Nel secondo mese dell’anno, quando l’afa colombiana si fa sentire con prepotenza, Barranquilla si trasforma nella capitale mondiale della gioia. Per quattro giorni consecutivi, dal sabato precedente al mercoledì delle ceneri, questa città portuale sul Mar dei Caraibi vive il suo momento più autentico: il Carnevale, una manifestazione dichiarata Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2003, che attira ogni anno oltre un milione e mezzo di visitatori da tutto il mondo.

La folla si riversa nelle strade al ritmo di cumbia, mapalé e porro, mentre maschere ancestrali danzano accanto a costumi scintillanti. Qui non esistono spettatori passivi: tutti ballano, cantano, si muovono in un flusso ininterrotto di colori e suoni che trasforma l’intera metropoli in un palcoscenico a cielo aperto. Questo è il carnevale del popolo, nato dalla spontaneità delle comunità e cresciuto fino a diventare la seconda celebrazione carnevalesca più importante dell’America Latina dopo Rio de Janeiro.

Un’eredità che affonda le radici nella storia coloniale

Le origini del Carnevale di Barranquilla risalgono al XIX secolo, quando le classi popolari della città iniziarono a celebrare i giorni precedenti la Quaresima con balli e feste di strada. A differenza delle celebrazioni delle élite, che si svolgevano in saloni chiusi, il carnevale barranquillero nacque nelle piazze e nei quartieri, diventando espressione delle comunità afro-colombiane, indigene e meticce che abitavano la città portuale.

La posizione geografica di Barranquilla, alla foce del fiume Magdalena, ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo della festa. Attraverso il porto arrivavano merci e culture da ogni angolo del mondo: schiavi africani, commercianti europei, immigrati mediorientali. Questa mescolanza etnica si riflette oggi in ogni maschera, in ogni ritmo, in ogni danza che anima le vie della città durante il carnevale.

Nel corso del Novecento, la festa ha acquisito una struttura più organizzata grazie all’impegno di figure come Esthercita Forero, cantante di musica tropicale che contribuì a diffondere i ritmi tradizionali, e soprattutto di María Michelsen de López, promotrice culturale che nel 1967 fondò la Fundación Carnaval de Barranquilla per preservare e promuovere questa tradizione secolare.

La Batalla de Flores: quando la città diventa un giardino danzante

Il sabato mattina che inaugura il carnevale, Barranquilla si sveglia con il rombo dei tamburi e il profumo dei fiori. La Batalla de Flores è la sfilata più importante e attesa dell’intero carnevale, un evento nato nel 1903 per celebrare la fine della Guerra dei Mille Giorni, il sanguinoso conflitto civile che aveva devastato la Colombia.

Lungo il percorso della parata, che si snoda per oltre cinque chilometri attraverso le principali arterie della città, sfilano decine di carri allegorici decorati con migliaia di fiori tropicali: orchidee, ibiscus, bouganville, girasoli. Ogni carro è un’opera d’arte mobile, costruita nei mesi precedenti da artigiani che tramandano le tecniche di generazione in generazione. Accanto ai carri procedono le comparsas, gruppi di centinaia di danzatori vestiti con costumi tradizionali che interpretano le coreografie ancestrali della regione.

Il pubblico, assiepato lungo le transenne o seduto sulle palchi allestiti per l’occasione, risponde con grida di entusiasmo a ogni passaggio. Non è raro vedere famiglie intere che occupano gli stessi posti da decenni, trasmettendo ai figli e ai nipoti l’amore per questa celebrazione. Il costo dei biglietti per le tribune può variare da 50.000 a 500.000 pesos colombiani (circa 12-120 euro), ma molti barranquilleros preferiscono godersi lo spettacolo in strada, dove l’atmosfera è più autentica e partecipativa.

La Gran Parada: il trionfo delle tradizioni popolari

La domenica successiva alla Batalla de Flores va in scena la Gran Parada de Tradición y Folclor, considerata da molti la sfilata più spettacolare dell’intero carnevale. Se il sabato i fiori sono i protagonisti, la domenica appartiene alle maschere ancestrali e ai personaggi tradizionali che incarnano l’anima più profonda della festa.

Tra i personaggi più iconici spiccano il Marimonda, maschera grottesca con lunghe orecchie e naso a proboscide che rappresenta la satira sociale, nata nei quartieri popolari come parodia dell’alta società. Il costume consiste in una camicia a righe colorate, pantaloni larghi e una maschera con tre fori per gli occhi e la bocca. La sua danza è scomposta, irriverente, un modo di beffarsi delle convenzioni sociali che ha reso questo personaggio il simbolo più riconoscibile del carnevale.

Altro protagonista indiscusso è il Garabato, figura che rappresenta la morte e che danza brandendo una falce decorata con nastri colorati. Secondo la tradizione, il Garabato sfida la morte stessa in una danza che simboleggia il trionfo della vita sulla fine. I danzatori, vestiti con costumi a righe verticali rosse e gialle, si muovono in formazioni circolari accompagnati da tamburi e pífanos, gli strumenti a fiato tradizionali della costa caraibica.

Non mancano le Negras Puloy, donne che interpretano le venditrici di frutta afro-colombiane con i loro abiti multicolori e i turbanti elaborati, e i Congos, personaggi che rievocano le comunità di schiavi fuggiaschi (cimarrones) che nel periodo coloniale fondarono insediamenti liberi nelle zone paludose vicino a Cartagena.

I ritmi che fanno battere il carnevale

La musica è l’anima pulsante di ogni momento del carnevale. I ritmi che risuonano nelle strade di Barranquilla affondano le radici nelle tradizioni africane, indigene ed europee, creando un tessuto sonoro unico che caratterizza la costa caraibica colombiana.

La cumbia, il genere più rappresentativo, nasce dalla fusione tra i tamburi africani, i flauti indigeni e l’armonia melodica europea. Le donne danzano la cumbia con movimenti ondulatori, tenendo in mano candele o mazzi di fiori, mentre gli uomini le corteggiano con passi circolari. Il costume femminile tradizionale prevede ampie gonne multicolori chiamate polleras, camicette ricamate e fiori freschi tra i capelli.

Il mapalé è invece un ballo di origine africana, più veloce e vigoroso della cumbia, che simula i movimenti dei pesci fuori dall’acqua. I danzatori, spesso a torso nudo o con costumi minimal, si muovono con scatti improvvisi e acrobatici al suono ossessivo dei tamburi. Questa danza era originariamente eseguita dai pescatori afro-colombiani per celebrare il ritorno dalla pesca.

Il porro, genere musicale nato nelle bande di ottoni delle comunità rurali, accompagna molte delle parate con le sue melodie allegre e i ritmi sincopati. Durante il carnevale, le bandas pelayeras (orchestre di fiati provenienti dalla cittadina di San Pelayo) si esibiscono incessantemente, creando un sottofondo musicale che pervade ogni angolo della città.

Il lunedì e il martedì: festival e carnevali di quartiere

Mentre le grandi parate del fine settimana attirano l’attenzione internazionale, il lunedì e il martedì il carnevale si diffonde capillarmente nei quartieri di Barranquilla. Ogni zona della città organizza le proprie feste di strada, con palchi improvvisati, DJ che mixano champeta e reggaeton, grigliate di carne e pesce, fiumi di aguardiente e rum.

Il lunedì è dedicato al Festival de Orquestas, una competizione tra le principali orchestre di musica tropicale della Colombia. Sul palco del Carnaval Park, uno spazio verde nel sud della città, si alternano ensemble che suonano salsa, merengue, vallenato e cumbia davanti a decine di migliaia di spettatori. La serata si protrae fino all’alba, con il pubblico che balla senza sosta sotto le stelle caraibiche.

Il martedì si svolge il Carnaval de las Artes, una manifestazione più recente che ha l’obiettivo di valorizzare le espressioni artistiche contemporanee. Gruppi teatrali, performance di danza moderna, installazioni urbane e concerti di musica alternativa animano diverse location della città, dimostrando che il carnevale non è solo tradizione ma anche innovazione e sperimentazione.

Il mercoledì delle ceneri: Joselito si prende la scena

L’ultimo giorno del carnevale, il mercoledì delle ceneri, appartiene a Joselito Carnaval, personaggio simbolico che rappresenta lo spirito della festa. Secondo la tradizione, Joselito muore di stanchezza dopo quattro giorni di balli e bagordi ininterrotti, e la sua morte viene celebrata con un corteo funebre grottesco che percorre le strade della città.

Le “vedove” di Joselito, interpretate da uomini travestiti con abiti neri sgargianti, piangono la morte del carnevale con lamenti esagerati e teatrali, interrotti da improvvisi scoppi di risa e danze. Il feretro di Joselito, spesso rappresentato da una bambola di pezza o da un fantoccio, viene portato in processione accompagnato da musica e fiumi di alcol. Alla fine della giornata, in diverse zone della città, Joselito viene simbolicamente bruciato, segnando la conclusione ufficiale delle celebrazioni.

Ma la tradizione vuole che Joselito risorga l’anno successivo, pronto a far festa di nuovo. Questo ciclo di morte e rinascita rappresenta il carattere ciclico del carnevale, che ogni anno torna a riunire la comunità barranquillera in una celebrazione collettiva di identità e appartenenza.

Informazioni pratiche per vivere il carnevale

Per chi desidera partecipare al Carnevale di Barranquilla, il periodo migliore per prenotare voli e alloggi è tra novembre e gennaio, poiché i prezzi tendono a salire vertiginosamente a ridosso dell’evento. La città dispone di un aeroporto internazionale, l’Aeropuerto Internacional Ernesto Cortissoz, situato a circa quindici chilometri dal centro.

Durante il carnevale, gli hotel aumentano le tariffe e richiedono soggiorni minimi di tre o quattro notti. Un’alternativa più economica è affittare appartamenti attraverso piattaforme online o soggiornare nelle case di famiglie locali. I quartieri più comodi per seguire le parate sono El Prado, Alto Prado e Riomar, zone residenziali sicure e ben collegate.

Il clima di Barranquilla a febbraio è caldo e umido, con temperature che oscillano tra i 25 e i 32 gradi. È fondamentale portare cappelli, occhiali da sole e creme solari ad alta protezione, oltre a vestiti leggeri e comodi per ballare. L’idratazione è essenziale: l’acqua imbottigliata è disponibile ovunque a prezzi accessibili.

Dal punto di vista della sicurezza, il carnevale è un evento molto controllato, con forte presenza di polizia e militari. Tuttavia, come in ogni grande manifestazione di massa, è consigliabile prestare attenzione ai propri effetti personali, evitare di ostentare oggetti di valore e muoversi in gruppo durante le ore notturne.