Quando le lancette dell’orologio toccano la mezzanotte e mezza, in via Carlo Giuseppe Merlo, a pochi passi da piazza Fontana, Milano si prepara a vibrare su frequenze diverse. Sabato 18 ottobre l’Apophis Club spalanca le porte al primo appuntamento del Dub Musik Limited Showcase, un formato pensato per chi considera la musica elettronica non un sottofondo, ma un’esperienza da vivere con tutto il corpo.
Quando il dancefloor diventa un viaggio sensoriale
Non è una serata qualunque. È il debutto di un progetto che promette di ridefinire gli standard del clubbing underground milanese. Sul palco si alterneranno Simon T e TIzZ, anime della label Dub Musik, insieme a Jamahr di Captea Records e Savana Potente, e Go Musik, pronto ad aprire le danze con la sua selezione minimal. Dalle 23:30 alle 5 del mattino, l’impianto VOID di ultima generazione dell’Apophis – quello che garantisce bassi così profondi da sembrare un battito cardiaco collettivo – trasformerà la sala in un’unica entità pulsante.
La formula è semplice: niente compromessi commerciali, solo ricerca sonora. Groove ipnotici, atmosfere che scivolano tra micro house e acid, texture dub che avvolgono come nebbia notturna. Chi varca quella soglia non cerca la hit del momento, ma l’abbandono totale a un suono che sa dove portarti, anche se tu non lo sai ancora.
Un’etichetta che parla in vinile
Dub Musik Limited non è solo un nome stampato su flyer. È un’etichetta nata nel 2018 dalla visione di Simone Tassoncini e Tiziana Zuppardini – in arte Simon T e TIzZ – a cui si è unito Manuel Benvenuti. La loro filosofia? Pubblicare esclusivamente su vinile 180 grammi, in edizioni limitate che si esauriscono prima che tu abbia il tempo di decidere se comprarle. Un gesto contro la smaterializzazione della musica, un ritorno alla fisicità del suono.
Il portale Feeder.ro ha inserito la label tra le prime dieci etichette minimal al mondo, ma per chi frequenta certi circoli questo non è una novità. Simon T ha suonato da Barcellona a Berlino, da Ibiza a Kiev, costruendo nel tempo una reputazione solida come i bassi che propone. TIzZ, direttamente da Barcellona, porta invece un approccio che fonde rigore strutturale e fluidità, creando set che sono veri e propri percorsi narrativi.
Il rituale del clubbing consapevole
Dub in the Club, il brand che dal 2021 orchestra queste notti, ha una missione precisa: riportare il clubbing alla sua essenza. Niente selfie con il bicchiere in mano, niente playlist preconfezionate. Solo qualità sonora, ricerca musicale e quella che loro chiamano “consapevolezza artistica”. I loro eventi hanno toccato il Bolgia di Bergamo, l’Alter Ego di Verona, il Savana Potente di Torino e altri templi dell’elettronica italiana.
L’Apophis si inserisce perfettamente in questa visione. Non è un caso che al bar servano solo distillati di prima qualità in bicchieri di vetro, accompagnati da bottigliette personali di mixer. Ogni dettaglio conta quando l’esperienza dev’essere totale. Il locale, aperto durante la Fashion Week 2017, ha conquistato subito chi cerca qualcosa di più di una semplice discoteca.
Un appuntamento che segna l’inizio
Questo showcase non è un punto d’arrivo, ma l’apertura della stagione 2025/26 di Dub in the Club. Chi vorrà esserci potrà accaparrarsi l’ingresso anticipato online a partire da 15 euro, oppure presentarsi in cassa con 30 euro. Per chi preferisce vivere la serata con più comfort, i tavoli privé costano 600 euro (dieci ingressi più una bottiglia), mentre i tavoli pista sono a 300 euro (cinque ingressi più una bottiglia).
Jamahr, il dj torinese che ha pubblicato su etichette come Locus e After Caposile ed è supportato da nomi come Villalobos e Arapu, porterà le sue bassline corpose e i groove raffinati che lo hanno reso resident del Savana Potente. Go Musik, nato nel 1982 con radici siciliane, aprirà invece la nottata con la sua visione minimal, affinata proprio nella realtà di Dub in the Club.
Milano, sabato 18 ottobre. L’underground si riprende la notte.
Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.

