Varcarne la soglia è un’esperienza che sfida ogni aspettativa. L’odore della carta si mescola all’eco di secoli di storia, le navate gotiche si aprono verso l’alto come braccia tese verso il cielo, e scaffali di acciaio nero — carichi di migliaia di volumi — si ergono imponenti dove un tempo risuonavano canti liturgici. La Boekhandel Dominicanen di Maastricht non è semplicemente una libreria: è una delle esperienze culturali più straordinarie d’Europa, un luogo dove il sacro e il profano si fondono in un dialogo continuo tra passato e presente.

Una chiesa gotica consacrata nel 1294 e poi abbandonata dalla storia

La storia di questo edificio è, in sé, un romanzo. La Dominicanenkerk — la chiesa domenicana — fu consacrata nel 1294, costruita in pietra marnosa per volere dell’Ordine dei Predicatori fondato da San Domenico di Guzmán, nel cuore della città storica di Maastricht, a pochi passi dall’animata piazza Vrijthof. Per oltre cinque secoli, le sue volte custodirono preghiere, messe solenni e affreschi del XIV secolo dedicati alla vita di Tommaso d’Aquino — il teologo dell’ordine domenicano per eccellenza.

Poi arrivò Napoleone. Nel 1794, le truppe francesi confiscarono l’edificio e lo trasformarono in deposito militare. Da quel momento in poi, la chiesa conobbe ogni forma di umiliazione: fu scuderia per la cavalleria francese, magazzino per biciclette, archivio comunale, e persino sede di eventi sportivi e feste. Un edificio che aveva resistito per mezzo millennio si ritrovò a svolgere i ruoli più disparati, senza mai ritrovare una vocazione degna della sua magnificenza architettonica.

Il progetto degli architetti Merkx+Girod: acciaio e storia in dialogo

La svolta arrivò nel 2005, quando Boekhandels Groep Nederland (BGN) decise di affidare allo studio di architettura amsterdamse Merkx+Girod il compito di trasformare l’antica chiesa in una libreria contemporanea. La sfida era tutt’altro che semplice: il committente richiedeva almeno 1.200 metri quadrati di superficie commerciale, mentre la pianta della chiesa ne offriva appena 750.

La soluzione proposta dagli architetti Evelyne Merkx e Patrice Girod fu tanto audace quanto elegante. Invece di inserire un secondo piano orizzontale — idea inizialmente avanzata dal cliente e subito scartata perché avrebbe cancellato le qualità spaziali dell’edificio — i progettisti optarono per una libreria-monolite su più livelli, una “book-flat” in acciaio nero posizionata asimmetricamente nella navata destra della chiesa. In questo modo, la navata sinistra mantiene intatta tutta la sua altezza originale, con tavoli bassi disposti parallelamente alla navata centrale che guidano lo sguardo verso una sorta di altare laico. L’effetto visivo è straniante e meraviglioso allo stesso tempo.

Il progetto valse a Merkx+Girod il premio Lensvelt de Architect Interior Prize 2007, il più prestigioso riconoscimento olandese per il design degli interni. Il Guardian britannico non esitò a definirla “probabilmente la libreria più bella del mondo”.

700.000 visitatori all’anno e 25.000 titoli tra le navate gotiche

La libreria aprì i battenti l’8 dicembre 2006 e da allora non ha smesso di stupire. Oggi accoglie circa 700.000 visitatori ogni anno, provenienti da ogni parte del globo, e offre una collezione di oltre 25.000 titoli e 45.000 volumi in olandese, inglese, tedesco, francese, spagnolo e italiano. Un’offerta multilingue che rispecchia la vocazione cosmopolita di Maastricht — città di frontiera per eccellenza, dove i confini con Belgio e Germania sono appena una passeggiata.

A illuminare gli scaffali, un piano luci studiato nei minimi dettagli: nelle absidi, un tradizionale lampadario campeggia sopra un tavolo a forma di croce che oggi ospita il caffè interno, dove poltrone e pouf sostituiscono i banchi dei fedeli. Gli affreschi del XIV secolo sono stati restaurati e sono ancora visibili sulle pareti: un promemoria silenzioso di ciò che questo spazio è stato prima di diventare ciò che è.

Un polo culturale vivo, non solo una vetrina per turisti

Sarebbe riduttivo descrivere la Boekhandel Dominicanen come una semplice attrazione turistica. Con oltre 150 eventi culturali organizzati ogni anno, la libreria è un centro vitale per la comunità locale e per i lettori di passaggio: letture pubbliche, dibattiti, interviste con autori, mostre, concerti, workshop. Una programmazione che trasforma uno spazio monumentale in un luogo pulsante, abitato dalla cultura contemporanea.

Nel 2014, la catena proprietaria originale fallì, e la libreria attraversò un momento di incertezza. Ma la sua forza era ormai radicata nel tessuto della città: la Boekhandel Dominicanen sopravvisse come libreria indipendente, confermando che certi luoghi hanno una vita propria, capace di resistere anche alle crisi del mercato editoriale.

Maastricht, del resto, non è nuova a questa forma di reincarnazione culturale degli spazi sacri. A pochi isolati di distanza, il Kruisherenhotel occupa un’altra ex chiesa domenicana del XV secolo, trasformata in hotel a cinque stelle: un ulteriore segno di come questa città — la più meridionale dei Paesi Bassi, con oltre 1.600 siti nel registro nazionale dei monumenti storici — sappia reinventarsi senza tradire la propria memoria.

Quando i libri abitano il sacro

C’è qualcosa di profondamente simbolico nel fatto che uno spazio dedicato alla ricerca dello spirito sia diventato un tempio del sapere scritto. I libri, come le preghiere, sono da sempre un tentativo dell’uomo di dare senso all’esistenza, di dialogare con ciò che lo trascende. La Boekhandel Dominicanen incarna questo paradosso con una grazia rara: non cancella il passato, ma lo rilancia verso il futuro, dimostrando che la bellezza autentica non ha bisogno di essere protetta dall’uso — ha bisogno, semmai, di essere vissuta.

Entrare in questa chiesa-libreria nel cuore di Maastricht significa fare un’esperienza che pochi luoghi al mondo sanno offrire: quella di sentirsi, nello stesso istante, piccoli davanti alla storia e immensamente fortunati di essere vivi per viverla.