Ogni anno, il settimo giorno del settimo mese lunare del calendario cinese, milioni di persone in Oriente alzano gli occhi al cielo notturno. Non cercano stelle cadenti per esprimere desideri, ma contemplano due astri che brillano ai lati opposti della Via Lattea: Vega e Altair. Secondo un’antica leggenda che risale alla dinastia Han, queste stelle rappresentano due amanti destinati a incontrarsi solo una volta all’anno, in quella che è conosciuta come la Festa Qixi, il San Valentino cinese.
La storia di Zhi Nu, la tessitrice celeste, e Niu Lang, il povero bovaro, ha attraversato oltre duemila anni di storia cinese, sopravvivendo a dinastie, rivoluzioni e modernizzazione. Ancora oggi viene raccontata ai bambini, rappresentata in opere teatrali e celebrata con rituali che mescolano tradizione e contemporaneità.
La tessitrice celeste e il mondo degli uomini
Secondo la mitologia cinese, Zhi Nu era la nipote dell’Imperatore di Giada, la divinità suprema del pantheon taoista. La sua dimora si trovava sul bordo orientale della Via Lattea, dove ogni giorno lavorava al suo telaio creando le nuvole che decoravano il firmamento. I fili che utilizzava erano intrisi di magia: da essi nascevano le formazioni nuvolose dai colori cangianti, il vestito stesso del cielo che mutava con le stagioni.
Nel mondo terreno, intanto, viveva Niu Lang, un giovane orfano la cui esistenza era segnata dalla solitudine e dalla fatica. Privato dell’eredità familiare da un fratello avido, il ragazzo possedeva soltanto un vecchio bue con cui coltivava un terreno arido. La sua unica compagnia era proprio quell’animale che, come scoprirà più tardi, non era un semplice bovino ma una creatura magica capace di parlare e vedere oltre il velo che separava il mondo terreno da quello celeste.
L’incontro che cambiò due destini
Fu proprio il bue magico a suggerire a Niu Lang di recarsi sulla riva della Via Lattea, dove le figlie dell’Imperatore si recavano a fare il bagno. L’animale gli rivelò che se fosse riuscito a impossessarsi dell’abito di una di loro, quella fanciulla sarebbe stata costretta a diventare sua moglie secondo le leggi celesti.
Quando Zhi Nu e le sue sorelle giunsero al fiume e si spogliarono per immergersi nelle acque luminose, Niu Lang seguì il consiglio e sottrasse il vestito della tessitrice. Le altre fate fuggirono terrorizzate, ma Zhi Nu, impossibilitata a tornare nel regno celeste senza il suo abito incantato, accettò di sposare il bovaro.
Quello che era iniziato come un inganno si trasformò presto in un amore autentico. I due lavorarono fianco a fianco, coltivando la terra e costruendo una vita insieme. Nacquero due bambini e per alcuni anni la famiglia visse in armonia, con Zhi Nu che aveva rinunciato al suo ruolo celeste per abbracciare l’esistenza terrena.
La separazione imposta dal cielo
Ma l’Imperatore di Giada e Wang Mu Niang Niang, la Regina Madre d’Occidente, scoprirono l’unione proibita tra la divinità e il mortale. Secondo le rigide leggi celesti, tale matrimonio costituiva una violazione dell’ordine cosmico. Gli dei celesti furono quindi inviati sulla Terra per riportare Zhi Nu nel regno divino, strappandola con la forza al marito e ai figli.
Disperato, Niu Lang decise di raggiungere la sposa nel mondo celeste. Seguendo le ultime istruzioni del suo fedele bue, ormai morente, si coprì con la pelle magica dell’animale che gli conferì il potere di volare. Con i due bambini sistemati in due ceste di vimini, il bovaro si lanciò verso il cielo, attraversando le nuvole in direzione della Via Lattea.
Ma quando stava per raggiungere Zhi Nu, Wang Mu Niang Niang estrasse la sua spilla d’oro dal copricapo e tracciò un solco nel cielo. Immediatamente, quel solco divenne un fiume impetuoso e invalicabile: la Via Lattea nella sua forma definitiva, un baratro d’acqua e stelle che separava per sempre i due amanti.
Il ponte di gazze e la tradizione Qixi
Di fronte alla disperazione di Niu Lang e dei bambini, e commossi dalla forza del loro amore, l’Imperatore di Giada e la Regina Madre concessero infine una grazia: una volta all’anno, il settimo giorno del settimo mese lunare, i due sposi avrebbero potuto incontrarsi. In quel giorno speciale, stormi di gazze volano verso il cielo per formare con i loro corpi un ponte sulla Via Lattea, permettendo alla coppia di ricongiungersi brevemente.
La Festa Qixi, che nel 2025 cade il 29 agosto secondo il calendario gregoriano, è stata celebrata in Cina per oltre duemila anni. Durante la dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.), le giovani donne si radunavano nei cortili per pregare Zhi Nu di concedere loro abilità nel ricamo e nella tessitura. Con il passare dei secoli, la festa ha assunto connotazioni sempre più romantiche, trasformandosi nella celebrazione dell’amore che conosciamo oggi.
Stelle che raccontano storie d’amore
La leggenda ha un fondamento astronomico che l’ha resa ancora più suggestiva attraverso i secoli. Le stelle Vega (nella costellazione della Lira) e Altair (nella costellazione dell’Aquila) sono effettivamente separate dalla Via Lattea, visibili ai lati opposti della banda luminosa che attraversa il cielo notturno. Durante l’estate e l’autunno nell’emisfero settentrionale, queste due stelle brillanti sono facilmente osservabili, accompagnate da stelle più piccole che la tradizione identifica con i figli di Niu Lang.
Gli astronomi moderni hanno calcolato che Vega e Altair distano rispettivamente circa 25 e 17 anni luce dalla Terra, e sono separate tra loro da circa 16 anni luce. Una distanza che rende ancora più poetica l’idea di un ponte di gazze capace di unirle, anche solo simbolicamente.
Una tradizione che resiste al tempo
Oggi la Festa Qixi è seconda solo al Capodanno Cinese per importanza commerciale in Cina. Le coppie si scambiano regali, cenano in ristoranti romantici e visitano templi dedicati a Zhi Nu. Le giovani donne continuano a pregare la tessitrice celeste, chiedendo non più abilità nel ricamo ma fortuna in amore e matrimoni felici. In Giappone, dove la leggenda è conosciuta come Tanabata, la festa si celebra il 7 luglio con decorazioni colorate e la tradizione di scrivere desideri su strisce di carta da appendere a rami di bambù.
La storia di Zhi Nu e Niu Lang parla di amore che supera ogni ostacolo, di sacrificio e pazienza, ma anche della crudeltà delle regole sociali che separano le persone in base alla loro origine. Un tema universale che risuona attraverso culture e secoli, dalla Cina antica alla società globalizzata di oggi, dove le barriere – sebbene diverse – continuano a mettere alla prova i legami affettivi.
Ogni anno, quando il settimo giorno del settimo mese lunare arriva, il cielo ricorda che l’amore vero può attendere, resistere e trionfare, anche quando l’universo stesso si frappone tra due anime destinate a stare insieme.
Direttore editoriale di nonewsmagazine.com | Il magazine dell’ozio e della serendipità.
Direttore responsabile di No News | La free press dell’ozio milanese.
Viaggiatore iperattivo, tenta sempre di confondersi con la popolazione indigena.
Amante della lettura, legge un po’ di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare agli amori sofferti tra le campagne inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.
Melomane vecchio stampo, c’è chi lo chiama “il fondamentalista del Loggione”. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner. L’opera preferita, tuttavia, rimane la Tosca.

