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Martinez: l’antenato nobile del Martini

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Nel panorama della mixology internazionale, pochi cocktail possono vantare un’eredità così prestigiosa e dibattuta come il Martinez. Considerato il precursore diretto del Dry Martini, questo drink rappresenta un ponte affascinante tra l’epoca d’oro della miscelazione ottocentesca e la modernità dei cocktail contemporanei. Con il suo profilo aromatico complesso, che bilancia la forza del gin con la dolcezza avvolgente del vermouth rosso, il Martinez è un viaggio sensoriale che merita di essere riscoperto e celebrato. Dal 2020, l’International Bartender Association ha finalmente riconosciuto questo classico inserendolo nella lista dei cocktail ufficiali, restituendogli la dignità che la storia gli aveva sempre conferito.

Le origini leggendarie tra minatori e barman visionari

La nascita del Martinez è avvolta in quel mistero romantico che caratterizza i grandi classici della mixology. Le fonti storiche convergono su un periodo compreso tra il 1860 e il 1870, quando la California viveva l’epopea della corsa all’oro e i saloon rappresentavano l’epicentro della vita sociale. La teoria più accreditata attribuisce la paternità del cocktail a Julio Richelieu, un barman che operava nella città californiana di Martinez. Secondo la leggenda, Richelieu avrebbe creato questo drink per soddisfare la richiesta di un minatore che desiderava qualcosa di speciale da gustare prima di intraprendere il viaggio verso San Francisco. La città di Martinez celebra ancora oggi questa origine con una targa commemorativa esposta nel centro cittadino.

Un’altra affascinante ipotesi lega il Martinez al leggendario Jerry Thomas, soprannominato “The Professor”, considerato il padre della mixology moderna. Alcuni storici sostengono che Thomas avrebbe incluso una versione del Martinez nel suo repertorio già intorno al 1850, rendendolo uno dei cocktail più antichi della tradizione americana. La prima pubblicazione documentata della ricetta risale tuttavia al 1884, quando O.H. Byron incluse il Martinez nel suo “The Modern Bartender”, descrivendo un drink realizzato con genever – un distillato di cereali aromatizzato al ginepro dal profilo più rotondo rispetto al gin moderno – vermouth dolce, maraschino e bitter.

Ciò che rende il Martinez particolarmente significativo nella storia della mixology è la sua evoluzione parallela al cambio dei gusti dell’epoca. Con l’inizio del XX secolo, i palati iniziarono a prediligere sapori più asciutti e meno zuccherini, portando i bartender a sostituire progressivamente il vermouth dolce con versioni dry. Questa transizione rappresenta il momento in cui il Martinez iniziò la sua metamorfosi verso il Dry Martini che conosciamo oggi.

La ricetta classica secondo l’IBA

La versione ufficiale riconosciuta dall’International Bartender Association rappresenta un equilibrio magistrale tra forza e morbidezza, tra componente alcolica e note aromatiche. Ecco gli ingredienti della ricetta classica:

  • 45 ml di London Dry Gin
  • 45 ml di Vermouth Rosso Dolce
  • 1 bar spoon di Maraschino Luxardo
  • 2 dash di Orange Bitters
  • Scorza di limone per la guarnizione

La preparazione del Martinez segue il metodo classico dello stirring: tutti gli ingredienti vanno versati in un mixing glass colmo di ghiaccio e mescolati con un bar spoon per circa 30-40 secondi. Questa tecnica permette di raffreddare e diluire il cocktail nella giusta misura, senza incorporare bollicine d’aria che comprometterebbero la texture setosa del drink. Il cocktail va poi filtrato in una coppetta da cocktail precedentemente raffreddata in freezer.

La guarnizione con la scorza di limone non è un elemento decorativo, ma parte integrante dell’esperienza gustativa: gli oli essenziali della buccia, spruzzati sopra il drink, aggiungono una nota agrumata fresca che bilancia perfettamente la dolcezza del vermouth e del maraschino. Il Martinez si presenta nel bicchiere con un colore ambrato profondo, quasi mogano, e una consistenza oleosa che accarezza il palato ad ogni sorso.

La scelta del gin è fondamentale: un London Dry classico, con evidenti note di ginepro e una struttura decisa, riesce a reggere la ricchezza del vermouth dolce senza farsi sopraffare. Il maraschino Luxardo, con le sue note di mandorla e ciliegia, aggiunge una dimensione di complessità aromatica che rende il Martinez molto più di una semplice somma delle sue parti.

Abbinamenti gastronomici per esaltare il Martinez

Il Martinez, con il suo profilo aromatico complesso e la sua struttura alcolica importante, si presta magnificamente come cocktail da meditazione o da abbinamento gastronomico. Tradizionalmente considerato un after dinner, questo drink trova la sua collocazione ideale a fine pasto, quando il palato è pronto ad apprezzare sapori intensi e articolati.

Gli abbinamenti più riusciti vedono il Martinez accompagnare formaggi stagionati di carattere: un Parmigiano Reggiano di 36 mesi, con la sua granulosità e le note di frutta secca, crea un dialogo interessante con la dolcezza del vermouth. Altrettanto intrigante è l’accostamento con formaggi erborinati come il Gorgonzola piccante o lo Stilton, dove la componente amaricante del gin e dei bitter bilancia la sapidità del formaggio.

Per chi preferisce abbinamenti più decisi, il Martinez si sposa egregiamente con salumi di lunga stagionatura: un culatello di Zibello, un prosciutto di Parma di 30 mesi o una bresaola della Valtellina trovano nel cocktail un compagno in grado di pulire il palato tra un assaggio e l’altro. La componente alcolica aiuta a sciogliere i grassi, mentre le note agrumate della scorza di limone rinfrescano la bocca.

Nel mondo dei dolci, il Martinez si abbina splendidamente a preparazioni a base di cioccolato fondente e frutta secca: un sacher, una torta al cioccolato con nocciole piemontesi o dei biscotti al cacao creano armonie di sapore che esaltano reciprocamente cocktail e dessert. Interessante anche l’accostamento con dolci speziati come panpepato o pan di zenzero, dove le note agrumate e amare del Martinez puliscono il palato dalla persistenza delle spezie.

Per un aperitivo di classe, il Martinez può accompagnare tartare di manzo condite con senape e capperi, o ostriche servite con una goccia di limone: in questo caso, la sapidità del mare trova un contraltare elegante nella complessità aromatica del cocktail, creando un’esperienza gustativa di alto livello che celebra la tradizione della grande mixology internazionale.

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