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Sei pianeti si ritrovano nel cielo serale: stasera la grande parata planetaria visibile a occhio nudo

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Venere, Mercurio, Saturno, Giove, Urano e Nettuno si mostrano insieme dopo il tramonto in un raro spettacolo astronomico. Dove andare a Milano per non perderselo.

C’è qualcosa di profondamente antico nel gesto di alzare gli occhi al cielo. Lo facevano i Babilonesi, lo facevano i marinai al largo di mari sconosciuti, lo fanno ancora oggi i bambini che indicano la prima stella della sera chiedendo il suo nome. Questa sera, sabato 28 febbraio 2026, quel gesto si carica di un significato speciale: sei pianeti del nostro sistema solare saranno visibili contemporaneamente nella volta celeste poco dopo il tramonto, distribuiti in un arco che si estende dall’orizzonte occidentale fino al cuore della volta celeste. Non è un miracolo, non è una congiunzione astrologica di cattivo auspicio — è fisica, è geometria, è la danza millenaria dei pianeti che per un breve istante si fa spettacolo.

Cosa si intende davvero per allineamento planetario

Prima di correre sul terrazzo con il binocolo, vale la pena fare chiarezza su un termine che circola molto, spesso male. “Allineamento” non significa che i sei pianeti si dispongono in fila indiana nello spazio come palline su un filo. In astronomia, il termine descrive un fenomeno prospettico: osservati dalla Terra, più pianeti risultano contemporaneamente visibili nello stesso settore di cielo, lungo il piano dell’eclittica — quella fascia immaginaria che il Sole percorre nel corso dell’anno e lungo la quale si muovono anche tutti i pianeti del sistema solare.

Un vero allineamento geometrico — pianeti disposti su una retta vista dal Sole — è un evento eccezionalmente raro. L’ultimo episodio degno di nota risale al 10 marzo 1982, quando tutti i pianeti del sistema solare si trovavano racchiusi entro un arco di circa 95 gradi. Quello che accade stasera è qualcosa di diverso ma non per questo meno affascinante: è un incontro visivo, una coincidenza di prospettive che la meccanica celeste regala con una certa rarità. Secondo i calcoli dell’INAF, da qui al 2070 si conteranno solo una manciata di eventi analoghi con sei pianeti visibili nel cielo serale.

Sei mondi, un unico sguardo: chi sono i protagonisti della serata

I sei pianeti protagonisti del fenomeno non occuperanno la stessa porzione di cielo: si distribuiranno su un arco ampio, a diverse altezze sull’orizzonte, come attori su un palcoscenico molto grande. Sarà proprio questo il fascino dell’osservazione — seguire con lo sguardo quella linea invisibile che li unisce, l’eclittica, come un filo teso tra il tramonto e il meridiano celeste.

I protagonisti della serata sono Venere, Mercurio, Saturno, Nettuno, Urano e Giove. La stella della serata — nel senso letterale del termine — sarà Venere, già visibile quasi immediatamente dopo il tramonto del Sole (atteso intorno alle 18:00 per le latitudini del nord Italia), brillante e inconfondibile basso sull’orizzonte occidentale. Accanto a lei, poco più a destra ma più timido, Mercurio — il pianeta più piccolo e più vicino al Sole — si rivelerà a chi ha la pazienza di aspettare che il cielo si scurisca a sufficienza. Vicino all’orizzonte, a circa dieci gradi di altezza, Saturno offrirà la sua luce biancastra e costante, affiancato dall’invisibile Nettuno, che richiederà almeno un buon binocolo per emergere dal fondo del cielo. Molto più in alto, intorno ai 60 gradi sull’orizzonte, dominerà la scena Giove: il gigante gassoso sarà di gran lunga il punto di luce più brillante di tutta la serata, secondo solo alla Luna — che quella notte si troverà a pochi giorni dalla fase di plenilunio, con un’illuminazione del 91%. Fra Saturno e Giove, isolato nella costellazione del Toro in compagnia dello splendido ammasso delle Pleiadi, Urano attenderà pazientemente chi lo cercherà con il binocolo.

Come e quando guardare: la finestra di osservazione è breve

Il tempo a disposizione non è illimitato. La finestra ottimale per l’osservazione si apre circa trenta minuti dopo il tramonto e si chiude entro un’ora, quando Venere e Mercurio scenderanno troppo vicini all’orizzonte per essere visti con chiarezza. Per Milano, il tramonto è previsto intorno alle 18:00: la finestra ideale sarà dunque tra le 18:30 e le 19:00.

Non sono necessari strumenti: quattro dei sei pianeti — Venere, Mercurio, Saturno e Giove — sono visibili a occhio nudo in condizioni di cielo sereno. Per Urano e Nettuno, tuttavia, un binocolo 10×50 farà la differenza tra la delusione e la soddisfazione. L’indicazione più importante è guardare verso ovest e sud-ovest, con l’orizzonte più libero possibile da ostacoli. Ogni edificio, ogni collina, ogni albero che taglia la visuale verso il basso rischia di occultare i due pianeti più bassi — Venere e Mercurio — proprio nel momento cruciale.

Dove osservare la parata planetaria a Milano: i luoghi migliori in città e dintorni

Osservare il cielo da una metropoli come Milano è sempre una sfida: l’inquinamento luminoso soffoca le stelle più deboli e appiattisce la profondità della volta celeste. Ma per i quattro pianeti visibili a occhio nudo, la città offre comunque alcune opzioni interessanti. Il Parco di Monte Stella, nel quartiere QT8 — quella collina artificiale costruita con le macerie delle case bombardate durante la Seconda Guerra Mondiale — offre un punto sopraelevato con un buon orizzonte verso ovest, lontano dai palazzi del centro. È uno dei luoghi più suggestivi della città per questo tipo di osservazione.

Per chi preferisce un contesto più strutturato, il Planetario Ulrico Hoepli di corso Venezia — uno dei più antichi d’Italia, aperto nel 1930 — è il punto di riferimento naturale per la divulgazione astronomica in città. Vale la pena verificare la programmazione serale per eventi speciali dedicati alla parata planetaria. In alternativa, le terrazze del Palazzo Reale e del Museo del Novecento — quando accessibili in orario serale — garantiscono una vista sgombra verso ovest, con il profilo del Duomo sullo sfondo a ricordare che anche dall’asfalto di una grande città si può incontrare il cielo.

Per chi può spostarsi fuori città, la soluzione migliore rimane allontanarsi verso la campagna lombarda, in direzione del Parco del Ticino o delle colline a sud di Pavia, dove il buio è sufficientemente intenso da rivelare anche Urano e Nettuno con un binocolo. Il Parco Astronomico “La Torre del Sole” a Brembate di Sopra (Bergamo) è facilmente raggiungibile da Milano e rappresenta una delle strutture più attrezzate del nord Italia per questo tipo di eventi.

Un evento raro, ma non irripetibile: quando rivedremo sei pianeti insieme nel cielo serale

Chi dovesse perdere la finestra di questa sera — per il meteo, per gli impegni, per la distrazione — non è del tutto perduto. I calcoli dell’INAF indicano che eventi analoghi si ripeteranno nel corso dei prossimi anni, con la prossima occasione attesa per il gennaio 2028. La frequenza relativamente alta di questi eventi fino al 2038 è legata alla posizione di Saturno, che in questi anni si proietta tra Urano e Nettuno nel cielo. Dopo il 2040, la geometria del sistema solare renderà simili configurazioni più rare, con un lungo intervallo fino al 2060.

Eppure c’è qualcosa di irripetibile in questo 28 febbraio 2026. Non la configurazione astronomica in sé, che si ripresenterà — ma il momento. Il cielo non aspetta. Venere tramonterà prima che ce ne accorgiamo, Mercurio svanirà nell’alone del crepuscolo, e Giove resterà solo nel cielo meridionale come un lampione dimenticato acceso. La parata planetaria dura un’ora, ma il ricordo di averla vista — di aver alzato gli occhi in una sera d’inverno che cede il passo alla primavera — può durare molto più a lungo.

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