C’è un vicolo nel primo distretto di Vienna, Griechengasse, dove il tempo sembra essersi fermato tra facciate del Seicento e un cartello che ancora avverte i cocchieri di tenere le redini corte. È qui, incassato in una parete di pietra antica, che si apre uno sportello grande quanto una porta d’armadio. Da quel rettangolo luminoso, ogni mattina, emerge il profumo più intenso della città. Benvenuti al Fenster Café, il locale che ha trasformato un concetto ridotto all’osso — una finestra, un barista, nessun tavolo — in uno dei posti più raccontati d’Europa per gli amanti del caffè di qualità.
Il Fensterccino: il caffè più costoso di Vienna vale ogni centesimo
La bevanda che ha reso famoso questo posto nel mondo ha un nome che è già un manifesto: Fensterccino. Si tratta di un cappuccino servito all’interno di un cono di cialda da gelato, il cui interno è rivestito di cioccolato. L’invenzione è tanto scenografica quanto sorprendentemente funzionale: quella cialda, grazie a una lavorazione ingegnosa, si trasforma in un contenitore sorprendentemente robusto, capace di reggere il calore del caffè e la consistenza della schiuma di latte senza cedere. Il risultato è una bevanda che si beve e poi si mangia, un’esperienza sensoriale che inizia col vapore aromatico e finisce con la dolcezza croccante della cialda al cioccolato. Lo stesso fondatore, Sashko Iamkovyi, definisce il Fensterccino il caffè più costoso di Vienna, eppure chi lo ordina raramente ha rimpianti.
Marshmallowccino, cornettoccino e l’arte di reinventare la tazza
Il Fensterccino non è l’unica creazione originale di questo piccolo laboratorio viennese. Il menu propone anche il marshmallowccino, un cappuccino coronato da marshmallow, e il cornettoccino, che prende la stessa intuizione della cialda e la declina in formato cono da gelato più tradizionale. Accanto a queste invenzioni originali, la carta include le proposte classiche della specialty coffee culture, dall’espresso al latte, dalla macchiato all’americano, passando per il honey latte. Ciò che li accomuna tutti è la materia prima: chicchi di specialty coffee selezionati con cura da diverse parti del mondo, dall’Indonesia ai torrefattori olandesi come Lot Sixty One.
L’uomo dietro la finestra: la storia di Sashko Iamkovyi
Capire il Fenster Café significa capire il suo fondatore. Oleksandr “Sashko” Iamkovyi ha aperto il suo primo locale di specialty coffee a Vienna, il Kaffee von Sascha, prima di concepire l’idea di questo minuscolo sportello nel centro storico. Il format non nasce da una mancanza di risorse, ma da una precisa visione imprenditoriale: il caffè è una bevanda rapida, e uno spazio senza sedie significa meno costi fissi, più rotazione, più attenzione sul prodotto. Dietro quella finestra apparentemente esigua si nascondono oltre 120 metri quadrati di spazio produttivo, dotati di più macchine da espresso, macinacaffè, schiumatori per il latte e ben dieci frigoriferi dedicati solo al latte. La semplicità che si vede dall’esterno è il frutto di una complessità invisibile e meticolosa.
Specialty coffee in formato ridotto: la filosofia della qualità assoluta
Il Fenster Café è stato fondato nel 2017 nella sua forma attuale, ma le radici di Sashko nel mondo del caffè affondano molto più lontano nel tempo. Il locale è stato votato tra i 50 migliori caffè d’Europa nel 2022 e oggi produce oltre 130.000 bevande all’anno, un numero straordinario per un posto che non ha un banco interno accessibile ai clienti. La filosofia è quella della terza ondata del caffè, il movimento che tratta il chicco come un ingrediente d’eccellenza, ne traccia la provenienza, ne studia il profilo aromatico e lo lavora con attrezzature all’avanguardia. Nulla qui è lasciato al caso: ogni tazza è il risultato di misurazioni precise, temperature controllate, estrazioni cronometrate.
Un vicolo che è già un viaggio nel tempo
Scegliere il Fenster Café significa anche scegliere il luogo. Griechengasse ha l’aspetto di un set cinematografico per film in costume, e non è un caso che sia stata usata come location per le riprese di serie televisive ambientate nella Vienna imperiale. A pochi passi si trova il Griechenbeisl, considerato il ristorante più antico della città, e poco oltre la chiesa ortodossa greca della Santissima Trinità con la sua facciata neogotica ottocentesca. Bere il proprio caffè in un cono di cialda appoggiati a un muro del Seicento, con il vapore che sale nell’aria fresca del mattino viennese, è un’esperienza che non ha equivalenti in nessuna delle grandi capitali europee. Il Fenster Café non si limita a servire caffè: serve un momento, un’atmosfera, un racconto.
Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.

