Un enigma digitale ha conquistato l’attenzione della comunità online: un video apparentemente lungo 140 anni è comparso su YouTube il 5 gennaio 2026, scatenando un’ondata di speculazioni, analisi tecniche e inevitabili teorie cospirative. Con oltre 2,8 milioni di visualizzazioni in pochi giorni, questo fenomeno virale dimostra come anche nell’era dell’informazione istantanea, il fascino del mistero resti intatto.
Il canale @shinywr, praticamente sconosciuto fino a pochi giorni fa, ha pubblicato un contenuto che sfida ogni logica: nella pagina di anteprima, il contatore indica una durata di 1.234.567 ore e 30 minuti, l’equivalente di circa 141 anni di riproduzione continua. Il titolo? Un semplice punto interrogativo. Il contenuto? Uno schermo nero accompagnato dal silenzio totale.
La scoperta che ha innescato l’indagine collettiva
Nessun algoritmo ha promosso questo video. Non è stato sponsorizzato né suggerito dalla piattaforma. La sua scoperta è avvenuta per caso, quando alcuni utenti curiosi si sono imbattuti in questo contenuto anomalo e hanno condiviso la loro incredulità su Reddit e X (ex Twitter). Da quel momento, migliaia di persone hanno iniziato a investigare, cercando di comprendere come un simile upload potesse esistere.
La prima anomalia evidente è la discrepanza tra quanto mostrato e quanto effettivamente riproducibile. Quando gli utenti cliccano sul video, la barra di riproduzione si ferma a 12 ore, 34 minuti e 56 secondi — esattamente il limite massimo imposto da YouTube per i caricamenti standard. La piattaforma permette infatti video fino a un massimo di 12 ore o 128 gigabyte, a seconda di quale limite venga raggiunto per primo.
Ma allora, come può esistere un video con un contatore che indica più di un secolo?
La spiegazione tecnica: quando i metadati impazziscono
Secondo gli esperti della comunità di programmatori che hanno analizzato il caso, la risposta risiede in una manipolazione dei metadati attraverso le API di YouTube. La piattaforma memorizza la durata dei video come valore numerico espresso in millisecondi. Questo sistema, normalmente affidabile, può essere ingannato se durante il processo di caricamento vengono inseriti valori corrotti o deliberatamente alterati.
Come ha spiegato un utente di Reddit citato da NDTV: “Il video dura effettivamente solo 12 ore. Si tratta di un exploit dei metadati in cui viene manipolato il dato sulla durata per confondere l’algoritmo e l’interfaccia utente”. In sostanza, inserendo un valore “spazzatura” nel campo della durata durante l’upload, è possibile far apparire numeri impossibili nell’anteprima, mentre il contenuto reale rimane vincolato ai limiti tecnici della piattaforma.
Un canale avvolto nel mistero
L’account @shinywr, creato nel luglio 2023, presenta caratteristiche che hanno alimentato ulteriormente le speculazioni. Il profilo indica come località la Corea del Nord, uno dei paesi più isolati al mondo dove l’accesso a YouTube è ufficialmente bloccato. Questo dettaglio, probabilmente falso o inserito appositamente per creare confusione, ha dato vita a teorie elaborate che vanno dalla creepypasta digitale all’esperimento governativo.
Il canale conta ora oltre 137.000 iscritti, acquisiti quasi interamente nell’ultima settimana, e ospita altri video con durate altrettanto anomale. Uno di questi, intitolato “294 HOURS IN 1 VIDEO”, mostra nella miniatura una durata di 294 ore, ma anche in questo caso la riproduzione effettiva si ferma molto prima. Esiste persino uno “YouTube Short” — formato progettato per video di massimo 60 secondi — che dichiara una durata di 150 ore.
In un post nella sezione community del canale, l’autore ha scritto: “Perché i miei video vengono consigliati alle persone? Questo canale doveva rimanere segreto”. Una dichiarazione che potrebbe essere genuina quanto parte di una strategia di marketing virale ben orchestrata.
L’eredità dei glitch virali su YouTube
Questo non è il primo caso in cui anomalie tecniche sulla piattaforma diventano fenomeni virali. Nel 2021, un exploit noto come “YouTube That” permise temporaneamente di aggirare alcuni limiti del sistema prima che Google intervenisse con una patch correttiva. La storia di YouTube è costellata di contenuti misteriosi: live stream interminabili, video apparentemente perduti e ricomparsi, esperimenti artistici concettuali.
Ciò che rende il caso di @shinywr particolarmente interessante è il modo in cui ha catalizzato l’attenzione collettiva. In un’epoca dominata da contenuti brevi e gratificazione istantanea — TikTok, Instagram Reels, YouTube Shorts — un video che nessuno potrà mai guardare per intero rappresenta un paradosso affascinante. Come ha commentato un utente su X: “Questo video avrà una storia pazzesca tra 10 anni”.
Le teorie in campo: arte, esperimento o semplice bug?
Le ipotesi sulla natura di questo upload si moltiplicano. Alcuni ritengono si tratti di un canale di test interno a YouTube, sfuggito accidentalmente al controllo e finito visibile pubblicamente. Altri parlano di arte concettuale digitale, una capsula del tempo destinata a esistere sulla piattaforma per decenni, forse secoli, come commento sulla natura effimera e insieme permanente dei contenuti online.
C’è chi ipotizza un Alternate Reality Game (ARG), un gioco narrativo che coinvolge elementi del mondo reale e richiede indagini collaborative per essere risolto. La presenza di messaggi in arabo nella descrizione del video — tradotti da alcuni utenti come “Vieni, incontrami all’inferno” — aggiunge un livello inquietante che potrebbe sostenere questa teoria.
Altri ancora vedono semplicemente l’opera di un programmatore esperto che ha voluto testare i limiti del sistema YouTube, dimostrando come vulnerabilità apparentemente minori nei metadati possano generare risultati spettacolari.
Cosa ci dice questo episodio sulla cultura digitale
Al di là della soluzione tecnica — ormai confermata come manipolazione dei metadati — il fenomeno solleva questioni interessanti. Come può un file video vuoto, silenzioso e tecnicamente impossibile attrarre milioni di visualizzazioni? La risposta sta nella natura stessa della curiosità umana e nella forza delle comunità online.
Il video di @shinywr è diventato un oggetto di fascino collettivo proprio perché sfida le nostre aspettative e sembra violare le regole fondamentali della piattaforma che utilizziamo quotidianamente. In un ecosistema digitale dove tutto appare mappato, comprensibile e sotto controllo, scoprire un’anomalia genera un senso di meraviglia quasi ancestrale.
YouTube non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sul caso e il video rimane online al momento della stesura di questo articolo. Storicamente, la piattaforma interviene rapidamente per chiudere exploit tecnici, ma in questo caso l’anomalia sembra essere tollerata, forse perché innocua o forse perché gli ingegneri di Google stanno ancora studiando come sia stato possibile.
Il futuro del glitch più famoso del 2026
Che si tratti di arte, hacking etico, esperimento sociologico o semplice dimostrazione tecnica, il video di 140 anni ha già lasciato il segno. Ha generato milioni di visualizzazioni, migliaia di discussioni, innumerevoli analisi tecniche e una quantità impressionante di meme. Ha dimostrato che anche in un ambiente altamente controllato come YouTube, esistono ancora zone grigie dove l’inaspettato può emergere.
Per ora, il mistero resta parzialmente irrisolto. Sappiamo come è stato fatto tecnicamente, ma non sappiamo ancora con certezza chi si nasconde dietro @shinywr e quale sia lo scopo ultimo di questa operazione. Il canale continua ad accumulare iscritti e visualizzazioni, monetizzando potenzialmente un contenuto che non è altro che uno schermo nero e silenzio.
Come ha osservato un commentatore su Dexerto: “Probabilmente solo un ragazzino intelligente con un weekend libero che sta ottenendo un po’ di fama da YouTube. Non so come abbia aggirato il limite di 128GB e 12 ore, però”. Ed è proprio questo “però” che mantiene vivo l’interesse.
In definitiva, il video di 140 anni si aggiunge al catalogo sempre più ricco di stranezze digitali che YouTube ha ospitato nel corso degli anni. Dimostra che anche su una piattaforma matura, con miliardi di utenti e sistemi sofisticati di controllo, c’è sempre spazio per l’imprevisto, per l’anomalia che cattura l’immaginazione collettiva e ci ricorda che il web, nonostante tutto, può ancora sorprenderci.
Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.

