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Casino: un cocktail dimenticato dalla storia della mixology

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Nel panorama dei cocktail classici esistono drink che hanno attraversato il Novecento con la forza di icone indiscusse, e altri che invece hanno vissuto una vita più appartata, lontani dai riflettori delle mode e delle tendenze.Il Casino appartiene a questa seconda categoria: un cocktail dalla personalità decisa, aromatico e agrumato, che merita di essere riscoperto dagli appassionati di mixology e dagli intenditori che cercano esperienze di gusto autentiche e fuori dai circuiti più battuti.

Questo drink all day, perfetto per ogni momento della giornata, si distingue per l’elegante equilibrio tra la rotondità morbida dell’Old Tom Gin, la nota floreale e leggermente amarognola del maraschino, l’acidità vivace del limone e la complessità speziata dell’orange bitters. Un intreccio di sapori che regala al palato una danza sofisticata, capace di sorprendere anche i bevitori più esperti.

Le origini avvolte nel mistero

La storia del Casino è uno di quei racconti che la mixology ama custodire con discrezione, fatta più di ipotesi che di certezze. La prima apparizione documentata di questo cocktail risale al 1916, quando Hugo Ensslin incluse la ricetta nel suo “Recipe for Mixed Drinks”, un volume che rappresenta una pietra miliare nella letteratura del bartending. Ensslin, bartender presso il bar dell’Hotel Wallick a Times Square, New York, compilò un ricettario che sarebbe diventato un riferimento fondamentale per le generazioni successive di professionisti del settore.

Tuttavia, nonostante la presenza del drink nel ricettario abbia fatto supporre che fosse stato proprio Ensslin il creatore del cocktail, questa tesi è stata rifiutata per l’assenza di altre indicazioni in merito. Il mistero si infittisce quando si considera che il Casino è successivamente menzionato nel celebre Savoy Cocktail Book del 1930, scritto da Harry Craddock, il leggendario bartender americano che durante il Proibizionismo emigrò a Londra e contribuì a definire l’età d’oro dei cocktail europei presso l’American Bar del Savoy Hotel.

L’origine del nome stesso resta enigmatica: non esistono testimonianze certe che colleghino il drink a specifici casinò o a particolari eventi mondani dell’epoca. Ciò che sappiamo è che questo cocktail si colloca perfettamente nel contesto dei grandi classici a base di gin del primo Novecento, condividendo il palcoscenico con drink immortali come il Martini e l’Aviation.

Una curiosità che vale la pena menzionare riguarda l’evoluzione della ricetta nel tempo. La codifica del 2011 prevedeva 4 cl di Old Tom gin bilanciati da un cl di maraschino, un cl di succo di limone e un cl di orange bitters, una quantità davvero importante per quest’ultimo ingrediente. Una ricetta audace che testimonia come il Casino non abbia mai temuto di osare nel gioco degli equilibri gustativi.

La ricetta classica: precisione e armonia

La preparazione del Casino richiede attenzione ai dettagli e rispetto per gli ingredienti, come ogni cocktail che aspiri all’eccellenza. La ricetta contemporanea, codificata dall’IBA (International Bartenders Association) nella categoria degli Unforgettables, prevede dosi più moderate e bilanciate rispetto alle versioni storiche.

Ingredienti:

  • 4 cl di Old Tom Gin
  • 1 cl di liquore maraschino
  • 1 cl di succo di limone fresco
  • 2 dash di orange bitters
  • 1 ciliegia al maraschino per guarnire

Procedimento: Versare tutti gli ingredienti in uno shaker colmo di ghiaccio. Shakerare energicamente per circa 10-15 secondi, fino a quando l’esterno dello shaker diventa ghiacciato. Filtrare con uno strainer in una coppetta Martini precedentemente raffreddata. Guarnire con una ciliegia al maraschino, elemento che oltre a conferire un tocco estetico aggiunge una nota dolce e fruttata al sorso finale.

La scelta dell’Old Tom Gin non è casuale: questo stile di gin, caratterizzato da una leggera dolcezza e da un profilo più morbido rispetto al London Dry, era lo standard nella mixology ottocentesca e dei primi del Novecento. La sua rotondità addolcita bilancia perfettamente l’acidità del limone e l’intensità aromatica del maraschino, quel distillato di ciliegie Marasca tipico della tradizione veneta che apporta eleganti note di mandorla e fiori bianchi.

Gli orange bitters completano il quadro aromatico con le loro sfumature speziate e agrumate, creando un filo conduttore che lega tutti gli elementi in una sinfonia gustativa coerente e sofisticata.

Abbinamenti gastronomici: quando il drink incontra il cibo

Il Casino si presta magnificamente a diversi abbinamenti gastronomici, grazie al suo profilo aromatico complesso ma mai invadente. La componente agrumata e leggermente amara lo rende ideale come aperitivo, capace di stimolare il palato e prepararlo all’esperienza del pasto.

Un abbinamento vincente è quello con i frutti di mare crudi: ostriche, tartare di ricciola, carpacci di pesce bianco e gamberi rossi trovano nel Casino un compagno ideale. L’acidità del limone e la pulizia del gin esaltano la freschezza marina senza coprirne le sfumature delicate, mentre il maraschino aggiunge una dimensione fruttata che crea ponti interessanti con la dolcezza naturale dei crostacei.

Anche i salumi e i formaggi freschi rappresentano un territorio d’incontro felice: prosciutto crudo di Parma o San Daniele, culatello, bresaola accompagnati da mozzarella di bufala, crescenza o caprini morbidi. La componente aromatica del gin dialoga con le speziature della carne stagionata, mentre la freschezza del cocktail bilancia la ricchezza dei formaggi.

Per chi ama sperimentare abbinamenti meno convenzionali, il Casino si sposa sorprendentemente bene con la cucina asiatica contemporanea: sushi, sashimi, tempure di verdure e roll con avocado e salmone. La struttura del drink, né troppo dolce né eccessivamente alcolica, accompagna con eleganza i sapori delicati e le texture morbide della cucina giapponese, mentre gli orange bitters richiamano alcune note speziate presenti nella preparazione del riso al sushi.

Infine, questo cocktail può trovare una collocazione interessante anche a fine pasto, come digestivo leggero in alternativa ai più classici amari. Servito dopo una cena a base di pesce o dopo antipasti elaborati, il Casino offre una chiusura rinfrescante e sofisticata, capace di pulire il palato senza appesantire.

La versatilità del Casino lo rende un cocktail democratico, capace di adattarsi a contesti diversi mantenendo intatta la propria identità. Riscoprirlo significa fare un viaggio nel tempo della mixology, quando i bartender costruivano le loro creazioni con pochi ingredienti di qualità eccelsa, cercando l’equilibrio perfetto tra forza e finezza, tra dolcezza e acidità, tra tradizione e innovazione.

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