A pochi passi dalla Fontana di Trevi, nascosta tra le vie del rione Trevi, esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato alla fine dell’Ottocento. La Galleria Sciarra, costruita tra il 1885 e il 1888, rappresenta uno dei più rari e affascinanti esempi di architettura liberty nella Città Eterna. Questo passaggio pedonale coperto, accessibile gratuitamente durante gli orari d’ufficio dal lunedì al venerdì, custodisce un patrimonio artistico straordinario che pochi turisti conoscono. Le sue pareti raccontano storie di virtù femminili e vita borghese attraverso affreschi che ancora oggi mantengono intatta la loro bellezza originaria.
Un passaggio liberty tra ferro, vetro e sogni di modernità
Il principe Maffeo Barberini-Colonna di Sciarra, VIII principe di Carbognano, volle la galleria per collegare gli spazi di sua proprietà, che includevano non solo la sua dimora ma anche le redazioni del quotidiano La Tribuna e della celebre rivista letteraria Cronaca Bizantina, diretta da Gabriele D’Annunzio. L’architetto Giulio De Angelis progettò la struttura, creando un cortile pedonale coperto da una magnifica volta in ferro e vetro che inonda di luce naturale l’intero ambiente. Le strutture in ghisa, tipiche dell’architettura di fine Ottocento, si alternano a eleganti colonne policrome che, nonostante l’apparente leggerezza, svolgono funzioni portanti. Il risultato è uno spazio che unisce innovazione tecnologica e raffinatezza estetica, trasformando un semplice cortile in un gioiello architettonico. La galleria si sviluppa su tre livelli decorati con lesene d’ordine gigante: doriche al primo piano, ioniche al secondo e corinzie al terzo, in un crescendo di eleganza che culmina nella luminosa cupola vetrata.
Gli affreschi di Giuseppe Cellini: omaggio alla donna e alla vita quotidiana
Il pittore Giuseppe Cellini realizzò gli affreschi della Galleria Sciarra nel 1888, seguendo un programma iconografico ideato dal letterato Giulio Salvadori. Le decorazioni celebrano le virtù tradizionali della donna, raffigurate simbolicamente nel registro superiore con didascalie quali “Benigna”, “Domina”, “Amabilis”, “Misericors”, “Iusta”, “Prudens”, mentre nel registro inferiore si snoda la vicenda familiare della donna come fanciulla, sposa e madre. Tra le scene di vita quotidiana spiccano La Cura del Giardino, Il Pranzo Domestico, L’Esercizio Musicale, La Conversazione Galante, La Toletta e La Cura dei Figli. Le tonalità ocra e rosso scuro, realizzate con la tecnica dell’encausto, avvolgono il visitatore in un’atmosfera dal sapore antico. Le iniziali CSS, Carolina Colonna Sciarra, ricorrono sugli scudi nei vani d’ingresso come omaggio alla madre del principe Maffeo. Secondo la tradizione, nell’affresco della Conversazione Galante apparirebbe ritratto proprio Gabriele D’Annunzio.
Indirizzo: Via Marco Minghetti / Piazza dell’Oratorio, 00187 Roma
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