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Pattinaggio di figura: quando il ghiaccio diventa poesia alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026

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La Milano Ice Skating Arena si prepara a diventare teatro di emozioni indimenticabili. Dal 6 al 19 febbraio 2026, il pattinaggio di figura riporterà in Italia quello spettacolo unico dove tecnica e arte si fondono in un’espressione che da oltre un secolo incanta il mondo. Sullo stesso ghiaccio dove gli azzurri si allenano quotidianamente, 142 atleti provenienti da ogni angolo del pianeta si contenderanno le medaglie olimpiche in una delle discipline più amate e seguite dei Giochi Invernali.

Il pattinaggio di figura rappresenta molto più di una competizione sportiva: è narrazione sul ghiaccio, dove ogni movimento racconta una storia e ogni salto sfida la gravità con grazia apparentemente naturale. Gli atleti diventano danzatori, attori e acrobati insieme, muovendosi su lame sottili pochi millimetri sopra una superficie che non perdona errori. La musica si intreccia con il pattinaggio, il corpo interpreta ritmi ed emozioni mentre esegue elementi tecnici di straordinaria complessità.

La disciplina più antica del programma olimpico invernale

Il pattinaggio di figura vanta una storia che precede persino la nascita delle Olimpiadi Invernali. La disciplina fece il suo debutto olimpico ai Giochi estivi di Londra 1908 e riapparve ad Anversa 1920, prima che nel 1924 entrasse definitivamente nel programma dei Giochi Invernali di Chamonix. Un primato che testimonia il fascino senza tempo di questo sport, capace di conquistare il pubblico fin dalle sue prime apparizioni sulla scena olimpica.

Alle Olimpiadi del 1908 gareggiarono 21 pattinatori di sei Paesi, e le gare si tennero in una pista al coperto a Knightsbridge dove gli olimpionici potevano allenarsi per 10 ore al giorno mentre il resto del tempo la struttura accoglieva i normali visitatori. Un’atmosfera difficile da immaginare oggi, quando le arene olimpiche sono chiuse al pubblico durante gli allenamenti degli atleti.

Una figura storica indimenticabile è quella di Sonja Henie, che fece il suo debutto olimpico a Chamonix nel 1924 all’età di soli 11 anni. Era così nervosa che a metà della sua esibizione dovette chiedere al suo allenatore cosa fare. Tuttavia vinse la medaglia d’oro nelle tre successive edizioni dei Giochi, conquistando un seguito enorme e contribuendo successivamente, attraverso il cinema, a rendere il pattinaggio di figura ancora più popolare.

Come funzionano le gare: regole e punteggi del pattinaggio moderno

Il pattinaggio di figura si suddivide in cinque eventi: singolo maschile e femminile, coppie di artistico, danza su ghiaccio e gara a squadre. Ogni specialità ha caratteristiche peculiari che la rendono unica nel panorama olimpico.

Le competizioni di singolo maschile, femminile e coppie di artistico prevedono due prove distinte. Nel programma corto il pattinatore deve eseguire 8 elementi obbligatori: 3 salti, 3 piroette e 2 sequenze di passi veloci, nell’ordine che preferisce, con un tempo massimo di 2 minuti e 40 secondi. La valutazione corrisponde a un terzo del punteggio finale. Il programma libero offre invece maggiore libertà creativa, pur mantenendo elementi tecnici obbligatori: dura 4 minuti e 30 secondi per gli uomini e 4 minuti per le donne, vale i due terzi del punteggio finale.

La danza su ghiaccio si distingue nettamente dalle coppie di artistico. La differenza tra le due discipline è che la danza su ghiaccio non presenta alcuni elementi tecnici come i salti o i sollevamenti sopra la testa. Nella danza vengono disputati sia il programma corto, chiamato danza ritmica, che la danza libera, con il genere musicale della danza ritmica deciso annualmente dalla Federazione internazionale di pattinaggio.

Il sistema di valutazione moderno si basa su due componenti fondamentali. Il punteggio tecnico misura la difficoltà e l’esecuzione di elementi come salti, piroette e sequenze di passi. Le componenti del programma valutano invece interpretazione musicale, coreografia, transizione tra movimenti e qualità del pattinaggio. Il risultato finale deriva dalla somma di questi due punteggi, con eventuali penalità per cadute, elementi mancati o violazioni del tempo consentito.

I punteggi sono affidati alla valutazione di un panel di due specialisti tecnici e un controllore tecnico per decretare il livello di esecuzione dell’elemento tecnico eseguito. La qualità di esecuzione e altre componenti artistiche vengono invece giudicate da un panel di nove giudici.

I salti che sfidano la gravità: dall’Axel al quadruplo

I salti rappresentano gli elementi più spettacolari e difficili del pattinaggio di figura. La varietà dei salti è numerosa, con un quoziente di difficoltà decrescente dall’Axel, al Lutz, al Rittberger, al Flip, al Salchow, al Toe Loop. Secondo le rotazioni compiute dall’atleta, ognuno può essere semplice, doppio, solo per alcuni salti triplo o quadruplo.

A Beijing 2022, il campione olimpico Nathan Chen ha eseguito sette salti quadrupli in due programmi, sfidando apparentemente la gravità e la logica, intrecciando al contempo componenti artistiche quasi altrettanto complicate rispetto a quelle tecniche. Il pattinaggio maschile ha raggiunto vette tecniche impensabili solo pochi decenni fa.

Lo statunitense Ilia Malinin ha scritto una pagina storica recente diventando il primo pattinatore, uomo o donna, a eseguire con successo il quadruplo Axel in gara, un elemento che sembrava impossibile fino a poco tempo fa. Il suo record testimonia l’evoluzione continua di questa disciplina, dove i limiti fisici vengono costantemente ridefiniti.

La gara a squadre: lo spettacolo prima della cerimonia inaugurale

L’evento a squadre si compone di una fase di qualificazione e di una fase finale, suddivise nei tradizionali programmi del pattinaggio. Nella fase di qualificazione, un uomo, una coppia di danza, una coppia di artistico e una donna presentano il loro programma corto per accumulare il punteggio più alto per la loro squadra. Questo evento si tiene prima della Cerimonia di Apertura e vede la partecipazione delle dieci migliori nazioni al mondo in base al ranking stagionale.

La gara a squadre, introdotta a Sochi 2014, ha aggiunto una dimensione collettiva a uno sport tradizionalmente individuale, creando dinamiche di tifo e supporto reciproco tra atleti che solitamente competono separatamente.

Momenti memorabili nella storia olimpica del pattinaggio

La storia olimpica del pattinaggio di figura è costellata di momenti indimenticabili. Dall’iconico oro olimpico di Peggy Fleming nel 1968 al Bolero visto in tutto il mondo da Jayne Torvill e Christopher Dean nel 1984, il pattinaggio ha raggiunto nuovi livelli di popolarità quando è diventato uno sport olimpico invernale di punta.

Gli ori olimpici di Katarina Witt nel 1984 e 1988 sono rimasti ineguagliati nel pattinaggio femminile da allora. La stella tedesca ha contribuito a rendere atletico questo sport, pur mantenendo le sue sfumature di ballo, e alcuni la considerano una delle più grandi pattinatrici di tutti i tempi.

Lo svedese Gillis Grafström ha scritto pagine memorabili vincendo tre medaglie d’oro e una d’argento tra i Giochi Estivi di Anversa 1920 e quelli Invernali. Alle Olimpiadi del 1928 a St. Moritz, nonostante una collisione sul ghiaccio con un fotografo, il pattinatore svedese strappò l’argento. In totale, Grafström ha vinto quattro medaglie olimpiche nel pattinaggio di figura, un risultato ripetuto solo nel 2014 da Evgeni Plushenko.

Una storia commovente arriva dalle Olimpiadi di Cortina 1956 con l’americana Tenley Albright. Il padre chirurgo scoprì che la figlia di 11 anni era affetta da una lieve forma di poliomielite e decise di avviarla allo sport. A pochi giorni dalla gara olimpica, cadendo in allenamento, si ferì gravemente al piede destro con la lama del pattino. Il padre arrivò dall’America in suo soccorso e la rimise in sesto con una speciale protezione che le consentì di gareggiare e vincere l’oro.

Il medagliere azzurro: due bronzi che brillano nella storia italiana

Il medagliere olimpico italiano nel pattinaggio di figura conta due medaglie di bronzo, entrambe conquistate con straordinaria determinazione. La prima indimenticabile medaglia dell’Italia ai Giochi Olimpici fu un bronzo ottenuto da Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio nella danza sul ghiaccio a Salt Lake City 2002.

La coppia di danza azzurra si formò nel 1994 e iniziò subito a collezionare trofei a livello nazionale. Fusar-Poli e Margaglio vissero un momento magico negli anni dal 2000 al 2002, vincendo un oro e un argento ai campionati mondiali di pattinaggio di figura, un oro e due argenti ai campionati europei. I due pattinatori furono terzi alle olimpiadi, ma nonostante un risultato incredibile furono delusi per la caduta in una diagonale che poteva farli salire ancora di più sul podio.

L’altra medaglia italiana nel pattinaggio di figura ai Giochi Olimpici è il bronzo di Carolina Kostner a Sochi 2014 nel singolo femminile. Campionessa mondiale, europea e per sette volte italiana, Carolina Kostner sembrava destinata a una medaglia olimpica. Dopo aver valutato la possibilità di un ritiro nel 2012, pochi mesi dopo lo storico oro conquistato ai Mondiali di Nizza, Carolina decise di voler proseguire fino alle olimpiadi invernali di Sochi 2014.

Il 19 febbraio iniziò la gara individuale femminile con il programma corto: l’azzurra segnò il suo record personale con il punteggio di 74.12 chiudendo alla terza posizione provvisoria. Il giorno seguente fu la volta del programma libero, Carolina incantò il Palazzo del ghiaccio di Sochi, segnò un altro record personale nel libero con 142.61 di punteggio. Quel sorriso dolce e a volte titubante di Carolina si sciolse davanti al totale di 216.73, la medaglia di bronzo era sua.

Gli azzurri verso Milano Cortina 2026: speranze di medaglia sul ghiaccio di casa

L’Italia si presenta a Milano Cortina 2026 con ambizioni concrete di salire sul podio olimpico. La squadra azzurra si è rafforzata negli ultimi anni, conquistando risultati importanti nelle competizioni internazionali e preparandosi con dedizione per l’appuntamento più importante.

Charlène Guignard e Marco Fabbri rappresentano la punta di diamante azzurra nella danza su ghiaccio. Il duo italiano di danza su ghiaccio è una coppia da 15 anni, dentro e fuori dal ghiaccio. Hanno vinto due medaglie ai Campionati del mondo, quattro ai Campionati europei e più di dieci ai Grand Prix. Nella passata stagione, Charlène Guignard e Marco Fabbri hanno conquistato il secondo posto nel Grand Prix de France 2024 e poi nuovamente alle finali di Grenoble. Hanno inoltre messo in bacheca il terzo titolo europeo consecutivo.

La coppia si allena alla Milano Ice Skating Arena, lo stesso impianto che ospiterà le gare olimpiche. Con i prossimi Giochi Olimpici Invernali che si terranno a Milano, questo stretto legame potrebbe essere l’elemento che aiuterà Guignard e Fabbri a conquistare una medaglia al quarto tentativo. Sono allenati da Barbara Fusar Poli, la stessa pattinatrice che nel 2002 conquistò il bronzo olimpico con Maurizio Margaglio, creando un ponte tra passato e futuro del pattinaggio italiano.

Nelle coppie di artistico, Sara Conti e Niccolò Macii hanno dimostrato di poter competere ai massimi livelli internazionali. Nella scorsa annata Sara Conti e Niccolò Macii hanno conquistato l’argento europeo e il bronzo ai Campionati del mondo. La coppia, che pattina insieme dal 2019, ha conquistato vittorie importanti inclusa quella alla Cup of China nella stagione 2024/2025.

Nel singolo maschile, l’Italia schiera un trio di talenti cresciuti insieme all’IceLab di Bergamo. Nikolaj Memola, originario di Monza, scherza sul fatto che è così vicino alla prossima sede olimpica che potrebbe essere in pista pochi minuti dopo essersi alzato dal suo letto. Il trio d’oro dell’IceLab di Bergamo, formato da Memola, Matteo Rizzo e Corey Circelli, spera di conquistare per l’Italia la prima medaglia nel pattinaggio di figura nel singolo maschile.

Memola ha vinto il Memorial Nepela 2024 nella Challenger Series dell’ISU, con Memola al secondo posto e Circelli che ha completato il podio tutto italiano. I tre pattinatori si allenano insieme e si supportano reciprocamente: “Mi piace gareggiare con il mio migliore amico perché ci siamo dati consigli per tutto il tempo”, ha dichiarato Memola riferendosi a Circelli. “Averlo ogni giorno con me è una spinta perché è uno tosto. Ogni volta che faccio qualcosa di sbagliato, lui mi urla contro. E io faccio lo stesso con lui, ma è fantastico perché possiamo spronarci a vicenda senza offenderci”.

Nel singolo maschile figura anche Gabriele Frangipani delle Fiamme Oro, altro atleta di prospettiva per il pattinaggio italiano, mentre nel singolo femminile Anna Pezzetta e Daniel Grassl completano la rosa degli azzurri che si stanno preparando per rappresentare l’Italia davanti al pubblico di casa.

La Milano Ice Skating Arena: il tempio del ghiaccio italiano

L’impianto polifunzionale della Milano Ice Skating Arena, da anni teatro di innumerevoli eventi di spettacolo, ha già ospitato competizioni internazionali di pattinaggio. Nel 2026 sarà sede delle gare di short track e di pattinaggio di figura dei Giochi Olimpici Invernali. Le grandi star del pattinaggio mondiale accenderanno una delle principali strutture d’Europa, casa anche di una rinomata scuola di pattinaggio.

L’arena di Assago ha già vissuto momenti olimpici memorabili. Nel 2018 ospitò i Mondiali di pattinaggio di figura ISU, l’edizione che vide lo statunitense Nathan Chen vincere il primo di tre ori consecutivi nel singolo maschile ai Mondiali, eseguendo otto salti quadrupli in una sola competizione.

La struttura, normalmente utilizzata per eventi di basket, concerti e spettacoli, si trasformerà per le Olimpiadi in un vero e proprio santuario del ghiaccio. Gli azzurri che si allenano quotidianamente su quella pista avranno il vantaggio di conoscere ogni centimetro della superficie, ogni eco dell’acustica, ogni sensazione dell’ambiente che diventerà il palcoscenico dei loro sogni olimpici.

Stati Uniti, Russia e Giappone: le potenze del pattinaggio mondiale

Gli Stati Uniti sono la nazione più medagliata ai Giochi Olimpici con 54 medaglie nel pattinaggio di figura: 16 ori, 17 argenti e 21 bronzi. La tradizione statunitense nel pattinaggio di figura è consolidata e conta leggende che hanno fatto la storia di questo sport.

La coppia più medagliata del pattinaggio di figura ai Giochi Olimpici è composta dai canadesi Scott Moir e Tessa Virtue con cinque medaglie, di cui tre ori e due argenti a testa. Il loro dominio nella danza su ghiaccio ha segnato un’era, conquistando il pubblico mondiale con performance memorabili.

Russia e Unione Sovietica hanno dominato in particolare nelle coppie di artistico. È da dodici Olimpiadi che l’oro di questa specialità finisce regolarmente a sovietici e russi. Ultimi a spezzare l’incantesimo furono infatti i canadesi Wagner e Paul nell’edizione di Squaw Valley datata 1960.

Il Giappone è emerso come potenza del pattinaggio di figura nelle ultime decenni. Arakawa Shizuka passò alla storia per essere la prima giapponese ad aver vinto il titolo olimpico nel pattinaggio femminile a Torino 2006. Campionessa del Mondo 2004, innamoratasi del pattinaggio da bambina per la bellezza dei costumi indossati in pista, la ventiquattrenne di Miyagi incantò sulle note del “Vincerò” dal Nessun dorma di Giacomo Puccini.

Il cammino verso Milano: le qualificazioni olimpiche

Ai Campionati mondiali di pattinaggio di figura ISU 2025 sono state assegnate le prime quote in ciascuna delle quattro discipline del pattinaggio di figura: 24 per il singolo maschile, 24 per il singolo femminile, 16 per le coppie artistiche e 19 per la danza sul ghiaccio. Dieci NOC hanno inoltre la possibilità di qualificarsi per le gare a squadre.

Le qualificazioni si sono concluse con il torneo ISU Skate to Milano, che ha assegnato gli ultimi 17 posti disponibili per i Giochi Olimpici. Il sistema di qualificazione olimpica premia i risultati ottenuti nelle competizioni internazionali, garantendo che solo i migliori pattinatori del mondo possano rappresentare le proprie nazioni a Milano Cortina 2026.

Il futuro del pattinaggio di figura

Cento anni dopo i primi Giochi Invernali, il pattinaggio di figura è cresciuto a passi da gigante tra Axel, salti tripli e quadrupli. L’evoluzione tecnica continua a spingere i confini di ciò che è possibile sul ghiaccio, mentre la componente artistica mantiene intatto il fascino che ha reso questa disciplina una delle più amate delle Olimpiadi.

Milano Cortina 2026 rappresenta un’occasione straordinaria per il pattinaggio italiano di scrivere nuove pagine di storia. Gli azzurri sono pronti a esibirsi davanti al pubblico di casa, sostenuti dall’affetto di una nazione intera e dalla consapevolezza di competere su un ghiaccio che conoscono come la loro casa. Il ghiaccio della Milano Ice Skating Arena si prepara a ospitare lacrime di gioia, applausi scroscianti e forse nuove medaglie tricolori da aggiungere a quelle conquistate da Fusar Poli, Margaglio e Kostner.

Quando i riflettori si accenderanno e la musica risuonerà nell’arena, il pattinaggio di figura tornerà a fare ciò che sa fare meglio: emozionare, ispirare e ricordare al mondo che lo sport può essere anche arte sublime.

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