa regione non a caso è ritenuta da tanti studiosi e appassionati di questo tema un vero museo all’aperto, condizionato principalmente dalla complessa orografia del territorio.

Le Giornate 2021 scoprono l’Altopiano di Navelli e, nello specifico, il Territorio di Prata d’Ansidonia (L’Aquila).

Il percorso prevede la visita guidata ai resti della città Romana di Peltuinum, Castel Camponeschi, Leporanica (castelliere e resti medioevali), i lavori di restauro della villa fortificata dei Baroni Cappa.

Non meno interessante è la presenza all’interno della Chiesa madre, dell’ambone romanico spostato negli anni 40’ dalla vicina Chiesa di S.Paolo di Peltuinum.

A Chieti nel 2021 i soci dell’Istituto Italiano Castelli (IIC) hanno dato vita alle de- legazione AbruzzoCiteriore (antico nome della zona a sud del fiume Pescara comprendente gran parte della provincia di Chieti), un sodalizio aggiuntivo a quello aquilano della Onlus a carattere scientifico in regione, che vede la po- polazione volontaria più giovane tra gli iscritti su base nazionale: a luglio 2021 hanno aderito 11 ragazzi dai 15 ai 23 anni, costituendo di fatto il primo gruppo giovani d’Abruzzo a occuparsi di valorizzazione di architetture fortificate nella regione.

Grazie all’impegno dei soci della delegazione Abruzzo Citerione, saranno aperti nel- la provincia i castelli di Monteodorisio e Palmoli.

I comuni di Cupello, Fraine, Torrebruna e Casoli – oltre a quelli di Monteodo- risio e Palmoli – hanno del pari aderito al sodalizio abruzzese.

Info:

https://www.facebook.com/Istituto-Italiano-dei-Castelli-sezioneAbruzzo-895258250573405
https://www.facebook.com/istitutoitalianocastelliabruzzociteriore

 

BASILICATA

Il Castello di Moliterno (Potenza) si è sviluppato attorno a una torre longobarda, sorta per dare rifugio agli abitanti di Grumentum in seguito agli assedi dei Saraceni (IX-X sec.), e ulteriormente fortificato e potenziato sotto la dominazione normanna (XI-XII sec.). La configurazione attuale risale, invece, all’età angioino-aragonese. A Moliterno, come in tutta la regione, ci  che più contraddistingue l’architettura fortificata è l’intreccio fra culture diverse: longobarda, bizantina, saracena, normanna. Vi aspettiamo in Basilicata per scoprire insieme queste trame intrecciate della storia!

L’evento prevede un incontro online, opportunamente diffuso sui vari canali social, con la partecipazione di alcuni soci della sezione Basilicata coadiuvati da guide locali, in un percorso virtuale di avvicinamento e conoscenza di Moliterno e del suo castello, peraltro parte del proficuo circuito culturale ACAMM – Sistema dei Musei e dei Beni Culturali di Aliano (MT), Castronuovo Sant’Andrea (PZ), Moliterno (PZ) e Montemurro (PZ), raccolti sotto l’acronimo ACAMM.

Moliterno, quindi, consentirà di spaziare dalle tematiche dell’incastellamento e dell’architettura fortificata medievale all’arte contemporanea e al ruolo di quest’ultima nella valorizzazione del territorio.

Laddove le disposizioni legate all’emergenza pandemica lo consentano, l’evento è organizzato parzialmente in situ tramite una diretta (allargata eventualmente al pubblico presente, oltre che agli utenti-partecipanti online) organizzata in modo da scoprire il castello e le sue connotazioni storiche, artistiche, architettoniche e paesaggistiche.

Durante la diretta si prevede il coinvolgimento degli utenti, in modo da non fornire un contenuto “preconfezionato” ma, al contrario, da estendere il dibattito anche ai residenti e agli storici locali, testimoni talvolta preziosi di storie non scritte sull’identità dei propri luoghi.

Orari: 25 settembre ore 10-13:00 e 15:30-18:00 e 26 settembre ore 9:30-13:30 Modalità: visita guidata, ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria

https:// www.facebook.com/groups/507816719344168

https://www.instagram.com/istituto.castelli.basilicata

CALABRIA

La Cittadella fortificata, Castello e Palazzo Carafa a Roccella Jonica (RC) conserva i resti dell’antico centro abitato di Roccella di San Vittore, cittadella fortificata affacciata sul mare, sicuramente attestata e data in feudo nella prima età angioina a Gualtiero de Collepetro (1269), ma con evidenza archeologica e monumentale ascrivibile almeno al periodo normanno-svevo. La cinta muraria, già citata in documenti del XV secolo e dotata di Torrioni di età angioina ancora conservati, fu potenziata tra XV e XVI secolo con la costruzione di alcuni bastioni e il rifacimento dell’unica porta urbica, ancora oggi conservata. La cittadella, denominata in età moderna La Roccella, è sovrastata dall’antico Castello di Monte Falcone (oggi detto Torre di Pizzofalcone) con la Torre mastio cilindrica e il recinto fortificato, con un bastione del XVI sec; il suo impianto e la tipologia sono antecedenti al dominio angioino, probabilmente ascendenti al periodo tra XI e XII sec; nel 1283, durante la Guerra del Vespro, ci fu un ordine regio di raderlo al suolo per fellonia del Castellano. Nel 1479 La Roccella fu data in feudo a Jacopo Carafa e in possesso di questa famiglia rimase fino al 1806, anno dell’eversione della feudalità. Nella parte centrale della cittadella sorge il Palazzo Feudale fortificato, rifatto agli inizi del XVI secolo dal conte Vincenzo Carafa, figlio e successore di Jacopo. Il palazzo sorge a ridosso dell’antica chiesa Matrice dell’Universitas roccellese, di fondazione medievale ma rimaneggiata nei secoli successivi, raggiungibile dal Palazzo attraverso un passaggio dal coretto. Il Palazzo fu poi ampliato alla fine del XVII da Carlo Maria e Giulia Carafa, ultimi principi de La Roccella appartenenti al ramo primogenito della famosa dinastia napoletana. Agli inizi del XVIII sec, con l’avvento nel feudo roccellese del ramo cadetto dei principi Carafa, cioè dei duchi di Bruzzano, nella persona di Vincenzo Carafa, tutte le fortificazioni, dalla cinta muraria al Palazzo, furono sottoposte a lavori: soprattutto il Palazzo fu notevolmente ampliato, con la costruzione di tre nuove ali e fu anche fortificato da tre torrioni realizzati sul lato Ovest del circuito murario, nel punto in cui questo è più vicino al Palazzo stesso, ancora oggi conservati. L’antica Roccella fu progressivamente abbandonata tra XVIII e XIX secolo per essere edificata ai piedi della rocca, lungo l’antichissimo asse viario del dromo e sul mare.

L’Istituto Italiano Castelli ha collaborato per questo evento con il Comune di Roccella Ionica, Jonica Multiservizi SpA, Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”

Giorno di apertura:  26 settembre 2021

Orari:             9,00-13,00 /16,00-21,00

Visite guidate: gratuite, prenotazione obbligatoria

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: 0964.866287 calabria@istitutoitalianocastelli.it, stefi.parrone@gmail.com Sito internet www.castelloroccella.it

Programma 

Visite guidate precedute dalla descrizione del sito e dalla sua storia, a scelta.

Mattino:

Ore 9,45:  Ritrovo presso il Teatro al Castello, Via Giordano Bruno, 116, zona Nord di  Roccella. Percorso guidato intorno alle mura della città con visione delle fortificazioni e del castello dal basso*.

Ore 10,30 Raduno dei partecipanti nella Platea major de La Roccella, situata davanti al Palazzo Carafa; ingresso nella ex Chiesa Matrice San Nicola di Bari (adiacente al Palazzo Carafa) per ascoltare la storia della Cittadella, della Chiesa e del Palazzo e la descrizione del sito; sarà proiettato il filmato realizzato per l’occasione per introdurre alla visita del castello

Ore 11,10 Visita guidata del Palazzo fortificato Carafa.

In alternativa si pu  raggiungere direttamente la Platea Major nella Città antica, situata davanti al Palazzo Carafa.

Durante la visita, nel Palazzo e nelle adiacenze saranno presenti figuranti del Corteo Storico Carafa  nelle vesti dei personaggi protagonisti della storia del Castello.

Sarà anche possibile, per chi vorrà, visitare l’area della Torre di Pizzofalcone (già Castello di

Monte Falcone) raggiungibile attraverso una scalinata dalla via Città, strada d’accesso alla  Cittadella.

In alternativa alle visite guidate programmate, i visitatori potranno accedere al sito liberamente  dalle 09,00 alle 13,00.

Pomeriggio:

Ore 15,30:  Ritrovo presso il Teatro al Castello, Via Giordano Bruno, 116, zona Nord di

Roccella. Percorso guidato intorno alle mura della città con visione delle fortificazioni e del castello dal basso*.

Ore 16,15 Raduno dei partecipanti nella Platea major de La Roccella, situata davanti al Palazzo Carafa; ingresso nella ex Chiesa Matrice di San Nicola di Bari (adiacente al palazzo Carafa) per ascoltare la storia della Cittadella, della Chiesa e del Palazzo e la descrizione del sito; sarà proiettato il filmato realizzato per l’occasione per introdurre alla visita del castello.

Ore 17,00     Visita guidata del Palazzo fortificato Carafa.

In alternativa alle visite guidate programmate, i visitatori potranno accedere al sito della Cittadella,  del palazzo e della Chiesa liberamente dalle 16,00 alle 21,00.

Ore 18,00    nella ex Chiesa Matrice di S. Nicola di Bari

Presentazione del volume dell’Istituto Italiano dei Castelli: “Architetture fortificate nel paesaggio agrario della Calabria – Percorsi di conoscenza e valorizzazione” a cura di Francesca Martorano.

CAMPANIA

Situato nella media valle del Calore, il comune di Taurasi domina dall’alto l’intero fondovalle, in prossimità del punto in cui il fiume è attraversato dalla strada statale delle Puglie. Di origine sannita, in epoca romana entra  a far parte del territorio della vicina colonia di Aeclanum, all’epoca importante centro commerciale.

Il complesso del castello è posto sull’estremità orientale dell’antico borgo di Taurasi (provincia di Avellino) in corrispondenza della porta urbica detta Porta Maggiore. Edificato in posizione strategica, posto su uno sperone roccioso a circa 400 m slm, domina  la piana del medio Calore.

I primi documenti fanno risalire il castello al periodo Normanno-Svevo (XII sec), in quanto Taurasi fu feudo di Torgisio di Grottaminarda e successivamente ceduta in suffeudo a Ruggiero di Castelverde. Al XV sec. risalgono gli  ampliamenti Angioino – Aragonesi. Nel XV sec. Taurasi venne  affidata al principe Sergianni Caracciolo. I Caracciolo trasformarono il castello da fortezza in palazzo baronale. Nel 1468 subì gravi danni provocati dagli attacchi aragonesi di Ferdinando II in seguito alla congiura baronale di Giacomo Caracciolo, analogamente nel 1496 subì saccheggi e distruzioni da parte delle truppe di Carlo VIII. Successivamente il castello pass  ai Gesualdo lo tennero sino al 1726 anno  in cu lo vendettero ai Latilla di Napoli che lo mantennero per tutto il periodo Borbonico. A seguito dei terremoti del 1796 e 1980 subì gravi danni e successivi rimaneggiamenti. Nel 2004 fu acquisito dal comune di Taurasi. Dal 2009 a seguito di radicali interventi di restauro ospita l’enoteca regionale dei vini d’Irpinia. L’accesso principale al castello è ubicato dopo   la porta urbica detta  “Maggiore”, sulla destra ed è costituito da un arco monumentale a tutto sesto che sorregge a sua volta un ambiente di passaggio e collegamento.   La torre mastio a pianta quadrata, normanna,  misura 15 m di altezza e si sviluppa su  4 livelli, presenta un avancorpo contenente  la  scala elicoidale  aggiunta in epoca aragonese unitamente alle due torri circolari che inquadrano la porta Maggiore.  Il corpo di fabbrica nord orientale, che prospetta su largo Porta Maggiore, si sviluppa su tre livelli collegati da una scalea ubicata al centro della corte interna ed è il risultato della trasformazione del castello in palazzo baronale.

Gli eventi delle Giornate Nazionali dei Castelli a Taurasi sono organizzati in collaborazione con il comune di Taurasi.

Taurasi (AV) Evento Principale Sabato 25 – domenica 26 settembre – visite guidate al castello ed al borgo ore 10 – 13 – Alle ore 10,30  di domenica  26 tavola rotonda sulla valorizzazione dei castelli in area Irpina.

A cura della Pro – Loco e dell”Istituto.   Info: arch. Giuseppe De Pascale – 333

6636614

Agropoli (SA) Sabato 25 – domenica 26 – – visite guidate al castello – ore 10 – 12 a cura dell”Istituto Italiano dei Castelli. Info: dott. Antonio Capano  339 8605936

Teano (CE) –  Sabato 25: tavola rotonda sulla valorizzazione dei castelli in Terra di Lavoro – domenica 26 – visite guidate al Castello di Teano. Ore 10 – 13  A cura delle pro loco e dell”Istituto Italiano dei Castelli.   info e prenotazioni: castellicampania@gmail.com – 333 6853918

Circello (BN)  Sabato 25 alle ore 10,30 visita guidata al castello – a seguire, conversazione dell”arch. Francesco Bove sul castello di Circello. Visite guidate domenica 26   Info: 329 2660592

Napoli, settembre dei castelli napoletani. In tutti i week end visite guidate gratuite a Castel dell”Ovo, Castelnuovo, Castel S. Elmo ed alle mura aragonesi.   Apertura straordinaria della sede dell”Istituto Italiano dei Castelli, con proiezioni video su Castel dell”Ovo e sui castelli di Napoli. Visita alle mostre fotografiche ed iconografiche sui castelli di Napoli e della Campania. Visita alla cisterna medievale.

Info: castellicampania@gmail.com – 333 6853918

Prenotazione obbligatoria, ingresso gratuito

EMILIA ROMAGNA

Il Castello di Montechiarugolo (PR), è di proprietà privata. L’evento è in collaborazione con il Comune di Montechiarugolo e l’Associazione Borghi più Belli d’Italia.

L’originario presidio militare a difesa della val d’Enza fu edificato nel XII secolo dalla famiglia Sanvitale.

Nel 1313 Giberto III da Correggio, assedi  il castello e lo distrusse insieme al borgo.  Nel 1348 (dopo che la città di Parma fu sotto il dominio del Ducato di Milano) i Visconti fecero riedificare il castello a presidio della vallata.

Nel 1406 Giovanni Maria Visconti fregi  ufficialmente del feudo Guido Torelli divenendo nel 1428 contea. Il Torelli avvi  quindi la ricostruzione della fortezza nelle forme attuali.

Verso la metà del XVI secolo il castello ospit  il re di Francia Francesco I e il papa Paolo III.

Nel 1551, durante la guerra di Parma, il castello fu nuovamente attaccato e occupato; al termine del conflitto Pomponio Torelli avvi  numerosi interventi trasformandolo in residenza signorile.

Dalla prima metà del 1600 non essendo più contea, il castello pass  alla Camera Ducale di Parma, e

affidato ad un presidio militare: fu utilizzato come magazzino di beni alimentari e deposito per la produzione di polvere pirica.

In seguito all’Unità d’Italia, nel 1864 il castello fu venduto dal Demanio pubblico ad Antonio Marchi, i cui discendenti ne ancora sono proprietari.

Il fortilizio si sviluppa su una pianta irregolare, attorno a due cortili interni, mostrando i tratti tipici dei castelli d’epoca tardo-medievale, soprattutto nelle facciate sud-ovest e nord, interamente coronate dai merli ghibellini, ancora perfettamente visibili nonostante la copertura del tetto aggiunta a protezione dei camminamenti sostenuti dai numerosi beccatelli con caditoie; fra i due cortili interni emerge l’alto mastio.

La fortezza, posizionata strategicamente sulla scarpata naturale ai margini dell’alveo del torrente Enza, è circondata da un largo e profondo fossato, varcabile in origine attraverso due distinti ponti levatoi, collocati in corrispondenza dei due rivellini ancora esistenti.

In origine la rocca era difesa anche da una seconda cinta muraria più esterna, edificata lungo il perimetro del borgo, dotata di bastioni in corrispondenza degli spigoli.

Nella seconda metà del XV secolo, in seguito alla nascita dell’artiglieria, fu modificata con l’aggiunta delle cannoniere: ne rimangono alcune significative tracce sul margine nord-occidentale del centro storico del paese.

Alla storica Battaglia di Montechiarugolo del 4 ottobre 1796, fece la sua prima comparsa il tricolore italiano, tra le milizie volontarie della Guardia Civica Reggiana aiutate dai soldati francesi contro un manipolo di soldati austriaci rifugiatisi nel castello.

PROGRAMMA E ORARI:

Sabato 25 settembre

visite guidate Ore 9:00, 9:30, 10:00, 14:30, 15:00 e 15:30 Ore 11.00:

Inaugurazione delle XXII Giornate Nazionali dei Castelli

Consegna ufficiale della bandiera de ‘I Borghi più belli d’Italia’; al Comune di Montechiarugolo

Accompagnamento musicale a cura della Montechiarugolo Folk Band ‘Tullio Candian’;

Ore 18.00:

Caravan Verdiano: La Traviata, lo spirito di Violetta”

Domenica 26 settembre

Ore 9:00, 9:30, 10:00, 10:30, 11:00, 11:30, 12:00 14:30, 15:00, 15:30, 16:00, 16:30, 17:00 e 17:30

Visite guidate al castello

Informazioni e contatti

Visite al castello: info@castellodimontechiarugolo.it – 0521 686643 / 338 3187911 /

3334575380

Caravan Verdiano: biglietteria@comune.montechiarugolo.pr.it

FRIULI VENEZIA GIULIA

Il sito prescelto è Gemona del Friuli: il suo castello, via Bini e Duomo

L’esistenza di Gemona del Friuli viene menzionata da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum, il quale riporta che nel 611 era considerato un castello inespugnabile.

Nella seconda metà del XII secolo fu libero comune, con propri statuti, mentre nel XIII e XIV secolo fu importante centro di traffici commerciali sotto il Patriarcato di Aquileia: con l’istituto del Niederlech, si imponeva infatti ai mercanti in transito di depositare le merci e pagarvi un dazio e di trascorrere la notte in città.

Il castello

Il maniero sorge appena al di sopra dell’antico nucleo storico, sulla cima di un colle a strapiombo sulla vallata e separato dal monte Gemina da una sella nella quale si espande l’abitato medievale.

Verso l’inizio del Mille fu radicalmente ricostruito dai Signori di Gemona per poi essere modificato ed ampliato, per l’ultima volta, all’inizio del Trecento. Gli interventi trecenteschi ampliarono il palatium e dotarono il castello di tre torri d’avvistamento e di una poderosa cinta muraria.

Con l’avvento del domino veneto, avvenuto nel 1420, il castello cadde in abbandono e fu ripetutamente adoperato come cava di pietra.

Questa architettura, così come altri manieri sparsi nella fascia collinare del Friuli, subì sicuramente una grave distruzione durante il terremoto del 1511, ma alcune sue strutture difensive rimasero ancora efficienti, poiché nel 1571, in seguito al timore di invasione turca, fu trovato ad avere optimos muros, et ideo facile posse muniri, et ab hostibus defendi.

Sino al 1976, anno terribilis in cui Gemona e il Friuli furono colpiti da forti scosse telluriche, del complesso medievale risalente al XIII-XIV secolo rimanevano: la torre centrale (adibita a torre civica con orologio), parti delle strutture murarie perimetrali racchiudenti i due cortili; la torre di levante abbassata e ridotta a prigione nel 1826; la torre di ponente, detta torate, con avanzi di tre muraglie merlate alla guelfa e traforate da quattro bifore romaniche.

Il castello, duramente colpito dal sisma novecentesco, è tutt’ora in restauro anche se buona parte delle strutture sono state ricostruite.

Palazzo Comunale e via Bini

La costruzione del Palazzo Comunale ha inizio nel 1502; esso fu progettato dall’architetto Bartolomeo de Caprileis.

E’ caratterizzato da tre ampie arcate composte da elementi lapidei scolpiti da maestranze cividalesi. La decorazione ad anelli incatenati nei capitelli è presente anche nella colonna di piazza San Giacomo a Udine.

Il palazzo subì diversi rifacimenti nel corso del tempo, come le finestre che furono modificate nel XVI secolo, così come l’aggiunta della balaustra nella trifora.

Sulla scala d’ingresso che conduce alla loggia si notano scolpiti, rispettivamente sulla parte destra e sinistra della balaustra, lo stemma del nobile Riccardo Elti, massaro del Comune nel XVII secolo e lo stemma del Comune di Gemona.

Sotto una delle due finestre sono posti gli stemmi dei nobili Franceschinis e de Brunis e lo stemma della Città.

Il loggiato al piano terra, a cui si accede tramite le tre grandi arcate a tutto sesto, poggianti su colonne, ha soffitto a travi decorate con pettenelle su cui sono furono dipinti sia medaglioni contenenti personaggi illustri sia gli stemmi delle famiglie nobili della città.

Alla destra del palazzo inizia la via più caratteristica di Gemona del Friuli, posta al di sotto del colle del castello.

Via Bini è interessante per la sequenza di palazzi che vi si affacciano, fra questi palazzo Elti sede dei civici musei.

Numerosi sono gli affreschi, le lunette decorate, i capitelli e gli stemmi che accompagnano il visitatore lungo questo asse viario che termina sul sagrato del Duomo.

Il Duomo di Santa Maria Assunta

In Via Bini, nei pressi di Porta Udine, unica porta rimasta delle sette che si aprivano nella terza cerchia delle mura che cingevano la città, sorge il Duomo.

Intitolato a Santa Maria Assunta, rappresenta uno dei monumenti medioevali più importanti della regione. Fu costruito utilizzando linguaggi gotici, sul sedime di una precedente chiesa già presente dal 1190. Quest’ultimo edificio di culto era sede della Pieve di Santa Maria, una delle più antiche del Friuli.

Il cantiere della chiesa che oggi si pu  ammirare fu iniziato verso il 1290. I lavori di costruzione durarono molti anni, venendo interrotti più volte, per vari motivi: dalla guerra contro la vicina Venzone, dalle minacce goriziane a momenti di stallo finanziario dell’opera del Duomo.

L’8 giugno 1337 l’edificio fu solennemente consacrato dal vescovo di Parenzo Giovanni, delegato dal patriarca Bertrando.

Nei secoli successivi venne più volte rimaneggiato: nel 1429 fu modificato il presbiterio con l’aggiunta della cupola e dell’abside semipoligonale; nel 1457 i pilastri delle navate vennero sostituiti da colonne e la chiesa sopraelevata di 1,5 metri; nel 1700 le volte a crociera coprirono le originarie capriate. Il terremoto del 1976 fece crollare completamente la navata destra, dissestando contemporaneamente gran parte delle restanti murature. L’opera di restauro e ricostruzione svolta ha permesso di restituire alla comunità l’opera nel suo completo splendore. Recenti restauri al prospetto hanno, inoltre, riportato alla luce la coloritura della pietra applicata in alcuni elementi presenti al di sopra del portale.  

Giorno di visita: 25 settembre 2021

Orari: mattina ore 11.00 ritrovo al di sotto della loggia del palazzo comunale; pomeriggio ore 15.30 ritrovo al di sotto della loggia del palazzo comunale.

Modalità: visite guidate al castello e al centro storico/duomo di Gemona del Friuli.

Il pomeriggio vedrà la partecipazione dell’associazione ONLUS “Radio

Magica”( https://www.radiomagica.org/ ). Un artista coinvolto dall’associazione benefica racconterà ai bimbi e ai ragazzi una “fiaba per immagini” avente per soggetto i castelli, i luoghi e i territori del Friuli Venezia Giulia e di Gemona del Friuli.

Prenotazioni: friuliveneziagiulia@istitutoitalianocastelli.it / arch. Daniela Omenetto 340-7773927

https:// www.facebook.com/Istituto-Italiano-dei-Castelli-Sezione-Friuli-VeneziaGiulia-651904408178643Giulia-651904408178643 Instagram: istitutocastelli_friuli

LAZIO

La sezione Lazio dell’Istituto Italiano dei Castelli, domenica 26 settembre 2021 presenta #il Tempio Palazzo e Museo Archeologico della Fortuna Primigenia a Palestrina”.

Il luogo deputato alla visita è il Palazzo Barberini di Palestrina (Roma), Piazza della Cortina/via Barberini 00036 Palestrina (Roma).

La costruzione allo stato attuale presenta strutture tardo repubblicane del II sec. a.C., con integrazione rinascimentali da parte della Famiglia Colonna ed infine barocche da parte della Famiglia Barberini. Attualmente la proprietà dell’edificio appartiene al MIBACT per le sale del Museo Archeologico e alla Famiglia Barberini per residenza ed abitazione.

La visita di domenica 26 settembre 2021 dalle ore 11.30 alle ore 13.00 sarà guidata dal Consigliere dell’Istituto Italiano dei Castelli Sezione Lazio Avv. Massimiliano Kornmuller.

Durante la visita verranno illustrate, seguendo il criterio cronologico e accedendo agli ambienti tramite comodi ascensori a partire dal piano terra, i tesori che custodisce il Museo Archeologico, in particolare il famoso Mosaico del Nilo, capolavoro ellenistico del I sec. a. C., i Fasti prenestini, il culto della Fortuna Primigenia. Seguirà quindi una breve presentazione della figura e dell’opera del Principe Francesco Colonna, Signore di Palestrina ed autore della famosa opera Hypnerotomachia Pholiphili (1456) (il Sogno in pugna d’amore del Pastore Polifilo) ove il protagonista, come in un viaggio astrale a guisa di Dante nella Divina Commedia, si ritrova in un mondo incantato di antichità, illustrato dalle preziose xilografie dell’epoca ispirate alle rovine romane di Palestrina.

Seguirà quindi per i visitatori più audaci, presso la terrazza degli Emicicli, nello spazio esterno prospiciente l’edificio museale, un tentativo di ricostruzione del rito di consultazione delle Sortes di Palestrina a disposizione di tutti i presenti che volessero consultare il futuro tramite le antiche sorti.

Sarà forse possibile anche un’eventuale visita di alcuni ambienti dell’abitazione privata della Famiglia Barberini che occupa parte del Palazzo.

Al termine della visita dalla durata di circa 1 ora e 15-20 minuti, verso le ore 13.00 è prevista una colazione presso un panoramico Agriturismo sopra la città di Palestrina, a partire dalla ore 13.30.

Gestore per la tutela: DIREZIONE REGIONALE MUSEI LAZIO

Proprietà: MiBACT

Direttore: Marina Cogotti

Ingresso: 5,00 €; Riduzione 2,00 €

Giorni e orario apertura: Museo:Lun.-Dom. 9.00-20.00. Santuario Fortuna Primigenia:v.

dettaglio (1).Ottobre-marzo ingresso gratuito la prima domenica del mese. ; Orario biglietteria:

9.00-19.00; Prenotazione: Nessuna

Comune: Palestrina

Indirizzo: piazza della Cortina, 1

CAP: 00036

Provincia: RM

Regione: Lazio

Telefono: +39 06 9538100

Email: pm-laz@beniculturali.it

Email certificata: mbac-pm-laz@mailcert.beniculturali.it

http://www.polomusealelazio.beniculturali.it/index.php?it/228/museo-archeologiconazionale-prenestino

LIGURIA

Porto Maurizio, di probabile origine romana, è uno dei due borghi, l’altro è Oneglia, che costituiscono la città di Imperia.

Prima di essere accorpato con Oneglia, Porto Maurizio fino al 1923 è stato un Comune autonomo, nonché capoluogo dal 1860 al 1923 dell’allora Provincia di Porto Maurizio, poi Provincia di Imperia.

Il suo nucleo antico assunse l’ attuale configurazione urbana nei primi secoli dopo il Mille, mantenendo nonostante sventramenti e trasformazioni il tipico tessuto medioevale disposto in ellissi concentriche su un promontorio sporgente nel mare.

Nella seconda metà del Settecento il borgo era ancora cinto da mura e bastioni come dimostra una planimetria di M. Vinzoni.

Oltre al nucleo arroccato sul promontorio denominato Parasio, Porto Maurizio consta di altri quattro nuclei esterni: la Marina con il Porto, la Foce allo sbocco del torrente Caramagna, la Crociera e la Fondura a ovest.

La Sezione Liguria dell’ Istituto Italiano dei Castelli organizza per il 25 settembre 2021  un’escursione a pagamento di un’intera giornata organizzata dalla  con il seguente programma:

Mattino

Parasio, ossia il centro storico medievale con la sua peculiare struttura a chiocciola ricco di chiese, palazzi antichi, giardini, vicoletti e scorci mozzafiato sul mare e sui monti.

Basilica di San Maurizio, la chiesa più grande di tutta la Liguria (oltre  3000 mq), la cui costruzione cominci  nel 1781 dopo la demolizione dell’antico duomo,  Logge di Santa Chiara affacciate sul mare azzurro, appartenenti al Monastero d clasura di Santa Chiara, fondato nel 1365 dalle Clarisse

Oratorio di San Pietro, con la sua bellissima facciata barocca, il più antico edificio religioso della città di Imperia.

Pomeriggio

Borgo di Montegrazie  (Santuario di Nostra Signora delle Grazie; Parrocchiale barocca).

Programma dettagliato/prenotazioni: Raffaella Saponaro Monti-Bragadin (cell. 3332128631)  Matilde Giletta (giletta.matilde@gmail.com, cell. 3343002129)

Presidente e Segretaria della Sezione Liguria dell’ Istituto Italiano dei Castelli

LOMBARDIA

Premiazione del concorso fotografico per le scuole “I castelli raccontano” e visite guidate al Castello di Grosio (17 settembre)

Nome del Sito: Castelli di Grosio (SO) 

Il complesso sorge su una collina verso nord, sulle pendici delle Alpi Retiche, circondata dai caratteristici terrazzamenti, ed è costituito da due castelli distinti, oggi a rudere: uno con la chiesetta di San Faustino a ovest e varie testimonianze della sua estensione (XI secolo); l’altro costruito a metà del XIV secolo dai Visconti a controllo del territorio a est. Il complesso è collegato con il Parco delle incisioni preistoriche, esistenti sulla Rupe Magna, la quale, con oltre 5000 figure incise dal IV al primo millennio avanti Cristo, costituisce la più estesa roccia alpina incisa dall’uomo.

Epoca di costruzione: XI e XIV secolo

Proprietà: Comune di Grosio

Giorno di apertura durante le Giornate: 17 settembre

Orari: alle 10 premiazione del concorso “I castelli raccontano” nella sede del “Parco incisioni rupestri e castelli di Grosio” con la partecipazione degli alunni e degli insegnanti dell’Istituto Comprensivo di Grosio e conversazione sulle fortificazioni di Giusi Villari e Guido Scaramellini.

Visita guidata riservata alle scuole nella mattinata e alle 14 visita gestita dalle guide del Parco incisioni rupestri con prenotazione (tel.: 346 333 1405; e-mail: info@parcoincisionigrosio.it)

Prenotazione obbligatoria, ingresso gratuito.

In collaborazione con: Istituto Comprensivo di Grosio e Parco delle incisioni rupestri di Grosio.

Informazioni: 3209667337 (sezione Lombardia IIC);

castellilombardia.segreteria@gmail.com; gius.villari@gmail.com Sito internet: http://www.istitutocastelli-lombardia.org/

https://www.facebook.com/istitutocastelli.lombardia/

Visite guidate alla Torre di Castionetto di Chiuro  e alle case fortificate del paese (18 settembre)

Nome del Sito: Torre di Castionetto di Chiuro (SO)

La torre, con funzioni di vedetta e di segnalazione sulla valle centrale, sorge su un’altura allo sbocco della val Fontana nelle Alpi Retiche, che chiudono a nord la Valtellina, ed è una delle più massicce della provincia di Sondrio (11 metri di lato). Appartenne ai Quadrio, potente famiglia ghibellina, che ha varie case fortificate anche nel sottostante borgo di Chiuro. Presenta in facciata la porta di accesso al secondo piano, com’è consueto per le torri isolate, il cui ingresso – per motivi di sicurezza – era possibile solo attraverso una scala retrattile. È stata recentemente restaurata. L’evento è in collaborazione con il Comune di Chiuro, Comunità montana della Valtellina di Sondrio, Guide “Viale delle formiche”, Biblioteca di Chiuro

Epoca di costruzione: XII secolo

Proprietà: Comune di Chiuro

Giorno di apertura durante le Giornate: 18 settembre

18 settembre ore 10, 11, 14, 15, 16 visite gratuite alla torre, accompagnate dalle guide del “Viale delle formiche” e da esperti della sezione Lombardia, con navetta gratuita in partenza dal paese di Chiuro, in collaborazione con il Comune.

18 settembre ore 11 e ore 15 visita alle case fortificate di Chiuro.

Visite guidate (SÌ): Il 18 settembre visite guidate gestite dalle guide locali e da esperti della sezione Lombardia con prenotazione (tel. 0342 484213; e-mail: biblioteca@comune.chiuro.so.it)

Prenotazione obbligatoria, ingresso gratuito.

Informazioni: 3209667337 (sezione Lombardia IIC); tel. 0342 484213 castellilombardia.segreteria@gmail.com; gius.villari@gmail.com

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Convegno e visite guidate nel Castello di Pavia (25 settembre)

Il Castello Visconteo di Pavia è il più importante e il più grande di tutta la Provincia.

Fu edificato da Galeazzo II Visconti tra il 1360 e il 1365, dopo la definitiva conquista della città, su progetto di Bernardo da Venezia. Il Castello fu concepito come sontuosa residenza dei signori di Milano e della loro corte.

L’imponente costruzione è a pianta quadrata, con cortile porticato interno e quattro torri sugli angoli (due delle quali scomparse nel 1527), circondato da un largo e profondo fossato e protetto da rivellini e ponti levatoi. Le facciate sono ingentilite e impreziosite dalle caratteristiche bifore viscontee, le cortine presentano uno dei primi apparati a sporgere dell’area. Il fortilizio è posto al limite nord della città ed era collegato all’attiguo enorme parco, esteso su ben 25 miglia di terreno, destinato a riserva di caccia dei Visconti, prima, poi degli Sforza. Anche dopo che la Signoria milanese si riunì in un’unica entità sotto Gian Galeazzo Visconti, il Castello di Pavia venne sempre utilizzato come sede principale della corte viscontea. Vi soggiornarono una folla di artisti, pittori, scultori, poeti, fra cui Michelino da Besozzo, il Bembo, Foppa, Pisanello ed altri ancora. Anche il Petrarca fu presente qui  per molto tempo per organizzare la famosa biblioteca, ricca di oltre mille codici. Ai Visconti subentrarono gli Sforza che diedero al complesso un nuovo sfarzo, specialmente nell’ala nord, che ospitava gli appartamenti ducali affrescati dal Pisanello, andata purtroppo distrutta nel 1527 dall’artiglieria francese.

Dopo la morte di Francesco Sforza inizi  la decadenza del grande complesso. Trasformato in caserma dagli spagnoli, ebbe a soffrire la rovinosa impronta di tutte le dominazioni straniere. Soltanto nel 1921, l’edificio fu liberato dalla destinazione a caserma per ritornare gradualmente all’antico splendore, anche se privo dell’intera ala a nord distrutta, appunto, nel 1527, grazie a radicali restauri che hanno valorizzato quanto era rimasto di originale.

Il Castello è ora proprietà del Comune di Pavia e sede delle Civiche Collezioni di Arte e Storia.

Epoca di costruzione: 1360-fine XV secolo

Proprietà: il Castello è ora proprietà del Comune di Pavia e sede delle Civiche Collezioni di Arte e Storia.

Orari: ore 9.30-12.30 convegno in presenza e in streaming “Bodo Ebhardt in Lombardia. Le trasformazioni dei castelli lombardi fra inizi Novecento e contemporaneità” nella sala conferenze al piano terra del Castello di Pavia; ore 15.00, visita guidata.

Visite guidate: alle 15.00 visita guidata del complesso del castello e delle sue strutture fortificate con punto di ritrovo all’ingresso dei Musei Civici: Castello Visconteo, Viale XI Febbraio 35, Pavia.

IL CONVEGNO

La sezione Lombardia dell’Istituto Italiano dei Castelli ha scelto come tema portante delle GNC 2021 una riflessione sulle trasformazioni subite dai castelli lombardi negli ultimi cento anni, dall’epoca di Bodo Ebhardt, architetto tedesco che scrisse una serie di volumi sui castelli italiani, fino ai giorni nostri.  Il Castello di Pavia e le sue torri sono analizzati e illustrati con particolare attenzione da Ebhardt, autore che ha fatto conoscere i castelli italiani in tutta Europa e a cui l’Istituto ha dedicato un convegno a Napoli nel 2019: abbiamo pensato perci  che questa potesse essere la sede più opportuna per ospitare un convegno sul tema. Anche il Castello scaligero di Sirmione, meta delle GNC lombarde di domenica 26 settembre, è stato illustrato da Ebhardt e sarà oggetto di una presentazione durante il convegno. Relatori del convegno saranno consiglieri nazionali e di sezione, delegati regionali, direttori di musei, soprintendenti e rappresentanti degli enti locali. L’evento è in collaborazione con il Comune di Pavia che lo patrocina.

Informazioni: 3342697064; 3497027944 castellilombardia.segreteria@gmail.com; galandramarco@gmail.com

http://www.istitutocastelli-lombardia.org/

https://www.facebook.com/istitutocastelli.lombardia/

Visite guidate alla darsena del Castello Scaligero di Sirmione (26 settembre)

Nome del Sito: Castello Scaligero di Sirmione (darsena fortificata)

La splendida ambientazione naturale e la eccezionale qualità delle strutture architettoniche conferiscono a questo complesso fortificato una straordinaria suggestione. Il Castello Scaligero di Sirmione è un importante esempio di fortificazione lacustre e fu edificato nella seconda metà del Trecento ad opera della famiglia dei della Scala che domin  su Verona e il suo territorio tra XIII e XIV secolo. La tipologia costruttiva è riconducibile secondo gli studi più recenti all’epoca di Cansignorio e di Antonio II Della Scala (360-1380 ca.). La rocca fu presumibilmente costruita secondo un progetto unitario che comport  anche la realizzazione della darsena fortificata dove accogliere la flotta.

Dal XVI secolo sotto il dominio di Venezia l’importanza strategico difensiva di Sirmione diminuì a favore della fortezza di Peschiera del Garda. in epoca napoleonica e austriaca il castello fu utilizzato come deposito di armi e vettovaglie e alloggio per le truppe. In seguito ospit  gli uffici comunali, l’ufficio postale, l’alloggio dei Carabinieri e un piccolo carcere.  Nel 1917 il complesso pass  sotto la tutela del Ministero della Pubblica Istruzione che fece eseguire importanti lavori di restauro.

Tipiche dell’architettura scaligera sono le torri scudate, ossia aperte verso l’interno, imponente è il mastio alto 37 metri, mentre la darsena è un eccezionale esempio di fortificazione portuale del XIV secolo. La darsena ha la forma di un trapezio irregolare probabilmente dovuta alla necessità di proteggere lo specchio d’acqua dal vento di tramontana, il “pelèr”. Due camminamenti la percorrono su tre lati: quello superiore per la difesa delle milizie e quello inferiore per l’attracco delle barche.  Il bacino lacustre interno nel corso dei secoli fu interrato dall’accumulo di detriti e solo dopo i restauri del 1919 torn  ad accogliere l’acqua del lago. Recentemente il Polo Museale Regionale della Lombardia ha intrapreso importanti lavori di restauro dell’area.

L’attività è svolta in collaborazione con la Direzione regionale Musei Lombardia che gestisce la struttura e che la inserirà nelle Giornate Europee del Patrimonio. Nel periodo di chiusura al pubblico è stato avviato, e in parte completato, il progetto di restauro dei prospetti esterni della darsena. I lavori sono stati documentati da filmati che saranno presentati insieme ad un approfondimento sulla storia del complesso fortificato in occasione del Convegno di Pavia del 25 settembre.

“in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio che si terranno il 25 e 26 settembre – in coincidenza con le Giornate Nazionali dei Castelli – la Direzione regionale sta organizzando un’apertura straordinaria della darsena, chiusa al pubblico ormai da inizio pandemia per la difficoltà di garantire il necessario distanziamento. Grazie al piano di valorizzazione finanziato dal Ministero della Cultura sarà infatti possibile partecipare a visite guidate per piccoli gruppi, accompagnati dagli architetti e storici dell’arte che lavorano nel museo. Nella stessa occasione, in concomitanza con gli eventi organizzati dall’Istituto Italiano dei Castelli, verranno anche presentati alcuni video che racconteranno il cantiere di restauro, consentendo al pubblico di comprendere il lavoro svolto dietro le quinte da tecnici e restauratori.

Epoca di costruzione: seconda metà XIV secolo

Proprietà: statale

Giorno di apertura durante le Giornate: 26 settembre

Orari: nella mattinata di domenica 26 settembre a partire dalle ore 9.00 alle 13.00

Visite guidate da architetti e storici dell’arte per piccoli gruppi in numero contingentato e in ottemperanza alle normative vigenti.

Prenotazione obbligatoria, ingresso gratuito per i soci dell’Istituto Italiano dei Castelli)

Informazioni: 3209667337 (sezione Lombardia IIC). castellilombardia.segreteria@gmail.com; gius.villari@gmail.com Sito internet: http://www.istitutocastelli-lombardia.org/

https://www.facebook.com/istitutocastelli.lombardia/

MARCHE

Culla di storia, arte, cultura e natura. Questa è l’essenza, questa è l’anima di Fossombrone, un’antica cittadina di origini romane, a metà strada tra l’Adriatico e gli Appennini. Una cittadina gentile, in cui tratti rinascimentali si legano intimamente all’antica Roma, dove l’incanto della natura e della madre terra incontaminata si sposa con il fascino dell’arte. Il modo migliore per conoscere Fossombrone è percorrere le sue vie: vagando fra vicoli, portici e scalinate è possibile scoprirne i segreti ed apprezzarne il fascino unico. Corso Garibaldi, che con i suoi palazzi nobiliari e il suo doppio portico attraversa tutto il centro storico è l’itinerario ideale. Una città modellata dalle sapienti mani degli artigiani, dai sapori e dagli aromi della tradizione, delle innumerevoli offerte enogastronomiche, dagli inebrianti vigneti che la cingono. Una città votata all’armonia delle antiche note musicali, nella quale il passato si fa presente con le rievocazioni storiche che ci trasportano in secolari atmosfere rinascimentali.

Itinerario 1: Rocca malatestiana

Epoca di costruzione: 1200

Proprietà: Comune di Fossombrone

Giorno di apertura: 25 settembre 2021

Orari: dalle 10 alle 13 / dalle 15.30 alle 18.30, visite libere gratuite senza prenotazione

Città più importante della media valle del Metauro, Fossombrone si presenta adagiata su di un colle sovrastato dai resti della Rocca Malatestiana. Nella seconda metà del Milletrecento i Malatesta ampliarono e trasformarono il già esistente fortilizio papalino duecentesco in una rocca con cinta muraria a pianta quadrilatera e torrioni angolari. Nel 1444, quando il feudo di Fossombrone pass  a Federico da Montefeltro, la rocca divenne uno dei capisaldi del sistema fortificato dello Stato di Urbino. Sotto il Conte Federico, la rocca assunse il suo assetto definitivo, adeguandosi alle esigenze militari e alle nuove tecniche difensive conseguenti all’uso delle armi da fuoco, ossia delle bombarde. A questi interventi risalgono, in particolare, la trasformazione del torrione sudoccidentale in piccolo bastione con alto saliente (1447), e l’introduzione di un possente rivellino dal profilo carenato al centro del lato meridionale (1470), tipico degli schemi architettonici di Francesco di Giorgio Martini. La rocca fu smantellata nel 1502 per ordine di Guidobaldo da Montefeltro, perché non cadesse nelle mani del Valentino. Furono abbattuti gli spalti perché il posizionamento di bombarde su di questi avrebbe dato la possibilità agli invasori di danneggiare la città colpendola dall’alto Malgrado la distruzione sono riconoscibili i possenti torrioni angolari, il mastio e la caratteristica pianta a “tartaruga” dovuta all’intervento dell’architetto senese. Abbandonato, il complesso fortificato cadde in rovina; alla metà del ‘700 fu costruita al suo interno la chiesa di San Aldebrando incorporando una preesistente cappellina che nel ‘400 i Malatesta avevano fatto costruire e ornare con affreschi attribuiti Antonio Alberti da Ferrara.

Itinerario 2: Corte Alta – MUSEO ARCHEOLOGICO E PINACOTECA (Via del Verziere, 4)

Epoca di costruzione: 1464

Proprietà: Comune di Fossombrone

Giorno di apertura: 25 settembre 2021

Orari: dalle 10 alle 13 / dalle 15.30 alle 18.30: Visita accompagnata senza prenotazione

Costo d’ingresso: Intero € 6 – Gruppi superiori a 10 persone € 5

Il Palazzo venne fatto edificare da Federico da Montefeltro dopo il 1464, attraverso diverse fasi di accrescimento, nelle quali si riscontra la mano di Francesco di Giorgio Martini. Con Guidubaldo da Montefeltro e la moglie Elisabetta Gonzaga, l’edificio fu ulteriormente ingrandito e assunse il ruolo di residenza di delizie e svaghi come attesta la grande e rara scenografia teatrale che occupa tutta la parete di fondo del salone del Trono. L’interno della Corte Alta è oggi sede della Pinacoteca Civica e del Museo Archeologico.

Itinerario 3: Chiesa di San Filippo (Corso Garibaldi, 140)

Epoca di costruzione: 1608

Proprietà: Comune di Fossombrone

Giorno di apertura: 25 settembre 2021

Orari: dalle 10 alle 13 / dalle 15.30 alle 18.30

Visita accompagnata senza prenotazione

Costo d’ingresso: € 2

Eretta tra il 1608 e il 1613 come scioglimento del voto espresso dai cittadini di Fossombrone per la nascita di Federico Ubaldo Della Rovere, ultimo erede dei Duchi di Urbino, la splendida chiesa barocca di San Filippo ha al suo interno dipinti di Francesco Guerrieri, Claudio Ridolfi, Giuseppe Diamantini.

Itinerario 4 – Casa Museo e Quadreria Cesarini (Via Pergamino, 24)

Epoca di costruzione: 1500

Proprietà: Comune di Fossombrone

Giorno di apertura: 25 Settembre 2021

Orari: dalle 10 alle 13 / dalle 15.30 alle 18.30, Visita accompagnata senza prenotazione

Costo d’ingresso: Intero € 4 – Gruppi superiori a 10 persone € 3

La Casa Museo e Quadreria Cesarini è costituita da due edifici contigui, la cui costruzione risale al XVI secolo. Il suo ultimo abitante, il notaio Giuseppe Cesarini, adatt  le sale per esporvi le opere d’arte figurativa del ‘novecento’ in gran numero collezionate. Alla scomparsa del notaio Cesarini, nel 1977, i due palazzi con tutto il patrimonio d’arte passarono per suo volere al Comune di Fossombrone, che da allora ne è custode.

Contatti Ufficio turistico Fossombrone: 0721 723263 / 340 8245162

Email: puntoiat@comune.fossombrone.ps.it

www.comune.fossombrone.ps.it/vivere-fossombrone/turismo/

https://www.facebook.com/puntoIAT.fossombrone1

https://www.instagram.com/puntoiatfossombrone/

MOLISE

La sezione del Molise dell’Istituto Italiano dei Castelli ha scelto il Castello Monforte di Campobasso per l’edizione 2021 delle Giornate Nazionali dei Castelli. Il Castello fu costruito da Ugo II di Molise, nel XII secolo su un precedente castrum longobardo addossato alle mura ciclopiche di un antichissimo insediamento sannitico.

Il Castello assunse la forma attuale dopo la ristrutturazione operata da Cola di Monforte successiva al terremoto del 1456. Sito in posizione dominante controlla la città sottostante e il territorio, è a pianta quadrangolare con un Mastio parallelepipedo innestato sulla cinta muraria a nord-ovest.

Nel XV secolo le torri poste agli angoli furono trasformate in bastioni con aperture necessarie per la sistemazione delle bombardiere (fonte: Atlante Castellano del Molise).

Nelle due giornate saranno presenti in esso i soci molisani che lo hanno studiato per dare informazioni secondo il programma e con le modalità che saranno indicate alla vigilia dell’evento.

Sulle pagine FB dell’Istituto e le altre condivise dai soci, sarà diffuso un documentario sui castelli del Molise ricco di riprese aeree effettuata con droni e commentate dagli esperti dell’Istituto.

A Pescolanciano, grazie alla collaborazione dell’associazione Intramoontes, sarà possibile visitare il Castello d’Alessandro che ospita la mostra permanente sui castelli molisani.

Indirizzo Castello di Monforte: Viale delle Rimembranze, 86100 Campobasso CB

Date e Orari: 25-26/09/2021 orari da concordare

Visita guidata con ingresso gratuito a prenotazione obbligatoria via email

Email: molise@istitutoitalianocastelli.it, molisecastelli@gmail.com

https://www.facebook.com/IstitutoItalianoCastelliMolise

www.istitutoitalianodeicastelli.it

PIEMONTE

Nella giornata di domenica 26 settembre, la sezione Piemonte – Valle d’Aosta IIC, in collaborazione con la delegazione di Cuneo, organizza a Priero (CN) un evento che prevede, in modalità eccezionalmente gratuita, le visite al borgo medievale, alla chiesa di Sant’Antonio, con campanile e sottostante cappella, al teatro – ex Confraternita tardomedievale –, tutti in apertura straordinaria per l’occasione, e la salita alla torre maestra delle mura dell’abitato. Il ritrovo è fissato per le ore 15.00 in piazza Cavallo, davanti alla parrocchiale.

Sono molte le evidenze medievali che si incontreranno nel corso della visita: il borgo, fondato dai marchesi di Ceva nel 1387, venne protetto da mura, munite di torri angolari. Dalla cima della torre trecentesca di difesa posta a nord-est, dotata di caditoie, sarà possibile apprezzare l’assetto a impianto regolare dell’abitato, attraversato da via Roma, e il paesaggio circostante.

Informazioni: 329-6673023.

PUGLIA

Il Castello di Trani è uno dei più importanti e, nonostante le mutazioni subite, uno dei meglio leggibili tra quelli fatti erigere dall’imperatore Federico II di Svevia. La sua fondazione, su un banco roccioso di quota sensibilmente ribassata rispetto alla terra ferma e probabilmente isolato fin dall’origine, comport  la distruzione di un modesto avamposto di vedetta, una piccola torre di guardia riferibile ai secoli X – XI, rinvenuta sotto il piano di calpestio dell’attuale ingresso.

I lavori di costruzione del castello svevo voluti da Federico II nel 1233, come attesta l’iscrizione ubicata sul portale nel cortile occidentale, progettati da Filippo Cinardo conte di Acquaviva e di Conversano e realizzati da Stefano di Romualdo Carabarese, terminarono nel 1249, secondo quanto riportato da una ulteriore iscrizione posta sul portale ovest della cinta muraria.

Nel castello Manfredi celebr  le sue seconde nozze con Elena Comneno proveniente dall’Epiro, la quale, dopo la disfatta di Benevento e la conseguente perdita del marito vi si rifugiava con i figli, prigioniera di Carlo d’Angi . Durante i regni di Carlo I e Carlo II d’Angi , Pietro d’Angicourt eseguì opere di ampliamento della fortezza. L’intervento di fortificazione delle mura si realizzava durante il regno di Giovanna II che ribadiva la proprietà regale del castello. Ulteriori interventi restaurativi si resero necessari per ottemperare alle esigenze dell’uso della polvere da sparo e quindi sostituire la difesa piombante con quella radente. Nell’ambito di tali  interventi fu costruito il bastione a lancia nell’angolo sud-ovest, voluto dal viceré Pietro di Toledo per proteggere con tiri di fiancheggiamento le murature perimetrali, ricostruito integralmente il lato sud, demolito il porticato svevo e realizzati due piani superiori. Dal 1496 al 1530, la città di Trani passava ai Veneziani che intervenivano sul castello con la fortificazione delle mura e la chiusura di due porte sul lato mare al fine di rendere il maniero maggiormente inespugnabile. Nel 1533, su ordine del capitano Ferdinando d’Alarçon, inviato da Carlo V, si verificava la trasformazione cinquecentesca del maniero come attesta la lapide nel cortile centrale. Una ulteriore iscrizione datata 1553, posta sull’architrave dell’attuale portale d’ingresso, attesta lavori di restauro fatti eseguire da Giorgio Manriquez. Dal 1585 nel castello si trasferiva, per ordine del re Filippo II, la sede della Sacra Regia Udienza della provincia di Bari e nel 1677 il maniero ritornava al ruolo di presidio militare. Il 6 giugno 1831, per ordine del re Ferdinando II di Borbone, il castello pass  dal Ministero della Guerra e Marina al Ministero degli Interni che nel 1832 lo destin  a carcere. Notevoli trasformazioni agli ambienti interni e alle strutture esterne si verificarono dal 1841 al 1848, epoca alla quale risalgono la sostituzione del ponte levatoio con l’attuale passaggio su arcate in muratura, la realizzazione della cappella nel cortile centrale e della torre dell’orologio sull’ingresso principale.

Restaurato nel 1979 dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici della Puglia,  è stato aperto al pubblico il 5 giugno 1998. I lavori di restauro hanno messo in luce le strutture stratificate del castello, che la destinazione carceraria aveva nascosto sotto una spessa ed omogenea guaina di intonaci. Il restauro  ha risanato la grande struttura, corredandola degli impianti necessari alla odierna fruizione. I Durante i lavori sono state eliminate le superfetazioni ottocentesche che ne soffocavano gli spazi interni ed esterni ed alteravano il nitido profilo delle cortine e delle torri; sono state ripristinate le aperture originarie esistenti, ancorché tompagnate, le scale delle torri, i percorsi originari, primo fra tutti l’accesso da occidente all’interno del castello, svuotando il terrapieno ad eccezione di un’ultima sezione, consolidata, cui si addossa il palazzo cinquecentesco delle case matte, nei cui ambienti di piano terra si riscontrano i pilastri del porticato medioevale, rimasti inglobati nelle pareti d’ambito.

Il restauro, effettuato con fondi ministeriali  e con un cofinanziamento della UE, ha reso leggibile il monumento attraverso il tempo, nel rispetto dei dati superstiti. Le sale e i cortili oggi ospitano concerti e convegni, mostre e spettacoli.

Incontro: IL CASTELLO DI TRANI: Storia e restauri (Sabato 25 settembre ore 10) Indirizzo Piazza Manfredi Re,16 – 76125 – Trani – Italia

Visita guidata  con ingresso gratuito  prenotazione obbligatoria via email domenica

26 settembre ore 10,00

Email drm-pug.castelloditrani@beniculturali.it, a.calderazzi@gmail.com

https://www.facebook.com/groups/507816719344168

SARDEGNA

La Sardegna invita a scoprire uno dei borghi più belli d’Italia, Laconi, situato nel cuore della regione a ridosso della Barbagia con il Parco Aymerich dove alle rare essenze arboree ed un eccezionale percorso guidato storico-paesaggistico si affiancherà la scoperta del castello omonimo che risale al XI secolo oltre che una vasta rete di altri appuntamenti per dedicare all’isola un intero week-end.

Nella giornata 26 settembre sono in programma diverse iniziative di carattere scientifico, divulgativo e ricreativo.

L’iniziativa si ispira allo slogan “Un patrimonio per tutti” proposto dalle Giornate Europee del Patrimonio. Il filo conduttore della giornata sarà l’accessibilità al patrimonio culturale. L’iniziativa è organizzata nello spirito dell’inclusività e coinvolge il Cagliari Accessibility Lab, le Istituzioni regionali e locali e molte associazioni impegnate in questo ambito che hanno collaborato con entusiasmo per costruire insieme una giornata speciale, caratterizzata da diversi livelli di accessibilità motoria, sensoriale e linguistica.

Gli studenti del Convitto Nazionale di Cagliari animeranno la giornata con momenti di musica e letture e illustreranno le peculiarità del parco e le rovine del castello in lingua italiana, inglese, francese e tedesca, con il supporto del personale di FORESTAS e degli interpreti nella lingua dei segni italiana. Gli studenti del CELCAM coglieranno in un video i momenti più significativi della giornata. Tutti i visitatori sono invitati a vivere questa esperienza nello spirito dell’accoglienza, della sensibilità e della partecipazione, perché il patrimonio sia veramente per tutti!

Dettagli delle visite, orari e appuntamenti saranno consultabili anche sulla pagina facebook della sezione Sardegna  https://www.facebook.com/IICSardegna.

SICILIA

Messina

Una interessante e bellissima passeggiata al Castello del Forte SS. Salvatore, fortezza costiera costruita dal Fanzago nel 1546lungo la cortina muraria esterna in riva al mare all’ingresso del porto di Messina; ed alla lanterna del Montorsoli, uno dei più antichi fari d’Italia. Entrambi i siti sono di proprietà del Demanio Militare, all’interno del Comando Logistico della Marina Militare a Messina, che lo mantiene con grande cura; e non accessibili al pubblico. Il 9 Agosto 2019 è stata inaugurata l’illuminazione permanente della cortina muraria esterna del Forte da un progetto nato dall’IIC, Sezione Sicilia-Delegazione Messina, in collaborazione con la Marina Militare.

Programma 26 settembre 2021

Ore 10.30  Saluti:

Capitano Lauria Comandante  della base navale;

Sindaco di Messina avv. Cateno De Luca;

Michaela D’Alcontres Marullo, v.Pres. IIC e delegata provincia di Me

Ore 11.00 Conferenza a cura del Prof. Arch. Nicola Aricó, Professore Ordinario di

Storia dell’Architettura presso l’ Università di Messina

Ore 11.45  conversazione con il Contrammiraglio Santo Giacomo Legrottaglie

Ore 12.00 Visita guidata al Forte SS.Salvatore a cura del Prof. Franz

Riccobono Vicepresidente della Fondazione Patrimonio UNESCO Sicilia e componente del Consiglio Regionale dei Beni Culturali.

Passeggiata lungo la cortina muraria settentrionale del castello   di recentemente illuminata da IIC in collaborazione con la Marina Militare e visita agli spalti della torre Campana

Ore 13.30 Pranzo presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare di Messina

Ore 15.00 Passeggiata per la base e visita alla Lanterna del Montorsoli

Ore 18.00 Santa Messa nella Cappella dedicata a Santa Barbara celebrata dal primo cappellano militare capo don Andrea Di Paola

Piazza Armerina

Il centro storico della città di Piazza Armerina occupa il pianoro e i fianchi del monte Mira; questo è dominato dalla mole della cattedrale e, affacciato sul versante meridionale, da castello aragonese.

La posizione consente il controllo di un vasto territorio e soprattutto delle ampie vallate tra le colline circostanti, attraversate dalle importanti vie di comunicazione dell’interno della Sicilia, che si incrociavano nei pressi di Piazza Armerina. Nello stesso tempo lo sguardo si allarga fino ai castelli di Mazzarino, Butera, Enna, Troina e di altri insediamenti fortificati, oggi non più esistenti.

Sul sito, posto pressoché all’esterno dell’antico nucleo normanno e prima ancora bizantino, i francescani avevano edificato un convento già a partire dal sec. XIII. Piazza Armerina era già dotata di un castello, probabilmente di origine bizantina, sul lato opposto del pianoro del colle Mira; re Martino I (1392-1396) ritenendo più idoneo il sito a sud decide di costruire il nuovo castello (da qui l’appellativo “aragonese”), consentendo ai religiosi di trasferire il proprio convento sul sito del fortilizio bizantino, ove ancor oggi si trova il complesso del convento San Francesco, accanto all’attuale Episcopio, entro cui sono ancora visibili tratti di un muro della preesistente struttura bizantina.

Il nuovo castello sarà affidato alle cure di castellani di nomina regia fino al 1438, quando re Alfonso ne concede la castellania ad Alfonso de Cardines, i cui eredi saranno proprietari del maniero, tranne per qualche decennio nel sec. XIX, fino a cederne la proprietà; attualmente ne è proprietario un Socio dell’Istituto Italiano dei Castelli della Sezione Sicilia.

Giorni di apertura durante le Giornate 

Sabato 25 Settembre

Conversazione sul castello sabato 25 ore 17.30

Cena Medievale (all’aperto: soggetta a restrizioni Covid e meteo) ore 20.15: su prenotazione (euro 25)

Orari di visita

Sabato ore 10-13, 16-19.30

Visite guidate su prenotazione a gruppi di massimo 25 persone, offerta libera per la manutenzione del sito

Info e prenotazioni: consorzioturisticocopat@gmail.com

TOSCANA

FIRENZE MEDIEVALE

I due eventi delle Giornate Nazionali dei Castelli 2021 promosse dall’Istituto Italiano dei Castelli – Sezione Toscana sono inseriti nell’ambito del Festival delle Associazioni Culturali Fiorentine.

Primo evento

Venerdì 24 settembre dalle ore 15.45, nell’ambito del Festival delle Associazioni Culturali Fiorentine, nella Biblioteca delle Oblate – Sala Sibilla Aleramo – Via dell’Oriuolo, 24, Firenze, verrà tenuta una conferenza dal Prof. Arch. Domenico Taddei (Vice-Presidente della Sezione Toscana IIC e past-Presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto Italiano dei Castelli) dal titolo “Porte-torri e mura di Fiorenza”, sulla seconda cerchia medievale della cinta muraria (tratti ancora esistenti: da Porta San Miniato a Piazza Tasso e da Piazza Tasso al Torrino Santa Rosa) e le porte-torri (porte ancora visibili: Porta alla Croce, Porta San Gallo, Porta a Faenza, Porta a Prato, Porta San Frediano, Porta Romana, Porta San Giorgio, Porta San Miniato, Porta San Niccol ) che furono iniziate nel 1284 su progetto di Arnolfo di Cambio e completate nel 1333.

Epoca di costruzione: XIII e il XIV secolo

Proprietà: pubblica e privata

Giorno: 24 settembre 2021

Orario: 15:45 – Biblioteca delle Oblate – Sala Sibilla Aleramo – Via dell’Oriuolo, 24, Firenze

Visita guidata gratuita con prenotazione obbligatoria

Informazioni: segr.sezionetoscana@libero.it

Secondo evento

Domenica 26 Settembre verrà organizzato un tour guidato dal Prof. Arch. Domenico Taddei (Vice-Presidente della Sezione Toscana IIC e past-Presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto Italiano dei Castelli) per osservare le medievali “Torri di Fiorenza”, nel centro storico (Firenze). Ritrovo ore 10:00 in Piazza Strozzi, sosta in Piazza Davanzati (Davizzi) con spiegazione della tipologia di un “palatium” e di una “torre e casa -torre” tra XIe XV secolo: gli elementi costitutivi e stilistici con la visita esterna alle torri.

Epoca di costruzione: XI e il XIV secolo

Proprietà: pubblica e privata

Giorno: 26 settembre 2021

Orario: 10:00, Piazza Strozzi

Visita guidata gratuita con prenotazione obbligatoria Informazioni: segr.sezionetoscana@libero.it

Torri meta del tour:

  • – Strozzi, prima Soldenieri, via Monalda, 15r
  • – “Rognosa”, Monaldi, via Porta Rossa, 19
  • – Foresi, via Porta Rossa, 15
  • – Palazzo Davanzati, Piazza Davanzati
  • – Buondelmonti, via delle Terme, 13r
  • – Acciaioli, prima Buondelmonti, borgo Santi Apostoli, 8
  • – “Consorti”, Lungarno Acciaioli, 2
  • – “Bigoncia”, Amidei, via Por Santa Maria, 9r
  • – Baldovinetti, borgo Santi Apostoli, 4r 10 – Gherardini
  • – Saltarelli, Piazza dei Salterelli, 4.
  • – della Vacca, Foraboschi, poi “di Arnolfo”, Piazza della Signoria
  • – Cerchi, via del Canto alla Quarconia angolo via de’ Cerchi
  • – Caligai, via dei Tavolini, 1r
  • – Caligai, via de’ Cerchi, 11r
  • – Della Bella, via dei Tavolini, 2
  • – “Boccadiforno”, Della Bella, via dei Tavolini, 4r

18_“Boccadiferro”, poi “della Castagna”, Piazza san Martino, 1

19_“Volognana”, Boscoli, via del Proconsolo angolo via Ghibellina

20 – 21 –Donati, via del Corso, 33r e 46r

  • – “Bottaccio”, Ghiberti, Cavicciuoli, Erbolotti, via del Corso, 48r
  • – “Torre Nuova”, Ghiberti, Cavicciuoli, Erbolotti, via Santa Elisabetta 24 – “Pagliazza”, Piazza Santa Elisabetta 25 – Visdomini, via delle Oche, 14r.

26 – Adimari, via dei Calzaioli, 11/13

TRENTINO ALTO ADIGE

Castel Trostburg, situato su un’altura sopra il paese di Ponte Gardena, è uno dei più grandiosi complessi fortificati dell’Alto Adige. La storia della rocca risale al XII secolo, quando venne menzionata per la prima volta nel 1173 come sede di un “Cunrat de Trosperch” (Konrad di Trostberg), discendente dai Signori di Castelrotto. Nel 1290, i Conti del Tirolo acquistarono la struttura dai Signori di Velturno, i quali di seguito impegnarono questa ai Signori von Wolkenstein. E proprio quest’ultimi, proprietari del castello per oltre 600 anni, ampliarono autorevolmente il castello facendo aggiungere grandi e signorili spazi di rappresentanza. Durante questo periodo, il famoso menestrello Oswald von Wolkenstein visse nel castello (1377 – 1445).

Tra il XIV ed il XVI secolo, la struttura venne ampliata considerevolmente. Nel XVII secolo, il castello venne ulteriormente ampliato per volere del barone Engelhard Dietrich von Wolkenstein, al quale si deve anche l’aspetto rinascimentale dell’edificio. Nel 1981, Castel Trostburg è entrato in possesso dell’Istituto dei Castelli dell’Alto Adige, salvandolo così dalla rovina. Quest’associazione si impegna per conservare il carattere ed il fascino unico del castello e contemporaneamente di permettere l’accesso al pubblico. Dal 2005, il castello ospita il Museo dei Castelli dell’Alto Adige. Il complesso è ben conservato, grazie anche agli impegnativi lavori di ristrutturazione.

All’interno potrai vedere elementi dall’età romanica a quella barocca, come finestre e porte ad arco, cammini di ronda gotici, sale pompose, pannellature del XVI e XVII secolo, e opere di stucco e mobili rinascimentali. Notevoli sono soprattutto la bellissima stube gotica con la sua volta trilobata, gli affreschi tardogotici e la ricca biblioteca, tra le più ricche e famose dell’epoca. E come si raggiunge Castel Trostburg? Il castello è accessibile solo a piedi: il Sentiero Trostburg conduce da Ponte Gardena (parcheggio) lungo un sentiero lastricato dell’epoca medioevale in 15 minuti al castello. Via Burgfrieden invece è meno ripida, ma anche più lunga (30 minuti).

Programma 25 settembre 2021

Convegno: Restauro dei castelli: esperienze a confronto ore 9-17

Visita guidata gratuita (max 50 posti): ore 16-17

Il convegno è gratuito con prenotazione obbligatoria via mail (max 50 posti)

Pranzo: per gli iscritti al convegno con prenotazione obbligatoria via mail e pagamento anticipato la mattina del convegno (euro 25)

UMBRIA

ll castello di Montecolognola, pittoresco e delizioso borgo medioevale che si affaccia in posizione strategica sul lago Trasimeno, conserva quasi intatto il suo primitivo aspetto, mura e porte d’ingresso risalgono ai primi del Trecento. La fortificazione presenta una cinta muraria a forma elissoidale e un impianto urbano a schema rettangolare, al cui interno sorge la interessante chiesa trecentesca di S. Maria Annunciata, a pianta quadrangolare; piccolo scrigno che conserva dipinti di artisti umbri dal XIV al XVI secolo; nella laterale cappella di Santa Lucia si trova un interessante affresco del futurista perugino Gerardo Dottori, uno dei primi ideatori dell’aeropittura.

Nella seconda metà del XIII sec. gli abitanti di Pian del Carpine (oggi Magione) si ribellarono ai Cavalieri Gerosolimitani, che avevano il controllo di parte del territorio intorno al lago, e si insediarono sulla sommità del colle che si erge dietro l’abitato principale dell’odierno paese. Nel 1261 la rivolta fu sedata dai Gerosolimitani che infersero un duro colpo ai rivoltosi, desiderosi di affrancarsi dalla sudditanza dei Cavalieri. Benché sconfitti, gli abitanti di Pian del Carpine continuarono la loro lotta fino a quando nel 1290, sotto l’egida del Comune di Perugia, fu iniziata l’edificazione del castello di Montecolognola, terminato in breve tempo (1312) grazie all’apporto operativo dell’intera comunità, che ottenne così l’indipendenza tanto desiderata. La possente cinta muraria lo rese un solido baluardo contro i nemici tanto da divenire l’insediamento principale di quest’area, pronto ad accogliere in caso di necessità gli abitanti di Pian del Carpine. Il castello di Montecolognola, nonostante gli assedi che dovette subire, rimase il centro politico ed amministrativo di riferimento della zona fino alla metà del XVII sec., quando fu sostituito da Magione che riprese il predominio dell’area, decretando un lento ed irreversibile declino del borgo fortificato. Ancor oggi, grazie ad un sapiente intervento di ristrutturazione voluto fortemente dall’attuale amministrazione comunale di Magione, è possibile ammirare l’imponenza dei cinque bastioni perimetrali e delle due porte, una a nord e l’altra a sud; quest’ultima, che costituì l’ingresso principale, era dotata di un ragguardevole ponte levatoio, di cui ancor oggi sono ben visibili gli scassi, e di una seconda porta più arretrata destinata a chiudere eventuali assalitori in uno spazio ristretto nel quale difficilmente avrebbero potuto difendersi.

VENETO

Il Forte San Felice costituisce un patrimonio storico-ambientale di incommensurabile valore. Situato in una posizione unica tra mare, laguna e città di Chioggia, racchiude in sé una storia di 650 anni. Vanta il primato di essere il forte più antico della laguna di Venezia, con la costruzione del Castello della Luppa, nel 1385, come protezione della città e delle sue preziose saline dopo gli esiti infelici della Guerra di Chioggia tra Venezia e Genova. Precedentemente vi era una fortezza lignea, data alle fiamme proprio nella guerra del 1379. Sulle sue ceneri, sorse isolato nella barena il Castello (mastio e torre), costruito in mattoni e pietra, con muri spessi oltre i 2 metri. Nel ‘500 si decise di costruire una cinta muraria attorno al Castello; sono i bastioni a forma di stella, con addossati terrapieni, che con la loro geometria, respingono i colpi d’artiglieria e proteggono allo stesso tempo il Castello dalle pesanti mareggiate stagionali. Nel corso dei secoli il Forte si riempie di edifici: uno su tutti, il maestoso Portale sulla laguna in fronte alla città, in bianca pietra d’Istria, opera nel 1704 dell’architetto Tiràli, simbolo del Forte e suo unico accesso fino a dopo la 2^ guerra mondiale. Le dominazioni che susseguono la caduta della Repubblica di Venezia, si approprieranno del Forte, costruendo edifici sempre diversi, che lo rendono un vero e proprio catalogo delle costruzioni militari: castello medievale, polveriere veneziane, blockhaus austriaci, casermette francesi, bunker italiani e tedeschi, percorsi e gallerie, porte d’acqua. Caratteristica è la presenza da secoli della pianta di liquirizia, che con le sue imponenti radici serve a compattare il terrapieno dei bastioni. Il Forte oggi è ancora proprietà della Marina Militare Italiana, usato come sede della Reggenza Fari del compartimento marittimo di Chioggia, nonostante che il contingente militare abbia lasciato il Forte nel 1979 e che io storico faro funzionante dalla fine del 1800 sulla torretta del Castello sia stato spostato presso la diga in spiaggia nel 1993.

Il Forte è sempre stato militare e perci  inaccessibile al pubblico. Dal momento in cui l’ultimo contingente della Marina militare ha lasciato il Forte nel 1979, rimanendovi soltanto la presenza dell’addetto alla Reggenza Fari, cominci  il suo degrado progressivo: gli edifici storici abbandonati cedono gradualmente all’assalto delle intemperie e si sviluppa la vegetazione infestante. Con l’obiettivo del suo recupero, nel 1999 si form  il Comitato per il Forte San Felice, aprendo il forte per la prima volta a visite pubbliche in accordo con la Marina. Subito dopo per  le visite non furono più autorizzate per i problemi di sicurezza dovuti alla precarietà degli immobili. Il Comitato ha continuato ad impegnarsi per valorizzare la fortezza, ma anche il patrimonio storico e ambientale limitrofo, come i murazzi e il territorio urbano del centro storico. La finalità ultima del Comitato è la salvaguardia del Forte e dell’ambiente circostante, lottando per un suo restauro e riutilizzo per finalità culturali. Il Comitato si è fatto promotore di campagne per la sua salvaguardia, raccogliendo per i censimenti dei Luoghi del Cuore del FAI 18.000 firme/voti nel 2014 (15° posto nazionale) e ben 25.122 nel 2016 (9° posto nazionale). Su questa spinta si sono riattivate le visite (all’esterno degli edifici) ed infine è stato sottoscritto nel gennaio 2018 un protocollo d’intesa tra Ministero Difesa, Ministero Infrastrutture e Trasporti, Agenzia del Demanio, Soprintendenza e Comune di Chioggia, che prevede la smilitarizzazione del Forte e l’inizio del suo recupero per uso pubblico utilizzando I fondi delle misure compensative del MOSE. Un Tavolo tecnico tra gli Enti presiede alla realizzazione di quanto previsto dal protocollo. Sono già in corso i lavori per realizzare il progetto per un  primo stralcio (restauro del portale monumentale e realizzazione percorsi di visita sui terrapieni dei bastioni); i progetti  per il restauro del blockhaus e della polveriera veneziana sono stati approvati a fine luglio e si è in attesa del progetto per il Castello. Il Comitato per il Forte San Felice continua ad impegnarsi organizzando col Comune di Chioggia visite guidate , convinto che solo con la conoscenza diretta e con la partecipazione dei cittadini si possa giungere al recupero e alla piena valorizzazione del Forte.

Il sistema difensivo della Laguna di Venezia, delineatosi dalla fine del XIV secolo alla Grande Guerra, per vastità geografica e assortimento tipologico rappresenta un unicum a livello europeo. Tuttavia, fra le decine di forti, polveriere, trinceramenti, batterie, isole fortificate e altre opere di difesa costruite nel corso dei secoli, svettano per importanza strategica, arditezza ingegneristica e valenza paesaggistica le architetture militari volute dalla Repubblica di San Marco alle bocche di porto.

Ma proprio alle bocche di porto da oltre quindici anni sono in corso i lavori per la realizzazione di un’opera altrettanto ardita: le dighe mobili sottomarine aventi lo scopo di regolare i flussi di marea in laguna e difendere Venezia dall’acqua alta (comunemente definite come “sistema MOSE”).

L’impatto di tali opere sugli habitat circostanti e sul paesaggio è talmente significativo che ha indotto la Commissione Europea a obbligare il governo italiano ad adottare tutta una serie di misure di compensazione, conservazione e riqualificazione ambientale riunite in un “Piano Europa” approvato nel 2007 e poi rivisto nel 2011 (totale 266MLN di euro).

L’Istituto Italiano dei Castelli si è fatto promotore in tutte le sedi competenti e nei tavoli tecnici che sono stati istituiti affinché una parte di queste misure fosse impiegata per la conservazione e il recupero delle architetture militari. Un primo risultato è stato ottenuto con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa interministeriale del 18 gennaio 2018 per la valorizzazione di Forte San Felice e delle fortificazioni della Laguna Sud. Il Protocollo prevede il restauro degli edifici storici (compreso il Castello di Chioggia del XIV secolo) e dei bastioni rinascimentali, la bonifica ambientale, la riqualificazione dell’area verde esterna e l’apertura al pubblico dell’87% del complesso monumentale. Una parte (minimale) del forte verrà adibita anche a strutture ricettive e per la ristorazione, con la possibilità di creare nuovi posti di lavoro.

Evento realizzato con:

Comune di Chioggia, Comitato Forte San Felice

Forte San Felice

Epoca di costruzione

Nucleo iniziale (Castello della Luppa) 1385,  trasformazione in fortezza bastionata nel corso del 1500, con ulteriori interventi nei secoli successivi.

Proprietà

Ministero della Difesa, Marina Militare; in corso il passaggio al Ministero Infrastrutture, Provveditorato interregionale opere pubbliche (ex-Magistrato alle Acque)

Giorni di apertura durante le Giornate

Sabato 25 settembre pomeriggio/domenica 26 settembre mattina

Orari    Sabato quattro turni con inizio 14.30/15.30/16.30/17.30

Domenica due turni con inizio 10.00/ 11.00

Visite guidate esterne di gruppi  max. 20 persone, con adozione prescritte misure e norme anti-Covid.

Prenotazione on line (dal 1 settembre): veneto@istitutoitalianocastelli.it

CASTELLO DI THIENE

Epoca di costruzione

Metà XV secolo

Proprietà

Famiglia dei Conti di Thiene

Giorni di apertura durante le Giornate: Venerdì 17 settembre (10,00; 11,00; 12,00) Visite guidate fino ad esaurimento posti, necessario esibire il green pass e documento d’identità

Prenotazione on line (dall’1 settembre): www.castellodithiene.com info@castellodithiene.com Contributo libero di euro 3

Il castello di Thiene (VI) è un complesso monumentale nel cuore della città di Thiene in Veneto di grande interesse per la qualità e quantità di elementi storici, architettonici artistici e paesaggistici che vi è conservata. Ognuno di questi merita, di per sé, grande attenzione, ma è il loro insieme a fare di questo complesso un esempio straordinario e forse unico.

E’ il più cospicuo edificio gotico del XV sec. sorto nel vicentino ad uso di dimora civile. Straordinario esempio di villa pre-palladiana, caposaldo nell’evoluzione delle ville venete, associa le caratteristiche del castello a quelle del palazzo veneziano e in particolare della “casa-fondaco”: abitazione e magazzino/luogo di commercio. La pianta del castello al centro dei tre piani si configura a forma di T. Il corpo principale presenta una loggia profonda, aperta sul fronte con cinque ampie arcate; al primo piano corrisponde una pentafora gotica, unico esempio al di fuori di Venezia. L’edificio è forse da attribuire al grande architetto Domenico da Venezia, “ingegnere” della città di Vicenza.

Di fronte al torrione d’ingresso del Castello sorge la quattrocentesca chiesa dedicata alla Natività di Maria Vergine con oratorio, sagrestia e casa del cappellano.

Peculiarità del castello è il fatto che le sale siano ancora perfettamente arredate e presentino un’estesa collezione di ritratti di varie epoche; di grande importanza è il ciclo di affreschi realizzato da G. Battista Zelotti e G. Antonio Fasolo, i due più importanti allievi di Paolo Veronese, con scene di storia romana narrate da Tito Livio. Nelle stanze “private” abiti, accessori e oggetti d’uso quotidiano. Insolita la collezione di ritratti equestri del XVII secolo e splendide le scuderie eseguite all’inizio del ‘700 su disegno dell’arch. Francesco Muttoni.

A completamento i 12.000mq di verde: sul fronte la grande corte nobile con barchesse e magnolie secolari; sul retro l’ampio parco con cedraia, ghiacciaia, roggia e grotta rinascimentale.

Il complesso è tutt’ora un edificio privato custodito con passione dagli attuali proprietari, che si impegnano nella valorizzazione di questo vasto complesso monumentale per renderlo sempre più fruibile allo studioso, al visitatore, o al semplice curioso. La proprietà è consapevole della sua importanza storico-artistica e quindi il suo essere a tutti gli effetti un bene di interesse pubblico: ne ha così aperto le porte ai visitatori, a partire dagli anni Sessanta per visite guidate e successivamente conferenze, concerti, eventi privati, mostre.

CASTELLO DI RONCADE

Epoca di costruzione : 1508

Proprietà: Barone Ciani Bassetti Vincenzo

Giorni di apertura durante le Giornate:

Sabato 25 settembre pomeriggio/domenica 26 settembre mattina

Orari Sabato 25/9 pomeriggio ore 16:00 per visita guidata e bicchierata finale- Du- rata: 1 ora e mezza Domenica 26/9 mattina ore 10:30 per visita guidata e bicchiera- ta finale- Durata: 1 ora e mezza

Visite guidate di gruppi max. 20 persone, con adozione prescritte misure e norme anti-Covid. Prenotazione on line (dall’ 1 settembre) su sito https://www.eventbri- te.it

Contributo libero di euro 5

Il Castello di Roncade, costruito nel 1508, è una delle rare ville pre-palladiane cinte da mura medievali. Sorge al centro della città di Roncade, nella campagna veneta tra Treviso e Venezia. Un maestoso complesso rinascimentale abitato per quattro secoli dalla famiglia Giustinian, i cui membri illustri l’hanno legata a doppio filo con la storia della Serenissima Repubblica di Venezia.

La famiglia Ciani Bassetti, di antiche tradizioni agricole, ne ha rilevato la proprietà all’inizio del Novecento, con la ristrutturazione del Castello e il reimpianto dei vi- gneti.  Questo luogo, tra i cru più interessanti di Treviso, negli anni ha alimentato la passione vinicola della famiglia e la continua ambizione di elevare la qualità dei vini prodotti. Negli ultimi anni la produzione è in continua crescita, la proprietà conta 110 ettari vitati, una moderna cantina per la vinificazione situata in Mogliano Veneto e l’originale bottaia per l’invecchiamento dei vini più pregiati.

Oggi il Castello di Roncade offre ai propri ospiti la possibilità di pernottare nelle lussuose suite della villa e negli appartamenti situati nelle torri. Un’ospitalità di alto livello a pochi chilometri dai più interessanti centri turistici del Veneto e dagli aero- porti di Treviso e Venezia.

Vengono organizzate visite guidate e degustazioni di vino per offrire ai visitatori la possibilità di assaggiare i vini del Castello e conoscere la storia che da anni lega que- sta villa al territorio

Numero telefonico per eventuali informazioni:

Tel. : 0422 708736

E-mail : info@castellodironcade.com

Sito internet: www.castellodironcade.com