Immaginate una figura avvolta in abiti tradizionali che scivola sull’acqua come un’apparizione, in piedi su un sottile palo di bambù largo appena 15 centimetri. Non si tratta di un trucco cinematografico né di una scena tratta da un film di arti marziali, ma di Du Zhu Piao, un’arte tradizionale cinese che trasforma il semplice atto di navigare in una danza ipnotica che sfida le leggi della fisica. Questa pratica millenaria, nata per necessità nelle montagne del Guizhou, è oggi riconosciuta come patrimonio culturale immateriale nazionale cinese e rappresenta uno straordinario esempio di come l’ingegno umano possa trasformare una sfida quotidiana in un’espressione artistica di rara bellezza.
Le origini nella dinastia Qin: quando il legno prezioso attraversava i fiumi
La storia del Du Zhu Piao affonda le radici nella dinastia Qin (221-206 a.C.), quando la regione di Bozhou, nell’attuale provincia del Guizhou, era rinomata per la produzione di nanmu, un legno raro dal caldo colore bruno-oliva molto ricercato dalla corte imperiale. Il problema era logistico: trasportare questi tronchi preziosi dalla foresta di Bozhou alla capitale di Xianyang, distante oltre 2.000 chilometri a nord, rappresentava una sfida considerevole. Il fiume Chishui, primo tratto del viaggio, era impraticabile per le imbarcazioni tradizionali a causa della sua corrente impetuosa e delle sue acque strette.
La soluzione fu tanto ingegnosa quanto audace: i locali vennero ricompensati per cavalcare i tronchi stessi, stando in equilibrio su di essi mentre galleggiavano lungo il fiume, guidandoli fino al fiume Yangtze dove potevano essere caricati su barche più grandi. Quella che iniziò come una necessità pratica si trasformò presto in qualcosa di più. Durante la dinastia Han (206 a.C.-220 d.C.), gli abitanti del Guizhou svilupparono uno spirito competitivo: i cavalieri si sfidavano saltando da un tronco all’altro, eseguendo acrobazie e dimostrazioni di forza, tutti mantenendo l’equilibrio sul legno galleggiante.
L’evoluzione: dal legno al bambù
La svolta avvenne durante la dinastia Qing (1644-1911), quando il materiale cambiò radicalmente. Il bambù, molto più economico e accessibile del nanmu, divenne il nuovo protagonista di questa pratica. Questa transizione democratizzò l’arte, rendendola accessibile a un numero maggiore di persone. Il bambù moso utilizzato oggi per il Du Zhu Piao ha caratteristiche molto specifiche: viene selezionato tra piante con un diametro superiore ai 15 centimetri, che crescono in profondità nelle foreste di bambù sul lato soleggiato di terreni fertili e ricchi d’acqua.
Il palo per la navigazione è lungo circa 8 metri, tagliato dal fusto e fatto essiccare naturalmente per oltre 20 giorni, senza ulteriori lavorazioni. Il remo, invece, è realizzato con bambù maculato o bambù d’acqua, lungo circa 4 metri con un diametro di 5 centimetri. Questa combinazione di materiali permette ai praticanti di muoversi avanti e indietro, girare e mantenere l’equilibrio sulla superficie dell’acqua in costante movimento.
Durante il Festival delle Barche Drago, le comunità del Guizhou, in particolare il popolo Miao ma anche altri gruppi etnici, iniziarono a radunarsi per assistere alle gare di Du Zhu Piao. L’arte si consolidò come parte integrante del tessuto culturale della regione, tramandata di generazione in generazione lungo le rive del fiume Chishui.
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Rinascita moderna: da mezzo di trasporto a spettacolo affascinante
Nel ventunesimo secolo, il Du Zhu Piao ha vissuto una straordinaria rinascita. Durante il nono evento nazionale dei Giochi Tradizionali delle Minoranze Etniche nel 2011, questa pratica è stata introdotta come sport competitivo ufficiale. Ma è stata una giovane donna di nome Yang Liu a portare questa antica tradizione all’attenzione globale attraverso i social media.
Yang Liu iniziò a praticare il Du Zhu Piao all’età di sette anni sotto la guida della nonna, che voleva rafforzare la sua salute fragile attraverso questo sport. Per anni Yang cadde ripetutamente nell’acqua, si arrampicava di nuovo sul bambù e ricadeva ancora, subendo anche diverse ferite durante l’allenamento. Ma la sua dedizione pagò: fu la nonna stessa a suggerirle di combinare la danza con le abilità tradizionali del Du Zhu Piao, creando così una fusione unica tra performance artistica e sport tradizionale.
Oggi Yang Liu si esibisce indossando hanfu, l’abito tradizionale dell’etnia Han, e costumi dell’opera cinese, incorporando elementi di balletto, danza tradizionale e tecniche operistiche. I suoi video online hanno raccolto circa un milione di follower, e le sue esibizioni eleganti e innovative hanno ricevuto elogi da spettatori sia in Cina che all’estero. Nel dicembre 2020, il Du Zhu Piao è stato ufficialmente riconosciuto come patrimonio culturale immateriale nazionale cinese, un riconoscimento che ha consolidato il suo status di tesoro culturale da preservare.
Il patrimonio vivente: sfide e prospettive future
Il riconoscimento ufficiale ha rappresentato un punto di svolta cruciale. Il governo regionale di Chishui ha approvato misure specifiche per proteggere questa tradizione e i suoi eredi, creando associazioni dedicate come la Zunyi Honghuagang Duzhupiao Association che organizza allenamenti, competizioni e promuove questa disciplina come attrazione turistica.
Le donne che gestiscono l’Associazione di Du Zhu Piao di Zunyi e formano nuovi praticanti hanno ormai oltre 70 anni, rendendo ancora più urgente la necessità di tramandare questa conoscenza alle nuove generazioni. La sfida fisica è considerevole: mantenere l’equilibrio su un palo di bambù sull’acqua richiede il doppio dello sforzo rispetto al farlo su terra ferma, poiché la superficie dell’acqua è in costante movimento.
Oggi il Du Zhu Piao viene praticato in varie forme: esibizioni individuali, spettacoli a due e performance di gruppo. Atleti provenienti dalla regione autonoma del Guangxi, nel sud della Cina, hanno conquistato sia le gare maschili che femminili di 60 metri nella competizione nazionale, dimostrando come questa disciplina si sia diffusa oltre i confini originari del Guizhou.
Yang Liu continua la sua missione con determinazione: prevede di istituire una base di formazione per il Du Zhu Piao e di formare un gruppo di artisti per esibirsi in un maggior numero di attrazioni turistiche, aiutando i visitatori a conoscere meglio la storia e la cultura locale. La sua visione è chiara: innovare mantenendo viva la tradizione, dimostrando che il patrimonio culturale può evolversi senza perdere la sua essenza.
Guardando una praticante di Du Zhu Piao scivolare sulle acque del fiume Chishui, si percepisce qualcosa che trascende la mera abilità fisica: è un dialogo silenzioso tra uomo e natura, un equilibrio precario che riflette l’armonia che gli antichi cercavano di raggiungere con l’ambiente circostante. In un’epoca di rapida modernizzazione, questa danza sull’acqua ci ricorda che le soluzioni più eleganti nascono spesso dall’ascolto attento delle necessità e dalla creatività umana.
Curioso per natura, vivo la vita come se non ci fosse un domani.
Appassionato di enogastronomia e viaggi, racconto storie di sapori, tradizioni e culture attraverso itinerari culinari e destinazioni autentiche. Esploro territori, scopro vini, piatti e prodotti locali, condividendo esperienze sensoriali e consigli pratici per viaggiatori enogastronomici. Amo immergermi nelle tradizioni di ogni luogo, catturando l’essenza di culture diverse e facendo emergere il legame tra territorio e gastronomia. Con uno stile vivace e coinvolgente, trasformo ogni racconto in un’esperienza da gustare e vivere, ispirando chi desidera scoprire il mondo attraverso i suoi sapori autentici. Per me, viaggio e cucina sono strumenti di conoscenza e confronto, capaci di unire le persone e arricchire l’anima.


