Immaginate di poter possedere un’opera di Pablo Picasso investendo meno di quanto spendereste per una cena al ristorante. Non è un sogno né una provocazione da casa d’aste, ma una realtà che si rinnova nel 2026 attraverso una delle iniziative benefiche più originali e ambiziose del panorama culturale internazionale. La lotteria “1 Picasso per 100 euro” torna per la terza volta, trasformando l’arte in uno strumento di raccolta fondi per combattere una delle malattie più devastanti del nostro tempo: l’Alzheimer.
L’opera in palio quest’anno è “Tête de femme”, una gouache su carta del 1941 proveniente dalla collezione di Opera Gallery, valutata un milione di euro. Centoventi mila biglietti a disposizione del pubblico globale, un’unica estrazione prevista per il 14 aprile 2026 nella sede parigina di Christie’s, sotto la supervisione di un ufficiale giudiziario. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming per permettere a chiunque, ovunque nel mondo, di assistere all’estrazione che potrebbe cambiare per sempre la vita di una persona fortunata.
Ma al di là del fascino indiscutibile di poter vincere un capolavoro del maestro spagnolo, questa iniziativa racconta una storia più profonda: quella di come l’arte possa diventare veicolo di cambiamento sociale, di come la bellezza possa finanziare la scienza, di come un gesto apparentemente semplice possa contribuire a combattere una malattia che colpisce oltre 57 milioni di persone nel mondo.

La battaglia contro un’emergenza sanitaria globale
I numeri dell’Alzheimer sono impressionanti quanto allarmanti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2021 si contavano 57 milioni di persone affette da demenza nel mondo, con circa 10 milioni di nuovi casi diagnosticati ogni anno. Di questi, l’Alzheimer rappresenta la forma più comune, contribuendo al 60-70% di tutti i casi di demenza. Le proiezioni indicano che entro il 2050 il numero di persone colpite potrebbe triplicare, raggiungendo quota 153 milioni a livello globale.
L’impatto economico è altrettanto devastante: nel 2019, la demenza è costata all’economia mondiale oltre 1,3 trilioni di dollari, circa metà dei quali attribuibili all’assistenza fornita da familiari e amici. Negli Stati Uniti, si stima che nel 2025 i costi totali per l’assistenza sanitaria, l’assistenza a lungo termine e l’hospice per le persone con Alzheimer supereranno i 384 miliardi di dollari, con proiezioni che indicano un aumento fino a quasi mille miliardi entro il 2050.
Ma dietro questi numeri si celano storie umane, famiglie distrutte, vite stravolte. L’Alzheimer non colpisce solo il paziente: si stima che negli Stati Uniti quasi 12 milioni di persone forniscano assistenza non retribuita a parenti o amici affetti dalla malattia, dedicando oltre 19 miliardi di ore all’anno, per un valore economico stimato in più di 413 miliardi di dollari.
Quando l’arte incontra la solidarietà
L’iniziativa “1 Picasso per 100 euro” si inserisce in una tradizione sempre più consolidata che vede l’arte mobilitata come dispositivo di raccolta fondi. Non è la prima volta che opere d’arte vengono utilizzate per cause benefiche: basti pensare alle aste organizzate da (RED) per la lotta all’AIDS, alla vendita dell’opera “Game Changer” di Banksy destinata a sostenere il sistema sanitario britannico durante la pandemia, o alle numerose iniziative di Damien Hirst, Ai Weiwei e Yoko Ono a favore di cause umanitarie.
Ma questa lotteria ha qualcosa di unico: democratizza l’accesso all’arte d’eccezione, rendendo teoricamente possibile a chiunque di diventare proprietario di un’opera che normalmente sarebbe appannaggio di pochissimi collezionisti facoltosi. Con soli cento euro, un pensionato di Bologna, uno studente di New York o un insegnante di Tokyo hanno le stesse possibilità di aggiudicarsi un Picasso autentico.
L’iniziativa è stata ideata dal giornalista Péri Cochin e viene ora organizzata dalla Fondation Recherche Alzheimer in collaborazione con Christie’s, Opera Gallery, Picasso Estate e Picasso Administration. La Fondazione, riconosciuta di pubblica utilità dal governo francese nel 2016, è oggi il principale finanziatore della ricerca sull’Alzheimer in Francia, avendo stanziato circa 29 milioni di euro per sostenere più di 40 gruppi di ricerca in tutta Europa.
Le storie dei vincitori passati
La lotteria ha già scritto due capitoli memorabili. La prima edizione, nel 2013, vide vincere un giovane americano di 25 anni della Pennsylvania, Jeffrey Gonano, che si aggiudicò l’opera “L’Homme au Gibus” del 1914. I fondi raccolti, circa 5 milioni di euro, furono destinati all’Associazione Internazionale per la Salvaguardia di Tiro, l’antica città libanese patrimonio UNESCO.
La seconda edizione, nel 2020, ha regalato uno dei momenti più toccanti dell’intera iniziativa. Claudia Borgogno, una signora di Ventimiglia, ricevette dal figlio Lorenzo un biglietto della lotteria come regalo di Natale. Nessuno dei due avrebbe immaginato che quel gesto affettuoso si sarebbe trasformato in un evento straordinario: Claudia vinse “Natura morta” del 1921, un piccolo olio su tela valutato oltre due milioni di euro. Quell’edizione coinvolse partecipanti da oltre cento Paesi e permise di raccogliere più di 5 milioni di euro destinati a interventi umanitari in Africa attraverso l’organizzazione CARE International, particolarmente significativi durante l’emergenza pandemica.
La ricerca che avanza grazie all’arte
I fondi raccolti attraverso questa terza edizione saranno destinati al programma IPCAR-2030 (International Collaborative Project for Alzheimer Research), che finanzierà otto progetti separati collegando team di ricerca in Francia con équipe in Europa e Nord America. Ogni progetto riceverà un budget di almeno un milione di euro distribuito su tre anni.
L’obiettivo è ambizioso: favorire la collaborazione tra i principali centri di ricerca internazionali per accelerare le scoperte scientifiche capaci di migliorare diagnosi, terapie e qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie. Come ha sottolineato Olivier de Ladoucette, presidente della Fondation Recherche Alzheimer, “grazie alla generosità del pubblico e alla notorietà universale di Picasso, speriamo di raccogliere fondi significativi per far avanzare la ricerca e offrire nuove speranze alle famiglie colpite dall’Alzheimer”.
La dichiarazione riecheggia le parole di Claude Picasso, figlio del maestro cubista, che ha espresso pieno sostegno all’iniziativa: “L’entusiasmo del pubblico mi ha profondamente commosso: è un modo per proseguire l’impegno di Picasso, che per tutta la vita si è schierato dalla parte dei più vulnerabili”.
Un gesto che conta
In un’epoca in cui la filantropia spesso si limita a clic distratti sui social media, “1 Picasso per 100 euro” rappresenta qualcosa di diverso. Non è solo una lotteria, non è solo arte, non è solo beneficenza. È un ponte tra mondi apparentemente distanti: quello dell’arte d’élite e quello della scienza medica, quello del mercato milionario e quello della solidarietà popolare, quello del passato glorioso e quello di un futuro che speriamo migliore.
Ogni biglietto venduto rappresenta un contributo concreto alla ricerca, indipendentemente dal fatto che porti o meno alla vittoria dell’opera. Chi partecipa sa che il proprio investimento, vincente o perdente, andrà comunque a sostenere scienziati che lavorano per trovare soluzioni a una malattia che continua a crescere come emergenza sanitaria globale.
La lotteria è regolarmente autorizzata dalla Prefettura di Polizia di Parigi e approvata dall’Administration Picasso e dalla Successione Picasso, garantendo la massima trasparenza e legalità dell’operazione. Il vincitore riceverà l’opera direttamente al proprio indirizzo, senza costi aggiuntivi per trasporto, assicurazione o oneri doganali.
L’eredità di Picasso al servizio dell’umanità
Pablo Picasso non fu solo un rivoluzionario dell’arte, ma anche un uomo profondamente impegnato nelle questioni sociali del suo tempo. La sua opera “Guernica” rimane uno dei più potenti manifesti contro la guerra e la violenza. Non sorprende quindi che il suo nome e la sua eredità artistica vengano oggi utilizzati per combattere battaglie diverse ma ugualmente importanti: quelle contro le malattie che distruggono la dignità umana e separano le persone dai loro ricordi, dalla loro identità, dalle loro vite.
“Tête de femme”, realizzata nel 1941 durante uno dei periodi più bui della storia europea, quando la Seconda Guerra Mondiale devastava il continente, oggi diventa simbolo di speranza. Un’opera nata in tempi di oscurità che può contribuire a illuminare il percorso della ricerca scientifica verso nuove cure, nuove terapie, forse un giorno una soluzione definitiva.
Per partecipare alla lotteria basta visitare il sito ufficiale 1picasso100euros.com entro il 14 aprile 2026. Centoventi mila biglietti, centoventi mila opportunità, ma soprattutto centoventi mila contributi alla ricerca che potrebbero fare la differenza per milioni di persone nel mondo. Io ho dato il mio contributo, voi che fate?
Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.