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Il Gusto della Nebbia Milano: cucina autentica di Chongqing tra Corso Como e Chinatown

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Milano accoglie da qualche anno Il Gusto della Nebbia, ristorante cinese che rompe gli schemi della tradizione sino-italiana per proporre i sapori autentici e travolgenti di Chongqing, metropoli da trentadue milioni di abitanti nel cuore del Sichuan sud-occidentale. Un locale che prende il nome dalla caratteristica atmosfera della città natale dello chef Lampo Wu: per circa cento giorni all’anno, Chongqing si avvolge in una coltre densa di foschia che le conferisce un fascino misterioso, quasi cinematografico. Situato in via privata Nino Bonnet, a pochi passi da Corso Como e dalla zona di Paolo Sarpi, questo indirizzo rappresenta un punto di riferimento per chi cerca l’autenticità della cucina cinese lontano dalle semplificazioni del riso cantonese e degli involtini primavera.

L’anima ribelle dello chef Lampo Wu

Dietro i fornelli si muove un personaggio eclettico e affascinante: Lampo Wu, come ama farsi chiamare, è arrivato in Italia da ventuno anni portando con sé non solo le ricette familiari ma anche una passione viscerale per la fotografia. Le pareti del ristorante sono infatti tappezzate dai suoi ritratti in bianco e nero, scatti che catturano volti, espressioni e storie. Tra questi si riconosce anche Diego Rossi, chef di Trippa, con cui Lampo condivide un’amicizia che si manifesta anche nel grembiule che indossa in cucina. La sua cucina è diretta, senza compromessi: propone i piatti che conosce dalla nascita, quegli xiaomian (noodles di Chongqing) che a Milano vengono troppo spesso confusi con il ramen giapponese. La sua filosofia è chiara: pochi piatti, tutti straordinariamente autentici, capaci di trasportare chi li assaggia nelle strade fumose e caotiche della sua città.

Sapori che bruciano e conquistano

Il menu de Il Gusto della Nebbia è volutamente essenziale: due pagine sobrie dove protagonisti indiscussi sono gli xiaomian, proposti in brodo oppure asciutti, con carne o vegetariani, sempre con la possibilità di modulare il livello di piccantezza. La consistenza dei noodles è perfetta: tenaci ma morbidi, preparati con una maestria che difficilmente si trova altrove. Tra le specialità assolute spicca il Tofu Vulcano, un piatto che arriva in tavola come un inferno ribollente, rosso di gastronomica rabbia. Il tofu setoso galleggia in una salsa che esplode di piccantezza mala (quella che letteralmente “intorpidisce”), un’esperienza che richiede pazienza, riso bianco in abbondanza e una certa dose di coraggio. Altrettanto memorabile è il Tofu in brodo dorato con gamberetti, dove la densità del collagene del brodo di pollo si mescola alla fecola di patate creando una colata lavica che avvolge piselli e gamberi in un abbraccio cremoso e avvolgente.

Gli antipasti meritano un capitolo a parte. L’uovo centenario – uovo di anatra fermentato per cento giorni in un composto di acqua, sale, carbone e ossido di calcio – viene servito con una salsa verde leggermente piccante che bilancia la cremosità dell’albume scuro e gelatinoso. La trippa di manzo lessata con salsa di sesamo sorprende per la sua freschezza citrica, mentre i bao ripieni di trippa si distinguono per equilibrio e sapidità. Chi cerca il vero fuoco di Chongqing può ordinare il Manzo in Zuppa Piccante, descritto sul sito del ristorante come “una vera bomba”, oppure il riso in ciotola di pietra con frattaglie di pollo, un piatto che sfida i palati più audaci con le sue sedici spezie della ricetta di famiglia.

Un ambiente che racconta storie

L’ambiente de Il Gusto della Nebbia è caldo e accogliente, lontano anni luce dagli stereotipi del ristorante cinese con menu fotografici di venti pagine. Lo spazio è intimo e curato, con pochi tavoli che favoriscono un’atmosfera raccolta e familiare. Le fotografie alle pareti non sono semplici decorazioni ma testimonianze visive del percorso artistico di Lampo, che prima di dedicarsi ai fornelli ha esplorato il mondo attraverso l’obiettivo. Il servizio è impeccabile, sorridente e competente: lo staff sa guidare i clienti nella scelta dei piatti, consigliando abbinamenti e spiegando le peculiarità di una cucina che per molti milanesi rappresenta ancora un territorio inesplorato. La carta dei vini è minimalista ma ben selezionata, con prezzi onesti che permettono di accompagnare la cena senza svenarsi. Non mancano birre cinesi contemporanee per chi preferisce dissetarsi con qualcosa di più leggero.

Il conto medio si aggira intorno ai venticinque-trenta euro a persona, un rapporto qualità-prezzo più che vantaggioso considerando l’autenticità e la ricerca degli ingredienti. Il menu dello chef, disponibile a trenta euro, rappresenta un’ottima soluzione per chi vuole esplorare diverse preparazioni: tre piccoli antipasti, un bao, un piatto principale e un dolce che spesso consiste in una gelatina di frutta, ghiaccio e latte, poco dolce ma perfetta per rinfrescare il palato dopo le fiammate piccanti della cena. Il Gusto della Nebbia non è solo un ristorante ma un viaggio sensoriale che connette Milano con una delle metropoli più affascinanti e distopiche della Cina, un luogo dove la tradizione culinaria si fa linguaggio universale e la nebbia diventa metafora di un mistero che vale la pena esplorare, boccone dopo boccone.

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