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Between the Sheets: il cocktail tra seduzione e raffinatezza

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Il nome è una provocazione elegante, un invito sussurrato che promette piacere e intimità. Il Between the Sheets è uno di quei cocktail che sanno giocare con l’immaginazione prima ancora di toccare le labbra: tra le lenzuola, appunto, dove il confine tra pubblico e privato si dissolve. Ma dietro questa nomenclatura audace si nasconde una ricetta di straordinaria complessità, un equilibrio perfetto tra la morbidezza del cognac, la vivacità del rum bianco e la luminosità agrumata del triple sec. Un drink che seduce con discrezione, senza alzare la voce, lasciando parlare gli ingredienti con una naturalezza che solo i grandi classici sanno esprimere. Non è un cocktail per tutti i momenti: richiede attenzione, rispetto, la giusta compagnia.

Le origini controverse di un classico

La paternità del Between the Sheets viene solitamente attribuita a Harry MacElhone del celebre Harry’s New York Bar di Parigi negli anni Trenta, concepito come una variante del Sidecar. Tuttavia, esistono teorie contrastanti che collocano la nascita del cocktail a Londra nel 1921, in pieno fermento creativo post-bellico, quando i bartender sperimentavano con ogni combinazione possibile di distillati e liquori.

Il contesto storico è fondamentale per comprendere questo drink. Gli anni Trenta videro molti bartender americani trasferirsi in Europa durante il Proibizionismo per continuare a esercitare il loro mestiere, portando con sé tecniche e idee nuove che si fusero con la tradizione europea. Il Between the Sheets nasce proprio da questo incontro: il rum, spirito caraibico per eccellenza, si unisce al cognac, simbolo dell’eleganza francese, creando un matrimonio perfetto tra vecchio e nuovo mondo.

La ricetta originale prevedeva proporzioni diverse a seconda della fonte, con alcune versioni che includevano un tocco di Benedictine, liquore alle erbe che avrebbe aggiunto ulteriore complessità aromatica. Nel corso dei decenni, però, la formula si è standardizzata, trovando un equilibrio che ne ha garantito la sopravvivenza fino ai giorni nostri. Il nome stesso del cocktail, mai del tutto chiarito nelle sue origini, probabilmente si riferisce alla potenza alcolica del drink, capace di far dimenticare le convenzioni sociali con dolcezza ingannevole.

La ricetta classica

La bellezza del Between the Sheets risiede nella sua apparente semplicità. Le proporzioni classiche prevedono 30 ml di rum bianco, 30 ml di cognac, 30 ml di triple sec e 7,5 ml di succo di limone. Tre parti uguali di distillati ad alta gradazione e una modesta quantità di agrume: un cocktail deciso, che non ammette compromessi.

Ingredienti:

  • 30 ml di rum bianco
  • 30 ml di cognac
  • 30 ml di triple sec (o Cointreau)
  • 7,5 ml di succo di limone fresco
  • Ghiaccio
  • Scorza di limone per guarnire

Preparazione:

Versare tutti gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio, shakerare vigorosamente e filtrare in una coppetta da cocktail fredda. La tecnica dello shaking è essenziale: deve essere energico ma controllato, abbastanza lungo da raffreddare e diluire leggermente il drink, ma non troppo per non annacquarlo. Il risultato deve essere un liquido limpido, freddo come una carezza invernale, con una leggera schiuma in superficie che testimonia la corretta emulsione degli ingredienti.

La scelta degli ingredienti fa la differenza. Il rum bianco deve essere pulito e neutro, privo di note troppo marcate che potrebbero sovrastare il cognac. Quest’ultimo, invece, dovrebbe essere di buona qualità: un VS andrà benissimo, ma un VSOP porterà maggiore profondità. Il triple sec è preferibilmente un Cointreau, che offre note agrumate più raffinate rispetto a versioni economiche. Infine, il succo di limone deve essere rigorosamente fresco: quello in bottiglia è un tradimento imperdonabile.

Gli abbinamenti gastronomici

Il Between the Sheets è un cocktail dalla personalità complessa, il cui profilo aromatico si presta perfettamente ad accompagnare dessert a base di agrumi, come una torta al limone o una cheesecake all’arancia, dove l’acidità si bilancia con la dolcezza del drink. L’equilibrio tra dolce e aspro del cocktail trova un riflesso naturale in questi dessert, creando un dialogo armonioso al palato.

Anche i dolci a base di cioccolato fondente rappresentano un abbinamento vincente: l’amarezza del cacao contrasta piacevolmente con le note morbide del cognac e la freschezza agrumata, mentre il rum aggiunge una dimensione tropicale che alleggerisce la ricchezza del cioccolato.

Per il suo carattere deciso, il Between the Sheets si abbina perfettamente anche a sapori speziati, piccanti o formaggi molto erborinati. Un gorgonzola stagionato, con le sue venature blu intense e il sapore pungente, trova nel cocktail un partner capace di tenere testa alla sua personalità. Allo stesso modo, piatti speziati della cucina mediorientale o nordafricana, dove curcuma, cumino e coriandolo dominano, vengono esaltati dalle note complesse del drink.

L’aperitivo è forse il momento meno indicato per questo cocktail: la sua gradazione alcolica importante e la complessità aromatica lo rendono più adatto a momenti di pura contemplazione, magari a fine pasto o come digestivo elegante. È un drink da conversazione intima, da sorseggiare lentamente mentre la serata si fa tarda e le parole scorrono fluide come il liquido dorato nella coppa.

Il Between the Sheets rimane, a quasi un secolo dalla sua creazione, un esempio perfetto di come la mixology sappia creare armonia dall’incontro di mondi diversi. Tre distillati, tre storie, tre continenti che si fondono in un sorso capace di raccontare epoche lontane e passioni sempre attuali.

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