L’autunno: luce obliqua, foglie che cadono, ombre che si allungano. È il tempo in cui tutto sembra sospeso e allo stesso momento in fermento: perfetto per lasciarsi sorprendere dall’arte, per ascoltare quello che l’estate aveva reso troppo rumoroso. Quest’anno le proposte sono molteplici e intense: alcune guardano al passato – attraverso materiali, memorie, forme classiche – altre puntano al presente, urlando questioni politiche, sociali, intime. E tutte invitano a un passo lento, attento, coinvolto. Qui sotto dieci mostre che non si dimenticano, che chiedono partecipazione e lasciano traccia.
Il respiro nascosto delle cose: omaggio poetico all’intimità artistica
Nella suggestiva cornice di Torre Pallavicina, in provincia di Bergamo, si sviluppa una riflessione profonda sull’essenza delle cose attraverso l’arte di Hélène. L’esposizione indaga i significati celati negli oggetti quotidiani, trasformandoli in portavoce di memorie sopite e di connessioni invisibili. Gli ambienti della torre medievale diventano teatro di un dialogo intimo tra l’artista e lo spazio, dove ogni installazione racconta di presenze che abitano il silenzio. La mostra si articola attraverso percorsi sensoriali che invitano il visitatore a scoprire come l’arte possa rivelare l’anima nascosta della materia, in un equilibrio delicato tra contemplazione e scoperta.
Sede: Palazzo Oldofredi Tadini Botti, Torre Pallavicina (BG). Date: 19 settembre – 2 novembre 2025
Julian Rosefeldt manifesto: quando il cinema incontra l’arte contemporanea
XNL Piacenza ospita dal 18 settembre al 25 novembre 2025 l’opera “Manifesto” di Julian Rosefeldt, una video-installazione a 13 canali che dà voce ai manifesti artistici del Novecento. L’artista tedesco ha concepito quest’opera nel 2015 come una serie di tredici cortometraggi, ciascuno ambientato in un contesto diverso, interpretati magistralmente dall’attrice australiana Cate Blanchett. Ogni schermo diventa una finestra su differenti visioni dell’arte, dalle avanguardie storiche ai movimenti contemporanei. La stratificazione delle voci artistiche del secolo scorso si materializza in un’esperienza immersiva che trasforma lo spettatore in testimone attivo della rivoluzione estetica che ha segnato la modernità. L’allestimento di XNL amplifica la potenza concettuale dell’opera attraverso una scenografia che enfatizza il dialogo tra i diversi manifesti.
Sede: XNL Piacenza. Date: 18 settembre – 25 novembre 2025
Prampolini Burri: dialogo sulla materia tra futurismo e informale
Il MASI di Lugano presenta un confronto inedito tra Enrico Prampolini e Alberto Burri, due giganti dell’arte italiana che hanno rivoluzionato il rapporto con la materia pittorica. L’esposizione esplora come il futurismo di Prampolini abbia anticipato certe sperimentazioni dell’arte informale, creando un ponte temporale tra le avanguardie degli anni Dieci e le ricerche del dopoguerra. Le opere dialogano in un allestimento che evidenzia le affinità nascoste tra due approcci apparentemente distanti: da un lato la velocità meccanica futurista, dall’altro la meditazione materica di Burri. Sacchi, cretti e combustioni si confrontano con le costruzioni polimateriche di Prampolini, rivelando una continuità nella ricerca di nuovi linguaggi espressivi che supera le categorie tradizionali della pittura.
Sede: MASI Lugano, Collezione Giancarlo e Danna Olgiati. Date: 21 settembre 2025 – 11 gennaio 2026
Richard Paul Lohse: geometrie della precisione svizzera
Sempre al MASI di Lugano, una retrospettiva dedicata a Richard Paul Lohse svela l’universo dell’artista svizzero maestro dell’arte costruttiva. Le sue composizioni geometriche, caratterizzate da una rigorosa organizzazione cromatica, trasformano la matematica in poesia visiva. Ogni quadro diventa un sistema ordinato di relazioni dove colore e forma si incontrano secondo leggi precise ma mai fredde. L’esposizione racconta come Lohse abbia saputo coniugare la tradizione svizzera del design con le ricerche dell’avanguardia europea, creando un linguaggio personale che ha influenzato generazioni di artisti. Le sue modulazioni seriali dimostrano come la ripetizione possa generare infinite variazioni, in un equilibrio perfetto tra controllo razionale e sensibilità estetica.
Sede: MASI Lugano, sede LAC. Date: 7 settembre 2025 – 11 gennaio 2026
Contro la guerra: sguardi e immaginari per la pace
A Palazzo dei Musei di Reggio Emilia si sviluppa una riflessione collettiva sul tema della guerra attraverso sguardi artistici di diverse epoche. L’esposizione riunisce opere che hanno saputo interpretare i conflitti non solo come eventi storici, ma come ferite nell’anima collettiva dell’umanità. Dalle rappresentazioni classiche alle installazioni contemporanee, ogni sala racconta una diversa modalità di elaborazione del trauma bellico. Gli artisti diventano testimoni critici di una realtà che spesso la storia ufficiale non riesce a raccontare nella sua complessità. La mostra propone un percorso emotivo e intellettuale che invita alla riflessione sui meccanismi della violenza e sulla possibilità di costruire immaginari alternativi basati sulla pace e sulla comprensione reciproca.
Sede: Palazzo dei Musei, Reggio Emilia. Date: 5 settembre – 26 ottobre 2025
Vedova Tintoretto: dialogo tra maestri veneziani
Palazzo Madama di Torino ospita un confronto straordinario tra Emilio Vedova e Tintoretto, due giganti della pittura veneziana separati da secoli ma uniti da una comune intensità espressiva. L’allestimento crea ponti visivi tra la gestualità impetuosa di Vedova e la drammaticità teatrale del maestro del Cinquecento. Le opere si specchiano reciprocamente, rivelando come certi archetipi della pittura veneziana attraversino i secoli mantenendo intatta la loro forza comunicativa. I chiaroscuri tintoretteschi dialogano con le esplosioni cromatiche di Vedova, in un percorso che dimostra come l’arte veneziana abbia sempre saputo coniugare tradizione e innovazione. La mostra offre una lettura inedita di entrambi gli artisti, evidenziando influenze e consonanze che raramente sono state indagate con questa profondità critica.
Sede: Palazzo Madama, Torino. Date: 19 settembre 2025 – 12 gennaio 2026
Beato Angelico: la spiritualità nell’arte del Quattrocento fiorentino
Dal 26 settembre 2025 al 25 gennaio 2026 Palazzo Strozzi presenta uno straordinario progetto dedicato a Beato Angelico, uno dei maestri dell’arte italiana di tutti i tempi. Le opere del maestro saranno in dialogo con quelle di pittori come Lorenzo Monaco, Masaccio, Filippo Lippi, ma anche di scultori quali Lorenzo Ghiberti, Michelozzo e Luca della Robbia. Fra Giovanni da Fiesole emerge come innovatore spirituale che ha saputo coniugare la devozione francescana con le conquiste prospettiche del primo Rinascimento. Ogni tavola racconta di una ricerca di perfezione che non è mai fine a se stessa, ma sempre orientata verso una dimensione trascendente. L’allestimento fiorentino permette di comprendere come l’arte di Beato Angelico abbia influenzato l’intero sviluppo della pittura rinascimentale, anticipando soluzioni che diventeranno canoniche solo decenni dopo.
Sede: Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze. Date: 26 settembre 2025 – 25 gennaio 2026
Stefanie Burke venice bereal: nuovi sguardi sulla Serenissima
Palazzetto Tito a Venezia accoglie la ricerca fotografica di Stefanie Burke, che propone una lettura contemporanea della città lagunare attraverso il progetto “Venice BeReal”. L’artista documenta una Venezia oltre le cartoline turistiche, restituendo la complessità di una città che vive tra tradizione e modernità. Ogni scatto diventa una testimonianza autentica di spazi e persone che abitano la Serenissima quotidianamente, lontano dai circuiti turistici più battuti. La fotografia di Burke rivela angoli nascosti e storie personali, costruendo un ritratto plurale che va oltre gli stereotipi consolidati. Il progetto si inserisce nel dibattito contemporaneo sulla rappresentazione delle città d’arte, proponendo nuove modalità di sguardo che rispettano l’autenticità dei luoghi e delle comunità che li vivono.
Sede: Palazzetto Tito, Venezia. Date: 5 settembre – 28 settembre 2025
Fernand Léger: la modernità industriale alla Venaria Reale
La Venaria Reale dedica una grande retrospettiva a Fernand Léger, maestro del Cubismo che ha saputo interpretare come nessun altro l’estetica della modernità industriale. Le sue opere trasformano macchine, operai e paesaggi urbani in soggetti di una nuova bellezza, dove la geometria cubista incontra la dinamicità del progresso tecnologico. L’allestimento negli spazi barocchi della Reggia crea un contrasto suggestivo tra l’eleganza settecentesca e la potenza visiva dell’arte moderna. Léger emerge come profeta di un’arte che sa guardare al futuro senza perdere il senso della tradizione pittorica. Le sue composizioni monumentali dialogano con l’architettura juvarchiana, dimostrando come l’arte del Novecento possa convivere armoniosamente con i capolavori del passato, creando nuove sintesi espressive.
Sede: La Venaria Reale, Torino. Date: autunno 2025
Siena Awards Festival: celebrazione della fotografia contemporanea
Il Siena Awards Festival trasforma la città del Palio in capitale internazionale della fotografia contemporanea, ospitando le opere dei migliori fotografi del panorama mondiale. Le vie medievali diventano una galleria diffusa dove ogni palazzo racconta storie diverse attraverso l’obiettivo di artisti provenienti da ogni continente. Il festival celebra la fotografia come linguaggio universale capace di superare barriere culturali e linguistiche. Ogni esposizione rivela nuove prospettive sul mondo contemporaneo, dai reportage di denuncia sociale alle ricerche sperimentali sui linguaggi visivi. Siena si trasforma in un laboratorio di sguardi plurali che dialogano con la bellezza architettonica della città, creando un evento unico nel panorama culturale internazionale.
Sede: Siena. Date: autunno 2025,
Questo autunno non vuole essere solo una passeggiata nei musei ma un’esperienza: alcuni luoghi chiedono silenzio, altri reazione; alcuni mostrano ferite, altri possibilità. Viaggiare tra queste mostre significa riconoscere che l’arte non è ornamento: è testimonianza, è battito, è domanda che non accetta risposte facili. Scegliete dove andare, ma lasciatevi andare.
Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.

