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Cingapura: il primo ristorante di cucina singaporeana autentica in Italia

ristorante cucina singaporeana Milano, Cingapura: il primo ristorante di cucina singaporeana autentica in Italia

In via Marcona, zona Cinque Giornate, Milano ha accolto un’anomalia culinaria che merita attenzione: Cingapura, il primo ristorante di cucina singaporeana autentica aperto in Italia nella primavera del 2025. Non si tratta dell’ennesima proposta fusion che ammicca all’Oriente con superficialità, ma di un viaggio sensoriale che affonda le radici in sei secoli di storia gastronomica del Sud-est asiatico.

Un ponte tra culture e continenti

La storia di Kinney Jing Di, giovane chef alla guida di Cingapura, racconta molto più di una semplice apertura. Nato da padre singaporeano e madre cinese, cresciuto tra Malesia, Singapore e Cina dove ha studiato cucina, ha vissuto un’esistenza nomade che lo ha portato dal motorsport di Formula 4 in Italia alla riscoperta della sua vera vocazione. Il progetto nasce dalla volontà di condividere un patrimonio culinario quasi sconosciuto nel nostro Paese, quello della cucina Nyonya o Peranakan, una tradizione che fonde tecniche cinesi con ingredienti malesi e indonesiani in equilibri complessi e stratificati.

Il nome stesso del locale svela questo intreccio culturale: Cingapura unisce “Cina” e “Singapura”, denominazione malese originale di Singapore, città-stato crocevia di cinesi, malesi e indiani dove il cibo riflette naturalmente questa molteplicità etnica.

La cucina Nyonya: spezie, storia e sapori bilanciati

Comprendere cosa si mangia da Cingapura richiede un salto temporale al XV secolo, quando mercanti cinesi si stabilirono a Malacca, Penang e Singapore formando famiglie con donne locali. Da questi matrimoni nacque la comunità Peranakan, con lingua, usi e cucina propri. Gli uomini erano chiamati Baba, le donne Nyonya: da qui il nome di questa cucina ibrida che impiega almeno dieci spezie diverse per ogni salsa, dove galanga, latte di cocco, citronella, curcuma, foglie di pandan, tamarindo e belacan (pasta di gamberi fermentata) creano architetture gustative che bilanciano dolce, acido, piccante e speziato in ogni singolo piatto.

Il menu di Cingapura attinge a Singapore, Malesia, Indonesia e alcune regioni della Cina, alternando ricette tradizionali a interpretazioni personali dello chef. Tra i piatti principali (12,50-17,50€) emerge la Laksa di Singapore, zuppa cremosa e profumatissima con gamberi, latte di cocco, citronella e spezie che rappresenta uno dei piatti nazionali singaporeani. Il Singapore hawker-style roasted chicken rice propone il classico comfort food da strada, mentre il Nasi Lemak – piatto nazionale di Malesia e Singapore – presenta riso cotto nel latte di cocco e foglie di pandan con pollo fritto speziato, insalata acar timun, acciughe fritte, uova sode e salsa sambal.

Non mancano proposte vegetariane né varianti stagionali: in inverno lo chef serve piatti con brodo di manzo o zuppe di cocco e gamberi, rispettando la stagionalità della cucina Nyonya. A pranzo è disponibile un business lunch (14,50-15,50€) che include tre antipasti, un main a scelta, coperto, acqua e caffè.

Bevande che completano l’esperienza

La proposta beverage prosegue il viaggio nel Sud-est asiatico. In carta spicca il Singapore Sling, celebre cocktail nato all’Hotel Raffles di Singapore nei primi del Novecento, affiancato da una creazione originale, il Kuala Lumpur Pure. Tra le analcoliche si trovano il Sirap Bandung a base di latte evaporato e condensato aromatizzato con sciroppo di rose, il Green Apple Plum Juice con succo di mele verdi e prugne in salamoia, e il Teh Tarik, tè malese “tirato” fino a renderlo spumoso e dolce.

Particolare menzione merita la Tiger Beer, lager nata in Asia nel 1932 e prodotta a Singapore, estremamente difficile da importare in Italia.

L’ambiente: fusione estetica tra Oriente e Occidente

Il locale raccoglie appena 25 coperti in una via residenziale ma centrale di Milano. Lo spazio è stato progettato con cura mescolando estetiche orientali ed europee: piante, specchi, ceramiche e carte da parati arrivate direttamente da Singapore creano un’atmosfera dove verde e rosa dominano la palette cromatica. Il risultato è un ambiente che non cade né nella trappola del folklorismo esotico né in quella del minimalismo asettico, mantenendo un equilibrio che rispecchia la filosofia culinaria del ristorante.

Cingapura ha conquistato una clientela variegata, dai primi visitatori asiatici nostalgici dei sapori di casa agli italiani curiosi di esplorare territori gustativi inesplorati. Singapore Airlines e il Dipartimento di Cultura di Singapore hanno già riconosciuto il locale come punto di riferimento ufficiale nel nostro Paese, certificandone l’autenticità.

Nel panorama milanese già ricco di proposte asiatiche, questo ristorantino propone un approccio diverso, fatto di tradizione e contaminazioni culturali che raccontano storie di radici e migrazioni. Per chi cerca sapori autentici lontani dai clichés della cucina orientale commerciale, Cingapura rappresenta una destinazione che vale la deviazione.

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