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Carnevale di Cento: il Carnevale d’Europa gemellato con Rio de Janeiro

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Lungo il chilometro di Corso Guercino, nel freddo febbraio emiliano, accade qualcosa di straordinario. Giganti di cartapesta alti venti metri rasentano i palazzi storici mentre dal cielo piovono peluche, palloni e giocattoli. Ballerine brasiliane della scuola di samba Beija Flor scaldano l’atmosfera con ritmi carioca, trasformando questa cittadina ferrarese nell’unico carnevale europeo gemellato con Rio de Janeiro. Non è un’esagerazione dire che a Cento, per cinque domeniche all’anno, si respira aria do Brazil.

cento carnevale d'europa 1 feb 2026

L’unico carnevale al mondo gemellato con Rio de Janeiro

Il Carnevale di Cento vanta un primato mondiale: dal 1993 è l’unico carnevale gemellato ufficialmente con quello di Rio de Janeiro. Questa alleanza straordinaria, nata da un sogno visionario, ha portato delegazioni italiane a sfilare nel mitico Sambodromo davanti a 400mila spettatori e 90 milioni di telespettatori. Ogni anno, dal 1994, il carro vincitore dell’edizione precedente attraversa l’oceano per rappresentare l’Italia alla Notte dei Campioni brasiliana, un onore riservato solitamente solo alle scuole di samba.

Ma il gemellaggio non è solo simbolico. Ogni domenica di carnevale, Cento si trasforma in un angolo di Brasile sulla Pianura Padana: percussionisti scatenati e ballerine in costume coloratissimo portano la samba nelle vie del centro storico, creando un contrasto affascinante con l’architettura rinascimentale della città che diede i natali al pittore Guercino.

Quattro secoli di tradizione documentata dagli affreschi del Guercino

La storia del Carnevale centese affonda le radici nel XVII secolo, quando nel 1615 Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, immortalò nei suoi affreschi di Casa Pannini le scene dei festeggiamenti mascherati che animavano la piazza. Quelle immagini testimoniano una tradizione già consolidata, fatta di cortei, balli e giochi di squadra che coinvolgevano l’intera comunità.

Nel corso dei secoli, la festa ha attraversato epidemie, carestie e guerre, rinascendo sempre più forte. La svolta moderna arriva nel 1870, quando la Società Carnevalesca Progresso organizza il primo corteo con carri in cartapesta, inaugurando quella che diventerà l’arte distintiva del carnevale centese. Nel Novecento nasce Tasi, la maschera simbolo della manifestazione: un personaggio ispirato a Luigi Tasini, contadino realmente esistito, tipo biondiccio e non molto alto, ingegnoso costruttore di oggetti meccanici, che aveva sostituito la moglie bisbetica con una volpe tenuta al guinzaglio.

I giganti di cartapesta che sfidano le leggi della fisica

Osservare i carri di Cento è un’esperienza che lascia senza fiato. Queste monumentali sculture mobili, alte fino a venti metri e larghe sei, sono il risultato di mesi di lavoro artigianale da parte di cinque associazioni carnevalesche: i Toponi, i Ragazzi del Guercino, i Mazalora, il Risveglio e i Fantasti100. Ogni società dedica l’intero anno alla progettazione e realizzazione del proprio carro, un’opera che richiede maestria nella lavorazione della cartapesta, ingegno nei complessi movimenti meccanici e creatività nell’ideazione tematica.

I carri sfilano trainati da potenti trattori lungo le strette vie del centro, sfiorando gli edifici storici in un percorso che si snoda da Piazzale Bonzagni attraverso Corso Guercino fino alla Rocca. Centinaia di figuranti in costume precedono e accompagnano queste creature fantastiche, creando coreografie elaborate al ritmo di musiche incalzanti.

Il gettito: quando la pioggia è fatta di regali

Una delle tradizioni più amate del Carnevale di Cento è il “gettito”, un elemento distintivo che i centesi rivendicano come propria invenzione. Dalle torrette più alte dei carri viene riversata sul pubblico una valanga colorata di doni: peluche, palloni gonfiabili, salvagenti, giocattoli di ogni tipo. Si dice che nessuno torni a casa dal Carnevale di Cento a mani vuote, e questa generosità rappresenta il 30% delle spese sostenute da ogni associazione carnevalesca.

Il lancio dei doni trasforma gli spettatori in protagonisti attivi della festa, creando un momento di condivisione gioiosa tra chi sta sui carri e chi li ammira da terra. È un gesto di riconoscenza verso il pubblico, ma anche un modo per rendere la festa davvero inclusiva e partecipata.

Il testamento di Tasi e il rogo conclusivo

L’ultima domenica di carnevale si conclude con uno dei momenti più emozionanti e carichi di significato simbolico: la lettura del testamento di Tasi e il successivo rogo della sua maschera. Prima di essere bruciato nel Piazzale della Rocca, Tasi recita il suo testamento in dialetto centese, lasciando i propri “averi” ai cittadini. Con tono ironico e satirico, elogia chi si è distinto positivamente durante l’anno e mette alla berlina coloro che non hanno tenuto un comportamento corretto.

Questo rito antico, che affonda le radici nella tradizione contadina del Berlingaccio, rappresenta la conclusione della stagione invernale e il passaggio verso la Quaresima. Il rogo è accompagnato da uno spettacolo pirotecnico che illumina la notte, segnando la fine dei festeggiamenti in un tripudio di fuochi e emozioni.

Cento oltre il carnevale: arte e tradizioni da esplorare

Il Carnevale trasforma Cento in un palcoscenico diffuso dove arte, cultura, enogastronomia e sport si intrecciano per un mese intero. Il centro storico, soprannominato “La Piccola Bologna” per i suoi portici caratteristici e la struttura tipicamente bolognese, offre numerose attrazioni durante il periodo carnevalesco.

La Civica Pinacoteca il Guercino, riaperta dopo undici anni dal terremoto del 2012, custodisce le opere del celebre pittore barocco. Durante le domeniche di carnevale, i possessori del biglietto dell’evento beneficiano di tariffe ridotte per visitare i musei cittadini. La Rocca ospita rievocazioni storiche a cura della Compagnia Il Governatore delle Antiche Terre del Gambero, mentre nei vicoli del centro si svolgono laboratori, concerti, mostre e degustazioni di prodotti tipici emiliani.

Informazioni pratiche per l’edizione 2026

DATE E ORARI
Il Carnevale di Cento 2026 si svolge in cinque domeniche: 1, 8, 15, 22 febbraio e 1 marzo. Le sfilate iniziano alle ore 14:00 e proseguono fino alle 18:30 circa, con i carri che percorrono il circuito di Corso Guercino più volte in andata e ritorno.

BIGLIETTI E COSTI

  • Biglietto intero: 19 euro (acquistabile in prevendita online o presso le biglietterie agli ingressi il giorno stesso a 16 euro sul sito ufficiale più diritti di prevendita)
  • Ridotto bambini (da 1,21 mt fino a 14 anni): 15 euro
  • Gratuito per bambini sotto 1,20 metri
  • Gruppi organizzati (minimo 25 persone): 15 euro a persona con prenotazione obbligatoria a gruppi@carnevalecento.com

SERVIZI
Con l’acquisto del biglietto si ottiene uno sconto per l’ingresso alla Pinacoteca Civica di Cento. Sono disponibili aree parcheggio gratuite per camper in Piazzale 7 Fratelli Govoni (Via Marescalca) e Via Burgatti, senza necessità di prenotazione.

COME ARRIVARE
Cento si trova a circa 35 km da Bologna e 25 km da Ferrara. La città non ha stazione ferroviaria ed è raggiungibile in auto (A13 Bologna-Padova, uscita Altedo o Ferrara Sud) oppure con servizio navetta ufficiale da Bologna Stazione Centrale e Ferrara, con partenze alle 9:30 e 11:00 e ritorno alle 18:00 (biglietto andata/ritorno: 16 euro adulti, 8 euro bambini fino a 160 cm).

INFORMAZIONI: www.carnevalecento.com

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